Venerdì, 05 Dicembre 2014 23:57

Medici ex condotti: il Consiglio di Stato chiarisce tutte le voci stipendiali dovute. Le ASP pagheranno migliaia di euro di arretrati

Pubblicato in News

Un'altra epocale battaglia a favore dei medici ex condotti è stata vinta. Ad essi spettanto tanto l'assegno ad personam quanto l'indennità di posizione unificata.

Si tratta di voci da sempre negate da parte di tutte le Aziende sanitarie italiane e, che grazie a tale decisione, possono legittimamente essere pretese da tutti gli ex condotti.

Gli stipendi degli ex condotti, a ben vedere, dovevano essere ben più lauti rispetto a quanto pagato pressocchè ovunque.

L'indennità di posizione unificata. "Si deve al riguardo osservare che l’indennità di posizione unificata, nelle parti fissa e variabile, è stata riconosciuta a suo tempo dall’Amministrazione, allorché essa, con la determinazione n. 1242 del 16.3.2006, rubricata “Attribuzione miglioramenti economici ex CCNL Dirigenza medica e Veterinaria periodo 1994-1995”, ha inquadrato l’interessato, seppur a 12 anni dal licenziamento, quale dirigente medico di I livello nell’ex X livello e, tra le altre voci retributive, ha riconosciuto la “retribuzione di posizione fissa” e la “retribuzione di posizione variabile”, come per legge, a decorrere dall’11.11.1995 nell’entità, rispettivamente, di € 237,57 e di € 252,55, in conformità all’art. 55, comma 7, del CCNL 1994/1997.

L’art. 55, comma 7, del CCNL chiarisce che “dal 1 dicembre 1995 e sino al conferimento degli incarichi di cui al comma 6 la retribuzione di posizione dei dirigenti è costituita dai valori indicati per le due componenti – fissa e variabile – nella tabella allegato n. 3 del presente contratto”. È poi sopravvenuta alla previsione dell’art. 55, comma 7, del CCNL 1994/1997 la disposizione dell’art. 43 del CCNL 1998/2001, che qualifica gli ex condotti quali dirigenti medici con rapporto di lavoro ad esaurimento già a tempo definito. Non potendo contestarsi quindi che i medici ex condotti siano dirigenti medici equiparati sino ad esaurimento, come stabilisce l’art. 44 del CCNL 1998/2001 che sopprime i dirigenti a tempo definito, secondo quanto ha anche chiarito la nota operativa INPDAP n. 45 del 28.11.2005 (doc. 5 allegato alla memoria dell’interessato), i “dirigenti medici con rapporto di lavoro ad esaurimento” hanno diritto ad una indennità fissa e variabile pari ad € 3.409,26 dal 1.1.2002 e di € 3.409,26 dal 1.1.2003 al 30.12.2003.

2. L'assegno personale non riassorbibile. "L’Amministrazione ha inteso negare tale spettanza, affermando che l’assegno ad personam sarebbe una voce retributiva prevista solo per i Dirigenti di II Livello, oggi Direttori di Struttura Complessa, come testualmente disporrebbe l’art. 43, comma 2, del CCNL 1998/2001.

L’assunto dell’Amministrazione non può tuttavia essere condiviso.

In realtà, se si ha ancora una volta riguardo all’inquadramento dell’istante di cui alla determinazione n. 1242 del 16.3.2006 (doc. 1 allegato alla memoria dell’interessato), rileva il Collegio che con tale atto l’Amministrazione ha espressamente riconosciuto, tra le voci di retribuzione, l’assegno personale riassorbile e pensionabile ai sensi dell’art. 44 del CCNL 1994/1997.

Tale beneficio era liquidabile, ai sensi dell’art. 44 citato, solo dall’1.12.1995 e non era stato attribuito all’odierno interessato non perché questo non gli spettasse sulla base della contrattazione collettiva, ma sol perché dichiarato decaduto dall’impiego dal servizio, a far data dal 18.8.1994, con provvedimento poi annullato da questo Consiglio con la menzionata sentenza n. 4653 del 29.8.2012.

L’annullamento dell’illegittima decadenza dall’impiego, disposto dalla sentenza n. 4653 del 29.8.2012, determina pertanto l’obbligo, per l’Amministrazione, di corrispondere anche tale voce retributiva, ex contractu dovuta all’interessato in virtù di quanto prevede, appunto, l’art. 44 del CCNL 1994/1997.

Tale disposizione, giova qui solo ricordare, prevede che ai dirigenti già di X livello, a decorrere dal 1.12.1995, è attribuito, tra l’altro, “un assegno personale e riassorbibile e pensionabile nella misura di L. 812.000”. Essa è stata confermata, nel tempo, dalle successive previsioni della contrattazione collettiva (art. 43, comma 7, del CCNL 1998/2001; art. 53 del CCNL 2002/2005) ed è richiamata ed illustrata dalle note INPDAP n. 58 del 30.12.2010 e n. 2 del 2011".

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