Claudia Palladino

Claudia Palladino

Carissimi,
al fine di accelerare la Vostra immissione nelle GAE a seguito del provvedimento vittorioso, Vi richiedo con URGENZA di compilare questo form.
A presto e attendete nostre notizie.

Avv. Michele Bonetti

Il Consiglio di Stato, con plurime ordinanze datate 29 aprile 2016 a firma del Pres. Sergio Santoro, con relatori il dott. Castriota Scanderbeg ed il dott. Pannone, ha accolto le istanze cautelari proposte nei ricorsi UDU, patrocinati dagli Avv.ti Michele Bonetti, Santi Delia ed Umberto Cantelli.

Jacopo Dionisio, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari, dichiara: “Grazie ai nostri ricorsi è stato finalmente acclarato dal Consiglio di Stato, pur se in una fase cautelare, che le domande del test 2015 erano sbagliate. Per l’ennesima volta è la giustizia amministrativa che riesce a risolvere problemi di fronte ad un Ministero inerme. È l’ennesimo colpo inflitto ad un sistema che fa acqua da tutte le parti.”

Secondo l’Avv. Michele Bonetti, che ha rappresentato gli studenti in primo e secondo grado, insieme all’Avv. Santi Delia: “È una crepa decisiva nella diga, aperta grazie ai ricorsi dell’UDU. Ad oggi ci sono circa 1000 posti liberi che non vengono sfruttati per i corsi di Medicina, Odontoiatria, Veterinaria e Professioni Sanitarie, a causa della chiusura anticipata delle graduatorie, mentre i nostri ragazzi sono costretti ad andare a studiare all’estero”.

Conclude Dionisio: “E’ ormai evidente che l’attuale sistema a numero chiuso non è più sostenibile: ogni anno tantissimi studenti sono costretti a ricorrere alle vie legali per vedere riconosciuto il diritto all’accesso al corso di studi che si è scelto per il proprio futuro perché il Ministero sbaglia i concorsi. Siamo stufi dei soliti annunci e della vuota retorica: il MIUR deve prendere atto che il muro del numero chiuso sta crollando. È necessario abrogare la legge 264/99 e convocare al più presto il tavolo per discutere realmente il superamento dell’attuale modello.”

Mentre sono in corso di svolgimento le prove del secondo giorno del concorsone della scuola che mira ad immettere in ruolo oltre 60.000 nuovi insegnanti, il Consiglio di Stato accoglie con decreto il ricorso degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, ribaltando la decisione del T.A.R. Lazio ed ammettendo i laureati privi di abilitazione a partecipare. Si tratta del primo accoglimento con decreto ottenuto in appello.

L'obiettivo di Viale Trastevere era evidentemente volto a ridurre la platea dei partecipanti impedendo anche la mera presentazione della domanda a tutti i docenti non in possesso dell'abilitazione seppur spesso assunti quali supplenti dalle Graduatorie di Istituto e quindi già da tempo nel mondo della scuola o ancora escludendo chi già ha un posto a tempo indeterminato. Per costoro, in particolare, il MIUR ha deciso che avendo già un posto in scuola statale non v'è spazio per una nuova assunzione e, quindi, per un loro miglioramento professionale. Tali fini, secondo i legali, avrebbero dovuto essere espressamente previsti dal legislatore e da esso perseguiti con i diversi strumenti già in passato ampiamente utilizzati allo scopo (immissioni in ruolo ex lege, concorsi riservati, riserve nei con concorsi pubblici), ciò che nella specie non è avvenuto assistendosi ad una vera e propria segregazione nei confronti di tali soggetti. 
Il CDS ha quindi consentito con provvedimenti di urgenza di presentarsi agli esami stessi. 
Sono oltre 20.000 i ricorrenti che hanno tentato la strada dei Tribunali per ottenere di poter partecipare, ad armi pari, ad un concorso che, secondo l'art. 1 del Regolamento sull'accesso al pubblico impiego deve avvenire “per concorso pubblico aperto a tutti”.

L'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato segna un punto importante, forse decisivo, per i docenti in possesso del diploma magistrale.

I "maestri" di scuola elementare e dell'infanzia diplomati prima del 2001, secondo il massimo Consesso amministrativo, hanno diritto di entrare nelle graduatorie ad esaurimento e, da qui, stipulare contratti a tempo indeterminato.

Quella del valore abilitante del titolo di diploma magistrale è una battaglia iniziata nel 2011 con un ricorso straordinario voluto dalle Associazioni Adida e La Voce dei Giusti e patrocinato dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia.

Grazie a quel ricorso, due anni dopo, il Consiglio di Stato ha per la prima volta affermato il valore abilitante del titolo onerando il MIUR di ammettere nella seconda fascia delle graduatorie di istituto quei 220 insegnanti.

Il MIUR, in quel caso lungimirante, estese il beneficio a tutti i 55.000 docenti in possesso di quel titolo consentendogli l'ammissione in tale fascia nel successivo aggiornamento delle graduatorie. Li escluse, però, ancora una volta dall'ammissione nelle G.A.E., le uniche graduatorie dalle quale si attinge per ottenere il cosiddetto "ruolo".

Si aprì, dunque, un nuovo contenzioso con il quale i diplomati magistrali chiesero al T.A.R. e poi al C.D.S. l'ammissione in tali graduatorie e, con essa, la stabilizzazione del loro lavoro speso a favore dei bambini della scuola materna ed elementare.

Il T.A.R. del Lazio rigettò tutti i ricorsi dapprima affermando che la loro pretesa era infondata e poi negando che la competenza a decidere fosse del Giudice amministrativo rimandando a quello del lavoro.

Il Consiglio di Stato sconfessò tali argomenti e in accoglimento dei primi 3.000 ricorrenti difesi dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, li ha ammessi nelle G.A.E.: siamo a marzo del 2015.
Dopo l'ammissione di oltre 10.000 ricorrenti da parte del C.D.S., anche con sentenze definitive, giunse l'ordinanza di rimessione all'Adunanza Plenaria con la quale uno dei Collegi della Sesta Sezione dubitò dell'orientamento fin'ora assunto chiedendo a tale organo di pronunciarsi definitivamente sulla questione.

Oggi, all'esito dell'udienza e di una lunghissima ed articolata discussione, è giunto l'esito del provvedimento cautelare che, ancora una volta, conferma che il posto dei diplomati magistrale è in G.A.E.

A questo punto si attende, tra qualche settimana, anche il deposito delle sentenze di merito definitive della stessa Adunanza Plenaria che, a meno di veri colpi di scena, dovrebbe confermare tale posizione in via, davvero, definitiva.

Si tratta, commentano gli Avvocati Bonetti e Delia, "di un momento storico nella campagna per il riconoscimento di questo titolo di studio iniziata ormai 5 anni fa contro tutto e tutti. Per noi ed i nostri insegnanti è il premio di un lunghissimo lavoro svolto. Il MIUR ha, per oltre un decennio, negato a tutti il valore abilitante di questo titolo inducendo in errore migliaia di insegnati. E' un decisivo passo avanti per il riconoscimento del diritto di tutti i diplomati magistrale ad ottenere quanto gli spetta".

COSA SUCCEDERA' E CHI PUO' BENEFICIARE DEL PROVVEDIMENTO FAVOREVOLE.

L'Adunanza Plenaria, oltre a decidere il caso specifico sottoposto al suo esame, ha il compito di stabilire dei principi cui dovrebbero uniformarsi tutti gli altri giudici amministrativi.

Nel caso concreto, quindi, grazie all'ordinanza pronunciata in data 27 aprile 2016, l'Adunanza Plenaria ha confermato l'ammissione di quei ricorrenti che facevano parte di quel giudizio. Tale circostanza, evidentemente, è poco rilevante per tutti Voi che leggete in quanto, come detto, ben più importante è il valore che a tale pronuncia riconoscono altri Giudici.

Secondo il codice del processo amministrativo, in particolare, il T.A.R. non ha alcun obbligo di adeguarsi alle indicazioni della Plenaria anche se la prassi insegna come, davvero raramente, ciò accada. Nel breve tempo da quando tale decisione è stata emessa, per quanto ci risulta, non è mai accaduto. E' possibile, in altre parole, che l'insegnamento dell'Adunanza Plenaria venga disattesa dopo alcuni anni dalla pronuncia, magari, in ragione di contestuali mutamenti normativi o giuresprudenziali su questioni collegate ma, nell'immediato, è assai raro.

Ciò per una semplice ragione.

Se è pur vero, infatti, che il T.A.R., secondo il codice del processo, non ha obbligo di uniformarsi alle indicazioni della Plenaria, tale obbligo è invece presente per lo stesso Consiglio di Stato.

Quest'ultimo, infatti, potrebbe rinnegare l'orientamento dell'Adunanza Plenaria solo rimettendo ad esso nuovamente la questione portanto nuovi argomenti.

Anche in tal caso, ci riferiamo ad una nuova rimessione, ciò è accaduto solo dopo diversi anni dalla prima pronuncia e solo in ragione di mutate circostanza normative e giurisprudenziali.

A) Nell'immediato, invece, l'attuale assetto ci lascia assai sereni nel ritenere che:

- TUTTI I RICORSI PROPOSTI ENTRO 60 GIORNI DAL DM DI AGGIORNAMENTO DELLA GRADUATORIA (D.M. 325/15; D.M. 235/14 così come i precedenti) INNANZI AL TAR, NEL MOMENTO IN CUI VERRANNO TRATTATI, VERRANNO DECISI IN FASE CAUTELARE (CON AMMISSIONE IN GAE CON RISERVA) SEGUENDO LE INDICAZIONI DELLA PLENARIA;

- TUTTI I RICORSI PROPOSTI ENTRO 120 GIORNI DAL DM DI AGGIORNAMENTO DELLA GRADUATORIA (D.M. 325/15; D.M. 235/14, così come i precedenti) innanzi al PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA tramite ricorso straordinario, nel momento in cui verranno decisi in fase cautelare (con ammissione in GAE con riserva) seguendo le indicazioni della Plenaria.

Stessa sorte di cui sopra gli appelli di ricorsi proposti con queste modalità.

B) Non è, ancora, possibile dare indicazioni certe o altamente probabili, invece, nei confronti di coloro che hanno proposto ricorsi al TAR nel mese di dicembre 2015 e gennaio 2016, attraverso le azioni sperimentali di nullità avverso il D.M. 325/15.

Pur se tali argomenti sono, in realtà al centro del ricorso discusso innanzi alla Plenaria ove abbiamo sostenuto, in qualità di intervenienti, che il vizio del D.M. 325/15 è quello di nullità, in questa fase cautelare, la Plenaria non ha fornito, ne doveva, indicazioni, anche in quanto quei ricorrenti avevano impugnato nei 60 giorni.

Per avere un quadro più chiaro per questi ricorrenti, dunque, è necessario attendere le motivazioni della sentenza della stessa Aduananza Plenaria sul merito della vicenda che, potrebbero, fornirci ulteriori spunti e che si attendono tra 45 giorni circa.

Per quanto riguarda direttamente i nostri ricorsi la cui udienza finale di merito è fissata per il 14 luglio 2016, possiamo già confermare che il TAR ha sin da subito ritenuto rilevante la questione sottoposta alla Plenaria ragion per cui è verosimile che applichi tali principi anche all'azione di nullità da voi proposta.

Grazie a tale azione, chi ha agito tra dicembre 2015 e gennaio 2016, ha "preso l'ultimo treno possibile" per agire innanzi al Giudice amministrativo (TAR e CDS per capirci) in quanto, come sapete, per fare queste azioni, è necessario legarsi all'impugnativa di atti ministeriali entro termini definiti (60, 120 o 180 giorni).

Ad oggi, dunque, sino a quando non verrà adottato un nuovo D.M. di aggiornamento delle GAE, NESSUN ALTRO PUO' AGIRE INNANZI AL GIUDICE AMMINISTRATIVO.

C) Ora, passiamo in rassegna anche i ricorrenti che hanno agito innanzi al Giudice del Lavoro.

Il Giudice del Lavoro, a differenza del giudice amministrativo, non ha un obbligo imposto dal codice di seguire le indicazioni della Plenaria.

A differenza della "semplici" sentenze sin'ora emesse dal Consiglio di Stato, che spesso sono state disattese dai Tribunali ordinari, in questo caso la Plenaria risponderà a tutti i rilievi del MIUR superando tutte le argomentazioni, sposate acriticamente dai Tribunali del Lavoro stessi e chiarendo gli esatti termini della vicenda.

E' ben probabile, pertanto, che la decisione dell'Adunanza Plenaria dia una nuova svolta anche al contenzioso innanzi al Giudice del Lavoro.

D) Infine, trattiamo la posizione di chi è già destinatario di un provvedimento cautelare favorevole grazie al quale è stato ammesso in GAE.

Costoro, dopo tale decisione, possono evidentemente dormire sonni più tranquilli ed aspettare la fase finale dei loro giudizi.

La loro riserva non è stata sciolta dalla Plenaria e sarà sempre il loro giudice che dovrà provvedervi.

E' chiaro che tale giudice, come detto sopra, dovrebbe uniformarsi alle indicazioni della Plenaria.

CHI NON HA MAI AGITO COSA PUO' FARE OGGI?

Per tutti coloro che non hanno ancora fatto ricorso è questo il momento di agire.

Come detto non possono più agire innanzi al T.A.R. o al P.D.R.

Possono agire solo innanzi al G.D.L. Il costo è di € 1.000 oltre iva e cpa e contributo unificato se dovuto. Per ogni sede si andranno a fare piccoli gruppetti omogenei.

Per tutti gli interessati si può agire seguendo le indicazioni di cui al seguente link ADERISCI ALL'AZIONE.

Proseguono i successi della campagna al giudice del lavoro iniziata nel 2011 per contrastare l’illegittima reiterazione dei contratti a termine nella scuola e l’abuso del precariato.

Dopo le prime importanti sentenze ottenute dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, che hanno condannato il Ministero ad ingenti risarcimenti del danno in favore degli insegnanti, e hanno invitato il Ministero a considerare ipotesi transattive che riconoscano la stabilizzazione ai precari, vi sono nuovi provvedimenti positivi in seguito alla sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea e della recentissima pronuncia della Corte di Cassazione.

Stavolta a pronunciarsi sono i giudici di primo grado dei Tribunali di Monza, Latina, Pordenone, Nola, Cremona, Rimini, Cuneo, Arezzo, Avezzano, Piacenza, Genova e altri ancora.

 I giudici, riportandosi alla pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno affermato che:

Nel regime del lavoro pubblico contrattualizzato in caso di abuso del ricorso al contratto a tempo determinato da parte della P.A. il dipendente, che abbia subito la illegittima precarizzazione del rapporto di impiego ha diritto al risarcimento del danno”, dichiarando illegittima la reiterazione dei contratti a tempo determinato stipulato dalle parti. Hanno riconosciuto il diritto dei ricorrenti ad ottenere il risarcimento del danno, le differenze retributive derivanti dagli scatti di anzianità, nonché le mensilità di luglio ed agosto per ogni anno di incarico conferito da settembre a giugno, oltre alle spese legali.

Statuizioni importanti, che dispongono, in favore dei ricorrenti, somme totali prossime ai 30.000 euro.

“Si tratta dell’ennesimo significativo passo avanti della magistratura nel riconoscimento dei diritti dei precari.” - A parlare è l’Avv. Michele Bonetti, patrocinatore del ricorso condotto insieme all’Avv. Santi Delia e alle associazioni Adida e La Voce dei Giusti.

“Le recenti sentenze si inseriscono in un quadro complessivo dove la maggioranza dei Tribunali italiani attendono, ai fini della decisione, la sentenza della Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi sulla legittimità della normativa interna dopo la chiara bocciatura del sistema italiano da parte della Corte di Giustizia Europea ed a dare un indirizzo univoco ai giudici nazionali. La decisione della Consulta è prevista per il 17 maggio 2016. Abbiamo sempre creduto nelle ragioni di questa campagna ed oggi, più che mai, riteniamo di dover continuare su questa strada.” – prosegue Bonetti – “Abbiamo, difatti, riaperto le adesioni per questa tipologia di ricorsi, congiuntamente con le associazioni Adida e La Voce dei Giusti, e sono molti i precari che ancora chiedono Giustizia”.

Carissimi,
con sommo piacere Vi riporto l’accoglimento nella fase cautelare del Consiglio di Stato in sede di adunanza plenaria https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=XPOMHVJOWHF3L325W46TSGC6ZM&q ottenuta da tutti noi a seguito di una lunga e dura battaglia.
Cercherò di essere il più chiaro possibile, ma non potrò esimermi dall’adoperare alcuni tecnicismi.
In data 27 aprile si sono tenute le udienze sui contenziosi rimessi alla plenaria per la nota questione dei diplomati magistrali.

Vi erano tre contenziosi rimessi alla plenaria: uno in fase cautelare (c.d. sospensiva, nel caso di specie il ricorso in fase cautelare era stato rigettato dal TAR e, in sede di appello cautelare, la causa era stata rimessa all’adunanza plenaria) e due in fase di merito (in questo caso ad essere impugnato era non un provvedimento provvisorio, ma una sentenza del TAR, a sua volta impugnata in appello al Consiglio di Stato).

Nel pomeriggio è stato pubblicato il provvedimento che rimetto e consultabile al seguente link https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=XPOMHVJOWHF3L325W46TSGC6ZM&q, ovvero quello relativo alla prima causa cautelare urgente in cui il Collegio dell’adunanza plenaria ribadisce che i ricorrenti in possesso di diploma di maturità magistrale devono rimanere nelle GAE.

Pur trattandosi di un provvedimento cautelare, possiamo a questo punto ritenerci soddisfatti e ottimisti sull’esito dei giudizi. E’ altamente improbabile, difatti, che l’adunanza plenaria rigetti i prossimi contenziosi di merito quando ha appena accolto la fase cautelare. Questo perchè trattasi non solo dello stesso Organo Giudicante, ma delle stesse persone fisiche che hanno deciso e votato favorevolmente in data 27 aprile.

Nel tempo di attesa per la pubblicazione dei due provvedimenti relativi alla fase di merito, che dovrebbe intervenire nei 45 giorni (trattasi di termini ordinatori e non perentori per i giudici) verranno depositate le motivazioni che auspichiamo chiariscano in toto la vicenda, dalle problematiche legate al punteggio, alla partecipazione o esclusione alle varie fasi del piano assunzionale della Buona Scuola, alle assunzioni sui posti residui, all'assunzione sulla fase zero invece che nelle fasi successive ecc. Il rischio è che tali questioni, che non obbligatoriamente saranno risolte dal Consiglio di Stato, sfocino in altri contenziosi e svuotino della propria funzione i provvedimenti, soprattutto, per coloro che ad oggi non hanno il ruolo.

Tuttavia, ripeto, dopo il provvedimento cautelare del massimo Consesso siamo fiduciosi e ottimisti, e in ogni caso trattasi di una grande vittoria poiché l'ingresso nelle Gae consentirà la partecipazione ai prossimi piani assunzionali e altri benefici (passaggio nella fascia della graduatoria di istituto corrispondente etc.)

PER COLORO CHE HANNO L’INSERIMENTO NELLE GAE O I RUOLI CON RISERVA. Tali ricorrenti, qualora la plenaria nella fase di merito prosegua con questo indirizzo, vedranno sciolto positivamente il loro merito che a breve solleciteremo.

PER COLORO CHE HANNO PENDENTE L’APPELLO AL CONSIGLIO DI STATO O ALTRI RICORSI IN SEDE GIURISDIZIONALE AMMINISTRATIVA. Sempre qualora in fase di merito vi sia un orientamento di conferma rispetto a quello espresso, riteniamo che vi potrà essere un accoglimento nelle varie fasi.

Lo stesso dicasi PER COLORO CHE HANNO AVANZATO RICORSO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E I CUI RICORSI PENDONO DINANZI ALLA SEZIONE CONSULTIVA DEL CONSIGLIO DI STATO. Difatti, sempre qualora il provvedimento venisse confermato, la sezione consultiva (presente in sede di adunanza plenaria) si adeguerà con ogni probabilità del caso all’orientamento favorevole. A questo punto, considerando la peculiarità di questo ricorso, riteniamo opportuno richiedere l’immissione nelle GAE sin da ora.

PER QUANTO CONCERNE GLI ALTRI RICORSI AVVIATI, QUALI AD ESEMPIO I RICORSI AL GIUDICE DEL LAVORO O QUELLI AVANZATI AL TAR NEI MESI DI DICEMBRE 2015 E GENNAIO 2016, (ove è stata avanzata la nullità dei decreti ministeriali con meriti a luglio) trattasi di un importantissimo precedente a cui speriamo i vari tribunali si uniformeranno.
Nel nostro piccolo lavoreremo fino all’ultimo per l’estensione erga omnes dei principi dei contenziosi.

“Ieri non è più, domani non è ancora. Non abbiamo che il giorno d’oggi. Cominciamo.”

Sempre dalla Vostra parte.

Michele Bonetti, Avvocato

 

Questo spazio è dedicato agli studenti che hanno presentato ricorso per l’ammissione ai corsi di laurea di medicina, odontoiatria e medicina veterinaria per l’annualità 2014 al Presidente della Repubblica e che, a seguito del provvedimento del Consiglio di Stato, si sono immatricolati con riserva al corso di laurea di preferenza.

Vi preghiamo di leggere con la massima attenzione le istruzioni riportate di seguito.

Al fine di provvedere al deposito della documentazione riguardante il "consolidamento" della Vostra posizione amministrativa, Vi invitiamo, una volta verificato il ricorso in cui siete inseriti, a compilare il rispettivo form on line reperibile al link indicato.

La compilazione del form deve avvenire entro e non oltre il 20 maggio 2016 (il form potrà eventualmente essere aggiornato con nuovi esami anche successivamente ma, in questo caso, dovranno essere reinseriti TUTTI gli esami, anche quelli precedentemente indicati).

Entro la medesima data dovrete inoltrare a mezzo e-mail, all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., e a mezzo raccomandata a.r., presso lo studio legale Avv. Michele Bonetti, via San Tommaso d’Aquino n. 47, 00136 Roma, un’autocertificazione attestante il consolidamento della posizione (di cui trovate un modello in word allegato alla presente che potete modificare in base alla Vostra posizione specifica, aggiungendo o diminuendo gli spazi per inserire esami svolti, convalidati, ecc.) e la fotocopia del Vostro documento di identità.

Nell’oggetto della email e sulla busta dovrete scrivere “consolidamento gruppo + cognome del capolista” (ad esempio, se siete nel provvedimento che ha come primo nome Mario Rossi, dovrete scrivere “consolidamento gruppo Rossi”).

Ogni passaggio è strettamente necessario al fine della corretta rappresentazione della Vostra situazione specifica dinanzi al Consiglio di Stato.

Qualora non Vi foste immatricolati in forza del provvedimento, Vi invitiamo a compilare comunque il form scrivendo quali sono le motivazioni per le quali non avete provveduto all’immatricolazione. In questo caso, ovviamente, non sarà necessario l’inoltro dell’autocertificazione.

Di seguito troverete:

A.          un elenco di ricorsi in cui è indicato il nominativo del soggetto “capolista” (cioè del gruppo);

B.          il numero del provvedimento che Vi ha consentito l’immatricolazione su cui potrete cliccare per verificare la presenza del Vostro nominativo. ATTENZIONE: UNA VOLTA CHE AVRETE APERTO IL LINK, PER TROVARE IN MANIERA PIU' AGEVOLE IL VOSTRO NOME NEL PROVVEDIMENTO UTILIZZATE LO STRUMENTO "TROVA" ALL'INTERNO DELLA PAGINA, ATTIVABILE DIGITANDO CONTEMPORANEAMENTE I TASTI "CTRL + F"  E SCRIVENDO POI, NELL'APPOSITA BARRA CHE SI APRIRA' IN ALTO A DESTRA O IN BASSO A SINISTRA, IL VOSTRO COGNOME;

C.          il link del form da compilare online;

D.          l’autocertificazione, allegata in calce alla presente, da compilare, sottoscrivere ed inoltrarci in originale (sottoscritta in originale) corredata di valido documento di identità.

 

N.B. Se non trovate di seguito il Vostro ricorso è perchè, pur essendo stato proposto al Consiglio di Stato, pende attualmente dinanzi al TAR del Lazio per intervenuta trasposizione. Per eventuali ed ulteriori informazioni o adempimenti riceverete una comunicazione specifica.

***

Tutti i ricorrenti inseriti in questo ricorso devono compilare il seguente form

 

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Riceverete in seguito ulteriori nostre info.

I miei migliori saluti e a presto.                                                                    Michele Bonetti Avvocato

E' stato notificato il ricorso al T.A.R. per gli oltre 600 idonei al concorso 2012 per la scuola dell'infanzia ed a giorni si attende la celebrazione della prima udienza. Con questo ricorso viene reclamato il diritto di tutti gli idonei delle graduatorie di merito di ottenere il posto che gli spetta dopo, solo per tali soggetti, il piano straordinario delle assunzioni non ha previsto alcun posto a loro riservato.

1989 tra idonei e vincitori del concorso 2012 del “grado”, infatti, sono stati esclusi dal piano straordinario di assunzioni di cui alla Legge n. 107/15.

A fronte di tale esclusione hanno ricevuto la promessa del potenziamento di cui al progetto 0/6 che, pur se letteralmente sembra rivolgersi ai soli iscritti in G.A.E., rimane comunque (ammesso che coinvolga i 1989 docenti di cui si parla) un miraggio visto il rinvio della sua attuazione a quando, con ogni probabilità, tali graduatorie di merito saranno decadute.

In ragione dell'emissione del nuovo bando di concorso, se non si agisce con un'azione volta all'impugnativa di quest'ultimo nella parte in cui esclude dall'attribuzione dei posti banditi gli idonei del concorso, nonostante la validità delle proprie graduatorie, queste decadranno ex lege.

Per questo abbiamo deciso di impugnare il nuovo bando di concorso a difesa di tali docenti sostenendo l'illegittimità del nuovo reclutamento quanto meno nella parte in cui non provvede al previo assorbimento di tali 1989 idonei in conformità agli attuali principi generali in tema di vigenza delle graduatorie.

Stante la scadenza del ricorso al T.A.R. è ora possibile agire con ricorso straordinario.

Per tutti gli aderenti abbiamo predisposto delle FAQ che si aggiungono ai colloqui individuali e collettivi svolti sul tema:

1) Ho già agito avverso la L.n. 107/15 con altro legale posso oggi aderire a questa azione?

Si, l'aver impugnato i decreti attuati della L.n. 107/15 non comporta incompatibilità rispetto all'azione in essere.

2) E' necessario comunque presentare domanda di partecipazione al concorso?

Si è consigliabile. Ove non la si sia fatta, tuttavia, l'adesione verrà comunque accettata.

3) A cosa mira l'azione? Ove dovessere essere accolta ho certezza di ottenere il posto nella mia Regione?

Si tratta di un giudizio di impugnazione come la Legge ci consente di fare. Non è un giudizio grazie al quale può ottenersi immediatamente l'assunzione cui mirate. Senza tale impugnazione, inoltre, le vostre possibilità di assunzione verrebbero compromesse in quanto le successive azioni risulterebbero inammissibili per carenza di interesse.

Non vi è certezza, quindi, di assunzione nella Regione cui avete concorso a suo tempo in quanto l'azione mira esclusivamente alla declaratoria di illegittimità del bando nella parte in cui bandisce anche i posti che a voi dovevano essere riservati quali idonei.

Proprio per tale natura dell'azione è impossibile prevedere cosa avverrà dopo tale auspicata declaratoria giacchè i successivi provvedimenti ministeriali non sono ancora esistenti.

Essendoci dei riferimenti normativi a "protezione" di quanto il MIUR ha disposto, pertanto, l'azione non può avere immediati esiti cautelari e sarà necessario passare per il merito con l'opzione ulteriore del vaglio di costituzionalità.

4) Se partecipo al ricorso e vinco verrò automaticamente cancellata dalle GAE?

Il ricorso è sempre rinunciabile. E' chiaro che tale scelta tra lo sfruttare l'eventuale vittoria e la permanenza in GAE rappresenterà il momento in cui dovrete optare per l'uno o l'altra. Non vi sarà alcun depennamento automatico.

5) Avendo il diploma di licenza linguistica conseguito presso l'istituto magistrale ante 2001/2002 non posso fare domanda per poter partecipare al concorso 2016. Cosa devo fare?

Vi consigliamo di fare due ricorsi:

- quello con il quale impugnate il bando nella parte in cui esclude il diploma di licenza linguistica seguendo le istruzioni indicate nel post dedicato a tutte le altre azioni;

- quello #gminfanzia2012 per i fini sopra descritti.

6) Sono stata assunta frattanto in ruolo ma voglio comunque ricorrere nella speranza che, all'esito di questo ricorso, otterrò il ruolo nella mia Regione. Devo comunque presentare domanda di ammissione al concorso?

Si, deve comunque provvedervi usando i moduli che le verranno inviati.

7) In ipotesi di scorrimento della graduatoria del 2012 cosa accadrebbe a me ed al ricorso.

Lei otterrebbe il posto grazie allo scorrimento ed in ricorso diverebbe improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Non vi è, pertanto, alcun problema di compatibilità tra l'azione e l'evento dello scorrimento.

8) Il costo di adesione comprende l'eventuale condanna alle spese che il PDR può comminare?

Il ricorso straordinario non è possibile condannare alle spese.

ADERISCI ANCHE TU ALL'AZIONE

PER ADERIRE SCARICA LA DOCUMENTAZIONE DI ADESIONE E SEGUI LE ISTRUZIONI

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Con decreto monocratico del 30 marzo 2016 avente n. 1014/2016, il Presidente della VI sez. ha accolto il ricorso per ottemperanza di c.a. 500 diplomati magistrali patrocinati dagli avv.ti Michele Bonetti, Santi Delia e Umberto Cantelli. Il decreto cautelare così riporta: “considerato che, impregiudicate tutte le valutazioni in sede cautelare collegiale e nel merito, sussiste l’estrema gravità e urgenza di cui agli artt.56 e 98 c.p.a., sicché, nelle more della trattazione collegiale dell’istanza cautelare, ai sensi degli artt. 56 e 98, co. 1, cod. proc. amm., deve invitarsi l’Amministrazione resistente a proseguire e completare la corretta esecuzione dell’ordinanza n. 5647/2015 di questa Sez. VI, esaminando anche l’odierna istante ai fini delle convocazioni per la stipula dei contratti a tempo determinato e a tempo indeterminato.

Ritenuto che l’adozione del provvedimento cautelare d’urgenza presuppone l’esistenza di una situazione ad effetti irreversibili ed irreparabili tale da non consentire neppure di attendere il tempo intercorrente tra il deposito del ricorso e la prima camera di consiglio utile, che nella fattispecie è calendarizzata per il prossimo 19 maggio 2016, e che tale pregiudizio riveste nella specie i caratteri della irreversibilità e della irreparabilità;

deve pertanto richiedersi all’Amministrazione resistente di individuare fra gli istanti i destinatari della proposta di stipula di contratto di assunzione a tempo determinato o a tempo indeterminato, valutando l’esistenza di posti residui e verificando i punteggi degli interessati e delle relative posizioni in graduatoria”.

Secondo l’Avv. Michele Bonetti: “Altri 500 precari potranno aspirare al contratto a tempo indeterminato e determinato”.

Come si può leggere dell’estratto su indicato, la prossima udienza è fissata il 19 maggio 2016, ovvero dopo il procedimento pendente innanzi all’adunanza plenaria.

Alla luce dei recenti accoglimenti intervenuti nella giornata di ieri, con cui il T.A.R. ha consentito mediante provvedimenti urgenti di presentare la domanda di partecipazione alle prove e di presentarsi agli esami stessi (per maggiori dettagli, leggete l'intervento dell'Avvocato Bonetti sul Corriere della Sera), lo studio legale comunica che le adesioni al ricorso sono prorogate fino al 7 aprile. Per le modalità di adesione cliccate qui.

Tutti coloro che intendono aderire, e coloro che hanno già aderito ma non hanno ancora provveduto, devono inoltrare la domanda in formato cartaceo al Ministero, i cui modelli verranno inviati dal nostro studio non appena compilato il form di adesione. Tale incombenza si ritiene necessaria indipendentemente dalla scadenza del termine per la presentazione della domanda online prevista dal bando. L’importanza dell’inoltro della domanda trova conferma dalla giurisprudenza del Tar del Lazio in merito ai ricorsi per l’accesso al Concorso 2012; in tale occasione, difatti, il Collegio del Tar confermò i decreti di urgenza emessi solo per coloro che avevano inoltrato la domanda, quantomeno in forma cartacea. Sarebbe stato preferibile inoltrare la domanda entro il 30 marzo, tuttavia, essendovi preclusa dal bando la partecipazione, riteniamo che vi sia comunque la possibilità di ricorrere.

Sempre dalla vostra parte!

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