Roberta Nardi

Roberta Nardi

Carissimi,
tutti voi conoscete i successi e le vittorie dell’Unione degli Universitari nella battaglia contro il numero chiuso. Sono anni che la nostra organizzazione non molla la presa su questo argomento e ora, con questo iniquo sistema del bonus maturità, sentiamo di trovarci ad un bivio. Dopo questo bivio ci potrà essere la svolta.
L’UDU, con il patrocinio dello Studio Legale Michele Bonetti Avvocato & Partners, ha deciso di proseguire anche per questo anno accademico nella battaglia contro il numero chiuso, sferzando un durissimo colpo al muro dello sbarramento al libero accesso all’Università.
Non possiamo rimanere inerti dinanzi allo scempio posto in essere dal Ministro Profumo prima, e dal Ministro Carrozza oggi, sul calcolo dei percentili e del bonus maturità.
Vogliamo l’immediato ritiro del decreto, non accettiamo alcuna forma di compromesso e correttivo normativo. L’unica soluzione per noi accettabile è che il Ministro opti per la sospensione della L. 264/1999 (istitutiva del numero chiuso) per l’anno accademico 2013/2014.
Per raggiungere tutto ciò, l’Unione ha già pronto un nuovo MAXI-RICORSO UDU, al quale vi invitiamo ad aderire senza indugio.
Il MAXI-RICORSO UDU farà da volano per le ulteriori azioni individuali e semi-collettive finalizzate anch’esse a scardinare, una volta per tutte, il sistema dell’accesso programmato.
Il ricorso sarà finanziato e organizzato dalla nostra Associazione, senza fine di lucro, e con l’obiettivo di cambiare le regole del gioco e permettere ai nostri ricorrenti di immatricolarsi.


CHE COSA CHIEDIAMO?
Chiediamo l’abolizione del Decreto Ministeriale (Carrozza) censurando il sistema dei percentili e del bonus maturità, a nostro avviso palesemente incostituzionale e discordante dallo stesso decreto Fioroni istitutivo della legge. Riteniamo inoltre che le determinazioni per giungere ai quesiti siano altrettanto oscure e non trasparenti, e come tale generino domande errate, fuori programma e senza senso nelle prove effettuate e che si effettueranno e per le quali vi è stata anche la violazione dell’anonimato.
Lo stesso Ministro Carrozza, nel suo decreto confessa che per quest’anno la determinazione dei posti disponibili  è stata effettuata senza alcuna istruttoria in quanto il Ministero non ha avuto il tempo necessario. Riteniamo che il numero dei posti disponibili sia di gran lunga superiore a quello indicato dal D.M.


QUALI SONO GLI OBIETTIVI?
L’obiettivo è quello di far cadere il sistema dell’accesso programmato e di ottenere l’accesso libero alle università o comunque di far immatricolare in sovrannumero tutti i ricorrenti dell’UDU, come già accaduto negli anni precedenti.
Come già sosteniamo dal 2007 il diritto allo studio in quanto diritto primario della persona può essere compresso solo nel contemperamento degli interessi e al cospetto di una procedura del tutto regolare. Nel momento in cui vi siano anche delle minime illegittimità, il diritto allo studio, in quanto diritto della persona, si riespande e permette l’iscrizione del ricorrente in soprannumero.
Tali tesi caratterizza oramai da numerosi anni la nostra azione amministrativa e dopo la storica sentenza del TAR Lazio, ad oggi è condivisa ed accolta dai TAR nazionali ed in ultimo anche dal Consiglio di Stato.


A CHI E’ RIVOLTO IL MAXI-RICORSO?
Il ricorso è volto a tutti gli studenti contrari al numero chiuso che abbiano partecipato ai test per l’a.a. 2013/2014.
Vi chiediamo però, anche al fine di valutare ogni situazione di compilare con attenzione la scheda UDU sul numero chiuso (sotto allegata) e di seguire attentamente le istruzioni per l’adesione sotto riportate.


QUANTO MI COSTERA’?
Questo ricorso ha per noi un significato importantissimo e trascende l’aspetto economico.
Costituisce un’ulteriore, importante, tappa per la battaglia contro l’accesso programmato.
L’Unione coprirà tutte le spese autofinanziandosi. Quello che vi richiediamo è solo una partecipazione simbolica di € 10,00, omnicomprensivi.


POSSO FARE ALTRI RICORSI INSIEME A QUELLO DELL’UDU?
Nel nostro ordinamento non è concesso proporre due volte la stessa domanda, pertanto per aderire a questa grande azione dovrete rinunciare ad altri ricorsi aventi le stesse finalità.
Il MAXI RICORSO UDU è finalizzato ad avanzare censure collettive mentre per specifiche esigenze e censure è possibile contattare lo Studio Legale Michele Bonetti Avvocato & Partners per avere delucidazioni su ricorsi individuali e semicollettivi, usufruendo di una prima consulenza gratuita.


QUANDO SCADE L’ADESIONE AL RICORSO?
Il termine per aderire al ricorso scade il 20 settembre 2013 salvo proroghe, ultimo giorno utile per spedire il vostro plico mediante raccomandata a.r. allo Studio Legale Avv. Michele Bonetti & Partners (Via S. Tommaso D'Aquino 47 - Roma 00136). Vi chiediamo la cortesia di indicare sulla busta la dicitura “MAXI RICORSO UDU” e l’indicazione del corso di laurea preferito (ad es. Medicina, Odontoiatria, Veterinaria, Architettura, etc.).
Invitiamo tutti a procedere con l’adesione il prima possibile in quanto si valuterà l’opportunità di chiedere un provvedimento in via di urgenza.
Il plico inviato con raccomandata a.r. deve contenere:
- una procura sottoscritta in originale e completa dei dati richiesti;
- una scheda di adesione completa in tutte le sue parti;
- una fotocopia del documento di identità;
- una copia del foglio contenente username e password consegnate il giorno della prova per l’accesso al sito www.accessoprogrammato.miur.it;
- una copia del bonifico effettuato sulle coordinate bancarie in allegato.
Si prega di scrivere in stampatello e in calligrafia leggibile.


Contatti:
Studio Legale Michele Bonetti Avvocato & Partners
via S. Tommaso D’Aquino 47 Roma 00136
ph. 06.3728853 – 06.39749383
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Siamo abituati ogni anno ad esaminare le gravi violazioni commesse durante i test di ammissione alle facoltà a numero chiuso. Quanto successo alla Sapienza, il 3 settembre 2013 in occasione del test di ammissione alla facoltà di Biologia, rappresenta però la violazione più bizzarra e insieme più lesiva che si poteva immaginare a danno di ben 1.600 aspiranti matricole: il test di ammissione era, in realtà, il test per la facoltà di psicologia!

Ai giovani studenti, dunque, dopo un’estate passata ad esercitarsi con i quiz di biologia, chimica e fisica, infatti, sono stati sottoposti quiz di psicologia, sull’inconscio, sul concetto di stress e su argomenti, dunque, per nulla attinenti alle materie scientifiche.

Nelle aule del test, il panico, la sconfitta, l’inadeguatezza hanno preso il sopravvento su questi giovani studenti che non si aspettavano altro che domande di matematica, fisica, chimica per le quali avevano pagato anche il bollettino da euro 35,00.

Solo dopo un’ora, su segnalazione degli stessi studenti, la Commissione ha deciso di riferire l’accaduto ai piani alti; i plichi sono stati ritirati e sostituiti, pregiudicando in ogni caso in maniera irreparabile la prova del singolo candidato e la possibilità di immatricolarsi.

Oramai quanto accade in sede di prova di ammissione è la cartina tornasole di ben 10 anni di battaglie contro il numero chiuso che l’UdU, con lo staff dell’Avv. Michele Bonetti, ha portato in tutte le sedi giudiziarie. Le giustificazioni del Rettore della Sapienza sono del tutto inaccettabili. Non permetteremo che un’illegittimità così grave possa essere venduta come mero errore”. Tuona così Michele Orezzi, rappresentante dell’UdU che conclude: “La Sapienza ancora una volta guadagna il primo posto tra i nemici del diritto allo studio”.

Ancora più deciso l’avv. Michele Bonetti: “Inizieremo con il richiedere alla Sapienza la restituzione delle somme versate dagli studenti. Valuteremo ogni opportunità giuridica, al solo scopo di tutelare i nostri ragazzi, ulteriormente martoriati da un test che oltretutto per le facoltà di Biologia e di Psicologia non dovrebbe essere previsto. L’art. 2 della L. 264/99 è chiarissimo nel definire i criteri per l’applicazione del test di ingresso, del tutto inesistenti per la facoltà di Biologia e Psicologia”.

L’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio, con nota protocollata datata 21 agosto 2013 ha comunicato la propria decisone di non pubblicare entro il 31 agosto alcune graduatorie definitive delle procedure concorsuali relative al cosiddetto “concorsone”. È stato poi scelto di rimandare le nomine al prossimo anno decidendo di fruire delle graduatorie precedenti al concorso, che risalgono ad anni e anni fa.
A nostro avviso, in tale comportamento della Pubblica Amministrazione si manifestano diverse violazioni dei diritti costituzionali ex artt. 3 e 4 Cost., nonché delle norme e dei principi basilari del buon andamento della Pubblica Amministrazione sanciti anche dall’art. 97 della Carta costituzionale. Le disfunzioni organizzative dell’ufficio scolastico laziale non devono incidere sui concorrenti che hanno riposto le loro aspettative ed hanno organizzato la propria vita futura in relazione al buon esito del concorso, e riteniamo che non sia corretto il riferimento al protrarsi dei lavori delle commissioni esaminatrici, considerando che i titoli erano già stati comunicati a novembre 2012 mediante autocertificazione.
È per questi motivi che lo Studio Legale Michele Bonetti Avvocato & Partners ritiene di dover avanzare un ricorso collettivo al Tar del Lazio con richiesta di sospensione urgente della nota protocollata del 21 agosto 2013, nonché di tutti gli atti amministrativi connessi diretti a non far utilizzare le graduatorie del concorso per l’anno scolastico corrente, e comunque ad avanzare una specifica richiesta per il risarcimento dei danni.
Il costo per l’adesione è pari a € 350,00 cadauno con un minimo di 10 ricorrenti, somma che comprende le spese accessorie di IVA e CPA e le spese generali, nonché l’instaurazione del giudizio con il ricorso fino alla sentenza definitiva, e dalla quale sono invece esclusi i motivi aggiunti (fase eventuale ad oggi non verificabile), i pubblici proclami e il grado di appello.
Per chi volesse aderire, si prega di leggere e compilare la documentazione ivi allegata.

È di oggi la notizia che quasi 90 docenti ammessi alle prove scritte del concorsone, si ritrovano ingiustamente esclusi nonostante l’ammissione da parte della stessa commissione: in poche parole 90 concorrenti sono stati esclusi e poi, solo in seguito ad un banale accesso agli atti, hanno scoperto di aver superato la prova scritta! Inoltre alcuni compiti si presentavano privi di correzione e con gli spazi riservati alla motivazione vuoti, o privi della data della correzione stessa, o addirittura mancavano della sottoscrizione! Ormai le prove orali si sono già tenute e si chiariscono così i ritardi ministeriali nel consegnare i compiti ai candidati dopo l’accesso agli atti.
Lo studio legale Bonetti & Partners sta predisponendo un ricorso al Tar con richiesta di prova suppletiva con nuova commissione; sarà valutata altresì la possibilità di sporgere un formale esposto alla Procura con richiesta di sequestro dei compiti.
“In ogni caso richiederemo il riesame di tutti i compiti dei candidati che si rivolgeranno al nostro studio legale”, riferisce l’avv. Michele Bonetti, “inoltreremo sin da ora un’istanza in via di autotutela, nonché una diffida al MIUR e all’Ufficio Scolastico per richiedere una immediata prova suppletiva; qualora non riceveremo in questi giorni una risposta formale e scritta, inoltreremo ricorso al Tar con richiesta di decreto cautelare in via urgente, valutando l’opportunità di rivolgerci alla Procura della Repubblica e denunciare i fatti accaduti alla Corte dei Conti”.
Per maggiori informazioni su tale tipologia di ricorso si prega di scrivere su Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Il Tar Lazio Sez. III Bis ha confermato il Decreto cautelare di una docente non ammessa agli orali.
La docente ha spiegato una serie di motivi per giustificare la fondatezza delle proprie richieste. In particolare, è stata redatta una perizia giurata sulla validità del suo compito ed è stato contestato il sistema delle griglie.
Nonostante la nota “querelle” sulla discrezionalità della Pubblica Amministrazione nel valutare le prove dei candidati, la difesa, forte di una perizia giurata, della non contestazione della stessa da parte della difesa erariale, ha sostenuto che l’operato della Pubblica Amministrazione sconfinasse nell’arbitrio e fosse manifestatamente illogico, ed in quanto tale insindacabile.
Tale censura, unitamente ad altri illegittimità concorsuali, ha fatto sì che, considerando l’imminenza della prova orale, il Tar, per il tramite di un decreto inaudita altera parte emesso dal Presidente Consigliere Massimo Luciano Calveri, ammettesse la ricorrente al sostenimento dell’esame. Il decreto cautelare è stato oggetto della valutazione del Tar in sede collegiale in data 28 agosto 2013, espressosi favorevolmente nella sua composizione feriale.
Il merito della causa è fissato per la data del 9 gennaio 2014, e a nostro avviso potrà giovare alla ricorrente il consolidamento della sua posizione che si verificherà nelle more, consolidamento che ad oggi anche il Consiglio di Stato e alcuni Tar ritengono situazione degna di tutela ( ex multis cfr. CdS sez. VI, 28/02/2007 n. 1000).
Si allega copia del decreto cautelare vittorioso e dell’ordinanza di conferma altresì vittoriosa.

Carissimi,

con questa breve, per quanto possibile, e atecnica missiva volevo cercare di rappresentare il percorso legale sino ad oggi espletato e quello che ci accingiamo a intraprendere per tutti Voi. Nella nota vi sarà una suddivisione per capitoli in modo che ognuno di Voi possa assumere eventualmente anche le sole informazioni che desidera.

RICORSO PER ACCEDERE ALLE GAE PER TUTTI I NUOVI ABILITATI E ABILITANDI E PER COLORO CHE ENTRERANNO E CHE AVRANNO ACCESSO AI P.A.S.
Partono i nuovi ricorsi la cui scadenza è sin da ora prorogata al 30 settembre 2013 (data di invio della raccomandata con ricevuta di ritorno) in cui saranno impugnate tutte le disposizioni che vietano l’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento ai docenti recentemente abilitati presso il TFA ordinario (sia per le vie ordinarie, sia per il tramite di pronuncia giudiziaria anche con riserva) e per chi si iscriverà ai PAS. La possibilità di inserimento era già prevista per i docenti abilitati presso le SSIS o i corsi ex-lege 143/04 ed è a nostro avviso illegittimo non consentire l’accesso alle Gae a docenti abilitati o da abilitare presso percorsi regolarmente attivati dalla Repubblica Italiana. La formazione da sempre è stata e deve essere connessa al reclutamento. Riteniamo dunque che sia legittimo pretendere l’accesso alle Gae da parte degli abilitati e abilitandi del Tfa e di coloro che si abiliteranno con i tirocini formativi speciali e che ogni limitazione normativa che preclude tale accesso (già codificata dal Ministero nelle modifiche al Regolamento introdotte dall’art. 15, c. 27 bis del D.M. 25 marzo 2013 pubblicate in Gazzetta il 4 luglio 2013) debba essere cambiata.

RICORSO P.A.S. RIVOLTO A TUTTI COLORO CHE NON HANNO ACCESSO AI PAS
L’Associazione Adida intende proporre una serie di ricorsi al TAR del Lazio per impugnare i decreti che hanno avviato le procedure di iscrizione ai PAS. Il ricorso è diretto a tutti coloro che hanno maturato servizio nel sistema di istruzione e formazione italiano ma, per il tipo di servizio svolto, il numero dei giorni, il tipo di contratto sottoscritto, o altri fattori, non rientrano nei parametri fissati dal MIUR per l’accesso ai PAS.
A questa pagina http://www.associazioneadida.org/content.6.ricorsi.html sono elencate alcune delle tipologie di ricorso, a titolo esemplificative, ma già abbiamo individuato altre categorie omogenee che saranno raggruppate in ricorsi collettivi specifici. In tutti i casi, si precisa che tutti coloro che vorranno intentare il ricorso dovranno comunque INOLTRARE AL MIUR E ALL’UFFICIO SCOLASTICO LA DOMANDA PER L’ACCESSO AI PAS, anche in forma cartacea qualora il sistema non permetta la registrazione; pertanto in tal caso si consiglia di inoltrare le raccomandate con ricevuta di ritorno (utilizzando come modello le voci del modulo on line del Ministero o ricostruendo tale modello seguendo il sito istanze on line o richiedendo il modulo alla stessa Associazione Adida), ENTRO E NON OLTRE STESSA DATA DI INOLTRO DELLA DOMANDA STABILITA DAL MINISTERO E AD OGGI FISSATA AL 29 AGOSTO ’13.

Per tutti coloro che invece versino in situazioni particolari e non accomunabili agli altri, ai fini di una rappresentazione corretta della propria censura (nel ricorso collettivo verranno necessariamente proposte come per legge motivi di natura collettiva e comuni a tutti i ricorrenti al fine di non incappare in vizi di procedura e inammissibilità) siamo disponibili a valutare con voi la possibilità di un ricorso individuale che consigliamo solamente qualora vi siano serie e comprovate ragioni, come ad esempio nel caso della sussistenza di contratti di collaborazione occasionali non computabili come giorni di servizio o altre fattispecie che denotino una specificità e apprezzabilità del caso individuale (ad esempio qualora per pochi giorni non si riesca ad entrare). Nel caso di ricorso individuale la somma eventualmente versata di euro 100 per il ricorso collettivo sarà decurtata dalla spesa o restituita.  
Anche per questa tipologia di ricorsi la scadenza è sempre fissata al 30 settembre 2013 (data di inoltro della raccomandata con ricevuta di ritorno) ma sono sempre fatte salve eventuali proroghe che visionerete sui nostri siti internet.

TIROCINIO FORMATIVO ORDINARIO
Adida ha impugnato le diverse prove concorsuali del tirocinio formativo consentendo la partecipazione alle prove successive e poi il superamento di tali esami in cui molti ricorrenti erano stati esclusi.
Dapprima si è iniziato con la impugnazione del test, poi con ricorsi successivi per l’impugnazione degli scritti con passaggio all’orale e infine con la contestazione degli orali con ammissione di molti esclusi direttamente al Tfa.
Una percentuale prossima al 95 % dei ricorsi semicollettivi (piccoli gruppi di ricorrenti) e dei ricorsi individuali è andata a buon fine. Nessuna ammissione con riserva da noi ottenuta sino ad oggi è stata ribaltata con la sentenza definitiva o in sede di appello.
Per i ricorsi collettivi generali in cui erano state accorpate più classi di laurea ed Atenei sono stati ammessi alla prova successiva tutti quei ricorrenti la cui prova doveva essere ancora espletata. Per tutti gli altri aderenti siamo in attesa della fissazione del merito ed è stato già richiesto il prelievo del fascicolo.
È stato avanzato anche un caso di un ricercatore escluso dal Tfa alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo e siamo in attesa della pronuncia.

CONCORSONE
Sono stati proposti diversi ricorsi con successo.
Dapprima è stato avanzato un ricorso per far accedere al concorso tutti coloro che non ne avevano accesso in virtù del principi di favor partecipationis e democraticità nei concorsi pubblici. È stato così proposto un ricorso per gli aderenti più “giovani” laureatisi recentemente e come tali esclusi. È stato poi inoltrato un ricorso per i soggetti già in ruolo ed esclusi dal concorso, nonché per altre categorie di esclusi. In tal modo centinaia di persone hanno avuto accesso al c.d. concorsone.
Successivamente è stato proposto un ricorso per i non ammessi del test che avevano preso tra i trenta e trentacinque punti, cinque punti di graduatoria che rappresentano migliaia di persone. Tutti i ricorrenti sono stati ammessi con riserva agli scritti successivi.
Da ultimo abbiamo ammesso agli orali decine di esclusi agli scritti.
Ad oggi siamo ancora in attesa della conferma dei provvedimenti cautelari con la sentenza di merito.

GIUDICE DEL LAVORO
Abbiamo proposto centinaia di ricorsi in tutta Italia contro il Ministero. Ad oggi siamo in attesa di sentenze definitive che non avverranno prima che la Corte Costituzionale si pronunci sulla costituzionalità dello sfruttamento del lavoro precario.
Nell’attesa registriamo vittorie molteplici in diversi Tribunali, Milano, Genova, Viterbo, Piacenza, Cuneo, Verbania, Genova, Viterbo e Busto Arsizio etc. sulla questione degli scatti d’anzianità. Da sempre i precari vengono pagati meno dei loro colleghi in ruolo, tale questione è inaccettabile e abbiamo scelto così di rivendicare tutti gli arretrati per i nostri assistiti unitamente ad una condanna per il futuro ad adeguare anche i prossimi stipendi. Tali arretrati e scatti futuri, oltre a costituire somme importanti, incideranno su tutti gli altri istituti connessi, dalla tredicesima alla liquidazione che saranno oltremodo riaggiornate con interessi e rivalutazione. A ciò si è unito in alcuni casi un cospicuo risarcimento (c.d. indennità risarcitoria da collegato lavoro etc.) del danno.

RICORSO PER I PUNTI DEL MILITARE O SERVIZIO CIVILE
Dopo aver vinto un ricorso pilota al Tribunale di Roma l’Associazione ha iniziato una campagna per il riconoscimento del servizio militare e civile ai fini dell'attribuzione del punteggio.
Ai sensi dell'art. 20 della L. 24 dicembre 1986 n. 958, infatti, il servizio militare e civile prestato non in costanza di nomina deve essere valutato a condizione che il periodo di leva debba essere stato svolto successivamente al conseguimento del titolo che consente l'accesso in graduatoria. Tale legge rende illegittima l'interpretazione "restrittiva" data dal DM 42 dell'08.04.2009 al comma 5 punto 3, secondo cui il servizio militare ed i servizi assimilati per legge sono valutati solo se prestati in costanza di nomina.
Così in occasione dell'aggiornamento delle graduatorie d'istituto di III fascia, il problema del mancato riconoscimento del servizio militare ai fini dell'attribuzione dei 12 punti è stato nuovamente sollevato dinanzi ai Tribunali italiani ottenendo il detto punteggio.
Il contenzioso è stato avanzato su tutti i Tribunali garantendo un servizio capillare ai nostri aderenti su ogni sede.

RICORSI PRECEDENTI GAE: AL TAR A PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ETC., LA QUESTIONE DELLE QUESTIONI, TAR O GIUDICE DEL LAVORO? SOSTEGNO
Adida ha presentato una serie di ricorsi, individuali, semi collettivi e collettivi al Tar, nonché al Presidente della Repubblica avverso i decreti di riapertura delle Graduatorie ad Esaurimento. Una serie di ricorsi mirati per soggetti in possesso di abilitazione ma a cui era precluso l’ingresso in Gae, tra cui in primis un ricorso per i soggetti in possesso del diploma magistrale ovvero di un titolo abilitante per l’accesso alle Gae, per i precari della terza fascia abilitatisi sul campo e per stessa ammissione del Miur idonei all’insegnamento etc.
Per tutti tali ricorsi è stata già depositata un’istanza di prelievo, ovvero la richiesta della fissazione del merito della causa in cui sostanzialmente si definirà il giudizio.
Tuttavia è bene rappresentarvi che, in una serie di giudizi di altre note associazioni del settore, lo stesso Tar del Lazio ha emanato delle sentenze ove è stato dichiarato il difetto di giurisdizione in favore del Giudice del lavoro. In poche parole per la sezione Terza bis del Tar del Lazio, che ad oggi però è bene ricordarlo vanta il recente ingresso di un nuovo autorevole Presidente, a dover decidere non è il Tribunale Amministrativo ma il Giudice del Lavoro, ovvero il Tribunale del Lavoro.
Dinanzi a tale situazione Adida è stato l’unico soggetto che ha proposto un regolamento di giurisdizione dinanzi alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione diretto a dirimere definitivamente tale problematica. Difatti il rischio è che sia il Tar che il Giudice del lavoro dichiarino la giurisdizione dell’altro e che la questione si protragga nei gradi successivi. Così siamo andati direttamente al massimo organo per mettere la parola fine a tale incertezza. L’udienza è fissata dinanzi alle Sezioni unite della Cassazione per il giorno 24 settembre 2013 e concerne le tematiche dei ricorsi Gae, nonché dei ricorsi per il c.d. salva precari.Sono stati inoltrati diversi ricorsi per il sostegno. L'associazione ADIDA con i fondi del ricorso collettivo, nell'interesse complessivo dei precari di terza fascia, ha diversificato l'azione tra ricorsi ordinari al TAR e ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica. Sono stati inoltrati anche ricorsi individuali e semicollettivi che sono nella fase di merito. Per tali ricorsi è stata già depositata istanza di prelievo. 

                                                                                                                                                        ****
Non posso non concludere con il ringraziarVi per l’onore che mi avete concesso sino ad oggi nel rappresentarVi e difenderVi, e, allora, nel segno della continuità della tutela dei precari della terza fascia rimbocchiamoci le maniche e permettetemi di tenere la barra dritta del nostro timone e proseguire tutti insieme per la tutela dei nostri diritti.
Vostro,
                                                       Michele Bonetti
                                                        A v v o c a t o

Si allega per Vostra comodità un facsimile (in formato pdf e word) di domanda da inoltrare al MIUR e all'Ufficio Scolastico Provinciale a mezzo raccomandata a.r. di cui dovrete fare una copia e rimettertercela unitamente a tutta la documentazione.

La vittoria concerne un aspirante candidato ad una Scuola di Specializzazione rimasto escluso presso l’Università “La Sapienza”. Il nostro ricorrente si collocava nono su n. 6 posti messi a disposizione dal predetto Ateneo.

L’Università “La Sapienza” successivamente ampliava i posti disponibili per il tramite di un mero avviso on-line e scavalcava, in tal modo, parte degli studenti tra cui il nostro assistito (che per semplicità espositiva da ora in poi chiameremo Tizio).

L’Università sosteneva di aver informato il Sig.Tizio tramite mail, così come prescritto dal bando, anche se nulla risultava al nostro ricorrente.

Il Sig. Tizio impugnava gli atti dinanzi al Tar richiedendo un decreto cautelare urgente al Presidente del Tar. Il Tar del Lazio con decreto n. 8909 del 2013, in virtù dei poteri istruttori previsti dal nuovo codice del processo amministrativo, disponeva la comparizione di entrambe le parti.

Comparivano sia il rappresentante dell’Università La Sapienza sia lo stesso Tizio i quali, in sede di comparizione, venivano entrambi uditi dal Presidente del Tar.

L’indomani con decreto n. 1812/2013 il Tar accoglieva l’istanza di Tizio ma limitatamente alla partecipazione con riserva del ricorrente a tutte le attività in corso presso la scuola di specializzazione e rinviava in sede collegiale alla successiva Camera di consiglio.

Pertanto, il ricorrente non poteva immatricolarsi direttamente ma gli veniva concessa la possibilità di frequentare.

In sede collegiale il Tar del Lazio riformava il decreto del Presidente del Tar facendo sì che Tizio perdesse ogni diritto non solo alla partecipazione alle lezioni ma anche all’immatricolazione.

Il provvedimento negativo del Tar, pur se reso con la forma dell’ordinanza, si presentava ben motivato.

La tenacia del ricorrente e dello Studio legale Avvocato Michele Bonetti & Partners ci ha determinati a proseguire in II° grado con l’impugnazione dell’ordinanza al grado superiore della Magistratura amministrativa, il Consiglio di Stato.

La VI° sezione del Consiglio di Stato con decreto lampo n. 2409/2013 accoglieva di nuovo l’istanza di Tizio in via provvisoria consentendogli nuovamente la frequenza alla Scuola di Specializzazione nelle more della trattazione collegiale che fissava per il 30 luglio.

Così tizio riprendeva di nuovo a frequentare essendogli stata nel frattempo inibita ogni forma di partecipazione da l’università “La Sapienza”.

In data 31 luglio u.s. il Consiglio di Stato con ordinanza motivata, reputata la necessità di accogliere la richiesta misura provvisoria, accoglieva l’appello. In tal modo è stata restituita al nostro ricorrente la possibilità di studiare al corso di Specializzazione e di immatricolarsi e il Consiglio di Stato accoglieva la richiesta di Tizio di effettuare accertamenti ed istruttorie.

Vedi tutti i provvedimenti del Tar Lazio e del Consiglio di Stato in allegato.

Un’altra importante vittoria del nostro Studio legale che ha consentito ai medici specializzandi di ottenere il rimborso per gli anni di specializzazione prestati dal 1981 al 1985. Ancora una volta il Tribunale di Roma competente in subjecta materia è dalla nostra parte e già dal primo grado rifonde ai medici soldi e risarcimento del danno.

Vai al provvedimento vittorioso in allegato.

Lo Studio legale Avvocato Michele Bonetti & Partners da anni presta assistenza legale per il sindacato studentesco Rete degli studenti medi.

L’avvocato Michele Bonetti , specializzato nella materia dell’istruzione, ha inoltrato ed inoltrerà, anche per questo anno scolastico, ricorsi al Tar diretti ad impugnare la non ammissione all’anno successivo: alcuni vizi formali nella relazione del verbale di scrutinio, studenti con DSA a cui non hanno apportato uno specifico piano formativo, studenti bocciati all’orale della maturità che non passano gli scritti.

Per maggiori informazioni scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  o vieni a trovarci al seguente indirizzo:

Studio Legale Avv. Michele Bonetti & Partners

Via S. Tommaso D'Aquino 47

Roma 00136

Sono pervenuti in questi giorni diverse segnalazioni su irregolarità nella gestione del test d’ingresso nel Campus Bio-Medico. Ciò nonostante, nella giornata di martedì inizieranno gli orali per coloro che hanno passato il test d’ingresso. Il nostro Studio legale ritiene illegittimo e contra legem lo svolgimento di un esame orale in aggiunta a un test d’ingresso.

Il Tar del Lazio con provvedimento ha già ammesso con riserva (e sciolto tale riserva positivamente nel merito) un nostro candidato ammesso all’orale e poi bocciato. Invitiamo tutti coloro che passeranno il test ma non l’orale a segnalarci la loro posizione e ulteriori irregolarità nelle prove.

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