News http://w.avvocatomichelebonetti.it Tue, 26 May 2020 00:09:53 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it Responsabilità del datore di lavoro per contagio da Coronavirus http://w.avvocatomichelebonetti.it/notizie/2136-responsabilita-del-datore-di-lavoro-per-contagio-da-coronavirus http://w.avvocatomichelebonetti.it/notizie/2136-responsabilita-del-datore-di-lavoro-per-contagio-da-coronavirus Responsabilità del datore di lavoro per contagio da Coronavirus

Quando si determina la responsabilità del datore di lavoro per contagio da Coronavirus, cosa fare e come fare ricorso per chiedere il risarcimento del danno da infortunio per contaminazione da Covid 19. Quali sono i doveri del capo e come fare la richiesta.

ll “Decreto Cura Italia” considera il contagio da coronavirus in ambito di lavoro come un infortunio. Il datore di lavoro, pertanto, ha una responsabilità rispetto ai propri dipendenti. Deve assicurare loro, oltre alle norme antinfortunistiche tradizionali, anche  le precauzioni per evitare il contagio: cosa fare se si è preso il virus sul posto di lavoro? Come chiedere il risarcimento danni appellandosi alla responsabilità del datore di lavoro?
In un contesto difficile, come quello dell’emergenza sanitaria in corso, lavorare può essere stato considerato un privilegio per molti, almeno in fase di lockdown.

Oggi, però, le porte di quasi tutte le filiere produttive sono aperte. Dipendenti e lavoratori devono attenersi a norme rigide per la salvaguardia personale e collettiva. Secondo l’ultimo DPCM in ordine cronologico, infatti, il datore di lavoro è responsabile dell’eventuale contagio dei suoi dipendenti e deve attuare severi protocolli per evitare ogni tipo di rischio.

Ne abbiamo parlato con l’Avvocato Michele Bonetti, iscritto all’Ordine degli Avvocati di Roma dal 2005. Abilitato al patrocinio innanzi le giurisdizioni superiori dal 2016. Il nostro esperto ha una formazione giuslavoristica ed è stato consulente per diverse aziende italiane. A lui abbiamo chiesto “quali sono le norme che disciplinano le responsabilità del datore di lavoro in caso in caso di contagio di un proprio dipendente da Covid 19?”, “a quanto ammonta il risarcimento e come fare la richiesta?”.

Responsabilità del datore di lavoro per contagio da Covid 19 in azienda e in fabbrica: come funziona? Quali sono le norme che disciplinano il caso?
“La normativa di carattere generale sugli infortuni del lavoro è molto ampia. E in essa si iscrivono i principi per l’infortunio sul lavoro in caso di contagio da Covid-19. Il datore di lavoro risponde della mancata osservanza delle norme a tutela dell’integrità fisica dei prestatori di lavoro prevalentemente in base all’art. 2087 c.c. e al D.Lgs. n. 81/2008 (T.U. Salute e Sicurezza sul lavoro) il quale coordina, le norme in materia di salute e di sicurezza dei lavoratori nel luogo di lavoro. – Ci fa sapere l’Avvocato Michele Bonetti –
“Oggi, iI Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020 cd “Decreto Cura Italia” all’art. 42 comma 2 e conseguentemente la circolare Inail n. 13 del 3 aprile 2020 fanno rientrare l’infezione da coronavirus nell’alveo delle malattie meritevoli di copertura Inail per gli assicurati che la contraggono “in occasione di lavoro”. – continua – “Da ultimo, l’articolo 2, comma 6, del DPCM 26 aprile 2020, impone alle imprese di osservare il c.d. protocollo per le misure di contrasto e il contenimento della diffusione del Covid – 19 negli ambienti di lavoro.

“In questo periodo si sono poi susseguite numerose circolari che hanno chiarito non solo le modalità operative della normativa. Ma anche il suo campo di applicazione. Recente è la circolare INAIL del 15 maggio che ha chiarito come l’accertamento dell’infortunio sul lavoro da contagio Covid 19 non sia rilevante al fine dell’accertamento della responsabilità penale del datore di lavoro.

Cosa prevede che faccia per il datore di lavoro

“Molto discusse sono le questioni inerenti alla possibilità del datore di lavoro di richiedere ai propri dipendenti di sottoporsi a particolari accertamenti, come la misurazione della temperatura corporea o ai famosi test sierologici etc.” – dice l’esperto -.
“Il protocollo prevede la possibilità del datore di lavoro di effettuare la misurazione della temperatura, senza la registrazione di alcun dato o garantendo, in caso di temperatura che impedisca l’accesso ai locali aziendali la tutela della identità del lavoratore. Per quanto riguarda i test sierologici, il datore di lavoro non può effettuarli ai propri dipendenti. (tantomeno i tamponi). Il Garante ha specificato che il datore di lavoro può richiedere ai propri dipendenti di effettuare test sierologici solo se disposto dal medico competente o da altro professionista sanitario. Il dibattito è molto acceso - sottolinea l'egregio Avvocato.

Risarcimento del danno per contagio da Coronavirus sul posto di lavoro

La domanda sorge spontanea nel decifrare la questione della responsabilità del datore di lavoro in caso di contagio da Covid 19. Quali sono i criteri per accertare questo specifico infortunio?
L’avvocato Michele Bonetti ci risponde egregiamente. “Fondamentale innanzitutto è “l’occasione di lavoro”, ossia che il contagio sia avvenuto nello svolgimento delle mansioni lavorative o di attività strumentali o propedeutiche. Ad esempio durante il tragitto casa-lavoro o durante il compimento delle attività preparatorie allo svolgimento dell’attività lavorative“. Ma c’è di più, perchè non è così facile stabilire la questione e l’esperto lo chiarisce.
“Problemi vi potranno essere, come si può comprendere, in merito all’onere della prova circa il luogo e i modi del contagio. Per gli operatori sanitari l’Inail ha chiarito, con la circolare n. 13/2020, che sussiste una presunzione semplice di origine professionale considerando l’elevatissima possibilità di contagio nell’esercizio delle mansioni professionali.”
“Presunzione che può rinvenirsi (da valutarsi caso per caso) per tutte quelle attività che richiedono frequenti contatti con il pubblico o che abbiano avuto contatti con un collega di lavoro positivo. – Continua – In questi casi la presunzione può essere superata solo dalla prova certa della mancanza di contatti efficaci per la trasmissione del virus o magari dalla incompatibilità dei tempi di latenza con quelli dell’insorgere della malattia”– specifica Bonetti.

Accertamento responsabilità datore di lavoro per contagio da Covid-19

Come funziona per accertare che l’infortunio sia avvenuto a lavoro, quindi a responsabilità del datore di lavoro?  “Le regole da rispettarsi sono quelle di qualsiasi altro infortunio sul lavoro. Vi sarà un medico accertatore che verificherà anche in base alle circostanze contingenti, che il contagio è intervenuto in occasione dell’attività lavorativa. Sarà trasmessa all’ente previdenziale la certificazione medica e si aprirà la procedura per la verifica dell’accaduto e la eventuale liquidazione delle somme a cui si ha diritto.”

“Il percorso è identico a quello di qualsiasi altro infortunio sul lavoro. Vige l’obbligo in capo al datore di lavoro, qualora sia venuto a conoscenza dell’eventuale contagio, di effettuare la denuncia agli organi competenti. Prevediamo, alla luce della particolarità della patologia che non sempre sarà facile accertare il momento in cui risale il contagio. In tal caso, vi sarà la necessità dell’ausilio di tecnici del diritto e medico – legali”.

Ma, se l’infortunio e la responsabilità del datore di lavoro è confermato, a quanto ammonta il risarcimento? “Tutto dipende dal danno che si ha dall’infortunio che può variare da un lieve dannotemporaneo, sino alle infermità permanenti o addirittura alla morte. Le cifre vengono commisurate al danno fisico e all’età del soggetto”.
Richiesta risarcimento del danno per contagio da Covid-19 sul lavoro
Arrivati a questo punto, è essenziale, capire nel concreto come funziona la richiesta di risarcimento del danno per contagio da Covid 19 a lavoro.
“All’avvio della pratica di infortunio è tenuto il medico di prime cure attraverso la redazione e la contestuale trasmissione telematica del certificato alla sede territoriale competente dell’Istituto. I termini di prescrizione (triennale per indennità, quinquennale e decennale per le rendite) e decadenza (90 gioni) delle azioni a tutela delle prestazioni a tutela del lavoratore (e degli eredi) sono sospesi dal 23 febbraio al 1° giugno 2020.”
“Con la Circolare n. 13 del 3 aprile INAIL è stato precisato che per alcune categorie di lavoratori il contagio durante la prestazione professionale è presunta. Non vi è, quindi, necessità che il soggetto ne dia prova. Nei casi in cui non vi sia presunzione, l’accertamento medico – legale seguirà le ordinarie modalità di accertamento. Queste non potranno prescindere dall’accertamento del contagio e dalla valutazione di tutti gli ulteriori aspetti che potranno essere provate con qualsiasi mezzo di prova”. – Conclude l’Avvocato Michele Bonetti –

 

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Mon, 25 May 2020 09:50:47 +0000
"Studio legale Bonetti & Delia" tra i migliori dell'anno http://w.avvocatomichelebonetti.it/notizie/2133-studio-legale-bonetti-delia-tra-i-migliori-dell-anno http://w.avvocatomichelebonetti.it/notizie/2133-studio-legale-bonetti-delia-tra-i-migliori-dell-anno

Anche quest’anno lo studio legale degli Avvocati Michele Bonetti & Santi Delia è stato selezionato tra i migliori studi legali dell’anno 2020. 

Per il secondo anno consecutivo, l’indagine è stata realizzata dalla società di ricerca de “Il Sole 24 ore” in collaborazione con il settimanale Guida al diritto, che hanno stilato la classifica dei migliori studi legali Italiani.

Nel dettaglio, l’indagine tiene conto di oltre 330 eccellenze italiane diversificate in macro categorie di contenzioso, che spiccano nel mondo legale per competenza impegno e dedizione.

“Un grazie di cuore va a tutti i nostri clienti che costantemente si affidano a noi e alla passione per il lavoro che ogni giorno svolgiamo”, commenta così l’Avvocato Michele Bonetti orgoglioso di aver raggiunto questo traguardo insieme a tutto il suo team.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Wed, 20 May 2020 16:01:41 +0000
CONCORSI PUBBLICI: QUALI SONO GLI EFFETTI DELL’AMMISSIONE DEI CONCORRENTI ESCLUSI A SEGUITO DI PROVVEDIMENTO DEL G.A. SULLA GRADUATORIA FINALE? E’ ATTO, IN PARTE QUA, IMPUGNABILE? http://w.avvocatomichelebonetti.it/notizie/2100-concorsi-pubblici-quali-sono-gli-effetti-dell-ammissione-dei-concorrenti-esclusi-a-seguito-di-provvedimento-del-g-a-sulla-graduatoria-finale-e-atto-in-parte-qua-impugnabile http://w.avvocatomichelebonetti.it/notizie/2100-concorsi-pubblici-quali-sono-gli-effetti-dell-ammissione-dei-concorrenti-esclusi-a-seguito-di-provvedimento-del-g-a-sulla-graduatoria-finale-e-atto-in-parte-qua-impugnabile CONCORSI PUBBLICI: QUALI SONO GLI EFFETTI DELL’AMMISSIONE DEI CONCORRENTI ESCLUSI A SEGUITO DI PROVVEDIMENTO DEL G.A. SULLA GRADUATORIA FINALE? E’ ATTO, IN PARTE QUA, IMPUGNABILE?

Il T.A.R. del Lazio accogliendo la tesi dell’Avvocato Santi Delia – founder di Bonetti & Delia – ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto avverso la graduatoria ENAC a 37 posti di Ispettore aeroportuale che rimane in vigore anche con riguardo ai soggetti ammessi pur se in possesso di un voto di laurea inferiore a 105/110.

Il fatto.

23 febbraio del 2018 l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (d’ora in poi ENAC) bandiva il concorso pubblico a 37 posti di Ispettore aeroportuale nei ruoli del personale dell’ENAC, area operativa – categoria C, posizione economica C1 di cui al CCNL del personale non dirigente.

In particolare, tra i requisiti di accesso a tale procedura, l’art 2 del bando, relativo ai requisiti di ammissione, prevedeva che fosse necessario “essere in possesso di un Diploma di Laurea in Giurisprudenza, Economia, Scienze Politiche o lauree equipollenti, conseguito con votazione non inferiore a 105/110”.

La questione sorge proprio a causa dell’ultimo requisito appena menzionato. Infatti i candidati sprovvisti di tale votazione sarebbero stati esclusi dalla procedura concorsuale.

Accade che, a seguito di azione giudiziale proposta dinnanzi il TAR Lazio, taluni candidati impugnavano la sopracitata previsione della lex specialis ritenendola, appunto, illegittima.

Così Il giudice di prime cure, in fase cautelare, consentiva ai ricorrenti di partecipare alle prove concorsuali e, successivamente, con sentenza n. 7777/2019, accoglieva definitivamente il ricorso così che la graduatoria definitiva comprendeva anche i soggetti esclusi.

L’Amministrazione procedente, nel rispetto della parità di trattamento oltre che per evitare, evidentemente, il sorgere di ulteriori contenziosi, estendeva gli effetti del provvedimento giudiziale anche ai candidati non ricorrenti che si trovavano nella medesima situazione.

La clausola del bando, avendo appunto effetti erga omnes, è stata prima sospesa e poi annullata per tutti i candidati a nulla valendo l’impugnazione tempestiva o meno della stessa.

La vicenda, seppur non ancora conclusa, a causa della proposizione del gravame dinnanzi al Consiglio di Stato da parte dell’ENAC, percorre adesso una via trasversale.

La questione processuale: è impugnabile la graduatoria in ragione dell’ammissione di taluni soggetti in forza di provvedimenti giudiziali?

Tale via è stata, per l’appunto, tracciata da una dei concorrenti che, anziché utilizzare il tradizionale rimedio dell’appello o dell’opposizione di terzo, decide di introdurre un nuovo ed autonomo giudizio dinnanzi al TAR Lazio, chiedendo l’annullamento della graduatoria, nel frattempo pubblicata in data 03/12/2019, nella parte in cui conteneva i soggetti ammessi dallo stesso T.A.R. Lazio.

Il nostro studio è intervenuto in tale giudizio al fianco dei soggetti ammessi a partecipare al concorso in disapplicazione della clausola limitative legata al voto di laurea (di cui all’art. 2 del bando di concorso), sostenendo l’inammissibilità dell’azione proposta in quanto l’ampliamento degli effetti della sentenza a tutti i candidati, non risulta, come erroneamente ritenuto dalla ricorrente, illegittimo, ma dettato dalla necessità di eseguire un provvedimento giurisdizionale che, per sua natura, produce effetti erga omnes.

Solo in sede di gravame, dunque, la ricorrente avrebbe dovuto censurare la sentenza così da impedirne gli effettie non certo con autonoma azione.

La questione, quindi, non può essere posta in termini di illegittimità del provvedimento amministrativo posto, per l’appunto, in esecuzione della sentenza, ma solo in termini di una possibile illegittimità attinente la sentenza emessa, dato che la stessa non solo ha permesso l’ampliamento del numero dei candidati partecipanti al concorso, ma ha altresì fornito loro la possibilità, nonostante l’assenza del requisito richiesto dal bando, di essere inseriti, all’esito del concorso, nel novero dei vincitori.

Per tali ragioni il ricorso, così come confermato dalla sentenza n. 4242 del 27 aprile 2020, non può che essere inammissibile poichè non è contestabile il provvedimento dell’Amministrazione, nella specie la graduatoria finale, adottato in esecuzione di un provvedimento giudiziale, ma soltanto il provvedimento giudiziale, quest’ultimo peraltro effettivamente impugnato dinnanzi al Consiglio di Stato (dall’Amministrazione) ed in attesa di decisione.

In definitiva queste le parole del Giudice Amministrativo nella sentenza da ultimo citata: “Il ricorso non può essere accolto perché attraverso la sua proposizione si vuole contestare l’esito parziale di un giudizio promosso da coloro che risultavano esclusi per mancanza di un voto di laurea pari almeno a 105/100 e che ha visto l’ammissione con riserva in sede cautelare e la successiva sentenza di accoglimento del ricorso con appello dell’ENAC fissato per l’udienza del 21.4.2020 innanzi al Consiglio di Stato. La ricorrente avrebbe dovuto appellare la sentenza del TAR che aveva confermato l’ammissione con riserva: se anziché proporre appello, anche incidentale, ogni controinteressato potesse contestare l’atto frutto di provvedimento giurisdizionale proponendo autonomo contenzioso, ci sarebbe una moltiplicazione di contenziosi anziché utilizzare il rimedio dell’appello o dell’opposizione di terzo” tale ultima possibilità, tra l’altro, assolutamente contraria ai principi del nostro ordinamento giuridico inerenti alla ragionevole durata e speditezza dei processi.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Mon, 04 May 2020 08:39:21 +0000
IL TAR DEL LAZIO ACCOGLIE IL RICORSO AVVERSO IL NUMERO CHIUSO PER UN CORSO DI LAUREA DELL'UNIVERSITA' DI TOR VERGATA E APRE AGLI STUDENTI. http://w.avvocatomichelebonetti.it/notizie/2099-il-tar-del-lazio-accoglie-il-ricorso-avverso-il-numero-chiuso-per-un-corso-di-laurea-dell-universita-di-tor-vergata-e-apre-agli-studenti http://w.avvocatomichelebonetti.it/notizie/2099-il-tar-del-lazio-accoglie-il-ricorso-avverso-il-numero-chiuso-per-un-corso-di-laurea-dell-universita-di-tor-vergata-e-apre-agli-studenti IL TAR DEL LAZIO ACCOGLIE IL RICORSO AVVERSO IL NUMERO CHIUSO PER UN CORSO DI LAUREA DELL'UNIVERSITA' DI TOR VERGATA E APRE AGLI STUDENTI.
L' Università di Tor Vergata aveva limitato l’accesso al corso di laurea magistrale in Scienze della Nutrizione Umana in duplice modo: da un lato bandendo un contingente di 73 posti disponibili per la presenza di laboratori ad alta specializzazione, dall’altro, imponendo il superamento di una soglia di sbarramento pari a 10 punti. Con l'ordinanza n. 3287/2020 il TAR Lazio accoglie il ricorso rilevando l'illegittimità del doppio sbarramento anche alla luce dell'attivazione della c.d. “didattica a distanza” “Rilevato che, in base a quanto da ultimo allegato dal ricorrente (vedi deposito del 30.3.2020), risulta che l’Università degli studi di Tor Vergata stia proseguendo l’attività didattica “a distanza”, il che determina il riconoscimento dell’interesse del ricorrente ad ottenere la misura cautelare invocata; Ritenuto, dopo il sommario esame proprio della presente fase, che (...), “l’illegittimità della scelta dell’amministrazione di non consentire - ove (come nel caso di specie) siano stati ammessi, in ragione della soglia minima prevista, un numero di candidati inferiore al numero dei posti disponibili – lo scorrimento della relativa graduatoria fino alla copertura integrale di tali posti, osservando il Collegio come, in tali condizioni, l’acquisizione di forze universitarie inferiori alle complessive potenzialità recettive della struttura universitaria contrasti con la dichiarata finalità della programmazione delle immatricolazioni, consistente nella piena e completa saturazione di tutti i posti disponibili, anche in relazione ai principi costituzionali stabiliti agli articoli 33 e 34 della Costituzione (…) sicché appare del tutto irragionevole non utilizzare i posti disponibili rimasti vacanti, non consentendo una riapertura della graduatoria in favore degli studenti che abbiano riportato un punteggio inferiore alla soglia minima stabilita fino alla copertura del contingente di posti reso disponibile dall’Ateneo all’esito di un iter istruttorio (presumibilmente) adeguato e approfondito, volto all’esatta ricognizione del potenziale formativo disponibile”. “L'ordinanza” - riporta l’Avv. Michele Bonetti che ha visto da parte del Tar l’accoglimento delle sue tesi - “impone, alla luce delle nuove modalità di didattica on line, il ripensamento della validità del sistema ad accesso programmato sino ad oggi posto in essere dall'Amministrazione. Il concetto di capienza e di potenziale formativo dovranno essere necessariamente rivalutate alla luce delle nuove modalità di didattica con il conseguente aumento delle disponibilità dei posti per le immatricolazioni. Trattasi di un importante precedente del nostro studio legale Bonetti & Delia anche per il riconoscimento delle lezioni on Line e della illegittima chiusura e per il contingentamento del numero chiuso per il corso di laurea dell’ateneo romano.
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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Sat, 02 May 2020 12:39:30 +0000
IL CONSIGLIO DI STATO RICONOSCE IL DIRITTO AD AVERE LE ORE ADEGUATE DI SOSTEGNO ANCHE IN PRESENZA DELLA DIDATTICA A DISTANZA. http://w.avvocatomichelebonetti.it/notizie/2098-il-consiglio-di-stato-riconosce-il-diritto-ad-avere-le-ore-adeguate-di-sostegno-anche-in-presenza-della-didattica-a-distanza http://w.avvocatomichelebonetti.it/notizie/2098-il-consiglio-di-stato-riconosce-il-diritto-ad-avere-le-ore-adeguate-di-sostegno-anche-in-presenza-della-didattica-a-distanza IL CONSIGLIO DI STATO RICONOSCE IL DIRITTO AD AVERE LE ORE ADEGUATE DI SOSTEGNO ANCHE IN PRESENZA DELLA DIDATTICA A DISTANZA.
Con decreto pubblicato in data 30 aprile 2020 il Consiglio di Stato, accoglie il ricorso presentato dagli Avvocati Michele Bonetti, Alfonso Amoroso e Santi Delia consentendo le ore di sostegno necessarie ad una minore disabile alla luce “della sospensione delle attività di didattica”. Nel caso oggetto di esame il PEI riconosceva il diritto ad ottenere il massimo delle ore di sostegno, ma solo per il futuro e non per il corrente anno accademico anche considerando la nota sospensione delle attività scolastiche per la vicenda Covid19. A fronte di 25 ore di sostegno all'alunna erano state concesse solo 15 ore. Il Consiglio di Stato riconosce il diritto della minore ad ottenere il sostegno scolastico anche in presenza della didattica on line al fine della tutela del diritto allo studio costituzionalmente garantito e della tutela delle disabilità. “Il Consiglio di Stato rilevando l'estrema urgenza della situazione, ha chiarito che il diritto allo studio è un diritto generalizzato che non può essere sospeso per alcuna motivazione e che a maggior ragione deve essere rispettato in un momento di difficoltà anche nell'interesse dell'intera collettività che deve far fronte alle diverse necessità dei singoli senza alcuna eccezione” dichiara l'Avvocato Michele Bonetti che sottolinea l'importanza che l'Amministrazione garantisca, anche in questo momento eccezionale, la continuità didattica a tutti gli studenti e soprattutto ai più deboli e bisognosi non lasciando indietro nessuno.
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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Sat, 02 May 2020 12:27:37 +0000
Lo Studio Legale Bonetti & Partners tra i candidati nella selezione 2020 Public Law. http://w.avvocatomichelebonetti.it/notizie/2095-lo-studio-legale-bonetti-partners-tra-i-candidati-nella-selezione-2020-public-law http://w.avvocatomichelebonetti.it/notizie/2095-lo-studio-legale-bonetti-partners-tra-i-candidati-nella-selezione-2020-public-law Lo Studio Legale Bonetti & Partners tra i candidati nella selezione 2020 Public Law.

Siamo nella selezione 2020 Public Law. La ricerca di Milano Finanza e Class Cnbc seleziona due Professionisti del nostro studio, l’Avv. Michele Bonetti e Santi Delia nella Sezione professionisti, oltre a tutto il nostro studio tra “I migliori avvocati e i migliori studi Legali 2020 Corporate”.
“I migliori avvocati e i migliori studi Legali 2020 Corporate”.
Il criterio guida per l’attribuzione del premio è basata sull’analisi delle operazioni avanzate dai professionisti collegate a contratti con Pubbliche Amministrazioni ed enti locali, gare d’appalto della Pubblica Amministrazione, diritto ambientale e contenzioso amministrativo.
L’Avvocato Bonetti ha così commentato la propria candidatura: “Siamo onorati ed orgogliosi di concorrere alla Selezione di professionisti, unitamente a tantissimi stimati e apprezzati Avvocati del foro italiano e del mondo accademico.”

 

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Sat, 25 Apr 2020 09:59:17 +0000
Lo Studio Legale Bonetti & Partners tra i candidati nella selezione 2020 Public Law http://w.avvocatomichelebonetti.it/notizie/2093-lo-studio-legale-bonetti-partners-tra-i-candidati-nella-selezione-2020-public-law http://w.avvocatomichelebonetti.it/notizie/2093-lo-studio-legale-bonetti-partners-tra-i-candidati-nella-selezione-2020-public-law Lo Studio Legale Bonetti & Partners tra i candidati nella selezione 2020 Public Law

Siamo nella selezione 2020 Public Law. La ricerca di Milano Finanza e Class Cnbc seleziona due Professionisti del nostro studio, l’Avv. Michele Bonetti e Santi Delia nella Sezione professionisti, oltre a tutto il nostro studio tra “I migliori avvocati e i migliori studi Legali 2020 Corporate”.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Sat, 25 Apr 2020 09:05:40 +0000
Lo Studio Legale Bonetti & Partners tra i candidati nella selezione 2020 Public Law http://w.avvocatomichelebonetti.it/notizie/2092-lo-studio-legale-bonetti-partners-tra-i-candidati-nella-selezione-2020-public-law http://w.avvocatomichelebonetti.it/notizie/2092-lo-studio-legale-bonetti-partners-tra-i-candidati-nella-selezione-2020-public-law Lo Studio Legale Bonetti & Partners tra i candidati nella selezione 2020 Public Law

Siamo nella selezione 2020 Public Law. La ricerca di Milano Finanza e Class Cnbc seleziona due Professionisti del nostro studio, l’Avv. Michele Bonetti e Santi Delia nella Sezione professionisti, oltre a tutto il nostro studio tra “I migliori avvocati e i migliori studi Legali 2020 Corporate”.

Il criterio guida per l’attribuzione del premio è basato sull’analisi delle operazioni avanzate dai professionisti collegate a contratti con Pubbliche Amministrazioni ed enti locali, gare d’appalto della Pubblica Amministrazione, diritto ambientale e contenzioso amministrativo.

L’Avvocato Bonetti ha così commentato la propria candidatura: “Siamo onorati ed orgogliosi di concorrere alla Selezione di professionisti, unitamente a tantissimi stimati e apprezzati Avvocati del foro italiano e del mondo accademico.”

 

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Sat, 25 Apr 2020 09:05:40 +0000
EMERGENZA COVID E GESTIONE APERTURA DEGLI STUDI DI ROMA E MESSINA http://w.avvocatomichelebonetti.it/notizie/2088-emergenza-covid-e-gestione-apertura-degli-studi-di-roma-e-messina http://w.avvocatomichelebonetti.it/notizie/2088-emergenza-covid-e-gestione-apertura-degli-studi-di-roma-e-messina EMERGENZA COVID E GESTIONE APERTURA DEGLI STUDI DI ROMA E MESSINA
Si comunica che nel pieno rispetto della normativa vigente anche in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e dell’attuale normativa in materia di emergenza sanitaria, lo studio legale è aperto con la presenza quotidiana in loco dei Professionisti dello Studio al fine di continuare a garantire ai nostri clienti e a tutti Voi la massima assistenza. Abbiamo adottato ogni misura per garantire, la salute dei professionisti e del personale dello Studio e dei clienti per scongiurare ogni rischio rispetto all’emergenza sanitaria in atto; pertanto nonostante la formale riapertura dello studio, gli appuntamenti continueranno a svolgersi tramite le modalità telematiche e telefoniche che pattuiremo insieme e nel rispetto della normativa anche sulla privacy e soprattutto con scrupolosa osservanza del codice deontologico. Tali sforzi, di fatto attuati sin dall'inizio dell'emergenza sanitaria, seguono le indicazioni provenienti dalla Giustizia Amministrativa che, come è noto e divulgato anche a mezzo comunicati stampa, ha sempre operato a pieno regime non arrestando la possibilità di accesso alla tutela dei cittadini. Il nostro Studio rimane quindi a Vostra piena disposizione per ogni eventuale necessità, nonostante le circostanze eccezionali, e per agevolare la comunicazione rappresentiamo la nostra disponibilità con le seguenti modalità ROMA: dal lunedì al venerdì in orari di ufficio e il sabato mattina dalle 9 alle 13.30. Via e-mail al nostro indirizzo info@avvocatomichelebonetti.it, nonché telefonicamente nei consueti orari di ufficio ai numeri di telefono 39 06.3728853 | +39 06.39749383 | +39 06.39737480 | +39 06. 39740882 39 349.4216026 - +39 391.3766108 MESSINA: dal lunedì al venerdì (dalle 9 alle 13 e dalle 14.30 alle 19) e il sabato mattina (solo a mezzo mail dalle 9 alle 12.30). Via e-mail al nostro indirizzo santi.delia@avvocatosantidelia.it, nonché telefonicamente nei consueti orari di ufficio ai numeri di telefono 39 090.6012198 | +39 090.6406782 |
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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Tue, 21 Apr 2020 10:08:33 +0000
Bocciatura illegittima in mancanza di valutazione del contesto psicologico ed ambientale del ragazzo sottoposto a maltrattamenti a scuola: la nuova sentenza del Consiglio di Stato. http://w.avvocatomichelebonetti.it/notizie/2087-bocciatura-illegittima-in-mancanza-di-valutazione-del-contesto-psicologico-ed-ambientale-del-ragazzo-sottoposto-a-maltrattamenti-a-scuola-la-nuova-sentenza-del-consiglio-di-stato http://w.avvocatomichelebonetti.it/notizie/2087-bocciatura-illegittima-in-mancanza-di-valutazione-del-contesto-psicologico-ed-ambientale-del-ragazzo-sottoposto-a-maltrattamenti-a-scuola-la-nuova-sentenza-del-consiglio-di-stato Bocciatura illegittima in mancanza di valutazione del contesto psicologico ed ambientale del ragazzo sottoposto a maltrattamenti a scuola: la nuova sentenza del Consiglio di Stato.

Con il provvedimento n. 2423/2020 del 15.04.2020 il Giudice amministrativo d’appello torna ad occuparsi di un contenzioso afferente alla mancata ammissione di un alunno alla seconda classe della scuola secondaria di secondo grado. Trattasi, come noto, di situazioni sempre più frequentemente rimesse alla giustizia amministrativa e che richiedono uno scrutinio approfondito quanto lungimirante laddove rilevano irregolarità macroscopiche nell’applicazione della normativa vigente (a tal proposito si veda l’approfondimento reperibile al presente link) o soprattutto si fanno portavoce di un malessere, un turbamento dell’alunno, come avvenuto nel caso in argomento.

La situazione sottoposta al giudice, difatti, non atteneva unicamente alla bontà della valutazione operata dagli insegnanti, bensì si incardinava in un contesto ben più peculiare, contraddistinto, in base ai rilievi forniti dai genitori, da presunti reiterati maltrattamenti perpetrati da un professore a danno degli alunni. In considerazione degli stessi, i quali inevitabilmente si erano ripercossi negativamente sulla resa scolastica del ricorrente, i genitori avevano adito il TAR Basilicata chiedendo l’annullamento dei provvedimenti del Consiglio di classe che, tralasciando ogni valutazione sulla condotta del docente, si erano limitati a calcolare la media aritmetica dei voti del ragazzo senza considerare le variabili personali, temporali ed ambientali, e conseguentemente ne avevano disposto la bocciatura.

Il giudice di primo grado investito, però, aveva respinto le doglianze del ricorrente facendo leva sul rendimento scolastico insufficiente. Non veniva dunque presa in esame la peculiare situazione dell’alunno, le sevizie eventualmente subite e lo stato psicologico con cui lo stesso si sarebbe approcciato alla scuola proprio a seguito di quanto accaduto tra le mura dell’istituto. Anzi, tale situazione specifica passava del tutto in secondo piano, surclassata dalle risultanze del Consiglio di classe.

Secondo il TAR, la mera media aritmetica, oggettiva ed indefettibile, era l’unico dato rilevante ai fini della promozione o bocciatura dell’alunno, senza che le altre componenti psicologiche o ambientali potessero in alcun modo influire sulle prospettive future del ragazzo.

Avverso la sentenza di rigetto del giudice di prime cure si è adito il Consiglio di Stato che, con la pronuncia in argomento, ha ribaltato il punto di vista del TAR accordando al discente piena tutela.

Il giudice d’appello, difatti, ha preso le mosse proprio dalla situazione di turbamento e disagio paventata dal ricorrente e, anche in considerazione della denuncia querela formulata dai genitori e del successivo avviso di conclusione delle indagini preliminari (in base al quale il Tribunale di Matera ha proceduto nei confronti del professore per il delitto di cui agli arti. 81 cpv. e 572 c.p.), ha disposto un approfondimento istruttorio circa la consistenza dei fatti addebitati al docente.

Le vicissitudini richiamate all’interno della querela, invero, attenevano a condotte del professore particolarmente gravi, come punizioni fisiche agli alunni, reiterate mortificazioni degli stessi anche innanzi all’intera classe e addirittura episodi di maltrattamenti che terminavano con danni fisici ai ragazzi. Fatti che, laddove dovessero essere veritieri, non potrebbero non aver modificato, distorto, la percezione dell’adolescente sulla scuola, facendone plausibilmente un luogo di sofferenza e turbamento anziché uno di comprensione e formazione.

Non può tacersi, quindi, la portata degli episodi in trattazione che, in antitesi ai plurimi interventi di sensibilizzazione contro il bullismo ed il cyber bullismo dilagante negli istituti di istruzione, potrebbe aver costituito uno strumento di vero e proprio bullismo dell’insegnante sull’alunno.

Ebbene il giudice d’appello, sensibile ad una situazione tanto delicata, e nell’intento di approfondire quanto più possibile la veridicità degli episodi di maltrattamenti subiti dal ricorrente, disponeva un’ampia istruttoria, raccomandando all’amministrazione di fornire ogni elemento utile per chiarire i fatti ed altresì, d’ufficio, l'acquisizione di informazioni e documenti utili ai fini del decidere che fossero nella disponibilità della pubblica amministrazione.

A differenza di quanto avvenuto in primo grado, quindi, veniva accordata un’importanza imprescindibile alla situazione specifica patita dall’alunno, su cui si chiedeva all’amministrazione di approfondire.

Se il TAR si era dimostrato sordo alla contestualizzazione della resa scolastica del ragazzo, come inevitabilmente influenzata dalle vicissitudini evidenziate, il Consiglio di Stato si è invece concentrato proprio su di esse, manifestando una preoccupazione viva, umana, su quanto accaduto tra le mura scolastiche.

E proprio l’inerzia immotivata dell’amministrazione sulle richieste del Consesso è posta a fondamento della decisione d’appello. Il significativo inadempimento processuale perpetrato dalla PA, difatti, è stato valutato ai sensi dell’art. 64 cpa, sia in ottemperanza al principio di non contestazione sia in termini di contegno della parte processuale. Va da sé evidentemente che, in mancanza di depositi in grado di smontare la tesi del ricorrente, debba presumersi l’inesistenza stessa di documenti, dati, informazioni che possano controbattere alle doglianze dell’alunno, soprattutto in considerazione del fatto che l’omesso deposito non è in alcun modo motivato dall’amministrazione.

L’inerzia immotivata su rilievi irrinunciabili ai fini della definizione del contenzioso, ha condotto all’accoglimento dell’appello con conseguente ammissione dell’alunno alla classe successiva.

Ancora una volta il Consiglio di Stato manifesta il proprio orientamento a garanzia dei singoli, confermando la preoccupazione ad emettere pronunce che siano il risultato di uno scrutinio rigoroso ed approfondito, di una visione d’insieme a 360 gradi atta a valutare tutte le componenti del contenzioso e ad accordare tutela a coloro i quali sono lesi da operatori che, in spregio ai principi posti a fondamento dell’attività amministrativa, abusano dei poteri loro forniti.

Ciò emerge a maggior ragione nel nostro caso, ove trattasi di ragazzi in erba, individui alla scoperta della propria identità e del proprio futuro, lesi proprio nel luogo preposto alla loro cura e formazione.

Senza interventi giurisprudenziali quali quello in esame gli alunni farebbero le spese di un sistema inefficiente, della carenza nei controlli, della condotta abusiva di alcuni individui. Si possono forse comprendere in tal senso le posizioni di coloro che premono per la fruizione ordinaria della didattica online, strumento oggi posto al centro dell’attenzione in virtù dell’emergenza pandemica, ma anche protagonista di un ampio dibattito sul futuro dell’insegnamento, le cui sorti sono immancabilmente legate alla propria duttilità al cambiamento secondo seri correttivi.

Di seguito si rimette la rassegna stampa con i relativi link: 

http://scuola24.ilsole24ore.com/art/scuola/2020-04-18/bocciatura-illegittima-se-non-si-valuta-contesto-psicologico-e-ambientale-dell-alunno-maltrattato-183624.php?uuid=ADzrZBL

https://www.gildavenezia.it/bocciatura-illegittima-se-non-si-valuta-il-contesto-psicologico-e-ambientale-dellalunno-maltrattato/

https://www.edscuola.eu/wordpress/?p=127887

http://www.abbanews.eu/diritti-e-costumi/bocciato/

https://www.lavocedeldiritto.it/index.php/altri-diritti/item/924-bocciatura-illegittima-in-mancanza-di-valutazione-del-contesto-psicologico-ed-ambientale-del-ragazzo-sottoposto-a-maltrattamenti-a-scuola-la-nuova-sentenza-del-consiglio-di-stato

https://www.semprediritti.it/index.php/focus/item/795-bocciatura-illegittima-in-mancanza-di-valutazione-del-contesto-psicologico-ed-ambientale-del-ragazzo-sottoposto-a-maltrattamenti-a-scuola-la-nuova-sentenza-del-consiglio-di-stato

https://www.avvocatosantidelia.it/2020/04/18/bocciatura-illegittima-in-mancanza-di-valutazione-del-contesto-psicologico-ed-ambientale-del-ragazzo-sottoposto-a-maltrattamenti-a-scuola-la-nuova-sentenza-del-consiglio-di-stato/

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Sat, 18 Apr 2020 11:17:42 +0000