Claudia Palladino

Claudia Palladino

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, con ordinanza resa il 5 giugno 2019, in accoglimento delle censure sollevate dagli Avvocati Bonetti e Delia, ha ammesso alla prova scritta del concorso per l’accesso ai Corsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità, una candidata illegittimamente esclusa a seguito del mancato superamento della prova preselettiva. Lo studio è riuscito a dimostrare l’erronea formulazione di uno dei quesiti somministrati in sede preselettiva, che, dimidiando di pochi centesimi il punteggio totalizzato dalla candidata, ne ha decretato l’illegittima esclusione, impendendo che la stessa venisse ammessa al sostenimento della prova scritta e, dunque, potesse proseguire l’iter concorsuale.

Altra ragione grazie alla quale il ricorso è apparso fondato al T.A.R. del Lazio è riconducibile alla scelta del Ministero di non attivare la graduatoria nazionale su tale concorso dando vita al paradosso secondo cui presso taluni Atenei si è ottenuta l’ammissione anche con pochi punti mentre in altri Atenei l’esclusione con ben oltre la sufficienza. Altro contenzioso accolto dal TAR ha riguardato il tema della mancata copertura dei posti vacanti presso Atenei diversi da quello in cui è stata svolta la prova preselettiva.

A fronte di decine e decine di posti rimasti scoperti su tutto il territorio nazionale, infatti, i legali hanno dimostrato l’illegittimità del Decreto ministeriale di indizione del concorso, nella parte in cui non consente che coloro i quali non abbiano superato la prova preselettiva presso l’Ateneo di riferimento, non possano essere ammessi a proseguire l’iter selettivo, e, quindi a sostenere la prova scritta, presso quegli Atenei che abbiano registrato candidati idonei alla prova preselettiva in numero inferiore rispetto ai posti banditi (o che avrebbe dovuto essere banditi).

Tali ricorrenti hanno potuto proseguire il loro percorso, sin dalla prova scritta, presso tali Atenei con posti vacanti. Si tratta di una importante vittoria, che conferma la tenuta delle argomentazioni addotte dai legali, solo che si consideri che, nella medesima data d’udienza, decine di cause analoghe sono state discusse, ma tutte con esito negativo , eccetto quella patrocinata dagli Avv.ti Bonetti e Delia, l’unica ad aver ottenuto la sospensione del provvedimento di esclusione e la conseguente ammissione della candidata alla prova scritta. 

Il TAR del Lazio si è pronunciato nella giornata odierna in merito ad un ricorso, patrocinato dal nostro studio legale, disponendo la ripetizione della prova di ingresso per il corso di laurea in Medicina e Chirurgia per un soggetto DSA, il quale non aveva svolto la prova con l’ausilio di tutti gli strumenti compensativi richiesti al momento della presentazione della domanda.

In particolare, il TAR impone all’Amministrazione di consentire lo svolgimento di una nuova prova, stavolta con l’ausilio di un tutor, inizialmente non concesso al ricorrente.

Il Giudice Amministrativo, dunque, ha rilevato “la sussistenza di evidenti profili di pregiudizio per il ricorrente ove non gli fosse consentito di partecipare alle prove in regime di par condicio con gli altri candidati che versino nella sua medesima condizione”.

Trattasi di un provvedimento molto importante e a tutela degli studenti disabili, che impone all’Amministrazione il rispetto di tutte quelle garanzie che il nostro ordinamento mette a disposizione degli studenti affetti da DSA.

Lo studio da anni si occupa della tutela degli studenti lesi dall’Amministrazione, che preclude lo svolgimento dei test in condizioni di parità. 

Di seguito la rassegna stampa:

Il Sole 24 Ore

IL MATTINO

LA TECNICA DELLA SCUOLA

 

A seguito di diverse segnalazioni pervenuteci nei giorni scorsi, abbiamo analizzato la procedura di selezione descritta dall’avviso pubblicato dall’ANPAL SERVIZI per il Conferimento di incarichi di collaborazione ex articolo 12 DL 28 Gennaio 2019, e relativi avvisi di avvenuta stipula dei contratti ai soggetti risultati idonei, riteniamo che vi siano i presupposti per agire a favore degli esclusi dalla mera partecipazione al concorso calendarizzato per il 18-20 giugno prossimo venturo.

Oltre 20 mila candidati in possesso dei requisiti di concorso, difatti, non potranno partecipare alla prova preselettiva in forza di una clausola del bando che riteniamo palesemente illegittima.

L’art. 6 del bando, difatti, dispone che “sono ammessi alla selezione i candidati in possesso dei requisiti di ammissibilità richiesti dall’art. 3 del presente Avviso, secondo un rapporto di 1 a 20 tra posizioni ricercate e candidature pervenute su base provinciale, in ragione del miglior voto di laurea”.

In altre parole, l’ammissione alla mera prova selettiva a quiz è legata non solo e non tanto al miglior voto di laurea (e qui siamo innanzi a lauree notevolmente eterogenee tra loro) ma anche al fatto che vi saranno province in cui si è ammessi con un voto di laurea pari a 100 ed altre in cui non è sufficiente un 105.

A nostro modo di vedere un concorso che impone l’esclusione o la partecipazione di un candidato sulla base di tali parametri è palesemente illegittimo ed agiremo al TAR per consentire ai concorrenti esclusi da tali regole di partecipare alla prova selettiva.

Il voto di laurea, infatti, è stato usato per impedire a 20 mila persone di partecipare al pubblico concorso per provare ad ottenere l’assegno da trenta mila euro all’anno lordi per due anni, cui aspirano 80 mila candidati muniti di laurea in diverse specialità (unico titolo richiesto dal bando) ad avanzare domanda di partecipazione al concorso organizzato e gestito dall’ Anpal, Agenzia nazionale politiche del lavoro, ente di diritto pubblico dello Stato italiano.

Il T.A.R. Lazio, ha già stigmatizzato tali scelte chiarendo che tale scelta “non possa di per sé giustificare la previsione di un ulteriore requisito di accesso alla relativa procedura selettiva, integrando essa – come visto – una deroga al principio generale, vigente in materia, sancito al citato art. 2, comma 6, del d.P.R. n. 487/1994, che non può dunque fondarsi sulla semplice volontà dell’ente di limitare preventivamente il numero dei partecipanti al concorso (in senso conforme, T.A.R. Lazio, Sezione II, sentenze n. 1491/2015 e n. 1493/2015). E’, infatti, evidente che l’[Amministrazione] abbia inteso introdurre un illegittimo indice selettivo, correlato ad un predeterminato obiettivo di preparazione culturale degli aspiranti concorrenti, con il fine precipuo di escludere dalla partecipazione al concorso i soggetti che abbiano ottenuto risultati meno brillanti nel corso degli studi universitari, per di più adottando un parametro (il voto di laurea) che, a ben vedere, potrebbe non rappresentare un indice attendibile di preparazione del candidato, dipendendo esso da un rilevante numero di variabili (tra gli altri, il tipo di laurea conseguito e presso quale Università).

Ancor più eclatante, inoltre, ci appare il fatto che nel caso specifico di questo concorso non solo il voto di laurea appare di per se illegittimo ma lo è ancora di più in quanto non vale in senso assoluto per ammettere o escludere i partecipanti (ad esempio possono partecipare tutti coloro i quali abbiano un minimo di 100) ma solo in rapporto alla provincia casualmente scelta.

PER ADERIRE COMPILARE DEVI SIA IL FORM ONLINE CLICCANDO QUI E SCARICARE LA DOCUMENTAZIONE IN ALLEGATO, DA COMPILARE ENTRO IL 10/06.

L’impegno per la tutela fondamentale della trasparenza nei concorsi pubblici e per la promozione della meritocrazia, che da sempre connota il nostro studio, ci induce ad affiancare tutti gli aspiranti docenti universitari contro le illegittimità che potrebbero palesarsi durante il percorso per l’Abilitazione Scientifica Nazionale.

Lo Studio Legale Bonetti & Delia è da sempre al fianco dei ricercatori italiani e dei docenti universitari che aspirano a conseguire l’Abilitazione Scientifica Nazionale.

Trattasi di un’azione da noi già patrocinata negli scorsi anni che ha condotto a pronunce giurisprudenziali di accoglimento e conseguente affermazione di importanti principi giuridici in materia.

Il TAR Lazio ha chiarito, con vari provvedimenti alcuni dei quali si possono leggere in allegato, che i giudizi espressi dalle commissioni esaminatrici devono essere supportati da una motivazione analitica nonché da una valutazione attenta e rigorosa delle pubblicazioni scientifiche e dei titoli presentati dal candidato. L’eventuale giudizio negativo espresso dalla commissione, quindi, dovrà essere corredato da una motivazione chiara e specifica in ordine alle ragioni che hanno indotto alla dichiarazione di non idoneità.

L’azione promossa sarà volta alla rivendicazione del diritto di conseguire l’abilitazione come professore universitario di seconda fascia o, in via subordinata, di ottenere la rivalutazione e il riesame del proprio curriculum vitae ove si palesino irregolarità in merito all’accertamento dell’esistenza dei titoli idonei per l’abilitazione.

Trattandosi di una procedura di valutazione nazionale, dunque, il ricorso andrà presentato innanzi al TAR per il Lazio nel termine di sessanta giorni dalla data di pubblicazione o comunicazione dei risultati della procedura abilitativa o entro centoventi giorni depositando un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.

I motivi a fondamento del ricorso dovranno essere valutati caso per caso relativamente alle illegittimità riscontrate. Quanti siano interessati potranno perciò contattare lo studio via email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonicamente ai seguenti recapiti http://www.avvocatomichelebonetti.it/index.php/contatti per una prima consulenza valutativa ed eventualmente concordare un appuntamento de visu.

A seguito delle molteplici segnalazioni pervenute al nostro studio in merito alle irregolarità ed illegittimità riscontrate dopo la pubblicazione dell’elenco degli ammessi alla prova orale del Concorso per il reclutamento di Dirigenti Scolastici e degli elaborati sul portale di istanze online, promuoviamo un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica avverso il mancato superamento della prova scritta ai fini dell’accesso alla successiva prova orale.

Abbiamo già notificato il ricorso al TAR per questo concorso in diverse modalità, collettive e individuali, proseguendo sulla scia delle numerose vittorie già ottenute in sede cautelare innanzi al Giudice Amministrativo relativamente al concorso per i Dirigenti Scolastici 2011.

Già in passato, infatti, abbiamo avanzato azioni similari contestando, tra gli altri, i criteri e le modalità di correzione nonché le tempistiche della pubblicazione delle griglie e del metro di valutazione, la contraddittorietà e l’illogicità manifesta delle motivazioni e votazioni. Trattasi di eccezioni legate al singolo elaborato e da valutare caso per caso; pertanto il nostro studio legale mette a disposizione la propria esperienza e professionalità al fine di effettuare valutazioni ad personam anche tramite appuntamenti de visu, via skype o telefonici, suggerendo fortemente azioni di natura individuale.

Difatti, pur credendo fermamente nello strumento della class action nella quale siamo specializzati, riteniamo che la tutela più opportuna sia quella individuale poiché, oltre alle censure generali tipiche di ogni ricorso collettivo, conterrà deduzioni specifiche sulle Vostre posizioni che non possono essere avanzate con il ricorso cumulativo.

Riteniamo tuttavia che a tutti vada data la possibilità di ricorrere, soprattutto alla luce di una non prevedibile situazione processuale.

Pertanto, per far fronte alle Vostre richieste, pur consigliando la tutela individuale, stiamo avanzando un ricorso straordinario di natura collettiva ad euro 150 da proporre in particolar modo da soggetti con punteggi non elevati o privi di problematiche attinenti alla propria prova individuale.

Considerate le tempistiche fissate per le prove orali, si rappresenta sin da ora che non si attenderà la scadenza del termine di adesione per la proposizione del ricorso ma si procederà ad avanzare ogni azione individuale man mano che perverrà l’adesione e la relativa documentazione; con riguardo al ricorso collettivo, ci riserviamo di verificare il numero delle adesioni per agire eventualmente in diverse tranche.

Ci riserviamo inoltre di consigliarvi piccoli ricorsi omogenei all'esito delle verifiche delle Vostre schede.

Per una valutazione della propria posizione lo studio è disponibile ai seguenti recapiti

STUDIO LEGALE AVVOCATO MICHELE BONETTI & PARTNERS
tel  +39 06.3728853 | +39 06.39749383 | +39 06.39737480 | +39 06. 39740882 
cell. +39 349.4216026 - +39 391.3766108
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 
skype: avvocatomichelebonetti.it

LA DOCUMENTAZIONE DEVE PERVENIRE VIA E-MAIL E TRAMITE RACCOMANDATA URGENTE 1, IL TERMINE PER LA RICEZIONE E' FISSATO AL GIORNO 10 LUGLIO 2019 SIA PER IL RICORSO INDIVIDUALE CHE PER IL RICORSO COLLETTIVO.

MODALITA’ DI ADESIONE

1) Scaricare il file “Procura_individualePDR” nel caso di adesione al ricorso individuale oppure “Procura_collettivoPDR” nel caso di adesione al ricorso collettivo.

2) Stampare due copie della procura, compilarle e firmarle entrambe in originale (la sottoscrizione deve essere apposta a penna).

3) Effettuare il pagamento alle coordinate allegate inserendo nella causale "DS, NOME, COGNOME, C.F."

4) Inoltrare, tramite raccomandata a.r. URGENTE di tipo 1 all’indirizzo Studio Legale Avv. Michele Bonetti & Partners, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma, i seguenti documenti:

- due procure in originale compilate e sottoscritte;

- compito, griglia di valutazione, verbali e ogni altro atto scaricabile dal portale telematico personale del concorso;

- copia del documento di identità;

- copia del bonifico effettuato alle coordinate allegate (nella causale del bonifico dovrete inserire il vostro nome, cognome con la dicitura “DS, NOME, COGNOME, C.F.”).

Sulla busta deve essere apposta la scritta “CONCORSO DS 2019 - PDR” e ogni busta deve contenere una sola adesione.

5) Inoltrare a mezzo e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. la scansione di TUTTI I DOCUMENTI INOLTRATI A MEZZO RACCOMANDATA A.R. URGENTE di tipo 1, inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “ricorso CONCORSO DS”.

6) Compilare (solo una volta e inserendo dati veritieri e verificati) il seguente FORM on line: https://bit.ly/2WsuUq6

7) Tutta la procedura deve essere effettuata entro e non oltre il giorno 10 LUGLIO 2019 (data di ricezione della raccomandata a.r. URGENTE).

Attenzione, la carenza della documentazione richiesta o l’inesattezza dei dati inseriti comporterà l’esclusione dal ricorso.

QUESTO STUDIO DECLINA OGNI RESPONSABILITÀ IN MERITO ALL’EVENTUALE MANCATO INSERIMENTO NEL RICORSO QUALORA LA DOCUMENTAZIONE NON DOVESSE GIUNGERE ENTRO I TERMINI STABILITI O NEL CASO IN CUI NON SIANO RISPETTATE LE PROCEDURE PREVISTE NELLA PRESENTE INFORMATIVA RISERVANDOSI L’ACCETTAZIONE DEI VOSTRI MANDATI.

Dopo aver ottenuto per primi l’accoglimento in sede cautelare dei ricorsi per l’ammissione alle prove fisiche degli esclusi a seguito dello scorrimento effettuato in base ai nuovi criteri dettati dalla legge n. 12/2019, in data odierna, l’Amministrazione ha comunicato l’inizio dell’ottemperanza ai provvedimenti collegiali.

L’Amministrazione difatti, prendendo atto dei numerosi provvedimenti ottenuti dallo Studio Legale Bonetti – Delia, ha comunicato la prima calendarizzazione delle prove per i ricorrenti, partendo da coloro che hanno ottenuto un punteggio superiore a 8.875. Nelle prossime settimane si avranno comunicazioni anche inerenti la calendarizzazione delle prove per tutti coloro che hanno avuto i provvedimenti cautelari positivi.

Lo studio esprime massima soddisfazione rispetto ai risultati ottenuti e reputa che la posizione dell’Amministrazione non possa che essere la scelta più equilibrata per tutte le parti interessate” – dichiara l’Avv. Michele Bonetti. – “Dopo i primi accoglimenti cautelari collegiali lo studio ha ottenuto anche provvedimenti monocratici positivi che immaginiamo verranno confermati dal TAR Lazio nella prossima camera di consiglio del 18 giugno 2019 e quindi anche per tali ulteriori ricorrenti vi sarà la possibilità di partecipare alle prove fisiche. Quanto oggi sta accadendo, a seguito della decisione del TAR Lazio, rende giustizia ad una serie di illegittimità poste in essere dall’Amministrazione e tutela la stessa da ulteriori azioni anche risarcitorie”. Conclude l’Avv. Bonetti: “Naturalmente veglieremo anche sul corretto svolgimento delle prove fisiche ed in caso siamo pronti ad intervenire”.

Le prime prove fisiche sono state calendarizzate a partire dal giorno 29 maggio 2019.

Dopo le ordinanze di accoglimento rese in seguito alla camera di consiglio del 7 maggio 2019, negli ultimi giorni il TAR del Lazio si è pronunciato anche con decreto monocratico, disponendo l’ammissione alle successive prove per l’assunzione di 1.851 allievi agenti della Polizia di Stato.

Il TAR del Lazio, accogliendo ricorsi dello nostro studio legale, ha ribadito l’illegittimità dello scorrimento effettuato sui nuovi criteri selettivi applicati retroattivamente e l’urgenza di riammettere i candidati.

Tali provvedimenti monocratici dovranno essere confermati nella camera di consiglio del prossimo 18 giugno.

Grazie ai decreti monocratici resi, anche tali ricorrenti potranno partecipare alle prove fisiche, come calendarizzate dal Ministero in virtù di provvedimenti espressi in sede collegiale.

Ad oggi, dunque, prosegue l’orientamento positivo del Giudice Amministrativo sul punto ed anche per tale motivo sono aperte le adesioni per i ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica.

A seguito della pubblicazione dell’elenco definitivo dei soggetti aggiudicatari della assegnazione dei finanziamenti europei relativi al bando pubblico “RG.UE  1305/13 – PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2014 – 2020”, e recante le disposizioni concernenti la MISURA 10 “Pagamenti agro-climatico-ambientali”, la Sottomisura 10.1 “Pagamento per impegni agro-climatico-ambientali” ed in particolare l’Operazione 10.1.c “Conversione e mantenimento dei seminativi in pascoli permanenti” della Regione Siciliana, molti candidati non inseriti nello stesso elenco hanno riscontrato irregolarità.

La finalità del bando riguardava la salvaguardia delle risorse: acqua, suolo, aria e biodiversità attraverso l’adozione di specifiche ed idonee pratiche agricole e tecniche di gestione aziendale, programmate secondo le criticità e vulnerabilità del territorio regionale. In particolare, la misura aveva ad oggetto la “Conversione e mantenimento dei seminativi in pascoli permanenti”, a cui sarebbe conseguita la compensazione di quanto anticipato dai concorrenti alla procedura per detta conversione, grazie alla predisposizione dei finanziamenti europei a tal fine.

Abbiamo raccolto diverse segnalazioni da parte dei concorrenti circa errori riscontrati in molteplici fasi della procedura regionale e, per tale ragione, abbiamo già promosso un primo ricorso al T.A.R. Palermo avverso il pregiudizio apportato alla posizione dei concorrenti della procedura, da parte della Regione Siciliana.

Trattasi di una procedura complessa, tuttavia riteniamo che a tutti vada data la possibilità di ricorrere al fine di ottenere il finanziamento previsto dal Regolamento UE 1305/2013.

Dopo aver agito con ricorso ordinario, proponiamo ora ricorso straordinario, al fine di garantire la massima tutela a chi non è riuscito a far valere i propri diritti dinanzi al T.A.R.

Il termine di adesione è previsto entro il 15 giugno 2019 ed il prezzo ad personam è di 500,00 euro.

Per una valutazione della propria posizione lo studio è disponibile per un confronto anche telefonico.

 

MODALITA’ DI ADESIONE

1) Scaricare il file “PROCURA” allegata per l’adesione adesione al ricorso collettivo.

2) Stampare due copie della procura, compilarle e firmarle entrambe in originale (la sottoscrizione deve essere apposta a penna).

3) Effettuare il pagamento alle coordinate allegate inserendo nella causale "BANDO REGIONE SICILIA, NOME, COGNOME, C.F."

4) Inoltrare, tramite raccomandata a.r. di tipo 1 all’indirizzo Studio Legale Avv. Michele Bonetti & Partners, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma, i seguenti documenti:

- due procure in originale compilate e sottoscritte;

- copia del documento di identità;

- copia del bonifico effettuato alle coordinate allegate (nella causale del bonifico dovrete inserire il vostro nome, cognome con la dicitura “BANDO REGIONE SICILIA, NOME, COGNOME, C.F.”).

5) Inoltrare a mezzo e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. la scansione di TUTTI I DOCUMENTI INOLTRATI A MEZZO RACCOMANDATA A.R., inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “ricorso Bando Regionale Sicilia”.

Tutta la procedura deve essere effettuata entro e non oltre il giorno 15 GIUGNO 2019 (data di ricezione della raccomandata a.r. URGENTE).

Attenzione, la carenza della documentazione richiesta o l’inesattezza dei dati inseriti comporterà l’esclusione dal ricorso.

QUESTO STUDIO DECLINA OGNI RESPONSABILITÀ IN MERITO ALL’EVENTUALE MANCATO INSERIMENTO NEL RICORSO QUALORA LA DOCUMENTAZIONE NON DOVESSE GIUNGERE ENTRO I TERMINI STABILITI O NEL CASO IN CUI NON SIANO RISPETTATE LE PROCEDURE PREVISTE NELLA PRESENTE INFORMATIVA RISERVANDOSI L’ACCETTAZIONE DEI VOSTRI MANDATI.

Gli Avvocati Michele Bonetti Santi Delia e, founders dell’omonimo Studio Legale, hanno ottenuto l’archiviazione del procedimento amministrativo-sanzionatorio avviato dall’Autorità Nazionale Anticorruzione nei confronti di Metalplex S.p.a.

La procedura sanzionatoria, originata a seguito di segnalazione da parte della stazione appaltante Provincia autonoma di Trento, mirava a far chiarezza sulla presunta mancata osservanza delle regole che sovrintendono alle procedure di aggiudicazione e nella specie sulla annosa questione relativa alla distinzione tra servizi identici ed analoghi in materia di forniture arredi.

La stazione appaltante faceva pervenire all’Autorità segnalazione con la quale denunciava l’asserita mendacità delle dichiarazioni rese da Metalplex con riferimento ai propri servizi analoghi dichiarati che, secondo la stessa appaltante, non risulterebbe conformi alla lex specialis. Più in particolare, secondo la P.A. chi fornisce beni ed arredi per comunità, quali letti, armadi, cassiettiere, etcc per Uffici pubblici, ospedali o l’Esercito italiano, non dimostrerebbe di svolgere servizi analoghi ai fini della partecipazione ad una gara ove, tali arredi, sarebbero destinati a residenze universitarie.

Gli Avv.ti Bonetti e Delia, prima in sede di produzioni difensive, poi in occasione dell’audizione disposta dall’Autority, sono riusciti a dimostrare la differenza corrente tra i due concetti di analogia di servizi ed identicità, differenza che la stazione appaltante sembrava voler bypassare.

La decisione dell’ANAC rappresenta una bussola importante per una sterminata casistica di gare su cui analoghi dubbi potrebbero porsi.

L’Anac, in particolare, nel ritenere fondata la prospettazione dei legali, ha chiarito (richiamando il Consiglio di Stato n. 3220/2014),  che «la locuzione “servizi analoghi” non s’identifica con “servizi identici”, poiché la prima formula implica la necessità di ricercare elementi di similitudine tra i servizi presi in considerazione, che possono scaturire solo dal confronto tra le prestazioni oggetto dell’appalto da affidare e le prestazioni oggetto dei servizi indicati dai concorrenti al fine di dimostrare il possesso della capacità tecnica o economico-finanziaria richiesta dal bando».

Deve dunque ritenersi, in via generale, che, nel caso in cui il bando imponga di dimostrare di aver prestato, nel triennio precedente, servizi analoghi a quelli richiesti dallo stesso disciplinare di gara, il requisito dell’analogia, differenziandosi dal concetto di “identicità”, risulta rispettato anche quando, in via esemplificativa, la società abbia, in anni pregressi, fornito arredi per uffici od ospedali, e la prestazione richiesta dal bando riguardi la fornitura di arredi destinati ad alberghi o residenze collettive, quali studentati o caserme.

Il TAR del Lazio si è recentemente pronunciato disponendo la rivalutazione di un candidato che aveva presentato domanda per l’abilitazione scientifica nazionale allegando numerose pubblicazioni scientifiche ed un profilo scientifico di elevata qualità.

La Commissione designata è stata censurata dal Giudice Amministrativo per aver reso una motivazione carente e contraddittoria in merito alla decisione di rigettare la domanda di abilitazione per la II fascia nell’ambito del concorso di cui al bando n. 1532/2016.

Essendo la valutazione delle domande un giudizio altamente discrezionale, il TAR Lazio ha enunciato il principio di diritto in base al quale “è necessario, al fine di giustificare la legittima adozione di un simile giudizio, che siano anche sinteticamente indicati i relativi presupposti, dato che in caso contrario la motivazione risulta essere del tutto apodittica e non consentirebbe di valutarne l’estrinseca logicità”.

Con il summenzionato provvedimento collegiale il giudice di prime cure ha accolto l’azione proposta con il patrocinio dello Studio Legale Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia ribadendo che: “il giudizio negativo de quo laddove si basa sullo scarso impatto scientifico a livello internazionale risulta in palese contrasto, in linea con quanto prospettato dal ricorrente nell’ultimo profilo di doglianza, con l’art.3, comma 2, il quale stabilisce che “La valutazione delle pubblicazioni scientifiche e dei titoli è volta ad accertare: per le funzioni di professore di seconda fascia, la maturità scientifica del candidato, intesa come il riconoscimento di un positivo livello della qualità e originalità dei risultati raggiunti nelle ricerche affrontate e tale da conferire una posizione riconosciuta nel panorama almeno nazionale della ricerca”,(…) Ciò premesso, il proposto gravame deve essere accolto con conseguente annullamento del gravato provvedimento e con obbligo a carico dell’amministrazione di attivare una nuova valutazione del ricorrente da parte di un’altra commissione”.

A riprova dell’illegittimità subita dal ricorrente, il TAR del Lazio ha condannato l’Amministrazione resistente a rifondere le spese di giudizio oltre che a rimborsare il contributo unificato.

Si potrà notare come le procedure di abilitazione mostrino tutte le intrinseche criticità del sistema, soprattutto in riferimento alla discrezionalità di quelle Commissioni che non rendono congrue motivazioni a giustificazione dei propri giudizi.

Lo Studio Legale Bonetti e Delia da anni si pregia di assistere i professori e i ricercatori universitari che si sentano lesi dai giudizi resi dalle Commissioni per le procedure di abilitazione.

Trattasi di azioni individuali le cui modalità di adesione saranno comunicate contattandoci ai numeri di studio 06.3728853 - 06.39749383 - 06.39737480 Cell. 349.4216026 - 391.3766108 oppure tramite appuntamento presso lo studio.

Visite oggi 381

Visite Globali 2929242