Visualizza articoli per tag: rivalutazione http://w.avvocatomichelebonetti.it Mon, 16 Sep 2019 12:11:59 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it ASN: L’ESITO POSITIVO DEL RIESAME DA PARTE DELL’AMMINISTRAZIONE A SEGUITO DELL’ACCOGLIMENTO AL T.A.R. LAZIO. http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/universita/abilitazioni-scientifiche-nazionali/1864-asn-l-esito-positivo-del-riesame-da-parte-dell-amministrazione-a-seguito-dell-accoglimento-al-t-a-r-lazio http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/universita/abilitazioni-scientifiche-nazionali/1864-asn-l-esito-positivo-del-riesame-da-parte-dell-amministrazione-a-seguito-dell-accoglimento-al-t-a-r-lazio ASN: L’ESITO POSITIVO DEL RIESAME DA PARTE DELL’AMMINISTRAZIONE A SEGUITO DELL’ACCOGLIMENTO AL T.A.R. LAZIO.

La rivalutazione disposta dal T.A.R. Lazio nei confronti del candidato che era stato, in prima battuta, giudicato non idoneo dalla Commissione giudicatrice per la prima fascia, si è svolta con esito positivo, consentendone l’abilitazione. In sede di rivalutazione venivano riconosciuti ben 7 titoli a fronte dei soli due inizialmente ritenuti validi dalla Commissione.

Un esempio evidentissimo di come, non certo raramente, le valutazioni delle Commissioni non siano affatto incensurabili.

Nel caso in questione, il Tribunale Amministrativo aveva accolto le tesi degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, censurando la condotta illegittima dell’Amministrazione e disponendo che quest’ultima procedesse a rivalutare il candidato alla luce delle irregolarità riportate dalla difesa.

Si trattava di una vittoria inedita sul tema medico, dopo quelle ottenute in materie giuridiche, sul diritto tributario e sul diritto privato.

Non è il primo caso in cui le valutazioni delle Commissioni giudicatrici sul tema ASN sono state soggette a provvedimenti giurisprudenziali. Infatti, utilizzando il criterio della c.d. discrezionalità, in alcuni casi, le Commissioni si erano rese protagoniste di esclusioni di numerosi ricercatori e associati dotati di un eccellente curriculum.

Nel caso di specie, il ricorrente, con un bagaglio di esperienze professionali di estrema rilevanza, ha impugnato la valutazione della Commissione giudicatrice che le negava l’abilitazione di prima fascia a seguito di una valutazione del tutto arbitraria. Il ricorrente, si vedeva negata l’abilitazione richiesta nonostante fosse in possesso dei tre requisiti preliminari richiesti. La Commissione, in maniera del tutto illegittima e arbitraria, aveva riconosciuto soltanto due tra i numerosi titoli presentati, non tenendo conto di elementi fondamentali come “la responsabilità scientifica per progetti di ricerca internazionale” e “partecipazioni a comitati editoriali e a collegi dei docenti” oltre a “premi” e “brevetti”. In sede di rivalutazione venivano riconosciuti ben 7 titoli a fronte dei soli due inizialmente ritenuti validi dalla Commissione.

Non solo grazie a tale vittoria è dimostrato che una bocciatura all’unanimità possa trasformarsi in IDONEITA’ con parere unanime e convinto di tutti i membri: “In sintesi, le pubblicazioni presentate, il curriculum e i titoli del candidato dimostrano la sua piena maturità scientifica. Ad unanime nostro giudizio il ricorrente è degno di essere abilitato a docente di prima fascia per il settore MED 14“.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Abilitazioni Scientifiche Nazionali Mon, 29 Oct 2018 09:22:56 +0000
LA CORTE COSTITUZIONALE ASCIUGA LE LACRIME DELL’EX MINISTRO FORNERO http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/universita/abilitazioni-scientifiche-nazionali/1239-la-corte-costituzionale-asciuga-le-lacrime-dell%E2%80%99ex-ministro-fornero http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/universita/abilitazioni-scientifiche-nazionali/1239-la-corte-costituzionale-asciuga-le-lacrime-dell%E2%80%99ex-ministro-fornero LA CORTE COSTITUZIONALE ASCIUGA LE LACRIME DELL’EX MINISTRO FORNERO

Tutti ricorderemo l’austera riforma pensionistica Monti-Fornero che tanta disperazione ha generato tra pensionati e lavoratori; una riforma così aspra da scatenare il pianto dello stesso Ministro firmatario.

Ebbene la Corte Costituzionale con la recentissima sentenza n. 70 del 30 aprile 2015, ne ha dichiarato l’illegittimità costituzionale nella parte in cui escludeva per gli anni 2012 e 2013, l’adeguamento automatico delle pensioni al mutato potere di acquisto della moneta (il noto adeguamento ISTAT), per tutti gli assegni pensionistici che superavano di tre volte il trattamento minimo.

Le motivazioni poste dalla Corte a fondamento della propria decisione, e che tanto scalpore hanno suscitato a causa dei possibili contraccolpi sui bilanci pubblici, sono chiare e ineccepibili.

In primo luogo l’eccessiva durata del blocco delle indicizzazioni (biennio 2012/2013). 

Ed ancora, la violazione del principio di progressività. Infatti secondo la Corte Costituzionale le modalità di funzionamento della disposizione censurata, sono ideate per incidere sui trattamenti complessivamente intesi e non sulle fasce di importo attraverso un’indicizzazione progressiva.

La Consulta ha altresì rilevato la palese violazione dagli articoli 36 e 38 della Costituzione che sanciscono i principi di sufficienza ed adeguatezza della retribuzione applicati, per costante giurisprudenza della Corte Costituzionale, al trattamento di quiescenza inteso quale retribuzione differita. Ed infine, l’irragionevole ed irrimediabile vanificazione delle aspettative nutrite dal lavoratore per il tempo successivo alla cessazione della propria attività.

A ciò si aggiunga che la dichiarata illegittimità costituzionale del blocco della rivalutazione automatica, ha prodotto un effetto domino anche sugli assegni pensionistici degli anni 2014, 2015 e 2016 i cui importi nominali sono stati pregiudicati dal mancato adeguamento ISTAT che pertanto andrà corrisposto.

Se dunque questi sono i principi di diritto che hanno spinto la Consulta ad emanare la sentenza in esame, è evidente che le soluzioni paventate dal Governo negli ultimi giorni non appaiono assolutamente condivisibili né sufficienti a rimediare al maltolto.

Inaccettabili, altresì, risultano i tentativi di avallare una interpretazione restrittiva della sentenza della consulta che avrebbe infatti come unico scopo quello di svilire e mortificare la portata della pronuncia emanata.

Il braccio di ferro tra pensionati, I.N.P.S. e Governo è appena iniziato e si preannuncia lungo.

In attesa dell’emanazione del Decreto Ministeriale e di una eventuale circolare dell’I.N.P.S. volta a chiarire le modalità con cui si procederà concretamente alle restituzioni, lo studio legale Bonetti & Partners offre la propria assistenza a tutti coloro che intendono ottenere l’integrale restituzione di quanto loro spettante. Le sentenze della Corte Costituzionale non si interpretano, si applicano.

In attesa della emanazione del D.M., riteniamo, possa risultare utile sin d'ora inoltrare a mezzo PIN personale (o comunque intermediari abilitati), domanda amministrativa all'I.N.P.S., volta alla ricostruzione della pensione.

In questo modo sarà possibile per ognuno acquisire la documentazione e le informazioni utili che, nel caso fosse necessario adire l'autorità giudiziaria, consentiranno di agire tempestivamente. E ciò senza considerare che in applicazione al D.M., l'I.N.P.S. potrebbe ritenere l'espletamento della suddetta procedura, come un necessario presupposto per ottenere il recupero della perequazione.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Thu, 21 May 2015 14:48:58 +0000