Claudia Palladino

Claudia Palladino

Carissimi,

per quanto riguarda la questione "Concorsone 2016" vista la situazione relativa agli esiti delle prove, che in più occasioni si sono rivelati discutibili e incerti, ricordiamo a tutti coloro che volessero fare domanda di accesso agli atti di fare riferimento, in primis, ai singoli USR, dal momento che dovrebbero aver predisposto un modello di domanda utile allo scopo, scaricabile dai rispettivi siti.

Qualora fosse necessario, rendiamo tuttavia disponibile per lo stesso scopo un fac-simile da noi predisposto e che comunque potrete utilizzare non sostituendo la procedura codificata dalla USR, pena la mancanza di risposta dall'ufficio stesso, ma come un ulteriore passaggio e in aggiunta alla domanda predefinita, nel caso in cui non vi giunga in tempo congruo la richiesta dagli USR.

Sempre dalla Vostra parte

Avv. Michele Bonetti

Carissimi,
ancora un mio editoriale sul Sole 24 Ore; la questione è quella della stabilizzazione dei precari della scuola a seguito della Corte di Giustizia; affronto la questione con spirito critico e con la lucidità di sempre, non escludendo una sanatoria legislativa per tutti i soggetti in possesso dei requisiti indicati dalla Corte di Giustizia.
Di seguito lo stesso testo in forma piu estesa a questo link, vi sono ulteriori FAQ per Vostra comodità allegate alle pagine.

A chi è rivolto.Tutti i docenti (Abilitati e non) che abbiano sottoscritto un contratto a tempo determinato con una amministrazione scolastica nel corso dell’anno scolastico appena terminato, possono presentare ricorso al Giudice del Lavoro.

Obiettivo del ricorso.Data la tipologia del ricorso, verrà sottoposta ai giudici l'intera questione lavorativa al fine di richiedere un equo risarcimento del danno subito per via dello sfruttamento e delle ingiuste discriminazioni e abusi da anni perpetrati nei Vs. confronti nonché la richiesta degli scatti di anzianità e il risarcimento per l’apposizione del termine. Cosa più importante rimane la richiesta di stabilizzazione, in merito alla quale si è già espresso con sentenza il Tribunale di Fermo su ricorsi da noi proposti, nonchè i Tribunali di NapoliMonzaLatina,PordenoneNolaCremonaRiminiCuneoArezzoAvezzanoPiacenza, Genova e altri ancora.

ISTRUZIONI PER L'ADESIONE:

Primo passo - Cosa c'è in allegato e cosa farne:

In allegato troverà una lettera di impugnazione, una procura, un conferimento di incarico professionale, un'autocertificazione reddituale e le coordinate bancarie sulle quali effettuare il bonifico.

1. La lettera di impugnazione: ATTENZIONE: se ha già inviato la lettera come da istruzioni di Adida o dellaVoce dei Giusti, vada al punto 2. altrimenti: apra l'allegato "Lettera d'impugnazione, la stampi e la compili in ogni punto, firmandola dove richiesto. 

La lettera deve essere inviata al proprio datore di lavoro e/o al luogo in cui ha sede il l'ente (privato o pubblico) dal quale siete stati assunti. Pertanto chi ha lavorato per una paritaria privata manderà la lettera al datore privato e/o che l'ha assunto (cioè alla scuola paritaria o parificata), chi ha lavorato per scuole statali deve inviare la lettera al MIUR il cui indirizzo è: Viale Trastevere 76/A, 00153 ROMA. L'invio deve essere effettuato tramite raccomandata con ricevuta di ritorno (avendo cura di conservare le ricevute di invio e di ritorno del plico, senza le quali non è possibile avviare il ricorso).

2.La procura: apra l'allegato "procura" e stampi il file3 volte. Compili e firmi tutte e tre le copie.

3. L'incarico professionale: l'incarico professionale (per mera praticità è stato denominato patto di quota lite) garantisce trasparenza relativamente al compenso del professionista che ha svolto e seguito la pratica. Pertanto Lei è invitato a leggere tale file con calma e a chiamarci in caso di dubbi. Stampi una copia del file "patto di quota lite 2016" e poi lo compili e lo firmi.

4. Autocertificazione reddituale: questo documento attesta che Lei ha un reddito FAMILIARE annuo inferiore ad euro 34.585,23. Infatti, in tal caso, Lei è esentato dal dover pagare il contributo unificato (un contributo di spese di giustizia richiesto dalla legge). Quindi, qualora la Sua famiglia (esattamente i soggetti che sono nel suo stato di famiglia) ha un reddito inferiore a tale soglia, Lei deve stampare, compilare e firmare il documento. Qualora invece il reddito della Sua famiglia superi la predetta soglia, Lei dovrà pagare il Contributo Unificato di euro 259,00.

5.Coordinate bancarie: Il versamento da effettuare per tale ricorso è di euro 700,00 se il Suo reddito familiare è inferiore ad euro 34.585,23. In caso contrario dovrà versare la somma di euro 959,00 comprensiva di Contributo Unificato. Relativamente alla causale del versamento La preghiamo di scrivere: "Ricorso GDL 2016 + il nominativo del ricorrente".

Secondo passo - l'invio della documentazione in formato elettronico:

Tutta la documentazione utile va inviata sia via mail sia via posta con raccomandata con ricevuta di ritorno.

Cosa inviare via Mail: ATTENZIONE: L'OGGETTO DELLA MAIL DEVE ESSERE "RICORSO GDL 2014 OLTRE AL NOMINATIVO DEL RICORRENTE"

ATTENZIONE: L'INDIRIZZO MAIL E'Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

ATTENZIONE: SE POSSIBILE INVIARE I FILES COMPRESSI PER AGEVOLARNE L'APERTURA.

1. Una fotocopia della procura compilata e firmata.

2. Una fotocopia di un Suo documento di identità.

3. Una fotocopia dell'incarico professionale (o patto di quota lite) compilato e firmato.

4. Una fotocopia dell'autocertificazione reddituale (solo nel caso in cui il Suo reddito familiare è inferiore ad euro 34.585,23) compilata e firmata.

5. Una fotocopia dell'avvenuto versamento (per la cifra da versare guardare il primo passo, punto 4)

6. Una fotocopia della lettera di impugnazione dei contratti e delle ricevute di spedizione e di ritorno (se già in vostro possesso) di tale lettera.

7. Una copia di tutti i contratti di lavoro stipulati con le scuole (tutti quelli in Vostro possesso, non importa quanto siano vecchi).

8. Una copia di tutte le buste paga relative ai contratti di lavoro di cui al punto 6.

9. Una copia di tutti i CUD relativi agli anni di lavoro di cui al punto 6.

10. Un riepilogo in formato elettronico di tutti i contratti di lavoro e della Sua situazione personale.

Terzo passo - la spedizione a mezzo del servizio postale:

ATTENZIONE: LA DOCUMENTAZIONE VA SPEDITA CON RACCOMANDATA A/R

ATTENZIONE: SULLA BUSTA VA SCRITTO "RICORSO GDL 2014 OLTRE AL NOMINATIVO DEL RICORRENTE"

ATTENZIONE: L'INDIRIZZO A CUI INVIARE IL PLICO E': "AVV. MICHELE BONETTI E PARTNERS - VIA S. TOMMASO D'AQUINO 47, 00136 ROMA"

ATTENZIONE: PER "ORIGINALE" SI INTENDE UN FOGLIO COMPILATO E FIRMATO CON PENNA (CIOE' NON UNA FOTOCOPIA).

Cosa spedire via posta:

1. Tre originali della procura compilate e firmate.

2. Una fotocopia di un Suo documento di identità.

3. Un originale dell'incarico professionale compilato e firmato.

4. Un originale dell'autocertificazione reddituale (solo nel caso in cui il Suo reddito familiare è inferiore ad euro 34.585,23) compilata e firmata.

5. Una fotocopia dell'avvenuto versamento (per la cifra da versare guardare il primo passo, punto 4).

6. L'originale della lettera di impugnazione dei contratti inviata al MIUR e le ricevute di spedizione e di ritorno (se già in vostro possesso) di tale lettera ORIGINALI.

7. Due copie di tutti i contratti di lavoro stipulati con le scuole (tutti quelli in vostro possesso, non importa quanto siano vecchi).

8. Due copie di tutte le buste paga relative ai contratti di lavoro di cui al punto 6.

9. Due copie di tutti i CUD relativi agli anni di lavoro di cui al punto 6.

10. Un riepilogo di tutti i contratti di lavoro e della Sua situazione personale.

ATTENZIONE: COMPILARE I DOCUMENTI IN STAMPATELLO E SCRITTURA LEGGIBILE.

Lo studio dell'Avv. Bonetti, la Voce dei Giusti e Adida rimangono a Sua disposizione per qualsiasi chiarimento.

Mentre sono in corso di svolgimento le prove orali e pratiche del concorsone della scuola che mira ad immettere in ruolo oltre 60.000 nuovi insegnanti, il Consiglio di Stato accoglie con provvedimento collegiale il ricorso degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, ribaltando la decisione del T.A.R. Lazio ed ammettendo i laureati privi di abilitazione a partecipare. Si tratta del primo accoglimento collegiale ottenuto in appello motivato con riferimento all'esistenza di un titolo di abilitazione equipollente rispetto a quello all'insegnamento.Secondo il Consiglio di Stato "la concessa misura cautelare può essere confermata in ragione della particolarità del titolo abilitativo posseduto dall'appellante".Il nostro caso "pilota", con il quale miriamo alla dichiarazione di incostituzionalità della Legge n. 107 (c.d. Buona Scuola) dimostrando l'irrazionalità della necessità del possesso sempre e comunque della sola abilitazione all'insegnamento scolastico per soggetti ben più titolati che insegnano da anni ed hanno dottorati, pubblicazioni e l'abilitazione scientifica nazionale per i docenti universitari, riguardava un docente in possesso dell'abilitazione scientifica nazionale (ASN) per poter essere chiamato quale Professore associato all'Università ma che, secondo il MIUR, non poteva neanche partecipare al concorsone.

Nei giorni scorsi, su questa scia, ed argomentanto grazie ad un'articolata teoria sul confronto tra i percorsi abilitativi (1 anno) ed il dottorato (3 anni), siamo riusciti a sostenere che tale titolo dottorato (il più alto del sistema di formazione italiano ed europeo) non può essere ritenuto non sufficiente almeno per la mera partecipazione al concorso.

L'obiettivo di Viale Trastevere era evidentemente volto a ridurre la platea dei partecipanti impedendo anche la mera presentazione della domanda a tutti i docenti non in possesso dell'abilitazione seppur spesso assunti quali supplenti dalle Graduatorie di Istituto e quindi già da tempo nel mondo della scuola o ancora escludendo chi già ha un posto a tempo indeterminato. Per costoro, in particolare, il MIUR ha deciso che avendo già un posto in scuola statale non v'è spazio per una nuova assunzione e, quindi, per un loro miglioramento professionale. Tali fini, secondo i legali, avrebbero dovuto essere espressamente previsti dal legislatore e da esso perseguiti con i diversi strumenti già in passato ampiamente utilizzati allo scopo (immissioni in ruolo ex lege, concorsi riservati, riserve nei conconcorsi pubblici), ciò che nella specie non è avvenuto assistendosi ad una vera e propria segregazione nei confronti di tali soggetti. 

Consiglio di Stato, Sez. VI, 22 LUGLIO 2016, PRES. SANTORO, EST. PANNONE

Era stato il Tribunale Ordinario di Roma, con ordinanza del 2 maggio 2012, resa nel corso di una controversia promossa da alcuni docenti nei confronti del Ministero dell’istruzione, dell’Università e della Ricerca, a sollevare questione di legittimità costituzionale dell’art. 4, comma 1, della legge 3 maggio 1999, n. 124 (Disposizioni urgenti in materia di personale scolastico); oggi finalmente arriva la sentenza della Corte Costituzionale che dichiara l’illegittimità della normativa sopracitata.

I ricorrenti, tutti docenti precari storici della scuola, avevano svolto le loro attività in base a plurimi contratti a termine e chiedevano l’accertamento dell’illegittimità delle clausole di apposizione del termine con la conseguente condanna dell’amministrazione a convertire il rapporto di lavoro a tempo determinato in rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

La Corte Costituzionale dopo anni di lunghe battaglie ha finalmente dichiarato “l’illegittimità costituzionale, nei sensi e nei limiti di cui in motivazione, dell’art. 4, commi 1 e 11, della legge 3 maggio 1999, n. 124 (Disposizioni urgenti in materia di personale scolastico), nella parte in cui autorizza, in mancanza di limiti effettivi alla durata massima totale dei rapporti di lavoro successivi, il rinnovo potenzialmente illimitato di contratti di lavoro a tempo determinato per la copertura di posti vacanti e disponibili di docenti nonché di personale amministrativo, tecnico e ausiliario, senza che ragioni obiettive lo giustifichino”.

Di seguito il link del sito della Corte Costituzionale dove consultare il testo integrale della sentenza. http://www.cortecostituzionale.it/schedaUltimoDeposito.do

Questo contenzioso riguarda centinaia di insegnanti in tutta Italia ed alla luce delle statuizioni favorevoli della Corte Costituzionale saremo al fianco di tutti i docenti insieme alle associazioni ADIDA, la Voce dei Giusti e MIDA a combattere in prima linea questa battaglia.

Per aderire alle azioni per la stabilizzazione e o per il risarcimento del danno Vi invitiamo a consultare il nostro sito al seguente link http://www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1123-precari-tutto-sulla-sentenza-della-corte-ue

Sempre al Vostro fianco.

Avv. Michele Bonetti

Altri 2500 diplomati magistrale entrano in GAE e "prendono la Bastiglia". All'esito dell'udienza del 14 luglio il TAR LAZIO ha accolto 4 maxi ricorsi patrociniati dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti ed ordinatone l'ammissione in GAE.
"Avevamo previsto che, stante il rinvio della Plenaria, sarebbe stato difficile che il T.A.R. decidesse nel merito e per questo abbiamo imbastito una complessa strategia difensiva che ha portato all'immediato accoglimento dell'istanza di ammissione in GAE nelle more del merito che si terra a marzo 2017", dicono Bonetti e Delia. La mossa si è rivelata corretta anche in quanto apprendiamo in questi giorni (http://m.tecnicadellascuola.it/precari/item/22353-diplomati-magistrale,-il-tar-lazio-rinvia-tutti.html) che altri contenziosi analoghi sono stati rinviati.
Quella del giudice amministrativo, secondo noi, è la sede naturale di questo contenzioso in quanto per anni, nel silenzio della legge, con provvedimenti autoritativi e non semplicemente datoriali, il MIUR ha ignorato l'esistenza dei diplomati magistrale relegandoli in III fascia di Istituto. La scelta del T.A.R. Lazio di risolvere questi contenziosi, in questa fase, sin dalla fase cautelare, dimostra che l'orientamento sia oramai stabile e ci auguriamo che tale si confermi almeno sino all'attesa sentenza della Plenaria di novembre che, verosimilmente, non dovrebbe giungere prima del prossimo Natale. Innanzi a decisioni dei vari Tribunali sempre più contrastanti, la via del T.A.R. Lazio, al momento, appare più certa e stabile ed è per questo che abbiamo deciso di spostare parte del contenzioso pendente innanzi al Giudice del Lavoro al T.A.R. con risultati che, al momento, confermano la bontà della scelta.

Su questa via, tra l'altro, si colloca la nuova azione volta all'impugnazione del D.M. 496/16 rivolta a tutti i soggetti fuori dalle G.A.E. e anche a chi vi è dentro con riserva. Questo D.M., difatti, a differenza dei precedenti, ha vizi propri che possono essere fatti valere autonomamente. Adida ed il Mida, in tal senso, propongono, con il patrocinio degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, ricorsi collettivi a 100 euro per diplomati magistrali, depennati e congelati e, al fine di rilanciare un nuovo percorso anche politico sugli abilitati TFA e PAS, ricorsi a prezzi simbolici per tali categorie. Le adesioni scadono il 30 luglio.

"Nonostante l'ammissione ottenuta oggi attraverso una scelta strategica particolarmente complessa che ci ha consentito di far trattare nuovamente la domanda cautelare ed evitare uno scontato rinvio del merito a dopo la decisione della Plenaria, siamo sempre dell'idea che, cautelativamente, tutti i nostri ricorrenti che oggi, dopo anni di precariato, hanno avuto l'accesso in GAE, debbano partecipare alla nuova azione con scadenza 30 luglio ove già non lo avessero fatto entro l'8 luglio scorso".
Si tratta, commentano Bonetti e Delia, "di un nuovo e decisivo snodo della vicenda giacchè senza la conferma della giurisdizione in capo al Giudice amministrativo è impossibile una tutela collettiva di categorie così ampie di soggetti. Gli insegnanti, infatti, non potendo accedere alla giustizia del G.O. perchè troppo costosa, risulterebbero costretti a rinunciare alla tutela costituzionalmente garantita con gravissimi problemi di tenuta del nostro sistema". "Il riconoscimento dei diritti nel mondo della Scuola", come ricordano i legali, "è largamente proveniente dalla tutela giudiziale solo nei confronti della quale i Governi si sono piegati".

Gentilissimo ricorrente,

in vista della Sua udienza di merito che si terrà in data 6 ottobre 2016 dinanzi al TAR del Lazio, siamo a richiederLe di comunicarci se, a seguito del provvedimento cautelare ottenuto per Suo conto, ha provveduto all’immatricolazione presso il corso di laurea ambito, così come consigliato più volte.

Le richiediamo, pertanto, di compilare e firmare l’autocertificazione che è allegata alla presente comunicazione e di inoltrarcela, mettendo in allegato un valido documento di identità, ENTRO E NON OLTRE IL GIORNO 21 LUGLIO 2016 scansionata all’indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e a mezzo raccomandata 1 con ricevuta di ritorno all’indirizzo Avv.to Michele Bonetti, via San Tommaso d’Aquino n. 47, 00136 Roma.

Vi chiediamo di scrivere sulla busta e nell’oggetto dell’email “CONSOLIDAMENTO SCHEDA ANAGRAFICA”.

Sarà necessario, inoltre, compilare il seguente form al link http://goo.gl/forms/gxdhTQsw5OYdeJo32.

La informiamo che tale adempimento ed il rispetto dei termini prescritti sono strettamente necessari per la detta udienza.

N.B. L’autocertificazione è in formato word, quindi potrà essere adattata alla Sua situazione specifica mantenendo, però, la struttura originaria.

Se non ha potuto immatricolarsi è sufficiente compilare il form.

I miei migliori saluti                       

Avv. Michele Bonetti                                     

Vittoria cruciale per l'affermazione del diritto allo studio, ora il ministero riapra le graduatorie e si vada verso il libero accesso.

Dopo i provvedimenti del TAR Lazio dell'1 luglio di accoglimento sul ricorso sull'accesso anche sui posti rimasti vacanti, il 7 luglio 2016, il Consiglio di Stato ha accolto con plurimi decreti i primi ricorsi UDU, patrocinati dagli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, relativi al blocco, da parte del Ministero, dello scorrimento delle graduatorie di Medicina, scelta che aveva comportato che centinaia di posti fossero lasciati liberi. Con questi provvedimenti  si conferma l'orientamento cautelare tracciato dall'Udu dal 28 aprile 2016 e poi confermato con ordinanze di accoglimento del Tar del Lazio del 1 luglio.

Le Università interessate sono: la Sapienza, l’Università degli Studi Firenze, l’Università degli Studi di Siena, l’Università del Molise, l’Università di Foggia, l'Università degli Studi di Cagliari, la Seconda Università degli Studi di Napoli, l’Università di Cagliari, l’Università di Sassari, l’Università di Messina, e l’Università di Milano.
Alcuni ricorrenti sono già stati immatricolati e il Consiglio di Stato ha così disposto: “considerato che, previa documentata verifica dell’esistenza di posti liberi e vacanti, va in linea generale ammessa la possibilità di scorrimento nelle graduatorie come quelle per cui è causa (…) è opportuno richiedere all’intimate Università (…) il riesame dell’istanza di immatricolazione (…) e ciò in considerazione sia dell’asserita documentata esistenza di un totale di 792 posti liberi per l’a.a. 2015 – 2016, per studenti comunitari e non presso le Univeristà statali”.
Secondo gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia “Il Consiglio di Stato ha preso atto che i posti liberi sono oltre mille per medicina, odontoiatria, veterinaria, professioni sanitarie ecc. ed ha ordinato agli Atenei e al Ministero di valutare di coprire i posti vacanti facendo scorrere le graduatorie. Oggi i nostri ragazzi vanno all’estero e rimangono posti liberi in Italia. La situazione è sempre più paradossale e si sta determinando un danno all’erario e al Paese tutto”. 
Jacopo Dionisio, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari, dichiara: “Avevamo preannunciato che sarebbe stata una battaglia dura, ma questa vittoria apripista conferma che siamo di fronte ad una violazione del diritto allo studio. Pertanto, chiediamo che il Ministero riapra le graduatorie, permettendo a tutti quegli studenti rimasti esclusi di poter accedere ai corsi di studio. Questa "sentenza" inoltre dovrebbe far riflettere il MIUR anche sui bandi di ammissione ai corsi dell’anno accademico entrante, visto che per la prima volta è stato messo nero su bianco che ci sarà una chiusura delle graduatorie al termine del primo semestre, misura che comporta inevitabilmente che dei posti resteranno vuoti. Questi provvedimenti sono l’ennesima dimostrazione che questo sistema di accesso fa acqua da tutte le parti. E’ ora di affrontare il problema, si apra una seria interlocuzione con gli studenti per superare definitivamente il numero chiuso”.

Continuano gli accoglimenti del Consiglio di Stato sui posti rimasti liberi dopo la chiusura della graduatoria per i corsi di laurea in medicina, odontoiatria e medicina veterinaria.

Il Collegio, a seguito della camera di consiglio che si è svolta ieri, ha ritenuto fondate le richieste dei ricorrenti dell’Unione degli Universitari, patrocinati dagli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, che reclamavano l’assegnazione dei numerosi posti ancora disponibili.

Nel particolare, oltre ai posti rimasti vuoti a seguito dalla chiusura della graduatoria disposta dal MIUR, sui quali è stata disposta istruttoria e che si stimano in diverse centinaia, sono rimasti vacanti anche moltissimi posti del contingente riservato agli studenti non comunitari residenti all’estero. Questi ultimi non vengono ridistribuiti tra gli studenti comunitari lasciando un numero cospicuo di posti fruibili ma non assegnati.

Dichiarano gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia: “Ora tutti i posti disponibili dovranno essere assegnati ai nostri ricorrenti, esclusi dal concorso per la frettolosa chiusura della graduatoria”.

Jacopo Dionisio, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari, dichiara: “Registriamo ancora una vittoria, dopo i provvedimenti dei giorni scorsi, con i quali venivano invitati gli atenei ad assegnare tutti i posti a messi a bando nel test di settembre 2015, superando le imposizioni del decreto ministeriale del febbraio scorso sulla chiusura anticipata delle graduatorie. Da anni denunciamo che a sostenere il test sono meno studenti extracomunitari di quanti sono i posti disponibili. Questo sia perché l’università italiana non è realmente attrattiva per chi viene dall’estero, sia perché il nostro sistema è assolutamente svantaggioso rispetto al resto d’Europa, dove molto spesso i corsi in ambito sanitario sono ad accesso libero.”

Continua Dionisio: “Siamo di fronte alla dimostrazione di come la previsione di posti riservati agli studenti extracomunitari rappresenti una riduzione non formale, ma sostanziale dei posti messi a disposizione, causando un danno a tutti quegli studenti che ogni anno tentano la lotteria del test. Avevamo invitato il MIUR ad assegnare agli studenti comunitari i posti lasciati vacanti, ma purtroppo anche in questo caso siamo stati costretti a mettere in campo azioni legali per vedere riconosciuto un diritto degli studenti. Ora non si perda altro tempo: il Ministero permetta subito agli studenti di iscriversi.”

Conclude il coordinatore dell’UDU: “Ogni giorno il sistema di accesso a numero chiuso dimostra di fare acqua da tutte le parti. Il MIUR si è dimostrato sempre sordo di fronte alle nostre istanze, come dimostra il DM 546/2016, il quale riprende tutte le criticità che noi denunciamo da tempo, come la chiusura delle graduatorie alla fine del primo semestre, quando non saranno sicuramente coperti tutti i posti messi a bando; o la mancata previsione di riassegnare i posti vacanti del contingente riservato agli studenti extracomunitari, con il reale rischio che si ripeta quanto successo negli anni passati. Nei fatti si sta operando una ulteriore riduzione dei posti, e questo è inaccettabile. Chiediamo al MIUR, alla luce delle nostre vittorie di questi giorni, di rivedere il decreto ministeriale sull’accesso ai corsi per il prossimo anno accademico, e di aprire subito un tavolo di confronto con gli studenti, per andare verso il libero accesso.”

Il 1 e 7 luglio 2016, il Consiglio di Stato ha accolto con plurimi decreti i primi ricorsi UDU, patrocinati dagli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, relativi al blocco, da parte del Ministero, dello scorrimento delle graduatorie di Medicina, scelta che aveva comportato che centinaia di posti fossero lasciati liberi. Con questi provvedimenti  si conferma l'orientamento cautelare tracciato dall'Udu dal 28 aprile 2016 e poi confermato con ordinanze di accoglimento del Tar del Lazio del 1 luglio.

Le Università interessate sono: la Sapienza, l’Università degli Studi Firenze, l’Università degli Studi di Siena, l’Università del Molise, L’Università di Foggia, l'Università degli Studi di Cagliari, la Seconda Università degli Studi di Napoli, l’Università di Cagliari, l’Università di Sassari, l’Università di Messina, e l’Università di Milano.
Alcuni ricorrenti sono già stati immatricolati e il Consiglio di Stato ha così disposto: “considerato che, previa documentata verifica dell’esistenza di posti liberi e vacanti, va in linea generale ammessa la possibilità di scorrimento nelle graduatorie come quelle per cui è causa (…) è opportuno richiedere all’intimate Università (…) il riesame dell’istanza di immatricolazione (…) e ciò in considerazione sia dell’asserita documentata esistenza di un totale di 792 posti liberi per l’a.a. 2015 – 2016, per studenti comunitari e non presso le Univeristà statali”.
Secondo gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia “Il Consiglio di Stato ha preso atto che i posti liberi sono oltre mille per medicina, odontoiatria, veterinaria, professioni sanitarie ecc. ed ha ordinato agli Atenei e al Ministero di valutare di coprire i posti vacanti facendo scorrere le graduatorie. Oggi i nostri ragazzi vanno all’estero e rimangono posti liberi in Italia. La situazione è sempre più paradossale e si sta determinando un danno all’erario e al Paese tutto”. 
Jacopo Dionisio, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari, dichiara: “Avevamo preannunciato che sarebbe stata una battaglia dura, ma questa vittoria apripista conferma che siamo di fronte ad una violazione del diritto allo studio. Pertanto, chiediamo che il Ministero riapra le graduatorie, permettendo a tutti quegli studenti rimasti esclusi di poter accedere ai corsi di studio. Questa "sentenza" inoltre dovrebbe far riflettere il MIUR anche sui bandi di ammissione ai corsi dell’anno accademico entrante, visto che per la prima volta è stato messo nero su bianco che ci sarà una chiusura delle graduatorie al termine del primo semestre, misura che comporta inevitabilmente che dei posti resteranno vuoti. Questi provvedimenti sono l’ennesima dimostrazione che questo sistema di accesso fa acqua da tutte le parti. E’ ora di affrontare il problema, si apra una seria interlocuzione con gli studenti per superare definitivamente il numero chiuso”.

 

A quasi due mesi di distanza dall’udienza del 17 maggio scorso, la Consulta finalmente si pronuncia sull'illegittima reiterazione dei contratti a termine nella scuola.

In attesa ancora del testo della sentenza, nella serata del 12 luglio sul sito internet della Corte Costituzionale è stato pubblicato un comunicato che potrebbe dare ragione ai nostri ricorrenti che si erano rivolti al Giudice del Lavoro per la stabilizzazione.

La Corte Costituzionale nel comunicato, infatti, ha stabilito "l'illegittimità costituzionale della normativa che disciplina le supplenze del personale docente e del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (art. 4, commi 1 e 11 della legge 3 maggio 1999, n. 124) nella parte in cui autorizza, in violazione della normativa comunitaria, il rinnovo potenzialmente illimitato di contratti di lavoro a tempo determinato per la copertura di posti vacanti e disponibili di docenti nonché di personale amministrativo, tecnico ed ausiliario, senza che ragioni obiettive lo giustifichino.

Tuttavia la pronuncia di illegittimità costituzionale é stata limitata poiché l'illecito comunitario è stato cancellato, come da decisione della Corte di giustizia dell'Unione europea che ha interpretato la normativa comunitaria in materia di contratti a tempo determinato (sentenza Mascolo).

Difatti, per quanto riguarda il personale docente la normativa sulla "buona scuola" prevede la misura riparatoria del piano straordinario di assunzioni, mentre per quanto riguarda il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario prevede, in mancanza di analoga procedura di assunzione, il risarcimento del danno".

Da una prima interpretazione, subordinata alla pubblicazione della sentenza, si comprende quindi che anche la Corte Costituzionale dichiara l’illegittimità dei termini apposti ai contratti di lavoro a tempo determinato da parte delle Pubbliche Amministrazioni. Tali principi potrebbero essere estesi a tutto il settore del precariato.

 

 

 

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