Visualizza articoli per tag: Plenaria http://w.avvocatomichelebonetti.it Fri, 20 Sep 2019 22:47:45 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it PLENARIA BIS DIPLOMA MAGISTRALE: LE RISPOSTE ALLE VOSTRE DOMANDE http://w.avvocatomichelebonetti.it/component/k2/1909-plenaria-bis-diploma-magistrale-le-risposte-alle-vostre-domande http://w.avvocatomichelebonetti.it/component/k2/1909-plenaria-bis-diploma-magistrale-le-risposte-alle-vostre-domande PLENARIA BIS DIPLOMA MAGISTRALE: LE RISPOSTE ALLE VOSTRE DOMANDE

1) COSA E’ SUCCESSO?
L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha confermato il proprio orientamento negativo del dicembre 2017. Con quella sentenza (n. 11/17), aveva ribaltato l’esito di 7 sentenze definitive passate in giudicato e di centinaia di ordinanze cautelari, secondo le quali il diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/2002 era titolo sufficiente all’ammissione in G.A.E.

Qui di seguito si trova il nostro comunicato
2) PERCHE’?
Secondo l’Adunanza Plenaria:
“1. Il termine per impugnare il provvedimento amministrativo decorre dalla piena conoscenza dell’atto e dei suoi effetti lesivi e non assume alcun rilievo, al fine di differire il dies a quo di decorrenza del termine decadenziale, l’erroneo convincimento soggettivo dell’infondatezza della propria pretesa. Deve, pertanto, escludersi, fatta eccezione per l’ipotesi degli atti plurimi con effetti inscindibili, che il sopravvenuto annullamento giurisdizionale di un atto amministrativo possa giovare ai cointeressati che non abbiano tempestivamente proposto il gravame e, per i quali, pertanto, si è già verificata una situazione di inoppugnabilità, con conseguente “esaurimento” del relativo rapporto giuridico”.
Sulla base di tale teoria qualunque ricorso proposto dopo il 2007 è inammissibile dinanzi al Giudice Amministrativo, ragion per cui nessun ricorso proposto dopo l’esito vittorioso del nostro ricorso straordinario del 2013, con il quale il titolo è stato, per la prima volta, dichiarato abilitante, doveva sin da subito, essere rigettato.
Ha errato lo stesso Consiglio di Stato, dunque, a partire dalla sentenza n. 1973/15 ad accogliere.
Ma non basta.

La sola presenza di tale argomento, difatti, in disparte la sua fondatezza o infondatezza, avrebbe comunque potuto consentire di instaurare dei contenziosi innanzi al Giudice del Lavoro (ove si può contestare il D.M. del 2007 entro termini più lunghi di quelli al T.A.R.). L’Adunanza Plenaria, al contrario, va ben oltre la stessa ordinanza di rimessione (che tale aspetto aveva ignorato).
Secondo l’A.P.
2. Il possesso del solo diploma magistrale, sebbene conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002, non costituisce titolo sufficiente per l’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento del personale docente ed educativo istituite dall’articolo 1, comma 605, lett. c), della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
Tale posizione, dunque, esclude, in radice, che il diploma magistrale possa essere utile all’ammissione in G.A.E., a prescindere dal tempo della richiesta.

Questa volta, a differenza della prima, l’Adunanza Plenaria ha citato le sentenze n. 4232 e 5439 del 2015 (con le quali si era superato quest’argomento), senza tuttavia soffermarsi su tale dato.
Il contenuto di quelle sentenze è totalmente obliterato dalla Plenaria.
“5.- Né , diversamente da quanto sostenuto dall’Amministrazione, può essere condivisa la tesi fondata sulla differenza tra l’efficacia del titolo abilitante del diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001-2002 e il diritto dei medesimi docenti abilitati all’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento.
Ciò in quanto in base alla normativa vigente, requisito sufficiente per siffatto inserimento è il possesso della abilitazione all’insegnamento.
Del resto, la tabella di valutazione dei titoli della citata terza fascia delle graduatorie ad esaurimento del personale docente delle scuole e istituti di ogni ordine e grado – cfr. tabella di cui all’articolo 1 al d.l. n. 97/2004, convertito dalla legge n.143/2004, integrata dalla legge n.186/2004 e modificata dalla legge n. 296/2006 – prevede, tra l’altro, al punto a), denominato “titoli abilitanti di accesso alla graduatoria”, il titolo abilitante comunque posseduto, che è quindi titolo valido, come il diploma magistrale citato, per il suddetto inserimento.
Lo stesso articolo 1, comma 605, lettera c) della predetta legge n. 296/2006, nel fare riferimento alla definizione di un piano triennale per l’assunzione a tempo indeterminato allo scopo di dare soluzione al fenomeno del precariato, fa espressamente salvi, per il biennio 2007-2008, nelle graduatorie trasformate da permanenti in graduatorie ad esaurimento da cui, in parte, attingere per l’assunzione, gli inserimenti a favore dei docenti già in possesso di abilitazione, pur escludendo la possibilità di nuovi inserimenti”.
Non una parola, in ogni caso, è spesa sul D.M. 353/14 che, per confessione del MIUR, vi aveva messo in seconda fascia all’uopo dedicate agli abilitati.

Secondo l’Adunanza Plenaria “Si tratta di un tipo di iniziativa giudiziale fondata su presupposti che, se fossero accettati, darebbero vita a risultati paradossali, forieri di una grave incertezza, e, soprattutto, contrastanti con i principi fondamentali della giustizia amministrativa. Sarebbe nella sostanza come ammettere che chi non ha mai partecipato ad una procedura lato sensu concorsuale possa direttamente insorgere contro (neanche la graduatoria, ma) il provvedimento che dispone l’aggiornamento (o lo scorrimento) della graduatoria, pretendendo di esservi inserito, ed assumendo come dies a quo del termine per proporre il ricorso la data di pubblicazione della sentenza favorevole ottenuta da qualche altro soggetto nelle sue stesse condizioni. Con l’aggravante, nel caso delle graduatorie ad esaurimento, che queste vengono aggiornate periodicamente, il che implica che ogni successivo aggiornamento determinerebbe la riapertura dei termini per ricorrere”.

Noi non avevamo sostenuto che il decorso del termine nasce dalla saentenza 1973/15 o da quella del PDR sulla seconda fascia ma dal DM 353/14 è il Miur che ha riconosciuto il valore abilitante a tutti.

3) Cosa succederà?
È la domanda che tutti ci fate.
Tecnicamente chi è dentro le GAE con un provvedimento cautelare ha diritto a restarci sino all’esito del giudizio di merito innanzi al TAR o al Consiglio di Stato.
Questi giudizi potrebbero essere fissati, verosimilmente, a partire dal mese di aprile 2019 in poi.
L’esito di TAR e CDS una volta fissati tali ricorsi (verosimilmente) non può che seguire l’esito della Plenaria decretando, quindi, l’espulsione dalle GAE.
Espulsione che, ex lege, è differita di 120 giorni dalla sentenza negativa.
Molti dei provvedimenti cautelari, difatti, citavano, seppur non indicando un termine di efficacia della cautelare ad tempus, l’esito della Plenaria: un esito negativo, dunque, potrebbe indurre il MIUR ad agire, di forza, in tal senso.
Per quanto tale scelta non pare ortodossa e potrebbe essere contestata innanzi al TAR, difficilmente si consentirà di continuare a consolidare posizioni comunque destinate ad essere travolte.
Anche chi ha ottenuto il ruolo (e finanche chi ha firmato il contratto senza riserva ma era comunque in GAE grazie ad un provvedimento cautelare o ancora ha superato il periodo di prova) rischierà il depennamento da GAE con conseguente revoca degli incarichi.

4) Cosa si potrà fare avverso tale decisione?
Il Piano politico e dei diritti impone che il più grande licenziamento di massa della storia del pubblico impiego prima autorizzato e poi negato dallo stesso Consiglio di Stato, veda una mobilitazione da parte di tutti i soggetti lesi nelle forme, civili e consentire dall’ordinamento, utili alla tutela dei vostri diritti.
Il piano giuridico consente di impugnare tale decisione innanzi alla CEDU ed alla Cassazione solo per profili di “eccesso di potere giurisdizionale”.
I tempi di risoluzione di tale contenzioso, tuttavia, non sono certo immediati e, stante la media attuale dei procedimenti, oscillano dai 1 ai 5 anni.
Nulla verrà lasciato di intentato e la posizione dei ricorrenti verrà tutelata in ogni sede.

5) COSA DEVO FARE NELL’IMMEDIATO SE HO UN CONTRATTO (A TEMPO DETERMINATO O INDETERMINATO) DA GAE?
Nulla.
In Europa andranno i soggetti della Plenaria (Diorio e altri, per capirci) giacchè loro hanno un giudicato interno nazionale negativo.
Gli altri dovranno aspettare la loro causa sperando che non arrivi nel breve e che frattanto si trovino soluzioni favorevoli.

6) AVEVO IL MERITO AL TAR FISSATO PER IL 5/3 O ALTRE DATE CHE SUCCEDERA’?
I nostri meriti non sono ancora fissati tranne pochissimi casi. Tutti i meriti sono stati rinviati in attesa della Plenaria e ora verosimilmente verranno rifissati con le conseguenze di cui sopra.

7) PERCHÉ NON HO UNA SENTENZA PASSATA IN GIUDICATO PUR AVENDO AGITO NEL 2014?
Il Tar Lazio, investito delle prime cause nel 2014, ha in alcuni casi pronunciato sentenza, ritenendo manifestamente inammissibile ed infondato il ricorso mentre in altri casi, con ricorsi motivati in maniera evidentemente più persuasiva o comunque diversa, non ritenendoli MANIFESTAMENTE infondati, li ha rigettati con ordinanza.
I nostri casi, dunque, sono rientrati in questa categoria: erano da rigettare ma non erano MANIFESTAMENTE INFONDATI.
Chi, a torto o a ragione, secondo il TAR ha avuto un ricorso MANIFESTAMENTE INFONDATO, ha subito una sentenza negativa che ha appellato al Consiglio di Stato che, sino al dicembre 2015, ha pronunciato le sentenze passate in giudicato.
Se il senso della domanda è: perché gli altri si ed io no, dunque, l’unica risposta processualmente vera è che il TAR, che è l’unico che poteva scegliere di fare sentenza o ordinanza, ha scelto la seconda perché ha ritenuto NON MANIFESTAMENTE INAMMISSIBILE O INFONDATA LA NOSTRA AZIONE.

8) ANCHE CHI HA SENTENZE PASSATE IN GIUDICATO RISCHIA LA REVOCA DEL RUOLO?
A nostro modo di vedere, purtroppo, si.
Abbiamo, anche noi, sentenze passate in giudicato del Giudice del Lavoro e anche in quel caso, non si può avere certezza che la situazione resterà favorevole.
E’ chiaro che la posizione di chi ha un giudicato è più forte ma resta comunque in pericolo.
La motivazione della Plenaria, difatti, elimina in radice la validità del titolo per l’ammissione nelle GAE ragion per cui la mancanza, ab origine, di un titolo valido, è possibile motivo di revocazione esistendo, all’uopo dei precedenti. Tra questi (Cons. ord. 2422/15 cui seguì sentenza di merito proprio in ipotesi di mutamento giurisprudenziale introdotto dalla Plenaria).

V’è da dire che il Comunicato stampa del CDS chiarisce “Quanto alle sentenze passate in giudicato prima dell’Adunanza Plenaria n. 11/2017, favorevoli all’inserimento dei diplomati magistrali nelle GAE, l’Adunanza Plenaria ha chiarito che i relativi effetti rimangono circoscritti alle sole parti di quei giudizi”.

9) Ho dei ricorsi pendenti, anche al PDR, perchè non sono fissati nel merito?

Perchè dopo il 2015 il CDS ed il TAR non hanno più fissato meriti prima della decisione della Plenaria. Tutti coloro che hanno ricorsi pendenti, dunque, sono nella situazione di cui sopra.

10) La situazione dei diplomati magistrale di Trento è uguale al resto d’Italia?

Si, verosimilmente, anche per loro si verificherà il depennamento dalle G.P.P. L’udienza di merito è fissata per marzo 2019.

11) Ho fatto più di un ricorso DEVO rinunciare per evitare la condanna alle spese?
Si tratta di scelte personali essendo impossibile prevedere se vi saranno o meno condanne. La Plenaria, anche in punto di spese, le ha compensate. Ci sembra difficile che TAR e CDS seguano la Plenaria su tutto e non sulle spese.

12) Ho fatto il concorso a cattedra 2016 pur avendo il posto in ruolo con riserva da GAE sono a rischio anche sul concorso, frattanto, vinto?

No. Il contenzioso vinto sulla Vs partecipazione al concorso a cattedra del 2016 è stato blindato dalla sentenza della Corte Costituzionale. Chi ha partecipato e vinto il concorso, dunque, può serenamente attendere la chiamata, ove ne abbia diritto, da concorso.

13) Cosa può succedere a marzo quando si celebrerà l’udienza in Cassazione avverso la precedente Plenaria?

Il ricorso in Cassazione avverso la Plenaria n. 11/2017 è l’azione più difficile e complessa giuridica e processualmente.

La Cassazione, difatti, non è un terzo grado di giudizio nei confronti delle sentenze del Giudice Amministrativo e dunque della decisione dell’Adunanza Plenaria.

L’unico aspetto che appare possibile contestare, dunque, è legato alla valutazione del titolo di diploma magistrale rispetto alle G.A.E. su cui, sulla base della nostra tesi, l’A.P. potrebbe essere incorsa nel vizio di eccesso di potere giurisdizionale coniando la natura di un titolo le cui qualità spettano, invece, al Legislatore o all’Amministrazione.

Questo riaprirebbe, quanto meno, il cotnenzioso innanzi al Giudice del Lavoro anche in ragione del fatto che, ancora oggi, nel merito della vicenda, la CASSAZIONE non si è espressa.

14) La Plenaria bis ed il concorso straordinario.

Nell’immediato futuro le Vs aspettative di stabilizzazione passano per il concorso straordinario.

La via giudiziaria, dunque, approda innanzi al Consiglio di Stato ove verranno trattati i primi appelli avverso il bando del concorso straordinario riservato agli stessi diplomati magistrale senza i due anni di servizio.

Questi appelli, mirati appunto a far ammettere anche chi non ha il servizio, proveranno a portare, in questa parte, cioè al fine di allargare la platea degli aventi diritto a parteciparvi, alla Corte Costituzionale.

Quest’ultima, il 9 maggio, si esprimerà sull’ordinanza del Consiglio di Stato sull’altro concorso straordinario stavolta riservato agli abilitati per la secondaria.

I temi dei due contenziosi hanno attinenzi nel macro ambito delle censure costituzionali ragion per cui sarà davvero importante capire come finirà.

Un intreccio di pronunce che direttamente o indirettamente segneranno la vita professionale di migliaia di docenti di infanzia e primaria.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Thu, 28 Feb 2019 17:20:55 +0000
PROROGA DEL TERMINE PER ADERIRE AL RICORSO AL PDR PER LA PARTECIPAZIONE AL CONCORSO STRAORDINARIO 2018 PER INFANZIA E PRIMARIA http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1862-aperte-le-adesioni-al-ricorso-per-la-partecipazione-al-concorso-straordinario-2018-per-infanzia-e-primaria http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1862-aperte-le-adesioni-al-ricorso-per-la-partecipazione-al-concorso-straordinario-2018-per-infanzia-e-primaria PROROGA DEL TERMINE PER ADERIRE AL RICORSO AL PDR PER LA PARTECIPAZIONE AL CONCORSO STRAORDINARIO 2018 PER INFANZIA E PRIMARIA

Come noto il MIUR ha approvato un bando straordinario per docenti abilitati, per la copertura di posti comuni e di sostegno per le classi di concorso infanzia e primaria.

Il concorso nasce per rispondere all’esito negativo dell’Adunanza Plenaria del dicembre 2017 secondo cui il diploma magistrale non è sufficiente per essere ammessi in G.A.E.

Anche per far fronte alle problematiche legate alle ripercussioni che avrà la sentenza dell’Adunanza Plenaria su migliaia di docenti, il Legislatore ha varato il D.L. 187/18 e con esso un concorso straordinario, con prova orale non selettiva, finalizzato al reclutamento di docenti della scuola primaria e dell’infanzia.

Alla procedura concorsuale, tuttavia, potranno partecipare i docenti diplomati magistrale entro l’a.s. 2001/02 o con diploma sperimentale a indirizzo linguistico e i laureati in Scienze della Formazione Primaria che abbiano svolto, presso le scuole statali, nel corso degli ultimi otto anni scolastici, almeno due annualità di servizio specifico nella scuola dell’infanzia o primaria, anche non continuative, sia su posto comune che di sostegno.

Proprio in virtù delle motivazioni poste alla base dell’indizione del concorso, riteniamo che sia illegittimo negare la partecipazione dei docenti privi del requisito del servizio.

Per tali ragioni proporremo diverse tipologie di ricorsi per

  1. INSEGNANTI IN POSSESSO DI DIPLOMA DI MATURITA’ MAGISTRALE (per visionare tutte le categorie e procedere con l’adesione clicca qui)

  2. INSEGNANTI LAUREATI IN SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA (per visionare tutte le categorie e procedere con l’adesione clicca qui)

Sarà possibile aderire alle azioni fino al 5 FEBBRAIO 2019.

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info@avvocatomichelebonetti.it (Avvocato Michele Bonetti) Precari della scuola Mon, 15 Jan 2018 23:47:14 +0000
DIPLOMA MAGISTRALE: LA PAROLA AGLI AVVOCATI MICHELE BONETTI E SANTI DELIA. http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1820-diploma-magistrale-la-parola-agli-avvocati-michele-bonetti-e-santi-delia http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1820-diploma-magistrale-la-parola-agli-avvocati-michele-bonetti-e-santi-delia DIPLOMA MAGISTRALE: LA PAROLA AGLI AVVOCATI MICHELE BONETTI E SANTI DELIA.

Diplomati magistrali: la parola agli Avvocati Bonetti e Delia.

Care e cari tutti, di seguito un nostro parere sul recente provvedimento normativo sui diplomati magistrale e sulle azioni da seguire.

Come specificheremo in seguito rimaniamo in attesa dell’esito del ricorso da noi proposto alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e nelle more inoltreremo automaticamente e nei termini di legge ogni iniziativa più opportuna nel Vostro interesse e in virtù di un mandato già ottenuto da Voi illo tempore ove ci sono tutti i Vostri dati.

Pertanto proseguiamo a lottare per Voi in tutte le sedi, da quella giudiziaria a quella politica, con le associazioni e i comitati che da sempre rappresentiamo e che come sapete sono tra i più accreditati del settore e in cui riponiamo molta fiducia per l’impegno instancabile portato avanti in prima persona da mesi e mesi in modo imparziale, indipendente e scollegato da interessi di qualsivoglia genere se non da quello unico della categoria che rappresentano: i diplomati magistrale.

Il testo della norma che interessa i diplomati magistrale inserito nel c.d. "Decreto Dignità" non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Da quanto si apprende da un comunicato stampa del MIUR, tuttavia, sembra che il Consiglio dei Ministri abbia voluto estendere “al caso dei diplomati magistrali quanto già previsto dal decreto legge 669/1996, che concede alle amministrazioni dello Stato di ottemperare all’esecuzione di provvedimenti giurisdizionali entro 120 giorni dalla data di comunicazione del titolo esecutivo”.
Ciò vuol dire che, in ipotesi di provvedimenti negativi di merito che travolgano le ammissioni cautelari a suo tempo ottenute, il MIUR avrà facoltà di non agire subito per eseguire la sentenza favorevole ma di attendere il termine di 120 giorni.
Appare immediatamente doveroso chiarire che tale scelta di attesa è una facoltà e non un obbligo da parte delle Amministrazioni. Nel caso del Decreto legge del 1996, infatti, sono le Amministrazioni che si prendono 120 giorni per pagare i loro creditori e sono questi ultimi che, prima di tale termine, non possono intimare di provvedere.
In questo caso, invece, come si comprenderà bene, è il Ministero che, al fine di garantire (sembrerebbe) l'inizio ordinato dell'anno scolastico, dichiara sin d'ora di non eseguire le sentenze che, verosimilmente, il TAR del Lazio depositerà tra luglio e agosto 2018all'esito della celebrazione dell'udienze di merito dell'11 luglio.
Impossibile, in tal senso, comprendere come il MIUR abbia già saputo come andrà l'udienza dell'11 luglio, le richieste di rinvio che verranno verosimilmente proposte, quelle volte a sollevare questioni di costituzionalità e di compatibilità con le norme europee etc.. e, al fine di evitare di eseguire le sentenze favorevoli, abbia deciso di imporre un'esecuzione ritardata delle stesse.
La sensazione evidente, secondo noi, è che a fronte di una situazione obiettivamente complessa da definire, il tempo a disposizione del Governo per intervenire è stato ristretto, ragion per cui con tale intervento si è voluto garantire che c'è una forma di attenzione al tema della scuola e dei diplomati magistrale e che serve (secondo il loro punto di vista) tempo per individuare una soluzione che provi a contemperare le esigenze di tutte le parti.
Più difficile, forse, è pensare che la scelta di posticipare sia dovuta all'attesa dei ricorsi alla CEDU e alle Sezioni Unite contro la decisione dell'Adunanza Plenaria. I tempi per tali decisioni, difatti, verosimilmente, sono ben più lunghi dei 120 giorni concessi. Sul punto abbiamo chiarito di esserci attivati con peculiari ricorsi.
In tale contesto, dunque, confermiamo la nostra volontà di NON impugnare il nuovo decreto di aggiornamento delle GAE a favore di nuovi inserimenti di docenti con diploma magistrale, nè di far fare nuovi contenziosi a chi ha agito in precedenza (anche per problemi di successiva condanna alle spese etc.)
Così come molti diplomati magistrale che hanno fatto ricorso nell’anno 2014 e/o 2015 e/o 2016 e/o 2017 e non hanno impugnato, senza alcun problema, TUTTI i detti decreti ministeriali (e dunque non hanno inoltrato annualmente TUTTI i predetti ricorsi) riteniamo che non si debba procedere ad ulteriori impugnazioni. Ciò vale per i nostri ricorrenti, considerando che ben conosciamo la loro posizione processuale e per cui non è necessaria e producente alcuna iniziativa.Eventuali questioni su impugnazioni ulteriori e questioni pregiudiziali comunitarie o di legittimità costituzionale possono essere sollevate a parte (al momento della fissazione del merito essendo quella la sede propria per la delibazione e già l’11 lugliocapiremo se il Tar ha voglia di recepirle) e già tra l’altro lo sono già state (tanto da venir trattate).

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Precari della scuola Thu, 05 Jul 2018 14:01:19 +0000
SI APRONO LE PREADESIONI PER I RICORSI IN CASSAZIONE E ALLA CEDU A SEGUITO DELLA PRONUNCIA DELLA PLENARIA http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1758-si-aprono-le-preadesioni-per-i-ricorsi-in-cassazione-e-alla-cedu-dopo-la-pronuncia-della-plenaria http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1758-si-aprono-le-preadesioni-per-i-ricorsi-in-cassazione-e-alla-cedu-dopo-la-pronuncia-della-plenaria SI APRONO LE PREADESIONI PER I RICORSI IN CASSAZIONE E ALLA CEDU A SEGUITO DELLA PRONUNCIA DELLA PLENARIA

A seguito della sentenza dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato che ha affermato che il diploma di maturità magistrale “non ha mai costituito titolo sufficiente per l’inserimento nelle graduatorie permanenti” (http://www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1753-plenaria-mobilitazione-per-l-8-gennaio-il-movimento-dei-precari-della-scuola-non-si-arresta-e-non-si-arrende), gli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia, insieme alle Associazioni ADIDA e MIDA, agiranno con un ricorso giurisdizionale in Cassazione. Nella citata sentenza, difatti, sono riscontrabili difformità rispetto alle richieste articolate in sede di rimessione alla Plenaria, la quale si è spinta ben oltre i limiti del grado di giudizio
Per la tutela di tutti i nostri ricorrenti, per cui procederemo anche dinanzi alla CEDU nonché con tutte le azioni più opportune in Europa, auspichiamo un’attività coordinata e congiunta con gli altri avvocati, sindacati e associazioni che negli anni hanno difeso gli insegnanti con diploma magistrale ed insieme ai quali eravamo presenti in sede di Adunanza Plenaria in qualità di intervenienti.
Per questo motivo si dovrà agire per gradi in quanto i ricorsi in Cassazione e alla CEDU potranno essere proposti, in prima battuta, solo dei ricorrenti direttamente interessati e, solo successivamente, tutti gli altri soggetti lesi dalla sentenza potranno presentare ricorso in quanto portatori di un interesse concreto ed attuale.
Ribadiamo che il ricorso alla CEDU sarà avanzato per tutti coloro che vi aderiranno in maniera completamente gratuita e, trattandosi di uno studio legale, non vi sarà alcun costo da sostenere relativamente a tessere associative o sindacali, né alcun ulteriore onere o vincolo da parte Vostra. L’assistenza, dunque, sarà e rimarrà completamente gratuita.
Vi invitiamo, pertanto, a compilare il seguente form di preadesione, al fine di tenerVi aggiornati su tutte le azioni esperibili e, appena vi saranno le condizioni, agire immediatamente.

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info@avvocatomichelebonetti.it (Avvocato Michele Bonetti) Precari della scuola Tue, 02 Jan 2018 08:59:06 +0000
PLENARIA: MOBILITAZIONE PER L’8 GENNAIO. IL MOVIMENTO DEI PRECARI DELLA SCUOLA NON SI ARRESTA E NON SI ARRENDE http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1753-plenaria-mobilitazione-per-l-8-gennaio-il-movimento-dei-precari-della-scuola-non-si-arresta-e-non-si-arrende http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1753-plenaria-mobilitazione-per-l-8-gennaio-il-movimento-dei-precari-della-scuola-non-si-arresta-e-non-si-arrende PLENARIA: MOBILITAZIONE PER L’8 GENNAIO. IL MOVIMENTO DEI PRECARI DELLA SCUOLA NON SI ARRESTA E NON SI ARRENDE

La battaglia non si arresterà.
Fino all'ultima delle nostre energie ci batteremo per la salvaguardia di tutti i contratti in essere e per tutti i nostri ricorrenti, contro ogni forma di precariato, sfruttamento e abuso giuridico, politico e morale; in tutte le sedi e piazze europee e nazionali.
Di seguito la nostra nota insieme all'ADIDA e al MIDA: http://www.semprediritti.it/index.php/focus/item/709-plenaria-mobilitazione-per-l%E2%80%998-gennaio-il-movimento-dei-precari-della-scuola-non-si-arresta-e-non-si-arrende

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info@avvocatomichelebonetti.it (Avvocato Michele Bonetti) Precari della scuola Wed, 20 Dec 2017 18:59:24 +0000
DIPLOMATI MAGISTRALI: competente a decidere il Giudice Amministrativo. Ora decide la Plenaria. http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1532-diplomati-magistrali-competente-a-decidere-il-giudice-amministrativo-ora-decide-la-plenaria http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1532-diplomati-magistrali-competente-a-decidere-il-giudice-amministrativo-ora-decide-la-plenaria DIPLOMATI MAGISTRALI: competente a decidere il Giudice Amministrativo. Ora decide la Plenaria.

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno appena deciso un regolamento di giurisdizione con la Sentenza n. 25840/2016.

La sentenza conferma il pregresso orientamento secondo cui a decidere sulla nota vicenda del diploma magistrale deve essere il Giudice Amministrativo.

In detta Sentenza si riporta che: “Ai fini della individuazione di quale sia il giudice munito di giurisdizione in relazione alle controversie concernenti il diritto all’inserimento in una graduatoria ad esaurimento (già permanente), occorre dunque avere riguardo al petitum sostanziale dedotto in giudizio. Se oggetto di tale domanda è la richiesta di annullamento dell’atto amministrativo generale o normativo, e solo quale effetto della rimozione di tale atto – di per sé preclusivo del soddisfacimento della pretesa del docente all’inserimento in una determinata graduatoria – l’accertamento del diritto del ricorrente all’inserimento in quella graduatoria, la giurisdizione non potrà che essere devoluta al giudice amministrativo, essendo proposta in via diretta una domanda di annullamento di un atto amministrativo”.

Con detta sentenza le Sezioni Unite confermano il proprio orientamento e la giurisdizione amministrativa. I nostri ricorrenti, considerando la prospettazione del ricorso, possono, a questo punto, attendere con fiducia la pronuncia della Plenaria che già si è espressa in fase cautelare in senso favorevole”, a parlare sono gli Avvocati MICHELE BONETTI e SANTI DELIA, legali delle Associazioni ADIDA, VOCE DEI GIUSTI e MIDA, “auspichiamo – proseguono i legali - che prima della definizione dei giudizi tale situazione venga responsabilmente sanata da parte di tutte le forze politiche”.

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andrea.mineo@avvocatomichelebonetti.it (Andrea Mineo) Precari della scuola Thu, 15 Dec 2016 17:54:19 +0000
Numero chiuso: manca l’anonimato a Salerno e Messina. Ammessi tutti i ricorrenti. Parte il ricorso collettivo su Salerno http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/781-numero-chiuso-manca-l%E2%80%99anonimato-a-salerno-e-messina-ammessi-tutti-i-ricorrenti-parte-il-ricorso-collettivo-su-salerno http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/781-numero-chiuso-manca-l%E2%80%99anonimato-a-salerno-e-messina-ammessi-tutti-i-ricorrenti-parte-il-ricorso-collettivo-su-salerno Numero chiuso: manca l’anonimato a Salerno e Messina. Ammessi tutti i ricorrenti. Parte il ricorso collettivo su Salerno

Ancora una volta, dopo anni di indagini, ricerche e accessi agli atti, il muro del numero chiuso è stato abbattuto. Abbiamo capito come e perchè quella selezione era mal gestita e come ripristinare la legalità.

A Salerno, così ci ha scritto l'Ateneo, era prassi utilizzare l'etichettatura della documentazione di concorso, anche se proveniente dal Ministero come nel caso dell'ammissione a Medicina, a mezzo di codici a barre adesivi.

Grazie a tale sistema, tuttavia, seppur la graduatoria era poi compilata in tempi più brevi grazie alla meccanizzazione della lettura ottica, la Commissione sapeva prima della correzione quale era il codice segreto dei candidati sgretolando definitivamente tutte le garanzie d'anonimato che la legge impone in tali tipi di concorsi.

Solo attraverso numerosi ed incrociati approfondimenti anche avendo a mente l'intero contenzioso nazionale che gestiamo, quindi, siamo riusciti a portare alla luce tutti questi nuovi elementi che, come fu per il "caso Messina del 2010" deciso dalla Plenaria, erano sotto gli occhi di tutti da sempre ma nessuno, mai, si era accorto di quanto fossero illegittimi.

Riteniamo pertanto di organizzare un ricorso collettivo per tutti i ricorrenti che hanno sostenuto la prova a Salerno.

Per maggiori informazioni scrivi a info@avvocatomichelebonetti.it

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Il Mattino

Gazzetta del Sud

La Città di Salerno

Uninews24

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roby.nardi@fastwebnet.it (Roberta Nardi) Numero chiuso Sun, 11 May 2014 15:31:32 +0000