Giovedì, 13 Ottobre 2011 12:23

Vittoria contro La Sapienza. Lo studio Bonetti sostiene ancora una volta i diritti delle persone

Pubblicato in Numero chiuso

disabili6.jpgTest di ammissione e studenti in condizioni di handicap: l'Amministrazione ha l'onere di provvedere a reperire gli strumenti richiesti dal candidato per sostenere la prova

 

Lo Studio Legale dell’Avvocato Michele Bonetti ottiene una nuova vittoria nella difesa dei diritti degli studenti, o forse meglio, delle persone.

Una giovane studentessa affetta da cecità aveva partecipato alla prova per l'ammissione al corso di laurea in Medicina e Chirurgia. Seppur legittimamente avesse richiesto l'ausilio di un computer con linguaggio breille, trovava accanto a sé solo un tutor.

L’Avv. Michele Bonetti, difensore della studentessa, dopo aver ottenuto l'ammissione con riserva dal Consiglio di Stato, all'udienza pubblica di merito, faceva notare, tra l’altro, che mancavano solo due anni al completamento del corso di Laurea in Medicina, a cui la ragazza era stata ammessa con riserva in virtù della suindicata Ordinanza del C.d.S., e che -nonostante fosse affetta da cecità sin dalla nascita - vantasse uno dei migliori curriculum vitae tra gli studenti della Università “La Sapienza” di Roma.

Il TAR Lazio adito riconosceva la bontà delle argomentazioni dell’Avv. Bonetti e quindi la responsabile carenza dell’Università nel non aver fornito gli adeguati supporti alla studentessa non vedente.

La giovane studentessa può dunque completare il corso di studi prescelto e oggi la sua ammissione all’Università La Sapienza è definitiva.

 

 

Fatto e diritto.

La ricorrente in occasione delle prove di ammissione alla Facoltà di Medicina e Chirurgia presso l’Ateneo Romano “La Sapienza”, a causa della disabilità visiva, richiedeva un adeguato supporto tecnico - computer fornito di sintesi vocale ed una barra braille - per lo svolgimento della prova oltre che l’assegnazione di un tutore.



Il giorno della prova non le venivano garantiti i supporti tecnici richiesti e il testo della prova non era stato tradotto in lingua braille, sicchè la stessa era costretta a svolgere la prova ascoltando semplicemente quanto le veniva letto dal tutore assegnatole.

Il Ministero non aveva messo i relativi strumenti a disposizione della Università, che, a sua volta, non aveva potuto fornire alla candidata il testo del compito sul CD che avrebbe dovuto essere inserito nel PC.

Tutto ciò in violazione della legge 5 febbraio n. 104 del 1992 e successive modifiche, “Legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”.

Contro la difesa dell’Università, il T.A.R. Lazio sentenziava "la Università non fornendo gli adeguati supporti alla disabile non vedente le ha impedito di concorrere in condizioni di parità con gli altri candidati o quanto meno ha reso impossibile alla candidata lo svolgimento della prova selettiva nel migliore dei modi che avrebbero consentito alla stessa di conseguire migliori risultati alle prove.”

Va rilevato che le norme della citata legge n. 104/1992, poste a tutela dei disabili intendono garantire ai soggetti diversamente abili rispetto agli altri soggetti, la possibilità di giovarsi di ausili anche strumentali che consentano agli stessi di ovviare a tale loro condizione onde rendere effettivo il loro diritto, tutelato anche dall’art. 38 della Costituzione. “… alla educazione e all’avviamento professionale”.

Non appare al Collegio sia stata offerta alla ricorrente, diversamente abile rispetto agli altri concorrenti, perché non vedente, la provvista di strumenti appropriati a tale sua particolare condizione, che consentisse alla stessa di ovviare alla sua menomazione in modo da poter competere esprimendo le sue capacità alla pari degli altri candidati".

E’ vero che nel caso di specie la ricorrente è stata assistita da un tutor che le dettava oralmente il contenuto del quiz ma tale sistema non può supplire alla condizione di non vedente né ovviare alla stessa onde consentirle di conseguire risultati consoni alle sue capacità in sede di risoluzioni del quiz, per il quale risultato occorreva la predisposizione degli specifici strumenti che invece alla stessa non risultano forniti.”

Conclude quindi il TAR Lazio “con l’accoglimento del ricorso nel senso della definitiva ammissione della ricorrente (che in sede cautelare era già stata ammessa con riserva) al corso di Laurea in Medicina e Chirurgia”.

pdf Si rimette di seguito la sentenza integrale.

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