Venerdì, 06 Dicembre 2013 16:33

CONCORSI DEI TEST A RISCHIO

Pubblicato in Numero chiuso

Tutti i concorsi per l'ammissione al Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia dal 2000 al 2010, sono illegittimi.

 

A dirlo è in modo DEFINITIVO e NON APPELLABILE il Supremo organo di giustizia amministrativa: l'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato che si è appena pronunciato su un ricorso dell’UDU patrocinato dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia.

 

Secondo i 15 Giudici dell'Adunanza Plenaria la cui seduta è stata presieduta dal Presidente del Consiglio di Stato Giovannini "nelle prove scritte dei pubblici concorsi o delle pubbliche selezioni di stampo comparativo una violazione non irrilevante della regola dell’anonimato da parte della Commissione determina de iure la radicale invalidità della graduatoria finale, senza necessità di accertare in concreto l’effettiva lesione dell’imparzialità in  sede di correzione ".

 

Il Supremo Consiglio amministrativo ha infatti affermato come il fondamentale principio dell’anonimato dei Concorsi Pubblici costituisca “il diretto portato del principio costituzionale di uguaglianza, nonché specialmente di quelli del buon andamento ed imparzialità della Pubblica Amministrazione”, la quale deve operare le proprie valutazioni senza lasciare spazio alcuno a rischi di condizionamenti esterni e garantendo quindi la par condicio dei candidati.

 

Le minuziose regole e le cautele previste sull’espletamento delle prove concorsuali riflettono, infatti, l’intento del Legislatore di qualificare la garanzia e l’effettività dell’anonimato quale elemento costitutivo dell’interesse pubblico primario a che gli stessi concorsi pubblici siano svolti nell’assoluta parità dei partecipanti e nella par condicio dei candidati.

 

Quando l’amministrazione si discosta in modo percepibile dall’osservanza di tali fondamentali regole, si determina una illegittimità di per sé rilevante ed insanabile, “essendo posto a rischio un bene fondamentale protetto dall’Ordinamento”, che è quello dell’imparzialità delle procedure concorsuali.

 

Nel caso esaminato dal Collegio, infatti, la Commissione ha fatto annotare sull’elenco alfabetico del codice dei candidati, accanto al nome di ciascuno di essi, il codice alfa-numerico CINECA riservato a lui attribuito, codice la cui funzione era appunto evitare che la prova fosse direttamente riferibile al nome del candidato.

 

Tale condotta ha comportato, ovviamente, una inequivocabile associazione del nome del candidato alla prova scritta da questo sostenuta, ledendo in modo evidente il principio dell’anonimato.

 

Ha rilevato inoltre il Collegio come non occorra accertare se a seguito della violazione il riconoscimento della prova del candidato abbia in concreto sviato la procedura di correzione, essendo sufficiente la mera astratta possibilità dell’avverarsi della vicenda. Ne consegue che “il comportamento della Commissione ha superato la soglia di criticità, mettendo a rischio tutti gli accorgimenti predisposti a livello normativo generale e di settore al fine di assicurare l'anonimato nella fase di correzione".

 

Sulla base di tali motivazioni, il Consiglio di Stato in Adunanza Plenaria ha accolto il nostro ricorso, dichiarando l’illegittimità delle procedure concorsuali relative all’accesso ai Corsi di Laurea a numero programmato.

 

L'UDU e il suo coordinatore Gianluca Scuccimarra avevano già evidenziato tali irregolarità, prima nei confronti dell'Ateneo di Messina, ed in seguito nei confronti di tutti gli altri Atenei d'Italia, sin dal 2007, denunciando la scelta del M.I.U.R. di imprimere il codice segreto sul foglio risposte e su tutta la documentazione di concorso, violazione portata avanti per anni dal Ministero nonostante gli scandali denunciati.

 

Secondo i legali dell’Udu anche quest'anno, per espresso ordine del Ministero, in tutte le sedi d'Italia, i commissari hanno visionato i codici segreti dei candidati consumando violazioni ancor più gravi rispetto al passato.

 

Il principio sottolineato dall’Adunanza Plenaria è a nostro avviso pienamente richiamabile nei ricorsi straordinari che stiamo predisponendo.

 

Per denunciare ancora una volta le ripetute violazioni e a salvaguardia della correttezza ed imparzialità dei test di ammissione, verrà inoltrato un ricorso straordinario diretto proprio al Consiglio di Stato che si è appena pronunciato sulla questione.

 

In questo anno accademico infatti, per la prima volta, nonostante le pregresse vittorie al TAR Campobasso, TAR Sassari e al Consiglio di Stato in sede consultiva, il Ministero ha impartito l’ordine di depositare la carta di identità accanto al codice segreto. In alcune sedi, come Firenze e Milano, vi sono stati ulteriori segni di riconoscimento, come i cartellini apposti sul petto dei candidati. In altre sedi ancora è stata effettuata una identificazione all’ingresso confrontando il nome ed il codice. Molto spesso, si è richiesto agli studenti di depositare i compiti seguendo uno scrupoloso ordine alfabetico; ovviamente, qualora la consegna del compito avvenga in ordine alfabetico, e non mediante inserimento in un’urna, come è prassi ad esempio nelle competizioni elettorali, vi è una facile identificabilità del compito col candidato.

 

A nostro avviso, tali violazioni non debbono portare all’annullamento dell’intera procedura concorsuale, con evidente lesione per ignari candidati che nulla hanno a che vedere con la violazione dell’anonimato e che hanno superato il test, ma portare all’iscrizione in sovrannumero dei nostri ricorrenti.

 

Dal 2007 lo Studio Michele Bonetti Avvocato & Partners con l’UDU elabora questa teoria seguita da ormai quasi la maggioranza dei TAR e da parte del Consiglio di Stato.

 

La sanzione, a nostro avviso, deve ricadere su chi  ha determinato l’illegittimità della prova e pertanto, vertendo in tema di beni della vita e diritti Costituzionali, si impone una tutela piena e sostanziale della pretesa del ricorrente, con l’ammissione al Corso di Laurea.

 

Per info sui nostri ricorsi e sul prossimo ricorso straordinario al Consiglio di Stato che ha appena accolto, in Adunanza Plenaria, le nostre censure sulla violazione dell’anonimato, vi invitiamo a contattarci all’indirizzo email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 


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