Claudia Palladino

Claudia Palladino

Con la crescita continua della disoccupazione, soprattutto quella giovanile nel Mezzogiorno, è ormai evidente che in Italia il diritto al lavoro non è adeguatamente tutelato. Allo stesso modo il diritto allo studio, negli ultimi anni, è sempre più un miraggio.
Due diritti strettamente correlati, di cui discuteremo presso l'aula 2, isola C4, dell'Università degli studi di Napoli "Parthenope" (sede del Centro direzionale) martedì 17 maggio alle ore 15:00 con:

Alfredo Garzi, subcommissario Cgil Napoli, che ci fornirà un quadro delle tutele esistenti per i lavoratori italiani e spiegherà la proposta del sindacato di istituire una Carta dei diritti universali del lavoro;

Avv. Michele Bonetti, avvocato dell' UDU - Unione degli Universitari e della FP-CGIL, che illustrerà le campagne di ricorsi al TAR che hanno permesso l'accessodi molti studenti all'università e ai percorsi di specializzazione.
Vi aspettiamo numerosi

I nuovi bandi pubblicati nella GU del 3 maggio 2016 ammettono a parteciparvi esclusivamente i medici già abilitati alla data di presentazione della domanda. Noi riteniamo che tale clausola è totalmente illegittima in quanto esclude i soggetti che potranno abilitarsi nella sessione di luglio 2016 e parteciperanno alle prove d'esame a settembre 2016 iniziando, già in possesso dell'abilitazione i relativi corsi di formazione in medicina generale.

Consigliamo a tutti coloro che si trovano in questa situazione di presentare, comunque, la domanda di partecipazione.

Le adesioni al ricorso dovranno pervenire entro il 10/6.

La quota di partecipazione è di € 500,00 compreso IVA e CPA.

Per aderire potete COMPILARE IL FORM E SCARICARE LA DOCUMENTAZIONE

Mercoledì, 11 Maggio 2016 11:12

Le ultimissime sul Numero Chiuso

Carissimi,

riteniamo opportuno fornire alcune succinte informazioni.

Dopo i noti accoglimenti del Consiglio di Stato sulle domande errate, ottenuti solamente da noi, pare che il Consiglio di Stato, alla camera di consiglio immediatamente successiva e contemporanea alle ultime udienze al Tar abbia poi rigettato ricorsi, non nostri, sulle domande.

Il Tar del Lazio, probabilmente anche a seguito della battuta di arresto del Consiglio di Stato, ha così ordinato all’Amministrazione di fornire una dettagliata e “documentata relazione in merito agli elementi indicati nei nostri ricorsi, contenuti a pagina 16 del nostro atto introduttivo, relativi ai quesiti contestati”.

Con difficoltà stiamo cercando di ribaltare orientamenti negativi definiti anche con sentenze da parte del Tar del Lazio su ricorsi da noi non redatti.

Rileviamo, poi, che il Tar ha accettato la nostra tesi sulla possibilità di subentrare anche ad anno accademico iniziato, ribaltando l’orientamento sull’impossibilità ad entrare nei corsi di laurea per l’assenza del 65% delle lezioni; tale giurisprudenza, ripresa in passato dal Consiglio di Stato, pare in gran parte superata almeno per i nostri ricorrenti.

Tar e Consiglio di Stato infatti continuano a rigettare su questo aspetto su cui sembra che noi abbiamo trovato argomenti convincenti per evitare il rigetto.

Entra poi con riserva il primo ricorrente di Professioni Sanitarie ma trattasi di un ricorso individuale e dunque di un caso peculiare. Il provvedimento di ammissione, inoltre, riporta la possibilità di occupare i posti rimasti disponibili (N.B.: nel caso di specie non erano censurate le domande errate). Attendiamo sul punto anche altre decisioni prima di esprimerci compiutamente richiamandoci alle nostre precedenti mail.

Insomma, trattasi di una battaglia lunga e dura, ma non intendiamo mollare.

Ci siamo trovati più volte ad un bivio: abbandonare la partita facendo decidere il Tar, che sin da subito ha posto in essere una giurisprudenza di non accoglimento della stragrande maggioranza dei ricorsi e che chiaramente avrebbe proseguito con i rigetti o, in alternativa, continuare a giocare una dura e lunga partita a scacchi in appello, resa più difficile da molte interferenze.

A questo punto la prossima tappa è il 19 maggio 2016, data in cui si giudicherà nuovamente sulla chiusura anticipata della graduatoria e sui posti disponibili, sebbene il Tar abbia fino ad oggi rigettato. Per chi ha un punteggio sotto 20, invece, dobbiamo attendere il deposito delle sentenze sulle udienze finali di merito che dovrebbe giungere entro luglio e che speriamo ribaltino quelle negative di merito recentemente pubblicate.

Per quanto riguarda i ricorsi sulla violazione dell’anonimato e delle domande censurate, invece, non sono stati ancora emessi nuovi provvedimenti a seguito delle camere di consiglio scorse. Presumibilmente, a questo punto, il Collegio del Tar sta prolungando i tempi con l’intenzione di redigere sentenza semplificata, che definirà nel merito tali procedimenti.

Ci rendiamo conto del tempo trascorso, ma vi sono state una serie di concause che incidono sulle lungaggini processuali di quest’anno.

L’UDU si batterà, non solo per i nostri ricorrenti, al fine di ottenere giustizia chiedendo sin da subito la distribuzione di tutti i posti disponibili e rimasti vacanti. Su tali posti disponibili, nonostante il tar abbia già un orientamento negativo, attendiamo l'esito sul nostro ricorso che verrà a breve giudicato con sentenza.

Appena avremo informazioni sui prossimi provvedimenti ve le forniremo.

Proseguiamo in questa battaglia.

I miei migliori saluti

Avv. Michele Bonetti

Martedì, 10 Maggio 2016 10:18

RIUNIONE A FOGGIA CON GLI STUDENTI

Carissimi,

Vi informo che domani 11 maggio 2016, alle ore 15:00, presso l’Università degli studi di Foggia nell’aula Magna della clinica odontoiatria, ci sarà una riunione con l’Unione degli Universitari per tutti i ricorrenti.

Vi invito, qualora fosse possibile e compatibilmente con i Vostri impegni, considerando anche la distanza dal Vostro domicilio, a partecipare.

Sarò disponibile per diverse ore a rispondere a tutte le Vostre domande e saranno trattati tutti gli aspetti legati ai ricorsi avviati, ai trasferimenti etc.

Vi aspetto numerosi.

Avv. Michele Bonetti

Carissimi,
al fine di accelerare la Vostra immissione nelle GAE a seguito del provvedimento vittorioso, Vi richiedo con URGENZA di compilare questo form.
A presto e attendete nostre notizie.

Avv. Michele Bonetti

Il Consiglio di Stato, con plurime ordinanze datate 29 aprile 2016 a firma del Pres. Sergio Santoro, con relatori il dott. Castriota Scanderbeg ed il dott. Pannone, ha accolto le istanze cautelari proposte nei ricorsi UDU, patrocinati dagli Avv.ti Michele Bonetti, Santi Delia ed Umberto Cantelli.

Jacopo Dionisio, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari, dichiara: “Grazie ai nostri ricorsi è stato finalmente acclarato dal Consiglio di Stato, pur se in una fase cautelare, che le domande del test 2015 erano sbagliate. Per l’ennesima volta è la giustizia amministrativa che riesce a risolvere problemi di fronte ad un Ministero inerme. È l’ennesimo colpo inflitto ad un sistema che fa acqua da tutte le parti.”

Secondo l’Avv. Michele Bonetti, che ha rappresentato gli studenti in primo e secondo grado, insieme all’Avv. Santi Delia: “È una crepa decisiva nella diga, aperta grazie ai ricorsi dell’UDU. Ad oggi ci sono circa 1000 posti liberi che non vengono sfruttati per i corsi di Medicina, Odontoiatria, Veterinaria e Professioni Sanitarie, a causa della chiusura anticipata delle graduatorie, mentre i nostri ragazzi sono costretti ad andare a studiare all’estero”.

Conclude Dionisio: “E’ ormai evidente che l’attuale sistema a numero chiuso non è più sostenibile: ogni anno tantissimi studenti sono costretti a ricorrere alle vie legali per vedere riconosciuto il diritto all’accesso al corso di studi che si è scelto per il proprio futuro perché il Ministero sbaglia i concorsi. Siamo stufi dei soliti annunci e della vuota retorica: il MIUR deve prendere atto che il muro del numero chiuso sta crollando. È necessario abrogare la legge 264/99 e convocare al più presto il tavolo per discutere realmente il superamento dell’attuale modello.”

Mentre sono in corso di svolgimento le prove del secondo giorno del concorsone della scuola che mira ad immettere in ruolo oltre 60.000 nuovi insegnanti, il Consiglio di Stato accoglie con decreto il ricorso degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, ribaltando la decisione del T.A.R. Lazio ed ammettendo i laureati privi di abilitazione a partecipare. Si tratta del primo accoglimento con decreto ottenuto in appello.

L'obiettivo di Viale Trastevere era evidentemente volto a ridurre la platea dei partecipanti impedendo anche la mera presentazione della domanda a tutti i docenti non in possesso dell'abilitazione seppur spesso assunti quali supplenti dalle Graduatorie di Istituto e quindi già da tempo nel mondo della scuola o ancora escludendo chi già ha un posto a tempo indeterminato. Per costoro, in particolare, il MIUR ha deciso che avendo già un posto in scuola statale non v'è spazio per una nuova assunzione e, quindi, per un loro miglioramento professionale. Tali fini, secondo i legali, avrebbero dovuto essere espressamente previsti dal legislatore e da esso perseguiti con i diversi strumenti già in passato ampiamente utilizzati allo scopo (immissioni in ruolo ex lege, concorsi riservati, riserve nei con concorsi pubblici), ciò che nella specie non è avvenuto assistendosi ad una vera e propria segregazione nei confronti di tali soggetti. 
Il CDS ha quindi consentito con provvedimenti di urgenza di presentarsi agli esami stessi. 
Sono oltre 20.000 i ricorrenti che hanno tentato la strada dei Tribunali per ottenere di poter partecipare, ad armi pari, ad un concorso che, secondo l'art. 1 del Regolamento sull'accesso al pubblico impiego deve avvenire “per concorso pubblico aperto a tutti”.

L'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato segna un punto importante, forse decisivo, per i docenti in possesso del diploma magistrale.

I "maestri" di scuola elementare e dell'infanzia diplomati prima del 2001, secondo il massimo Consesso amministrativo, hanno diritto di entrare nelle graduatorie ad esaurimento e, da qui, stipulare contratti a tempo indeterminato.

Quella del valore abilitante del titolo di diploma magistrale è una battaglia iniziata nel 2011 con un ricorso straordinario voluto dalle Associazioni Adida e La Voce dei Giusti e patrocinato dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia.

Grazie a quel ricorso, due anni dopo, il Consiglio di Stato ha per la prima volta affermato il valore abilitante del titolo onerando il MIUR di ammettere nella seconda fascia delle graduatorie di istituto quei 220 insegnanti.

Il MIUR, in quel caso lungimirante, estese il beneficio a tutti i 55.000 docenti in possesso di quel titolo consentendogli l'ammissione in tale fascia nel successivo aggiornamento delle graduatorie. Li escluse, però, ancora una volta dall'ammissione nelle G.A.E., le uniche graduatorie dalle quale si attinge per ottenere il cosiddetto "ruolo".

Si aprì, dunque, un nuovo contenzioso con il quale i diplomati magistrali chiesero al T.A.R. e poi al C.D.S. l'ammissione in tali graduatorie e, con essa, la stabilizzazione del loro lavoro speso a favore dei bambini della scuola materna ed elementare.

Il T.A.R. del Lazio rigettò tutti i ricorsi dapprima affermando che la loro pretesa era infondata e poi negando che la competenza a decidere fosse del Giudice amministrativo rimandando a quello del lavoro.

Il Consiglio di Stato sconfessò tali argomenti e in accoglimento dei primi 3.000 ricorrenti difesi dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, li ha ammessi nelle G.A.E.: siamo a marzo del 2015.
Dopo l'ammissione di oltre 10.000 ricorrenti da parte del C.D.S., anche con sentenze definitive, giunse l'ordinanza di rimessione all'Adunanza Plenaria con la quale uno dei Collegi della Sesta Sezione dubitò dell'orientamento fin'ora assunto chiedendo a tale organo di pronunciarsi definitivamente sulla questione.

Oggi, all'esito dell'udienza e di una lunghissima ed articolata discussione, è giunto l'esito del provvedimento cautelare che, ancora una volta, conferma che il posto dei diplomati magistrale è in G.A.E.

A questo punto si attende, tra qualche settimana, anche il deposito delle sentenze di merito definitive della stessa Adunanza Plenaria che, a meno di veri colpi di scena, dovrebbe confermare tale posizione in via, davvero, definitiva.

Si tratta, commentano gli Avvocati Bonetti e Delia, "di un momento storico nella campagna per il riconoscimento di questo titolo di studio iniziata ormai 5 anni fa contro tutto e tutti. Per noi ed i nostri insegnanti è il premio di un lunghissimo lavoro svolto. Il MIUR ha, per oltre un decennio, negato a tutti il valore abilitante di questo titolo inducendo in errore migliaia di insegnati. E' un decisivo passo avanti per il riconoscimento del diritto di tutti i diplomati magistrale ad ottenere quanto gli spetta".

COSA SUCCEDERA' E CHI PUO' BENEFICIARE DEL PROVVEDIMENTO FAVOREVOLE.

L'Adunanza Plenaria, oltre a decidere il caso specifico sottoposto al suo esame, ha il compito di stabilire dei principi cui dovrebbero uniformarsi tutti gli altri giudici amministrativi.

Nel caso concreto, quindi, grazie all'ordinanza pronunciata in data 27 aprile 2016, l'Adunanza Plenaria ha confermato l'ammissione di quei ricorrenti che facevano parte di quel giudizio. Tale circostanza, evidentemente, è poco rilevante per tutti Voi che leggete in quanto, come detto, ben più importante è il valore che a tale pronuncia riconoscono altri Giudici.

Secondo il codice del processo amministrativo, in particolare, il T.A.R. non ha alcun obbligo di adeguarsi alle indicazioni della Plenaria anche se la prassi insegna come, davvero raramente, ciò accada. Nel breve tempo da quando tale decisione è stata emessa, per quanto ci risulta, non è mai accaduto. E' possibile, in altre parole, che l'insegnamento dell'Adunanza Plenaria venga disattesa dopo alcuni anni dalla pronuncia, magari, in ragione di contestuali mutamenti normativi o giuresprudenziali su questioni collegate ma, nell'immediato, è assai raro.

Ciò per una semplice ragione.

Se è pur vero, infatti, che il T.A.R., secondo il codice del processo, non ha obbligo di uniformarsi alle indicazioni della Plenaria, tale obbligo è invece presente per lo stesso Consiglio di Stato.

Quest'ultimo, infatti, potrebbe rinnegare l'orientamento dell'Adunanza Plenaria solo rimettendo ad esso nuovamente la questione portanto nuovi argomenti.

Anche in tal caso, ci riferiamo ad una nuova rimessione, ciò è accaduto solo dopo diversi anni dalla prima pronuncia e solo in ragione di mutate circostanza normative e giurisprudenziali.

A) Nell'immediato, invece, l'attuale assetto ci lascia assai sereni nel ritenere che:

- TUTTI I RICORSI PROPOSTI ENTRO 60 GIORNI DAL DM DI AGGIORNAMENTO DELLA GRADUATORIA (D.M. 325/15; D.M. 235/14 così come i precedenti) INNANZI AL TAR, NEL MOMENTO IN CUI VERRANNO TRATTATI, VERRANNO DECISI IN FASE CAUTELARE (CON AMMISSIONE IN GAE CON RISERVA) SEGUENDO LE INDICAZIONI DELLA PLENARIA;

- TUTTI I RICORSI PROPOSTI ENTRO 120 GIORNI DAL DM DI AGGIORNAMENTO DELLA GRADUATORIA (D.M. 325/15; D.M. 235/14, così come i precedenti) innanzi al PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA tramite ricorso straordinario, nel momento in cui verranno decisi in fase cautelare (con ammissione in GAE con riserva) seguendo le indicazioni della Plenaria.

Stessa sorte di cui sopra gli appelli di ricorsi proposti con queste modalità.

B) Non è, ancora, possibile dare indicazioni certe o altamente probabili, invece, nei confronti di coloro che hanno proposto ricorsi al TAR nel mese di dicembre 2015 e gennaio 2016, attraverso le azioni sperimentali di nullità avverso il D.M. 325/15.

Pur se tali argomenti sono, in realtà al centro del ricorso discusso innanzi alla Plenaria ove abbiamo sostenuto, in qualità di intervenienti, che il vizio del D.M. 325/15 è quello di nullità, in questa fase cautelare, la Plenaria non ha fornito, ne doveva, indicazioni, anche in quanto quei ricorrenti avevano impugnato nei 60 giorni.

Per avere un quadro più chiaro per questi ricorrenti, dunque, è necessario attendere le motivazioni della sentenza della stessa Aduananza Plenaria sul merito della vicenda che, potrebbero, fornirci ulteriori spunti e che si attendono tra 45 giorni circa.

Per quanto riguarda direttamente i nostri ricorsi la cui udienza finale di merito è fissata per il 14 luglio 2016, possiamo già confermare che il TAR ha sin da subito ritenuto rilevante la questione sottoposta alla Plenaria ragion per cui è verosimile che applichi tali principi anche all'azione di nullità da voi proposta.

Grazie a tale azione, chi ha agito tra dicembre 2015 e gennaio 2016, ha "preso l'ultimo treno possibile" per agire innanzi al Giudice amministrativo (TAR e CDS per capirci) in quanto, come sapete, per fare queste azioni, è necessario legarsi all'impugnativa di atti ministeriali entro termini definiti (60, 120 o 180 giorni).

Ad oggi, dunque, sino a quando non verrà adottato un nuovo D.M. di aggiornamento delle GAE, NESSUN ALTRO PUO' AGIRE INNANZI AL GIUDICE AMMINISTRATIVO.

C) Ora, passiamo in rassegna anche i ricorrenti che hanno agito innanzi al Giudice del Lavoro.

Il Giudice del Lavoro, a differenza del giudice amministrativo, non ha un obbligo imposto dal codice di seguire le indicazioni della Plenaria.

A differenza della "semplici" sentenze sin'ora emesse dal Consiglio di Stato, che spesso sono state disattese dai Tribunali ordinari, in questo caso la Plenaria risponderà a tutti i rilievi del MIUR superando tutte le argomentazioni, sposate acriticamente dai Tribunali del Lavoro stessi e chiarendo gli esatti termini della vicenda.

E' ben probabile, pertanto, che la decisione dell'Adunanza Plenaria dia una nuova svolta anche al contenzioso innanzi al Giudice del Lavoro.

D) Infine, trattiamo la posizione di chi è già destinatario di un provvedimento cautelare favorevole grazie al quale è stato ammesso in GAE.

Costoro, dopo tale decisione, possono evidentemente dormire sonni più tranquilli ed aspettare la fase finale dei loro giudizi.

La loro riserva non è stata sciolta dalla Plenaria e sarà sempre il loro giudice che dovrà provvedervi.

E' chiaro che tale giudice, come detto sopra, dovrebbe uniformarsi alle indicazioni della Plenaria.

CHI NON HA MAI AGITO COSA PUO' FARE OGGI?

Per tutti coloro che non hanno ancora fatto ricorso è questo il momento di agire.

Come detto non possono più agire innanzi al T.A.R. o al P.D.R.

Possono agire solo innanzi al G.D.L. Il costo è di € 1.000 oltre iva e cpa e contributo unificato se dovuto. Per ogni sede si andranno a fare piccoli gruppetti omogenei.

Per tutti gli interessati si può agire seguendo le indicazioni di cui al seguente link ADERISCI ALL'AZIONE.

Proseguono i successi della campagna al giudice del lavoro iniziata nel 2011 per contrastare l’illegittima reiterazione dei contratti a termine nella scuola e l’abuso del precariato.

Dopo le prime importanti sentenze ottenute dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, che hanno condannato il Ministero ad ingenti risarcimenti del danno in favore degli insegnanti, e hanno invitato il Ministero a considerare ipotesi transattive che riconoscano la stabilizzazione ai precari, vi sono nuovi provvedimenti positivi in seguito alla sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea e della recentissima pronuncia della Corte di Cassazione.

Stavolta a pronunciarsi sono i giudici di primo grado dei Tribunali di Monza, Latina, Pordenone, Nola, Cremona, Rimini, Cuneo, Arezzo, Avezzano, Piacenza, Genova e altri ancora.

 I giudici, riportandosi alla pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno affermato che:

Nel regime del lavoro pubblico contrattualizzato in caso di abuso del ricorso al contratto a tempo determinato da parte della P.A. il dipendente, che abbia subito la illegittima precarizzazione del rapporto di impiego ha diritto al risarcimento del danno”, dichiarando illegittima la reiterazione dei contratti a tempo determinato stipulato dalle parti. Hanno riconosciuto il diritto dei ricorrenti ad ottenere il risarcimento del danno, le differenze retributive derivanti dagli scatti di anzianità, nonché le mensilità di luglio ed agosto per ogni anno di incarico conferito da settembre a giugno, oltre alle spese legali.

Statuizioni importanti, che dispongono, in favore dei ricorrenti, somme totali prossime ai 30.000 euro.

“Si tratta dell’ennesimo significativo passo avanti della magistratura nel riconoscimento dei diritti dei precari.” - A parlare è l’Avv. Michele Bonetti, patrocinatore del ricorso condotto insieme all’Avv. Santi Delia e alle associazioni Adida e La Voce dei Giusti.

“Le recenti sentenze si inseriscono in un quadro complessivo dove la maggioranza dei Tribunali italiani attendono, ai fini della decisione, la sentenza della Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi sulla legittimità della normativa interna dopo la chiara bocciatura del sistema italiano da parte della Corte di Giustizia Europea ed a dare un indirizzo univoco ai giudici nazionali. La decisione della Consulta è prevista per il 17 maggio 2016. Abbiamo sempre creduto nelle ragioni di questa campagna ed oggi, più che mai, riteniamo di dover continuare su questa strada.” – prosegue Bonetti – “Abbiamo, difatti, riaperto le adesioni per questa tipologia di ricorsi, congiuntamente con le associazioni Adida e La Voce dei Giusti, e sono molti i precari che ancora chiedono Giustizia”.

Carissimi,
con sommo piacere Vi riporto l’accoglimento nella fase cautelare del Consiglio di Stato in sede di adunanza plenaria https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=XPOMHVJOWHF3L325W46TSGC6ZM&q ottenuta da tutti noi a seguito di una lunga e dura battaglia.
Cercherò di essere il più chiaro possibile, ma non potrò esimermi dall’adoperare alcuni tecnicismi.
In data 27 aprile si sono tenute le udienze sui contenziosi rimessi alla plenaria per la nota questione dei diplomati magistrali.

Vi erano tre contenziosi rimessi alla plenaria: uno in fase cautelare (c.d. sospensiva, nel caso di specie il ricorso in fase cautelare era stato rigettato dal TAR e, in sede di appello cautelare, la causa era stata rimessa all’adunanza plenaria) e due in fase di merito (in questo caso ad essere impugnato era non un provvedimento provvisorio, ma una sentenza del TAR, a sua volta impugnata in appello al Consiglio di Stato).

Nel pomeriggio è stato pubblicato il provvedimento che rimetto e consultabile al seguente link https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=XPOMHVJOWHF3L325W46TSGC6ZM&q, ovvero quello relativo alla prima causa cautelare urgente in cui il Collegio dell’adunanza plenaria ribadisce che i ricorrenti in possesso di diploma di maturità magistrale devono rimanere nelle GAE.

Pur trattandosi di un provvedimento cautelare, possiamo a questo punto ritenerci soddisfatti e ottimisti sull’esito dei giudizi. E’ altamente improbabile, difatti, che l’adunanza plenaria rigetti i prossimi contenziosi di merito quando ha appena accolto la fase cautelare. Questo perchè trattasi non solo dello stesso Organo Giudicante, ma delle stesse persone fisiche che hanno deciso e votato favorevolmente in data 27 aprile.

Nel tempo di attesa per la pubblicazione dei due provvedimenti relativi alla fase di merito, che dovrebbe intervenire nei 45 giorni (trattasi di termini ordinatori e non perentori per i giudici) verranno depositate le motivazioni che auspichiamo chiariscano in toto la vicenda, dalle problematiche legate al punteggio, alla partecipazione o esclusione alle varie fasi del piano assunzionale della Buona Scuola, alle assunzioni sui posti residui, all'assunzione sulla fase zero invece che nelle fasi successive ecc. Il rischio è che tali questioni, che non obbligatoriamente saranno risolte dal Consiglio di Stato, sfocino in altri contenziosi e svuotino della propria funzione i provvedimenti, soprattutto, per coloro che ad oggi non hanno il ruolo.

Tuttavia, ripeto, dopo il provvedimento cautelare del massimo Consesso siamo fiduciosi e ottimisti, e in ogni caso trattasi di una grande vittoria poiché l'ingresso nelle Gae consentirà la partecipazione ai prossimi piani assunzionali e altri benefici (passaggio nella fascia della graduatoria di istituto corrispondente etc.)

PER COLORO CHE HANNO L’INSERIMENTO NELLE GAE O I RUOLI CON RISERVA. Tali ricorrenti, qualora la plenaria nella fase di merito prosegua con questo indirizzo, vedranno sciolto positivamente il loro merito che a breve solleciteremo.

PER COLORO CHE HANNO PENDENTE L’APPELLO AL CONSIGLIO DI STATO O ALTRI RICORSI IN SEDE GIURISDIZIONALE AMMINISTRATIVA. Sempre qualora in fase di merito vi sia un orientamento di conferma rispetto a quello espresso, riteniamo che vi potrà essere un accoglimento nelle varie fasi.

Lo stesso dicasi PER COLORO CHE HANNO AVANZATO RICORSO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E I CUI RICORSI PENDONO DINANZI ALLA SEZIONE CONSULTIVA DEL CONSIGLIO DI STATO. Difatti, sempre qualora il provvedimento venisse confermato, la sezione consultiva (presente in sede di adunanza plenaria) si adeguerà con ogni probabilità del caso all’orientamento favorevole. A questo punto, considerando la peculiarità di questo ricorso, riteniamo opportuno richiedere l’immissione nelle GAE sin da ora.

PER QUANTO CONCERNE GLI ALTRI RICORSI AVVIATI, QUALI AD ESEMPIO I RICORSI AL GIUDICE DEL LAVORO O QUELLI AVANZATI AL TAR NEI MESI DI DICEMBRE 2015 E GENNAIO 2016, (ove è stata avanzata la nullità dei decreti ministeriali con meriti a luglio) trattasi di un importantissimo precedente a cui speriamo i vari tribunali si uniformeranno.
Nel nostro piccolo lavoreremo fino all’ultimo per l’estensione erga omnes dei principi dei contenziosi.

“Ieri non è più, domani non è ancora. Non abbiamo che il giorno d’oggi. Cominciamo.”

Sempre dalla Vostra parte.

Michele Bonetti, Avvocato

 

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