Claudia Palladino

Claudia Palladino

Martedì, 05 Gennaio 2016 19:11

concorso VICE ISPETTORE POLIZIA

Ci sono giunte numerose richieste di assistenza per quanto riguarda il recente bando del Ministero dell’Interno relativo alla selezione di 320 viceispettori di Polizia. Il nostro studio è da sempre al fianco dei militari tanto in fase di accesso al ruolo quanto per i fatti di servizio. Tra le vittorie più importanti vi è la prima sulla combinazione mortale tra uranio impoverito e vaccini cui è seguita la confessione di fondatezza da parte dello stesso Comitato di verifica o ancora quella sui titoli d'accesso al concorso per ispettore di Polizia e sulle prove fisiche dei vari concorsi di accesso all'arma.
Come ormai saprete, per la partecipazione a tale concorso è necessario essere in possesso del requisito dell’altezza di 1,65 m per gli uomini e di 1,61 m per le donne, oltre il requisito dell’età di 32 anni

Invero la giurisprudenza europea è unanime nel ritenere che i requisiti fisici non possono essere penalizzanti in punto di accesso alle prove selettive relative ai concorsi nelle Forze armate; tuttavia il Ministero continua ancora una volta ad utilizzare i famigerati requisiti dell’altezza e dell’età per escludere illegittimamente la tanti potenziali concorrenti da una prova che per molti potrebbe significare l’impiego della vita e la prospettiva di un futuro economicamente più certo.

A nostro giudizio vi sono elementi che pongono a favore di una difesa, stante il recente sviluppo normativo che la disciplina delle forze armate ha subito, e pertanto siamo dell’idea di proporre un’azione collettiva innanzi al T.A.R. del Lazio.

Tale azione avrà la finalità di consentire a soggetti che verrebbero immediatamente esclusi dal bando, di poter prendere parte al concorso, senza poi rischiare di veder vanificati i propri sforzi per la carenza di tali requisiti.

CHI PUO’ AGIRE

L’azione può essere intrapresa da ricorrenti maggiorenni ambo sessi che un altezza inferiore a quella indicate e/o un età superiore ai 32 anni. Ci riserviamo di proporre ricorsi separati per le ricorrenti di sesso femminile abbiano un’altezza inferiore a 1,58 m.

Come aderire

Per aderire è necessario scaricare e compilare la modulistica allegata.
A presto

 

1. Perchè agire. La vicenda dei diplomati magistrale in GAE non è, dopo quasi 3 anni dal nostro parere del Consiglio di Stato che ha abilitato 55.000 insegnanti, ancora definitivamente risolta. Sono quasi 10.000 i docenti in possesso di diploma magistrale che sono riusciti ad entrare in G.A.E. La quasi totalità di essi, però, è in G.A.E. grazie a provvedimenti cautelari del T.A.R., del C.D.S. o del Giudice del lavoro in attesa di giudizio definitivo.

La maggior parte dei 55.000 aventi diritto, tuttavia, non è ancora in G.A.E. e non ha neanche mai fatto un ricorso.

Nonostante tutti i tentativi che abbiamo fatto in sede ministeriale e parlamentare, allo stato, l'unica via per ottenere giustizia e far valere i propri diritti rimane quella giudiziale.

Per questo, a difesa delle migliaia di insegnanti ancora privi di tutela che ogni giorno ci scrivono, abbiamo deciso di ripartire da dove avevamo cominciato: un ricorso al T.A.R. avente come unico obiettivo quello dell'eliminazione fisica dell'ultimo D.M. sull'aggiornamento delle G.A.E. (n. 325/15).

Oggi il CDS, dopo decine di provvedimenti favorevoli, sembra voler tornare indietro ed ha rimesso la questione di massima all’Adunanza Plenaria. Se il massimo organo della giustizia amministrativa confermerà il valore abilitante del titolo e la possibilità di chiedere ed ottenere l’ammissione in GAE si arriverà, presumibilmente, ad una vittoria definitiva. Se, al contrario, ci sarà un ripensamento, lo scenario potrebbe davvero essere buio per tutti.

In merito al ricorso sperimentale che abbiamo ideato si tratta di un’azione di nullità dell’ultimo D.M.

Il TAR Lazio, in tal senso, si è già pronunciato accogliendo la nostra tesi ritenendo nullo, di diritto, perchè adottato in violazione del giudicato, il D.M. 3 giugno 2015.

Secondo il T.A.R. Lazio “con riferimento alla domanda di annullamento del D.M. M.I.U.R. n. 325/2015, l’atto impugnato dispone espressamente, all’articolo 5, che, per quanto non espressamente previsto nel medesimo decreto, valgono le disposizioni di cui al D.M. M.I.U.R. n.235/2014, e che quest’ultimo è stato definitivamente annullato con la sentenza del C.d.S. n. 1973/2015 del 16 aprile 2015, passata in giudicato, e che, pertanto, fa stato nei confronti di tutti gli interessati” (T.A.R. Lazio 23 ottobre 2015, n. 4576), ragion per cui la reiterata scelta ministeriale è stata adottata in “conclamata elusione del giudicato formatosi sulle sopra indicate sentenze” (in termini T.A.R. Lazio. nn. 10675/15 e 10902/15).

Una volta ottenuta la declaratoria di nullità del D.M. si agirà in sede di ottemperanza per ottenere l'ammissione definitiva in G.A.E.

2. Chi può agire. Possono agire tutti coloro in possesso del diploma magistrale ottenuto entro l’a.s. 2001/2002.

Inoltre, sempre e solo per chi è in possesso del diploma, deve essere in possesso delle seguenti caratteristiche:

1) RICORSO A)

Deve aver fatto domanda di ammissione in GAE tra il 3/6/2015 e il 2/7/2015 come prevedeva il D.M. 325/15 anche usando modelli diversi da quelli ministeriali;

1) RICORSO B)

Può agire anche chi non ha fatto domanda nel 2015. In tal caso verrà usata la giurisprudenza che ritiene inutile l’invio della domanda stante il fatto che il sistema telematico “istanze on line”. E’ chiaro che il MIUR e i giudici potrebbero eccepire tale aspetto.

SIA PER IL RICORSO A) CHE PER QUELLO B)

2) NON DEVE AVERE FATTO RICORSO AL TAR O AL PDR AVVERSO IL D.M. 325/15.

Se ha agito innanzi al Giudice del Lavoro, in qualunque tempo ed anche avverso il medesimo D.M. 325/15, invece, può comunque aderire al ricorso trattandosi di azione giudiziale compatibile;

Possono agire, quindi, anche tutti i docenti che avevano agito al T.A.R. o al P.D.R. negli anni passati (come ad esempio i ricorrenti del PDR del 2014). Non possono agire i c.d. 3000 diplomati magistrale titolari dell’ordinanza n. 3909 etc..

3) NON DEVE ESSERE GIA’ IN GAE GRAZIE AD ALTRI PROVVEDIMENTI FAVOREVOLI OTTENUTI ALL’ESITO, ANCHE MERAMENTE CAUTELARE, DI ALTRI GIUDIZI.

3. Quanto costa l’azione. L’adesione costa € 250,00 e comprende ogni fase e grado del giudizio compresi appelli e il giudizio di ottemperanza che, con ogni probabilità, dovrà essere attivato per eseguire la sentenza di declaratoria di nullità del D.M. 325/15. Il costo più importante rispetto ad altri nostri ricorsi collettivi è, appunto, dovuto, al fatto che l’azione da mettere in campo necessità di più fasi che, di fatto, potrebbero dar vita anche a 4-5 ricorsi sempre compresi nel prezzo.

4. In che tempi potrebbe maturare l’ammissione in G.A.E. In due mesi circa avremo l’udienza al T.A.R. In ipotesi di pronuncia favorevole potrà essere attivata la fase dell’ottemperanza. Se il T.A.R. rispetterà i tempi dettati dal codice l’ammissione in G.A.E. potrebbe arrivare prima del nuovo a.s.

5. Come aderire. I tempi per aderire sono strettissimi. Le istruzioni di cui sopra sono soppesate parola per parola e non necessitano di ulteriori chiarimenti impossibili da fornire in tempi così ristretti.

Il primo ricorso è già stato notificato e le adesioni sono state chiuse in data 30 dicembre 2015.

A seguito della richieste di molti ricorrenti che a causa delle festività non sono riusciti ad aderire, abbiamo riaperto le adesioni per un secondo ricorso prendendo a riferimento la data di presentazione della domanda nei termini di cui al D.M. 325/15.

Con riguardo al primo ricorso, cautelativamente, abbiamo preso a riferimento la data di pubblicazione del D.M. 3/6/2015 giacchè trattasi, senza ombra di dubbio, di termine privo di controindicazioni da cui computare i 180 giorni di legge. Tuttavia esiste giurisprudenza per cui il termine per proporre ricorso andrebbe computato dalla data di presentazione della domanda (cfr TAR LAZIO sent. n. 3113/2006, TAR LOMBARDIA sent. 4424/2002 e del Consiglio di Stato n. 381/1996) e che quindi lo renderebbe ammissibile anche per chi aderisce a questa seconda tranche.

Le adesioni scadono il 22/01 (NON FA FEDE IL TIMBRO POSTALE) e verranno accettate solo se perverranno con le seguenti modalità.

SENZA L'INVIO DELLA MAIL ENTRO IL 22/01 CON ALLEGATO LO STESSO CONTENUTO DELL'ADESIONE CHE INVIERETE PER POSTA - E SECONDO LE INDICAZIONI DI CUI ALL'ALLEGATO - L'ADESIONE NON VERRA' ACCETTATA. TRATTASI DI INDICAZIONE INDEROGABILE.

Carissimi diplomati magistrali,
considerando la difficoltà nel ricevere la posta in questi giorni di festa, riteniamo opportuno prorogare le adesioni al ricorso sperimentale per i diplomati magistrali sino alle ore 13.00 del 30 dicembre.
Vi avvertiamo sin da ora che non potranno esserci ulteriori proroghe trattandosi di una scadenza di legge e ritenendo oltremodo temerario non prendere come riferimento la pubblicazione online del decreto, considerando invece la data della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale o addirittura la data della presentazione della domanda.
Ribadiamo che non saranno considerate le richieste di adesione che non perverranno, almeno a mezzo e-mail (ESCLUSIVAMENTE ALLA MAIL Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) entro le ore 13.00 del 30 dicembre (clicca qui per sapere come aderire al ricorso).
Chi ha già eseguito correttamente la procedura di inoltro della e-mail e della raccomandata a/r non dovrà fare nulla.
A breve pubblicheremo una nota con le nostre osservazioni sulla vicenda della prossima Plenaria del Consiglio di Stato sul diploma magistrale.
Vi auguriamo i migliori saluti e auguri di buone feste.

Con plurime pronunce emanate tra venerdì 18 dicembre 2015 e lunedì 21 dicembre 2015, il TAR del Lazio ha ammesso con riserva centinaia di ricorrenti in sovrannumero per i corsi di laurea di Psicologia, di Scienze della Formazione, di Scienze Motorie, etc. Per tali corsi di laurea, ed in particolare per Psicologia, il TAR ritiene che non ci siano gli estremi per instaurare il numero chiuso e la programmazione degli accessi all’università; emblematico è il caso di Scienze della Formazione dove i posti banditi non vengono ricoperti per una soglia di 55 punti che se non si supera, non dà diritto all’ammissione al corso di laurea.
Dichiara Jacopo Dionisio, Coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari: “Come UDU siamo soddisfatti di queste prime pronunce, auspicando che si estendano nel prosieguo a tutti gli altri corsi laurea. Riteniamo, invece, totalmente inopportuni che la difesa del numero chiuso all’Università in Tribunale intervenga non tanto da parte degli Atenei, ma da parte degli Ordini Professionali che, per la prima volta, sono scesi in campo nei processi per difendere il numero chiuso.”
Continua Dionisio: “Emblematico l’Ordine Nazionale degli Psicologi che con i soldi dei propri iscritti interviene nei processi contro gli aspiranti studenti. Invece di confrontarsi con gli studenti sul superamento di un numero chiuso, pieno di illegalità e che fa acqua da tutte le parti, passa parte del suo tempo ad intervenire nei giudizi ed a far causa agli studenti. Deve far riflettere il caso dell’Università di Catania dove si chiude l’accesso ai corsi di laurea col numero chiuso, ma poi si apre, un’università privata di Psicologia ad Enna, ovvero la stessa università e al centro di polemiche ed intrecci politici.”
Conclude il Coordinatore nazionale dell’UDU: “E’ l’ennesima dimostrazione di come troppo spesso il Ministero abbia delegato o subito le pressioni degli Ordini professionali nel definire i percorsi formativi delle Università italiane. Siamo stanchi di tutto questo: è ora che il Ministero chiuda questa fase, in cui sono stati i tribunali a dover riconoscere agli studenti il diritto allo studio. Si apra, invece, una fase di ascolto e confronto con gli studenti stessi per disegnare un nuovo modello che superi il numero chiuso e che ci consegni un sistema universitario libero e accessibile”

Gentili insegnanti,
a seguito dell’ordinanza n. 5647 resa dal Consiglio di Stato in data 18 dicembre 2015, è necessario comunicare agli USR e agli USP quali ricorrenti devono essere inseriti in GAE.
A tal fine Vi invito a compilare il seguente form https://docs.google.com/forms/d/1mIWq6x7Pwni_jCzG9xHP2nv_orta8I1fBeLc0cBsY7Q/viewform entro il giorno 27 dicembre 2015 (la compilazione oltre tale data non comporta decadenza ma rallenta ulteriormente le procedure).
Vi invito a prestare particolare attenzione durante l’inserimento dei Vostri dati nel form in modo da evitare errori nelle comunicazioni agli Uffici, circostanza che rallenterebbe notevolmente le procedure di inserimento in graduatoria.
Vi informo inoltre che inoltreremo agli Uffici, contestualmente ai Vostri dati, indicazioni precise e specifiche sulle modalità di inserimento e sugli effetti che ne seguiranno.
Con l’occasione Vi porgo i miei migliori saluti e auguri di buone feste.
Avv. Michele Bonetti

In data odierna e nonostante i tentativi di bloccare l’ingresso dei precari nelle GAE a seguito della rimessione all’adunanza plenaria nella vicenda dei diplomati magistrali e la rimessione alle Sezioni Unite di un regolamento di giurisdizione da parte del MIUR, il Consiglio di Stato, Sez. VI, ha ammesso in GAE circa 500 ricorrenti dell’associazione adida patrocinati dagli avvocati Michele Bonetti, Santi Delia e Umberto Cantelli.

Trattasi di un’ammissione con riserva” - riferiscono i legali dell’adida Michele Bonetti e Santi Delia – “ma è la prima ammissione dinanzi a quella speciale Sezione che dopo la rimessione alla plenaria aveva iniziato a non ammettere più con riserva, rimettendo la questione al TAR del Lazio che, com’è noto, dichiara il difetto di giurisdizione. Da parte nostra ciò vuole rappresentare un forte segnale”.

Per l’Adida a parlare è Valeria Bruccola: “ora starà a noi non farci sottrarre quello per cui abbiamo combattuto per anni e porremo in essere  tutte le iniziative politiche per risolvere la questione ivi compresa una grande manifestazione indetta a Roma insieme al Mida e già fissata per il 12 gennaio 2016 davanti al Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca a viale Trastevere dalle ore 13.30 alle ore 18.00.

1. Perchè agire. La vicenda dei diplomati magistrale in GAE non è, dopo quasi 3 anni dal nostro parere del Consiglio di Stato che ha abilitato 55.000 insegnanti, ancora definitivamente risolta. Sono quasi 10.000 i docenti in possesso di diploma magistrale che sono riusciti ad entrare in G.A.E. La quasi totalità di essi, però, è in G.A.E. grazie a provvedimenti cautelari del T.A.R., del C.D.S. o del Giudice del lavoro in attesa di giudizio definitivo.
La maggior parte dei 55.000 aventi diritto, tuttavia, non è ancora in G.A.E. e non ha neanche mai fatto un ricorso.
Nonostante tutti i tentativi che abbiamo fatto in sede ministeriale e parlamentare, allo stato, l'unica via per ottenere giustizia e far valere i propri diritti rimane quella giudiziale.
Per questo, a difesa delle migliaia di insegnanti ancora privi di tutela che ogni giorno ci scrivono, abbiamo deciso di ripartire da dove avevamo cominciato: un ricorso al T.A.R. avente come unico obiettivo quello dell'eliminazione fisica dell'ultimo D.M. sull'aggiornamento delle G.A.E. (n. 325/15).
Oggi il CDS, dopo decine di provvedimenti favorevoli, sembra voler tornare indietro ed ha rimesso la questione di massima all’Adunanza Plenaria. Se il massimo organo della giustizia amministrativa confermerà il valore abilitante del titolo e la possibilità di chiedere ed ottenere l’ammissione in GAE si arriverà, presumibilmente, ad una vittoria definitiva. Se, al contrario, ci sarà un ripensamento, lo scenario potrebbe davvero essere buio per tutti.
In merito al ricorso sperimentale che abbiamo ideato si tratta di un’azione di nullità dell’ultimo D.M.
Il TAR Lazio, in tal senso, si è già pronunciato accogliendo la nostra tesi ritenendo nullo, di diritto, perchè adottato in violazione del giudicato, il D.M. 3 giugno 2015.
Secondo il T.A.R. Lazio “con riferimento alla domanda di annullamento del D.M. M.I.U.R. n. 325/2015, l’atto impugnato dispone espressamente, all’articolo 5, che, per quanto non espressamente previsto nel medesimo decreto, valgono le disposizioni di cui al D.M. M.I.U.R. n.235/2014, e che quest’ultimo è stato definitivamente annullato con la sentenza del C.d.S. n. 1973/2015 del 16 aprile 2015, passata in giudicato, e che, pertanto, fa stato nei confronti di tutti gli interessati” (T.A.R. Lazio 23 ottobre 2015, n. 4576), ragion per cui la reiterata scelta ministeriale è stata adottata in “conclamata elusione del giudicato formatosi sulle sopra indicate sentenze” (in termini T.A.R. Lazio. nn. 10675/15 e 10902/15).
Una volta ottenuta la declaratoria di nullità del D.M. si agirà in sede di ottemperanza per ottenere l'ammissione definitiva in G.A.E.
2. Chi può agire. Possono agire tutti coloro in possesso del diploma magistrale ottenuto entro l’a.s. 2001/2002.
Inoltre, sempre e solo per chi è in possesso del diploma, deve essere in possesso delle seguenti caratteristiche:
1) RICORSO A)
Deve aver fatto domanda di ammissione in GAE tra il 3/6/2015 e il 2/7/2015 come prevedeva il D.M. 325/15 anche usando modelli diversi da quelli ministeriali;
1) RICORSO B)
Può agire anche chi non ha fatto domanda nel 2015. In tal caso verrà usata la giurisprudenza che ritiene inutile l’invio della domanda stante il fatto che il sistema telematico “istanze on line”. E’ chiaro che il MIUR e i giudici potrebbero eccepire tale aspetto.
SIA PER IL RICORSO A) CHE PER QUELLO B)
2) NON DEVE AVERE FATTO RICORSO AL TAR O AL PDR AVVERSO IL D.M. 325/15.
Se ha agito innanzi al Giudice del Lavoro, in qualunque tempo ed anche avverso il medesimo D.M. 325/15, invece, può comunque aderire al ricorso trattandosi di azione giudiziale compatibile;
Possono agire, quindi, anche tutti i docenti che avevano agito al T.A.R. o al P.D.R. negli anni passati (come ad esempio i ricorrenti del PDR del 2014). Non possono agire i c.d. 3000 diplomati magistrale titolari dell’ordinanza n. 3909 etc..
3) NON DEVE ESSERE GIA’ IN GAE GRAZIE AD ALTRI PROVVEDIMENTI FAVOREVOLI OTTENUTI ALL’ESITO, ANCHE MERAMENTE CAUTELARE, DI ALTRI GIUDIZI.
3. Quanto costa l’azione. L’adesione costa € 250,00 e comprende ogni fase e grado del giudizio compresi appelli e il giudizio di ottemperanza che, con ogni probabilità, dovrà essere attivato per eseguire la sentenza di declaratoria di nullità del D.M. 325/15. Il costo più importante rispetto ad altri nostri ricorsi collettivi è, appunto, dovuto, al fatto che l’azione da mettere in campo necessità di più fasi che, di fatto, potrebbero dar vita anche a 4-5 ricorsi sempre compresi nel prezzo.
4. In che tempi potrebbe maturare l’ammissione in G.A.E. In due mesi circa avremo l’udienza al T.A.R. In ipotesi di pronuncia favorevole potrà essere attivata la fase dell’ottemperanza. Se il T.A.R. rispetterà i tempi dettati dal codice l’ammissione in G.A.E. potrebbe arrivare prima del nuovo a.s.
5. Come aderire. I tempi per aderire sono strettissimi. Le istruzioni di cui sopra sono soppesate parola per parola e non necessitano di ulteriori chiarimenti impossibili da fornire in tempi così ristretti.

 

In data 27 Novembre 2015 il Consiglio di Stato con decreto del Presidente Stefano Baccarini ha respinto l’appello intentato dal Ministero contro la vittoria dell’UDU sulla mancata sottoscrizione della scheda anagrafica, rinviando la decisione definitiva al 19 Gennaio 2016.
Jacopo Dionisio, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari: “L’appello costituisce un gesto irresponsabile da parte del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Il Consiglio di Stato con decreto ha respinto la richiesta di sospensione delle immatricolazioni accogliendo la tesi dell’UDU patrocinato dagli Avvocati Michele Bonetti, Santi Delia e Umberto Cantelli. Lo scorso anno il Ministero ha subito molti più ricorsi senza mai appellare, quest’anno vuole escludere mille persone già ammesse in sovrannumero, escluse solo per un aspetto formale di una firma non messa a seguito di istruzioni poco chiare. Da parte nostra il massimo sostegno a tutti gli studenti ammessi ed immatricolati con i nostri ricorsi, non permetteremo a nessuno di buttare fuori gli studenti già entrati e che entreranno. Siamo pronti a mettere in campo tutte le iniziative legali e politiche opportune.”
Conclude Jacopo Dionisio: “È l’ennesima dimostrazione di come questo sistema non funzioni: il Ministero deve assolutamente prenderne atto e aprirsi ad una discussione seria e vera con noi per superare il c.d. “numero chiuso”. È da irresponsabili continuare a difendere un sistema che con il passare del tempo continua a dimostrare tutte le proprie falle. Noi ci siamo sempre battuti, e continueremo a farlo, per un’università che sia pubblica e accessibile: il Ministero prenda atto del fatto che questa è la strada da seguire”

Sono di questi giorni i provvedimenti del Giudice del Lavoro sui tribunali di Latina, Tivoli, Siena, Ravenna e Pordenone che ammettono con sentenza molti dei nostri ricorrenti che avevano inoltrato ricorso al Giudice del lavoro (essendo ormai decorsi i termini per adire la giustizia amministrativa).

Secondo il Giudice di Siena: “deve e può affermarsi che un diritto, come abbiamo detto già sussistente, possa restare quiescente, addormentato nel bosco della selva normativa, in attesa, in standby, e ciò, essenzialmente, non per inerzia del titolare, ma in forza di una indiscussa, granitica prassi di misconoscimento attuata dalla pubblica amministrazione, nella specie scolastica, quindi da un potere pubblico, al suo livello non solo periferico ma centrale, che autoritativamente nemmeno consentiva, proprio materialmente (attesa la notoria impossibilità del necessario accesso telematico per la categoria) la presentazione della domanda, nessuna decadenza, pertanto, potendo ritenersi operante. Pur non versandosi certamente in un caso di impedimento per forza maggiore, si impone comunque una interpretazione costituzionalmente orientata della disciplina e l’inoperatività di qualsiasi decadenza.”

Invitiamo pertanto tutti i nostri ricorrenti, che hanno lavorato con l’ultimo contratto nell’ambito territoriale di uno dei predetti Tribunali, e presso gli altri Tribunali che stanno accogliendo i nostri ricorsi e che non hanno ancora ottenuto un provvedimento favorevole, a contattarci per intentare l’azione giurisdizionale.

Secondo l’Avvocato Michele Bonetti ci troviamo di fronte a una classe politica e dirigenziale che non è in grado di gestire la situazione.

Ad oggi i Tribunali stanno rispondendo alle esigenze degli insegnanti che richiedono l’ingresso nelle GAE con sentenze radicalmente diverse tra loro e di segno completamente opposto. Così chi fa ricorso a Siena o a Latina perchè vi ha lavorato viene stabilizzato e chi invece magari ha lavorato a Rimini vede rifiutati le proprie istanze e diritti”.

Il Consiglio di Stato ha rimesso la questione dei diplomati magistrali alla plenaria – riporta Bonetti patrocinatore dei ricorsi insieme a Santi Delia – ma rimane fuori dalla decisione tutto il contenzioso al Giudice del lavoro”. Il tutto appare ancora una volta come il segno manifesto di una classe politica incapace di decidere e che rimette alla magistratura le scelte politiche, con i limiti strutturali di tale ultimo potere.

Insiste Bonetti: “Come ricordatoci da un grande maestro, è giusto che si debbano sottoporre ai magistrati il minor numero possibile di “casi” particolari, poiché spetta alle leggi, risultato di riflessioni protratte nel tempo, cercare di contemplare tutti i casi possibili. Ma il problema è che le leggi sbagliate quasi mai vengono riformate e sostituite da leggi giuste.

In questa situazione siamo costretti a proseguire sulla via dei ricorsi e, con il mondo dell’associazionismo di ispirazione sindacale nonché con i neonati comitati, porteremo avanti una battaglia politica giudiziaria per cambiare radicalmente questo sistema di sfruttamento istituzionalizzato che ha come fine ultimo, oltre che la precarizzazione dei rapporti lavorativi e sociali, anche e soprattutto la privatizzazione dell’istruzione del nostro paese.

Abbiamo bisogno del sostegno di tutti i diplomati magistrali, ma anche di tutti gli abilitati PAS, TFA e di tutti coloro che hanno oltre 3 anni di servizio etc. Non vedo contraddizioni tra queste categorie, perché sono tutte accomunate dall’obiettivo di distruggere la chiusura delle GAE ed entrare in ruolo”.

Carissimi,
tutti i ricorsi al TAR sono partiti e da oggi, 4/12/2015, sono aperte le adesioni al ricorso straordinario.
Lo scorso anno è stato vinto anche il ricorso straordinario in tempi sostanzialmente coincidenti con quello TAR-CDS. Riteniamo quindi che anche il rimedio straordinario sia utile per ottenere il risultato sperato.
Su Medicina generale non era mai esistito un contenzioso e, ancora una volta, siamo riusciti a vincere.
Abbiamo dimostrato, in Consiglio di Stato, l'illegittimità della scelta del Ministero della Salute e delle graduatorie locali. Tutti gli strumenti giuridici saranno da noi messi in campo per raggiungere l’accesso libero al post lauream.
Lo scorso anno sono stati centinaia i nostri giovani medici ammessi in tutte le Regioni: Sicilia, Lazio, Sardegna, Calabria, Puglia, Campania, Toscana, Emilia Romagna, etc..
Qui la versione integrale del provvedimento.
Anche quest'anno, nonostante le nostre vittorie e centinaia di ammissione decretate dal Giudice amministrativo, il Ministero persiste nelle proprie scelte e nel non consentire la formazione a tutti.
Tenete conto che prima di vincere su Medicina generale sempre noi avevamo fatto affermare questi principi. http://www.avvocatomichelebonetti.it/component/k2/377-andiamo-alla-corte-costituzionale-un-traguardo-importante-e-decisivo-per-la-lotta-contro-il-%E2%80%9Cnumero-chiuso%E2%80%9D
Ma cosa è accaduto, in particolare, sul concorso di Medicina Generale.
A differenza delle specializzazioni caratterizzate dalla graduatoria unica su tutto il territorio nazionale, il corso per diventare medico di famiglia è gestito dal Ministero della Salute e dalle Regioni. Un test unico per tutti, da svolgersi nello stesso giorno, ma con graduatorie regionali e la solita "lotteria" imponderabile della scelta della Regione dove concorrere.
Con questo metodo, lo scorso anno, "si è assistito alla presenza di candidati rimasti fuori dal corso di formazione nella Regione Lazio con punteggi di 75 ed altri, a centinaia, ammessi in altre Regioni con punteggi molto più bassi -tra le altre, ad esempio, Molise (punteggio minimo 69), Sardegna (punteggio minimo 71), Calabria (72), Veneto e Basilicata (74), Puglia (68) -.

Così, "il concorso si trasforma in una vera e propria cabala" ove, per usare le parole del Consiglio di Stato nell'ambito del contenzioso poi approdato alla Consulta, “la scelta degli ammessi risulta dominata in buona misura dal caso”.
Appare paradossale, inoltre, che "i giovani medici siano stati inseriti in un sistema di graduatoria nazionale che li porta a circolare in ambito nazionale e rappresentano la categoria da sempre privilegiata per valorizzare in ambito comunitario il principio di libera circolazione delle persone e dei titoli e, solo nell'ambito della medicina di famiglia, si assista ad una incomprensibile e non meritocratica chiusura".
"Per noi è l'ennesima tappa di una battaglia per la formazione dei giovani medici che deve consentire a tutti i laureati uno sbocco formativo e di specializzazione".
Lo scorso anno abbiamo ottenuto l'ammissione senza borsa anche se il riconoscimento economico spetterà, a tutti, ove si vinca all'esito del giudizio.
Nell'ultima nostra vittoria al CDS difatti pur non consentendo immediatamente di ottenere la borsa, il CDS ha espressamente chiarito che verrà data retroattivamente a vittoria finale.

CHI PUO' AGIRE
TUTTI QUELLI CHE HANNO UN PUNTEGGIO UGUALE O PIU' ALTO DELL'ULTIMO AMMESSO IN ITALIA IN ALTRA REGIONE CHE AL 4 DICEMBRE 2015 E’ DI 69 PUNTI.
TALE PUNTEGGIO POTRA' DIMINUIRE ALL'ESITO DEGLI SCORRIMENTI. AD ESEMPIO LO SCORSO ANNO PRIMA ERA PARI A 71 POI CON GLI SCORRIMENTI GIUNSE A 68.
PUO' QUINDI PARTECIPARE ANCHE CHI HA UN PUNTEGGIO PIU' BASSO CON LA SPERANZA CHE POI LO SCORRIMENTO ARRIVI A TALE POSIZIONE OPPURE CHE VENGA ACCOLTA LA TEORIA GENERALE DI AMMISSIONE PER TUTTI COME AVVENNE L'ANNO PASSATO.
LO SCORSO ANNO NESSUNO VINSE PER LE IRREGOLARITA' MA A PRESCINDERE DAL PUNTEGGIO SUL MOTIVO DELLA GRADUATORIA UNICA IN QUANTO IL CDS HA RITENUTO CHE A PRESCINDERE DAL PUNTEGGIO E' VIZIATA LA GRADUATORIA REDATTA IN DIFFORMITA' ALLA NOSTRA TEORIA. NON HA NESSUN RILIEVO PERTANTO CHE LO SCORSO ANNO SI SIA AGITO ANCHE SU ALCUNI VIZI IN QUANTO GLI ACCOGLIMENTI NON HANNO RIGUARDATO TALI ASPETTI.

COME AGIRE
COMPILANDO LA DOCURMENTAZIONE ALLEGATA E SEGUENDO LE ISTRUZIONI IVI CONTENUTE.
L'adesione è pari a € 1000,00 e va inviato unitamente alla documentazione richiesta.
LA DOCUMENTAZIONE DI ADESIONE VA SEMPRE ANTICIPATA A MEZZO MAIL SCANSIONATA IN UN UNICO DOCUMENTO ALLA EMAIL Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Nell’oggetto della email e sulla raccomandata a.r. dovrete scrivere “RICORSO MMG PDR”.
La raccomandata va inoltrata all’indirizzo Avv. Michele Bonetti Via San Tommaso d’Aquino n. 47, 00136 – Roma.

I TERMINI PER L’ADESIONE SCADONO IL 30 DICEMBRE 2015 (FA FEDE IL TIMBRO POSTALE).

 

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