Claudia Palladino

Claudia Palladino

A seguito della pubblicazione dell’elenco definitivo dei soggetti aggiudicatari della assegnazione dei finanziamenti europei relativi al bando pubblico “RG.UE  1305/13 – PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2014 – 2020”, e recante le disposizioni concernenti la MISURA 10 “Pagamenti agro-climatico-ambientali”, la Sottomisura 10.1 “Pagamento per impegni agro-climatico-ambientali” ed in particolare l’Operazione 10.1.c “Conversione e mantenimento dei seminativi in pascoli permanenti” della Regione Siciliana, molti candidati non inseriti nello stesso elenco hanno riscontrato irregolarità.

La finalità del bando riguardava la salvaguardia delle risorse: acqua, suolo, aria e biodiversità attraverso l’adozione di specifiche ed idonee pratiche agricole e tecniche di gestione aziendale, programmate secondo le criticità e vulnerabilità del territorio regionale. In particolare, la misura aveva ad oggetto la “Conversione e mantenimento dei seminativi in pascoli permanenti”, a cui sarebbe conseguita la compensazione di quanto anticipato dai concorrenti alla procedura per detta conversione, grazie alla predisposizione dei finanziamenti europei a tal fine.

Abbiamo raccolto diverse segnalazioni da parte dei concorrenti circa errori riscontrati in molteplici fasi della procedura regionale e, per tale ragione, abbiamo già promosso un primo ricorso al T.A.R. Palermo avverso il pregiudizio apportato alla posizione dei concorrenti della procedura, da parte della Regione Siciliana.

Trattasi di una procedura complessa, tuttavia riteniamo che a tutti vada data la possibilità di ricorrere al fine di ottenere il finanziamento previsto dal Regolamento UE 1305/2013.

Dopo aver agito con ricorso ordinario, proponiamo ora ricorso straordinario, al fine di garantire la massima tutela a chi non è riuscito a far valere i propri diritti dinanzi al T.A.R.

Il termine di adesione è previsto entro il 15 giugno 2019 ed il prezzo ad personam è di 500,00 euro.

Per una valutazione della propria posizione lo studio è disponibile per un confronto anche telefonico.

 

MODALITA’ DI ADESIONE

1) Scaricare il file “PROCURA” allegata per l’adesione adesione al ricorso collettivo.

2) Stampare due copie della procura, compilarle e firmarle entrambe in originale (la sottoscrizione deve essere apposta a penna).

3) Effettuare il pagamento alle coordinate allegate inserendo nella causale "BANDO REGIONE SICILIA, NOME, COGNOME, C.F."

4) Inoltrare, tramite raccomandata a.r. di tipo 1 all’indirizzo Studio Legale Avv. Michele Bonetti & Partners, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma, i seguenti documenti:

- due procure in originale compilate e sottoscritte;

- copia del documento di identità;

- copia del bonifico effettuato alle coordinate allegate (nella causale del bonifico dovrete inserire il vostro nome, cognome con la dicitura “BANDO REGIONE SICILIA, NOME, COGNOME, C.F.”).

5) Inoltrare a mezzo e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. la scansione di TUTTI I DOCUMENTI INOLTRATI A MEZZO RACCOMANDATA A.R., inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “ricorso Bando Regionale Sicilia”.

Tutta la procedura deve essere effettuata entro e non oltre il giorno 15 GIUGNO 2019 (data di ricezione della raccomandata a.r. URGENTE).

Attenzione, la carenza della documentazione richiesta o l’inesattezza dei dati inseriti comporterà l’esclusione dal ricorso.

QUESTO STUDIO DECLINA OGNI RESPONSABILITÀ IN MERITO ALL’EVENTUALE MANCATO INSERIMENTO NEL RICORSO QUALORA LA DOCUMENTAZIONE NON DOVESSE GIUNGERE ENTRO I TERMINI STABILITI O NEL CASO IN CUI NON SIANO RISPETTATE LE PROCEDURE PREVISTE NELLA PRESENTE INFORMATIVA RISERVANDOSI L’ACCETTAZIONE DEI VOSTRI MANDATI.

Gli Avvocati Michele Bonetti Santi Delia e, founders dell’omonimo Studio Legale, hanno ottenuto l’archiviazione del procedimento amministrativo-sanzionatorio avviato dall’Autorità Nazionale Anticorruzione nei confronti di Metalplex S.p.a.

La procedura sanzionatoria, originata a seguito di segnalazione da parte della stazione appaltante Provincia autonoma di Trento, mirava a far chiarezza sulla presunta mancata osservanza delle regole che sovrintendono alle procedure di aggiudicazione e nella specie sulla annosa questione relativa alla distinzione tra servizi identici ed analoghi in materia di forniture arredi.

La stazione appaltante faceva pervenire all’Autorità segnalazione con la quale denunciava l’asserita mendacità delle dichiarazioni rese da Metalplex con riferimento ai propri servizi analoghi dichiarati che, secondo la stessa appaltante, non risulterebbe conformi alla lex specialis. Più in particolare, secondo la P.A. chi fornisce beni ed arredi per comunità, quali letti, armadi, cassiettiere, etcc per Uffici pubblici, ospedali o l’Esercito italiano, non dimostrerebbe di svolgere servizi analoghi ai fini della partecipazione ad una gara ove, tali arredi, sarebbero destinati a residenze universitarie.

Gli Avv.ti Bonetti e Delia, prima in sede di produzioni difensive, poi in occasione dell’audizione disposta dall’Autority, sono riusciti a dimostrare la differenza corrente tra i due concetti di analogia di servizi ed identicità, differenza che la stazione appaltante sembrava voler bypassare.

La decisione dell’ANAC rappresenta una bussola importante per una sterminata casistica di gare su cui analoghi dubbi potrebbero porsi.

L’Anac, in particolare, nel ritenere fondata la prospettazione dei legali, ha chiarito (richiamando il Consiglio di Stato n. 3220/2014),  che «la locuzione “servizi analoghi” non s’identifica con “servizi identici”, poiché la prima formula implica la necessità di ricercare elementi di similitudine tra i servizi presi in considerazione, che possono scaturire solo dal confronto tra le prestazioni oggetto dell’appalto da affidare e le prestazioni oggetto dei servizi indicati dai concorrenti al fine di dimostrare il possesso della capacità tecnica o economico-finanziaria richiesta dal bando».

Deve dunque ritenersi, in via generale, che, nel caso in cui il bando imponga di dimostrare di aver prestato, nel triennio precedente, servizi analoghi a quelli richiesti dallo stesso disciplinare di gara, il requisito dell’analogia, differenziandosi dal concetto di “identicità”, risulta rispettato anche quando, in via esemplificativa, la società abbia, in anni pregressi, fornito arredi per uffici od ospedali, e la prestazione richiesta dal bando riguardi la fornitura di arredi destinati ad alberghi o residenze collettive, quali studentati o caserme.

Il TAR del Lazio si è recentemente pronunciato disponendo la rivalutazione di un candidato che aveva presentato domanda per l’abilitazione scientifica nazionale allegando numerose pubblicazioni scientifiche ed un profilo scientifico di elevata qualità.

La Commissione designata è stata censurata dal Giudice Amministrativo per aver reso una motivazione carente e contraddittoria in merito alla decisione di rigettare la domanda di abilitazione per la II fascia nell’ambito del concorso di cui al bando n. 1532/2016.

Essendo la valutazione delle domande un giudizio altamente discrezionale, il TAR Lazio ha enunciato il principio di diritto in base al quale “è necessario, al fine di giustificare la legittima adozione di un simile giudizio, che siano anche sinteticamente indicati i relativi presupposti, dato che in caso contrario la motivazione risulta essere del tutto apodittica e non consentirebbe di valutarne l’estrinseca logicità”.

Con il summenzionato provvedimento collegiale il giudice di prime cure ha accolto l’azione proposta con il patrocinio dello Studio Legale Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia ribadendo che: “il giudizio negativo de quo laddove si basa sullo scarso impatto scientifico a livello internazionale risulta in palese contrasto, in linea con quanto prospettato dal ricorrente nell’ultimo profilo di doglianza, con l’art.3, comma 2, il quale stabilisce che “La valutazione delle pubblicazioni scientifiche e dei titoli è volta ad accertare: per le funzioni di professore di seconda fascia, la maturità scientifica del candidato, intesa come il riconoscimento di un positivo livello della qualità e originalità dei risultati raggiunti nelle ricerche affrontate e tale da conferire una posizione riconosciuta nel panorama almeno nazionale della ricerca”,(…) Ciò premesso, il proposto gravame deve essere accolto con conseguente annullamento del gravato provvedimento e con obbligo a carico dell’amministrazione di attivare una nuova valutazione del ricorrente da parte di un’altra commissione”.

Si potrà notare come le procedure di abilitazione mostrino tutte le intrinseche criticità del sistema, soprattutto in riferimento alla discrezionalità di quelle Commissioni che non rendono congrue motivazioni a giustificazione dei propri giudizi.

Lo Studio Legale Bonetti e Delia da anni si pregia di assistere i professori e i ricercatori universitari che si sentano lesi dai giudizi resi dalle Commissioni per le procedure di abilitazione.

Trattasi di azioni individuali le cui modalità di adesione saranno comunicate contattandoci ai numeri di studio 06.3728853 - 06.39749383 - 06.39737480 Cell. 349.4216026 - 391.3766108 oppure tramite appuntamento presso lo studio.

L’On.le Consiglio di Stato ha disposto con decreto presidenziale, confermato da una successiva ordinanza collegiale, la partecipazione alla discussione della tesi di dottorato per un ricorrente che al termine del terzo anno di dottorato aveva ricevuto un’esclusione diretta dal suddetto percorso di studi.

Come hanno avuto modo di specificare i giudici di Palazzo Spada, tale esclusione nasce dalla violazione del D.M. n. 45/2013 che regola la fattispecie in esame e che “non prevede la possibilità che al termine del ciclo triennale di dottorato vi possa essere un’esclusione diretta senza avere accesso alla valutazione della tesi e alla discussione finale, e pertanto non resta al collegio che confermare il decreto presidenziale, peraltro prendendo atto che l’Università, in esecuzione del citato decreto, ha ammesso il ricorrente alla discussione della tesi, facendo così venire meno la materia del contendere”.

Con il summenzionato provvedimento collegiale il Consiglio di Stato ha accolto l’azione proposta con il patrocinio dello Studio Legale Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia, prendendo atto della violazione del D.M. n. 45/2013 posta in essere dall’Università e disponendo conseguentemente l’ammissione del ricorrente alla discussione della tesi di dottorato.

Successivamente in udienza il Giudice di seconde cure ha accertato e dichiarato la cessazione della materia del contendere nell’appello cautelare, confermando i principi espressi in merito al comportamento dell’Amministrazione e dell’Università sull’illegittima esclusione di ricercatori che per anni si sono impegnati per conseguire il massimo grado di istruzione nel nostro Paese.

Con il provvedimento emesso in data 10/05/2019 in riferimento all’azione proposta con il patrocinio dello Studio Legale Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia, l’On.le TAR del Lazio ha disposto lo scorrimento della graduatoria di merito nazionale per l’accesso alle scuole di specializzazione mediche data la presenza di posti rimasti vacanti e non assegnati per i soli ricorrenti.

Il TAR del Lazio, difatti, accogliendo il ricorso degli Avv.ti Bonetti e Delia ha rilevato che: “la graduatoria nazionale in esame – essendo destinata a cinquanta diverse tipologie di specializzazione – è resa ragionevolmente oggetto di scorrimento per “scaglioni”, al fine di assicurare il rispetto sia dell’ordine di graduatoria che delle preferenze espresse dai soggetti interessati, fino all’ultimo momento utile determinato – altrettanto ragionevolmente – dalla data di inizio dei corsi;

Ritenuta, tuttavia, meritevole di considerazione la segnalata carenza di personale medico specializzato, con conseguente interesse anche pubblico alla massima possibile copertura dei posti disponibili, in quanto al mero spostamento all’anno successivo dei fondi assegnati corrisponde un ritardo nella formazione di professionalità, ritenute necessarie per il sistema sanitario nazionale”.

Il Giudice Amministrativo ha poi constatato come sia rimesso al prudente apprezzamento dell’Amministrazione effettuare un bilanciamento di interessi tra la scelta di effettuare, o meno, una distribuzione straordinaria dei posti rimasti liberi, senza rimettere in discussione quelli già assegnati.

Va rilevato che tale importante pronuncia si inserisce in un contesto di carenza di personale medico specializzato al punto che vengono richiamati medici in pensione o all’estero. Per tale ragione vi è l’assoluta necessità che i posti rimasti vacanti vengano subito riassegnati dall’Amministrazione.

Gli Avv.ti Bonetti e Delia commentano la vittoria specificando che “I primi dati riferiscono di oltre 500 posti rimasti vacanti e che, solo chi ha agito giudizialmente, può aspirare ad ottenerli”. Gli stessi legali aggiungono che “solo con il nuovo bando, emesso qualche giorno fa, finalmente, il Dicastero dell'Istruzione, recependo i principi delle nostre azioni, ha modificato proprio la clausola oggi sospesa dal T.A.R.”.

Il “vecchio” Decreto Ministeriale che regolava l’accesso al T.F.A. sostegno preveda l’esistenza di 2 prove scritte con soglia pari a 21/30 e di una prova orale con soglia di 15. Perché, con il D.M. 92/19, questa soglia è venuta meno? Si è trattato di una gentile concessione del Ministero?

Niente affatto.

La clausola, difatti, è stata introdotta grazie alla nostra vittoria sull’ampio precedente contenzioso da noi proposto. Grazie alla sentenza del T.A.R. Lazio n. 8815/17, infatti, si chiariva che “nella logica della selezione preliminare in questione, dunque, l’ammissione di un numero di ricorrenti inferiore, rispetto a quello dei posti disponibili, è sintomo di un’anomalia, che avrebbe dovuto suggerire interventi correttivi”.

L’eliminazione della soglia, dunque, ha eliminato tale anomalia, lasciandone in piedi, tuttavia, altre che, paradossalmente, hanno aggravato l’illegittimità che i concorrenti possono subire. E’ rimasta in piedi, difatti, la soglia “pari al doppio dei posti dei posti disponibili” ragion per cui è accaduto che se, nel sistema precedenti, solo i soggetti con il minimo di 21 venivano ammessi (lasciando spesso posti vacanti), oggi, tali posti vacanti sono più rari ma troviamo candidati ammessi a Milano o Urbino con zero punti ed altri esclusi con 25.

Un’abnormità.

Seppur, dunque, grazie ai nostri contenziosi, il Ministero ha introdotto la clausola volta a consentire l’ammissione degli idonei presso altri Atenei (art. 4, comma 5), non ha superato le criticità e disparità di cui sopra ed anzi, in taluni casi, le ha aggravate.

La norma (art. 4, comma 5), in ragione appunto del contenzioso che l’aveva originata, si riferisce all’idoneità finale delle 3 prove cui, a quel tempo, si accedeva, a seguito del superamento della soglia di 21/30. Il D.M. attuale, invece, come detto, ha eliminato la previsione della soglia di 21/30 lasciando solo quella pari al doppio dei posti disponibili. L’attuale disposizione, dunque, pur consentendo che i posti che rimangono vacanti presso Atenei diversi da quelli di partecipazione siano occupati dagli idonei altrove così valutati, lo consente solo a chi riesce a giungere alla terza prova negandolo, al contrario, in radice, a chi, in ragione dell’altra soglia, è escluso pur avendo ottenuto un punteggio superiore alla sufficienza (pari a 18/30) e comunque superiore agli attuali ammessi presso l’Ateneo con posti già vacanti.

Una sorta di Frankenstein giuridico mal riuscito.

Anche grazie a tali motivazioni, ancora una volta per primi in Italia, i nostri ricorrenti esclusi dalla prova scritta hanno potuto sostenere la prova presso altri Atenei e, ieri, il T.A.R. Lazio, che frattanto ha rigettato i ricorsi di altri legali, ha accolto il nostro consentendo la partecipazione dei nostri ricorrenti anche presso la sede di originario concorso.

Le nostre motivazioni presentate al Tar del Lazio in occasione delle prove preselettive al corso di specializzazione per il sostegno, dunque, sono state immediatamente accolte dal giudice amministrativo, il quale ha disposto la partecipazione alla fase successiva per una candidata precedentemente non ammessa alle prove di preselezione.

La scelta del TAR di differenziare la nostra azione rispetto alle altre non è casuale.

Per gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia l’attuale struttura del T.F.A. risulta palesemente illegittima in quanto la non utilizzazione di posti disponibili a fronte di soggetti idonei a poterli ricoprire, unitamente al sistema di ammissione fondato sulla soglia cui non corrisponde una graduatoria nazionale, viola gli stessi principi legislativi anche di rilievo costituzionale dell’autonomia universitaria e del diritto allo studio. L’attuale disposizione regolamentare, censurata nel ricorso accolto, prevede la sottoposizione dei candidati a diverse prove nei vari atenei italiani. Tuttavia, tale situazione prevede che in determinate sedi alcuni candidati con punteggi notevolmente alti restano esclusi a causa della grande quantità di partecipanti. Viceversa, e si tratta di una illegittimità evidente, può succedere che candidati con punteggi molto bassi, riescano ad accedere in atenei con meno partecipazione.

Ancora una volta gli Avvocati Bonetti e Delia si sono fatti portavoce della battaglia per la tutela dei docenti precari che da anni lavorano sul sostegno uscendone vittoriosi e ridando speranza a questa categoria. “Il nostro obiettivo“, commenta l’Avvocato Bonetti, “è quello di ottenere l’immediata ammissione alla fase successiva delle prove anche di altri ricorrenti, obiettivo che oggi è stato raggiunto con questa importante pronuncia in favore della candidata che era stata esclusa”.

Una pronuncia molto importante quella ottenuta oggi, si tratta del giusto riconoscimento al buon lavoro svolto in favore dei nostri ricorrenti.

In data 7 maggio si sono tenute le prime udienze cautelari collegiali innanzi al TAR del Lazio, aventi ad oggetto lo scorrimento della graduatoria per il concorso della Polizia di Stato 2017, scorrimento effettuato in base ai nuovi criteri dettati dalla legge n.12/2019, provvedimento a cui il Governo ha posto la fiducia.
Il TAR del Lazio, accogliendo tutti i ricorsi dello Studio Legale Bonetti & Delia, ha ammesso gli idonei della prova scritta alle prove successive, statuendo l’illegittimità dello scorrimento effettuato sui nuovi criteri selettivi applicati retroattivamente.
Trattasi dei primi provvedimenti collegiali emessi, ad oggi, dal Giudice Amministrativo.
Attualmente i nostri ricorrenti sono gli unici che potranno partecipare alle prove fisiche, come calendarizzate dal Ministero in virtù di provvedimenti espressi in sede collegiale.
“Tramite una legge successiva il Ministero ha modificato i criteri di selezione per un concorso bandito più di due anni addietro, cambiando in maniera illegittima la graduatoria della prova scritta in maniera del tutto immotivata e creando così gravissime disparità di trattamento al punto tale che soggetti con punteggi superiori si sono visti scavalcare da coloro che si collocavano in posizione deteriore”, dichiara l’Avv. Michele Bonetti unitamente all’Avv. Santi Delia. “Si tratta di una battaglia giudiziaria che potrebbe non finire qua; vedremo se ricorreranno in appello reiterando l’ingiustizia perpetrata, ma intanto i nostri ricorrenti parteciperanno alle prove. Siamo sicuri che vi è stata un’ingiustizia per mano di una legge statale e proseguiremo nel merito a tutelare i nostri assistiti. Questi ragazzi avevano partecipato ad un bando che prevedeva un limite di età di 30 anni e hanno svolto con esito positivo la prima e determinante prova. Poi con una legge dello stato hanno cambiato in corsa le regole del gioco escludendoli di fatto inserendo il limite di età di 26 anni addirittura odierno e con il paradosso che molti di loro all’epoca della presentazione della domanda possedevano tale requisito.”

La decisione del TAR Lazio, in ogni caso, andrà confermata in sede di merito, ma ad oggi trattasi di una importante vittoria che coinvolge oltre 1800 persone ed eviterà ingenti risarcimenti danni in capo allo Stato.

In allegato trovate i provvedimenti vittoriosi, resi dal TAR del Lazio.

Con la pubblicazione del D.M. n. 374/2019 di aggiornamento delle GAE, coloro che sono inseriti in graduatoria con riserva processuale per mezzo di un provvedimento cautelare potranno inoltrare la domanda al pari di ogni altro insegnante inserito a pieno titolo.

Secondo l’art. 6 comma 1 lett. b), difatti, “devono chiedere di permanere in graduatoria con riserva, compilando il modello 1: […] coloro che, già iscritti con riserva in graduatoria ad esaurimento, hanno ancora pendente un ricorso giurisdizionale o straordinario al Capo dello Stato, avverso l'esclusione dalle graduatorie medesime o avverso le propedeutiche procedure abilitanti, fermo restando quanto previsto all'articolo 1, comma 8”.

Detta possibilità, tuttavia, rimane preclusa per molti insegnanti che, pur avendo ottenuto un provvedimento che riconosce il loro diritto all’inserimento in GAE, sono stati inseriti in maniera cartolare/manuale o che, comunque, non compaiono ad oggi inseriti a livello telematico sul portale di istanze online.

La problematica in questione non riguarda solo gli insegnanti in possesso di diploma di maturità magistrale ma anche gli insegnanti con titolo PAS, TFA, ITP, SFP che negli anni hanno ottenuto vari provvedimenti cautelari quali decreti (talvolta non confermati) o ordinanze.

Per tale ragione abbiamo predisposto un modello di domanda da compilare ed inoltrare in maniera cartacea (tramite pec, tramite raccomandata a.r. o tramite consegna a mani) e apposite istanze da adattare alle specifiche casistiche ed inoltrare al fine di ottenere l’apertura della piattaforma.

Lo studio è disponibile a valutare, caso per caso, l’opportunità di procedere con ricorsi volti proprio alla presentazione della domanda di aggiornamento delle GAE. Qualora interessati Vi invitiamo a contattarci all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o ai recapiti presenti al link http://www.avvocatomichelebonetti.it/contatti

Vi invitiamo, comunque, a partecipare alle nostre riunioni (clicca qui per le date delle riunioni) o a fissare un appuntamento presso lo studio per situazioni peculiari.

A seguito delle segnalazioni di alcuni ricorrenti, abbiamo predisposto un modello di diffida per tutti coloro che, pur avendo avuto un provvedimento di inserimento in GAE, non riescono ad inoltrare la domanda di aggiornamento per problemi del portale telematico.

Alcuni ricorrenti, difatti, pur essendo inseriti nelle graduatorie con apposito decreto dell’Ufficio competente, non hanno avuto l’adeguamento della propria posizione sul portale di istanze online, unico mezzo per la presentazione della domanda.

L’istanza dovrà essere inviata a mezzo pec o a mezzo raccomandata a.r. al M.I.U.R., all’USR e all’USP competenti per la procedura (in base alla provincia scelta per l’aggiornamento) ma consigliamo vivamente di recarvi presso l’Ufficio Scolastico Provinciale anche personalmente, consegnando la diffida a mani e parlando con il funzionario responsabile della procedura.

E’ consigliato l’inoltro della diffida nel più breve tempo possibile, considerando che la procedura di aggiornamento/permanenza/reinserimento/trasferimento/conferma/scioglimento riserva per gli aa.ss. 2019/20, 2020/21, 2021/22 di cui al D.M. 374/2019 deve essere espletata entro e non oltre il giorno 16 maggio 2019.

Vi informiamo, inoltre, che stiamo già provvedendo a contattare il Ministero per chiedere una proroga per la presentazione della domanda anche in considerazione di queste problematiche.

Per discutere anche di tali questioni Vi inviamo a partecipare alla riunione di lunedì 06 maggio 2019, primo gruppo alle ore 16:30 e secondo gruppo alle ore 18:00 presso lo studio di Roma sito in Via di San Tommaso d’Aquino, 47.

In merito all' impugnazione del D.M. 374/2019 di aggiornamento delle GAE, lo studio terrà delle riunioni, al fine di rendervi edotti circa l'esperibilità delle azioni giudiziarie, in virtù delle singole posizioni personali, nonché delle azioni legali da Voi, già, intraprese.

 L’incontro sarà, ovviamente, volto a fornirvi tutti gli opportuni chiarimenti e rispondere ad ogni Vostra domanda. 

Sono invitati alla riunione di lunedì 06 maggio 2019, primo gruppo alle ore 16:30 e secondo gruppo alle ore 18:00 presso lo studio di Roma sito in Via di San Tommaso d’Aquino, 47, in modo particolare coloro che non riescano a fare domanda per le GAE tramite il portale on-line in quanto inseriti nella graduatoria ad esaurimento manualmente, nonchè tutti coloro che riscontrino problematiche nell'inoltro della domanda.

In merito stiamo già provvedendo a contattare il Ministero per chiedere anche una proroga in considerazione di queste problemnatiche.

Potere avere informazioni sull'inoltro della diffida e scaricare il modello predisposto cliccando qui.

Sempre dalla vostra parte.

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