Claudia Palladino

Claudia Palladino

Tutti ricorderemo l’austera riforma pensionistica Monti-Fornero che tanta disperazione ha generato tra pensionati e lavoratori; una riforma così aspra da scatenare il pianto dello stesso Ministro firmatario.

Ebbene la Corte Costituzionale con la recentissima sentenza n. 70 del 30 aprile 2015, ne ha dichiarato l’illegittimità costituzionale nella parte in cui escludeva per gli anni 2012 e 2013, l’adeguamento automatico delle pensioni al mutato potere di acquisto della moneta (il noto adeguamento ISTAT), per tutti gli assegni pensionistici che superavano di tre volte il trattamento minimo.

Le motivazioni poste dalla Corte a fondamento della propria decisione, e che tanto scalpore hanno suscitato a causa dei possibili contraccolpi sui bilanci pubblici, sono chiare e ineccepibili.

In primo luogo l’eccessiva durata del blocco delle indicizzazioni (biennio 2012/2013). 

Ed ancora, la violazione del principio di progressività. Infatti secondo la Corte Costituzionale le modalità di funzionamento della disposizione censurata, sono ideate per incidere sui trattamenti complessivamente intesi e non sulle fasce di importo attraverso un’indicizzazione progressiva.

La Consulta ha altresì rilevato la palese violazione dagli articoli 36 e 38 della Costituzione che sanciscono i principi di sufficienza ed adeguatezza della retribuzione applicati, per costante giurisprudenza della Corte Costituzionale, al trattamento di quiescenza inteso quale retribuzione differita. Ed infine, l’irragionevole ed irrimediabile vanificazione delle aspettative nutrite dal lavoratore per il tempo successivo alla cessazione della propria attività.

A ciò si aggiunga che la dichiarata illegittimità costituzionale del blocco della rivalutazione automatica, ha prodotto un effetto domino anche sugli assegni pensionistici degli anni 2014, 2015 e 2016 i cui importi nominali sono stati pregiudicati dal mancato adeguamento ISTAT che pertanto andrà corrisposto.

Se dunque questi sono i principi di diritto che hanno spinto la Consulta ad emanare la sentenza in esame, è evidente che le soluzioni paventate dal Governo negli ultimi giorni non appaiono assolutamente condivisibili né sufficienti a rimediare al maltolto.

Inaccettabili, altresì, risultano i tentativi di avallare una interpretazione restrittiva della sentenza della consulta che avrebbe infatti come unico scopo quello di svilire e mortificare la portata della pronuncia emanata.

Il braccio di ferro tra pensionati, I.N.P.S. e Governo è appena iniziato e si preannuncia lungo.

In attesa dell’emanazione del Decreto Ministeriale e di una eventuale circolare dell’I.N.P.S. volta a chiarire le modalità con cui si procederà concretamente alle restituzioni, lo studio legale Bonetti & Partners offre la propria assistenza a tutti coloro che intendono ottenere l’integrale restituzione di quanto loro spettante. Le sentenze della Corte Costituzionale non si interpretano, si applicano.

In attesa della emanazione del D.M., riteniamo, possa risultare utile sin d'ora inoltrare a mezzo PIN personale (o comunque intermediari abilitati), domanda amministrativa all'I.N.P.S., volta alla ricostruzione della pensione.

In questo modo sarà possibile per ognuno acquisire la documentazione e le informazioni utili che, nel caso fosse necessario adire l'autorità giudiziaria, consentiranno di agire tempestivamente. E ciò senza considerare che in applicazione al D.M., l'I.N.P.S. potrebbe ritenere l'espletamento della suddetta procedura, come un necessario presupposto per ottenere il recupero della perequazione.

Arrivano, dopo tanta fatica, le prime immatricolazioni degli Atenei sui tanti nostri ricorsi (F) vinti al TAR per i quali, così come per i 300 spartani, MIUR e ATENEI frapponevano ostacoli all'immatricolazione.

Nonostante l'ordine da parte del T.A.R. di ammettere i ricorrenti nella loro prima scelta dalla quale, illegittimamente, erano decaduti essendo considerati RINUNCIATARI sulla base della previsione del bando che abbiamo fatto annullare, le Università e il MIUR hanno omesso, in alcuni casi per oltre un mese, di immatricolare i nostri giovani medici.

Abbiamo assistito ad un balletto istituzionale davvero poco edificante giacchè TUTTI gli Atenei hanno chiesto, con copiosa e ripetuta corrispondenza al MIUR le necessarie istruzioni all'immatricolazione e quest'ultimo, stante quanto risulta dal carteggio con le stesse Università, ha semplicemente ignorato tali richieste non rispondendo alcunchè.

Solo grazie al fatto che tutti i ricorsi erano stati cautelativamente notificati anche agli Atenei dove dovevano avvenire le immatricolazioni, abbiamo potuto insistere per l'immatricolazione dei nostri ricorrenti minacciando ogni azione per il mancato rispetto dell'ordine giudiziale. Proprio in ragione di ciò la situazione si è sbloccata ovunque: da Milano a Pavia, dall'Insubria a Messina, sino a Siena. Tutti hanno immatricolato.

Ma perchè, al contrario, sui "300 spartani", nonostante la disponibilità degli Atenei, il MIUR continuano ad ostinarsi a non ottemperare alla decisione del Consiglio di Stato e questi ultimi nulla possono opporre?

Non certamente, come in tanti ci hanno scritto riportando quanto asserito da altre fonti, in quanto si tratta di una decisione che non comporta l'onere di immediata esecuzione se non al termine del giudizio. O, ancora, in quanto il Consiglio di Stato avrebbe rilasciato un "mero" parere non vincolante.

La ragione, al contrario, sta nel fatto che trattandosi di un parere reso nell'ambito del ricorso straordinario, è lo stesso Ministero che deve emettere un provvedimento e che contro ogni regola istituzionale ed ogni prassi sin'ora adottata in altri contenziosi, non adotta.

Lo stesso Ministero, anche dopo il deposito del parere sui 300 spartani, a seguito di altri pareri relativi a studenti ammessi dal medesimo Consiglio di Stato, ha immediatamente (e correttamente) provveduto a quanto la Legge lo obbliga a fare e tali studenti sono iscritti da settimane nei rispettivi Atenei. 

E' la L.n. 205/00, difatti, a prevedere che "nell'ambito del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica può essere concessa, a richiesta del ricorrente, ove siano allegati danni gravi e irreparabili derivanti dall'esecuzione dell'atto, la sospensione dell'atto medesimo. La sospensione è disposta con atto motivato del ministero competente ai sensi dell'articolo 8 del d.P.R. 24 novembre 1971, n. 1199, su conforme parere del Consiglio di Stato".

Il MIUR sta apertamente violando la Legge e disattendo un ordine giudiziale e tale aspetto verrà rilevato in ogni sede lasciando ogni conseguente valutazione all'A.G. competente.

Siamo assai soddisfatti, pertanto, per le avvenute immatricolazioni su tutti i ricorsi al TAR vinti e continueremo a perseguire ogni strada processuale per l'esecuzione degli altri provvedimenti vittoriosi in Consiglio di Stato.

Dopo il Consiglio di Stato anche il TAR del Lazio, con una sentenza del 14 maggio 2015, scioglie la riserva su un ricorso avverso il concorso a cattedre per il reclutamento del personale docentenelle scuole dell’infanzia, primaria, secondaria di I e II grado.

Il ricorso in esame, incentrato in particolare su limiti previsti dal decreto n.82 del 24 settembre 2012 che non consentiva l’ammissione alla fase concorsuale di tutti quei soggetti che non avevano conseguito l’abilitazione all’insegnamento o il diploma di laurea oltre un certo sbarramento temporale, era stato instaurato nei confronti del M.I.U.R. e nei confronti della Provincia Autonoma di Bolzano, che si era conformata in toto alle disposizioni ministeriali.

Con provvedimento monocratico emesso d’urgenza, gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia che hanno patrocinato il ricorso in concerto con l’associazione ADIDA, riuscirono a far sostenere la prova preselettiva a tutti i ricorrenti che, in tal modo, poterono espletare e superare tutte le prove concorsuali riuscendo ad essere inseriti nelle graduatorie definitive con riserva.

Oggi, a fronte di un’attenta analisi nel merito delle motivazioni di diritto a sostegno del ricorso, l’On.le Collegio ha disposto per i ricorrenti lo “scioglimento positivo della riserva posta all’atto della loro ammissione alla procedura selettiva”.

E’ il felice epilogo di una battaglia durata anni” dichiarano gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia “tra vincoli e limitazioni imposti senza considerazione alcuna della reale situazione in cui versavano gli aspiranti concorrenti. Siamo stanchi – continuano - di un’Amministrazione cieca dinanzi alla situazione in cui versa il paese e sorda alle richieste di una categoria sempre più martoriata da tagli e precariato.”

Il provvedimento tocca tutte le corde dell’inammissibilità del bando di concorso asserendo che il Ministero “impedendo la partecipazione al concorso ai titolari di diploma di laurea conseguito dopo l’anno accademico 2002/2003, ha omesso di attualizzare e aggiornare al 2012 la clausola di salvaguardia contenuta nell’art. 2, comma 2, del D.M. n. 460 del 1998 ed ha creato una irragionevole disparità di trattamento” e prosegue affermando che il “bando di concorso appare vieppiù illegittimo, in quanto sprovvisto di quella clausola di attualizzazione che lo renda maggiormente aderente al mutato quadro normativo e la cui mancanza è stata sanzionata dalla sentenza n. 11078 del 2013”.

Oltre alla disparità di trattamento ed alla illogicità dell’operato dell’Amministrazione dedotta, in sentenza si rileva anche la mancata considerazione della Direttiva comunitaria n.36/2005 che pone in rilievo come “l’esperienza lavorativa almeno triennale esercitata nell’ambito delle professioni regolamentate va considerato come titolo di formazione, laddove i ricorrenti hanno tutti una esperienza professionale seppure precaria, con la conseguenza che anche sotto tale profilo l’art. 2 del bando di concorso appare vieppiù illegittimo”.

È la prova provata di come il M.I.U.R. agisca senza alcuna cognizione di causa e ciò accade nei concorsi per i docenti ma non solo!” riferiscono i legali Santi Delia e Michele Bonetti “Disparità di trattamento e soprusi da parte del Ministero non sono più tollerabili, specie quando si tratta di lavoro e formazione”. 

Cari ricorrenti, le udienze di merito per i primi gruppi della Federico II e di Bari sono state discusse e ampiamente trattate con attenzione dal Collegio giudicante.

Sono stati altresì trattati diversi ricorsi semicollettivi ed individuali che riguardavano Tor Vergata, La Cattolica, la S.U.N. e le altre università ove sono state riscontrate maggiori irregolarità e che per noi rappresentano l’ariete per abbattere le mura del castello.

Abbiamo ritenuto di trattare immediatamente i giudizi senza richiedere rinvii, poiché è necessario che il ricorso da cui è partito tutto, ossia quello della famigerata aula 3 del plico del test rubato a Bari, determini un orientamento favorevole per tutti i ricorrenti tracciando un "solco" positivo di cui potranno fruire tutti.

Avanti!

Il T.A.R. del Lazio con plurime ordinanze cautelari e con una vera e propria sentenza di merito ha accolto il ricorso di oltre cento studenti Napoletani che chiedevano di studiare nei vari corsi di Professioni Sanitarie (Infermieristica, fisioterapia, etc.).

Diverso è il caso della vicenda delle Professioni Sanitarie su Catanzaro dove, a seguito di tempestivo ricorso in appello, il Consiglio di Stato ha ammesso con riserva e in sovrannumero i ricorrenti con decreto cautelare da confermare all’udienza del 26 maggio 2015.

Avanti per il diritto allo studio!

Presso l’Università “Sapienza” di Roma, lunedì 18 maggio alle ore 14:30 si terrà un incontro con la presenza dell'Avvocato Michele Bonetti e dell'esecutivo dell'UDU Nazionale per parlare degli aggiornamenti del ricorso contro il test di medicina e rispondere a tutte le domande dei ricorrenti.

L'assemblea si terrà nell'Aula di Patologia Generale A, all'interno del Policlinico (ingresso Viale Regina Elena 324).

Vi aspettiamo Numerosi

Mercoledì, 13 Maggio 2015 19:04

Specializzazioni mediche: l'intervista

Carissimi,

Ecco l’intervista sulle specializzazioni mediche rilasciata a Controcampus; inoltre ecco l’intervista in versione integrale in cui spiego il mio punto di vista sulla situazione contingente da affrontare.

Vostro, Avv. Michele Bonetti

Sabato 16 maggio presso il Grand Hotel di Salerno in Via Lungomare Tafuri, 1, si terrà una riunione con gli aspiranti specializzandi.

L’incontro inizierà alle ore 10:30 e riguarderà tutti i ricorsi inoltrati, compresi quelli dei c.d. 300 "spartani".

Vi aspettiamo numerosi!

A Catanzaro, in data 11 maggio 2015 si terrà la prima grande riunione al Sud alle ore 16.15 presso l’Hotel Palace Booking Department, via lungomare n. 221 con gli aspiranti specializzandi.

Vi aspetto numerosi!

 

Martedì, 05 Maggio 2015 09:51

Riunione per gli studenti a Catanzaro

Lunedì 11 Maggio si terrà una riunione a Catanzaro con tutti i ricorrenti di medicina e chirurgia e professioni sanitarie, saranno presenti l'Avv. Michele Bonetti ed il Coordinatore Nazionale dell'Unione degli Universitari Gianluca Scuccimarra. L’incontro inizierà alle ore 12.30, presso l’Università, edificio bioscienze livello -1.

Vi aspettiamo numerosi!

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