Roberta Nardi

Roberta Nardi

Ancora una volta il MIUR consente il solo aggiornamento delle GAE. Ancora una volta non si consente ai DEPENNATI ed ai CONGELATI SISSIS che avevano omesso di inserirsi in G.A.E. nel 2009 ma che ora hanno ottenuto l'abilitazione a mezzo del T.F.A. di poter inserirsi e/o reinserirsi in G.A.E. Secondo noi si tratta di docenti discriminati perché, pur avendo gli stessi titoli e gli stessi requisiti dei colleghi già presenti nelle GAE, sono esclusi per mancato aggiornamento d’iscrizione, dopo la chiusura delle graduatorie con la Legge 27 dicembre 2006 n.296 o per aver dimenticato di iscriversi nel 2009 quali congelati SSIS. Di fatto è impedito, a docenti in possesso di titoli e di merito, di avere l'opportunità di lavorare nella scuola per gli ostacoli burocratici frapposti dal MIUR.

Abbiamo già vinto su questo tema TANTO SUI DEPENNATI QUANTO SUI CONGELATI.

COSA FARE PER ADERIRE

  • Compilare e stampare la procura (doc. 2) in 2 copie e inviarla a Avv. Michele Bonetti & Partners, Via San Tommaso D’Aquino 47, 00136 Roma INDICANDO FUORI DALLA BUSTA CONGELATI

  • compilare e allegare la scheda anagrafica (doc.1);

  • allegare la ricevuta di bonifico (doc.4);

  • anticipare a mezzo mail la scheda anagrafica, la procura e il bonifico scansionato;

  • allegare un'autocertificazione del servizio reso presso qualunque istituto scolastico;

  • allegare la domanda di inserimento in G.A.E. 2014 e l'eventuale risposta negativa dell'USP o indicare la data di pubblicazione delle G.A.E. e il link ove è scaricabile ove, nonostante la domanda, non si è stati inseriti;

  • chiedere all'Università ove si è attuato il congelamento un certificato che attesti che l'istante, tra l'8 aprile 2009 e l'8 maggio 2009 (termini di presentazione della domanda di inserimento in G.A.E. ex D.M. n. 42/09), non era uno dei soggetti "frequentante i corsi del IX ciclo presso le scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario (SSIS), attivati nell’anno accademico 2007/2008” ai sensi dell'art. 4 lett. a) del D.M. giacchè lo stessa, dopo aver ottenuto l'ammissione alla SSIS nell'a.a. 20__/__, ha "congelato" tale beneficio senza aver più possibilità di riprendere il percorso della SSIS per non essere tale ciclo riattivato per l'Ateneo di __________;

  • sottoscrivere in 2 originali la dichiarazione sostitutiva (doc. 3) corredandola da un documento di identità.


I costi verranno indicati individualmente inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

SCARICA LA MODULISTICA DI ADESIONE IN ALLEGATO

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Renzi e il Ministro Gianni annunciano 100.000 immissioni in ruolo sin dal 15 settembre. Ciò vorrebbe dire che i docenti esclusi dalle G.A.E. sono definitivamente fuori dal mondo della scuola.

Nei giorni scorsi il Tar del Lazio ha accolto i nostri ricorsi ed annullato gli ultimi due D.M. di aggiornamento delle G.A.E. nella parte in cui escludevano i congelati SSIS e i depennati.

“Non si tratta più di un provvedimento cautelare ma di una sentenza di merito con il quale il T.A.R. ha definitivamente annullato la scelta del Ministero di non consentire ai congelati SSIS oggi abilitati grazie al T.F.A. di poter essere ammessi in G.A.E. Una scelta che, nonostante le nostre precedenti vittorie al T.A.R. e al Consiglio di Stato, il M.I.U.R. ha nuovamente adottato anche con il recente D.M. 1 aprile 2014, n. 235”, commenta l’avvocato Bonetti.

Grazie a quei provvedimenti è stata finalmente fatta giustizia nei confronti di una categoria di docenti, quella dei congelati SSIS, che, per usare le parole dell’ex Ministro Gelmini, hanno “agli occhi di qualcuno, tre difetti: sono pochi, sono qualificati e hanno completamente ragione. Viene il sospetto che siano considerati da troppi come dei “figli di nessuno”.

Il T.A.R., inoltre, sui depennati, ha richiamato, per concedere l’immediata ammissione, la recente sentenza sui depennati sul precedente D.M. di aggiornamento su cui il Consiglio di Stato ha usato parole durissime per stigmatizzare la scelta del MIUR.

“L’esito voluto dall’amministrazione è contraddittorio, e non privo di elementi di prevaricazione per le legittime aspettative giuridiche degli interessati, perché l'avere blindato le graduatorie, nella prospettiva del loro esaurimento, non può giustificare, apparendo anzi sommamente ingiusto, la cancellazione definitiva dalle medesime per effetto di una omissione non consapevole perché non debitamente partecipata e in assenza di una corretta e completa partecipazione procedimentale”, ricorda l’avvocato Bonetti.

Oggi, leggendo le parole del Governo, chi non ha ancora agito o non ha ottenuto una vittoria al T.A.R. rischia definitivamente di perdere tale diritto in quanto ove davvero venissero assunti i 100.000 precari delle G.A.E. per chi non è ivi inserito, sarebbe davvero la fine di un sogno.

I congelati SSIS e devono ottenere tale riconoscimento e non possono più attendere.

COME FARE PER ADERIRE

Il ricorso al T.A.R. ed il ricorso straordinario avverso il D.M. di aggiornamento delle G.A.E. è, oramai, scaduto.

L'unica Vostra possibilità è agire con ricorso d'urgenza innanzi al Tribunale del Lavoro delle G.A.E. ove non vi è stato consentito essere ammessi. Per aderire deve inviare una mail al seguente indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. con oggetto "congelati".

La scadenza organizzativa è il 5 settembre 2014. Consigliamo vivamente di aderire immediatamente in quanto il ricorso d'urgenza è tanto più forte quanto più vicino è l'inizio dell'anno scolastico.

Seguono istruzioni sul significato dell'art.6 R.D. 1269/1938 e dei corsi liberi che consentono di svolgere gli esami a Medicina.

In allegato si riporta anche un prototio utile di accesso agli atti per chi volesse inoltrare richiesta al Ministero ed alle Università per visionare ed estrarre copia della documentazione personale della prova.

Quali sono le domande più frequenti.

1) Cosa vuol dire frequentare ex art. 6?

L’art. 6 del Regio decreto del 4 giugno 1938 n. 1269 intitolato “Approvazione del regolamento sugli studenti, i titoli accademici, gli esami di stato e l'assistenza scolastica nelle università e negli istituti superiori” dà la possibilità di frequentare e sostenere due esami da parte di coloro che non hanno passato il test di ammissione a numero chiuso. Ci si immatricola così ad un altro corso di laurea complementare, affine e similare, frequentando però la facoltà ove non si è riusciti ad entrare. In tal modo si può iniziare a frequentare l'Università ove non si è riusciti ad entrare sostenendone i primi esami, salvo poi l'anno successivo riprovare il test di ammissione e una volta superato chiederne la convalida. Gli esami che si possono sostenere sono solo due, ma è frequente il caso di alcune Università che consentono di sostenere ulteriori esami informalmente con successiva registrazione e formalizzazione.

2) Cosa devo fare per frequentare ex art. 6?

Il predetto articolo quando viene ripreso dalla normativa universitaria assume spesso un'altra posizione (non sempre il numero 6 del regolamento universitario anche se molte Segreterie Studenti per comodità continuano ad identificarlo sempre e comunque come articolo 6) e viene recepito con particolari modalità pratiche attuative che si differenziano da Università ad Università , da Facoltà a Facoltà , e rispetto alle quali avrà cura di richiedere la relativa modulistica nelle segreteria di competenza.

Per questo si consiglia vivamente di andare presso la Segreteria Studenti, richiedere i relativi moduli e vagliarli attentamente prima di sottoscriverli.

3) E' possibile che alcuni Atenei non attivino i corsi liberi o che non mi ammettano ai corsi liberi?

Si è possibile giacchè ogni Ateneo è autonomo e può scegliere come crede.

Ove tali corsi vengano attivati ogni Ateneo decide chi ammettere sulla base di requisiti che, normalmente, dovrebbero essere predeterminati.

I requisiti che, normalmente, rilevano sono:

- voto al test;

- voto di diploma;

- età;

- altre lauree.

Si riportano, altresì, link di vittorie ottenute dal nostro studio su richieste di passaggi ad anni successivi al primo (news del 09.09.2019, news del 14.06.2019, news del 17.07.2018).

Difatti, è possibile richiedere il passaggio al II anno di Medicina o di Odontoiatria (ma lo stesso vale per altre facoltà a numero chiuso, ovvero Fiosioterapia, ecc.) qualora si sia in possesso di crediti utili per il passaggio al secondo anno. Lo studente dovrà confrontare il piano di studi della facoltà affine nonchè quello della facoltà ove vuole trasferirsi.

Il tutto si può svolgere ove vi sono posti disponibili ed è sicuramente più facile per facoltà come Veterinaria o in sedi di Medicina o Odontoiatria meno ambite, o per anni successivi al secondo ove notoriamente vi sono più posti liberi.

Ovviamente ciò vale anche per i trasferimenti dall'estero oggi più facili grazie alla nostra Plenaria vittoriosa.

Lunedì, 18 Agosto 2014 10:38

COMUNICAZIONE RICORSI GAE

Il nostro Studio rende noto a tutti i ricorrenti docenti della Scuola, che ci hanno conferito mandato relativamente alla campagna avverso il decreto ministeriale relativo alle Graduatorie ad esaurimento, che tutti i ricorsi straordinari e al T.A.R. sono stati debitamente inoltrati.

In modo particolare i ricorsi straordinari sono pendenti, le notificazioni sono intervenute nei modi e termini di legge e gli atti, oltre ad essere stati depositati presso il M.I.U.R., sono stati anche depositati direttamente al Consiglio di Stato al fine di accellerare la tempistica procedimentale.

Il ricorso al TAR per la categoria dei c.d. “depennati” è stato già accolto e il ricorso al TAR per la categoria dei c.d. congelati SSIS (http://www.avvocatomichelebonetti.it/index.php/news/item/847-graduatorie-ad-esaurimento-2014-2017-entrano-i-primi-ricorrenti-in-gae) è stato altresì accolto.

Per la macrocategoria  dei c.d. ricorsi magistrali si informa che già si sono tenute due udienze e che il Tribunale Amministrativo, non rigettando le nostre richieste, ha invitato il Ministero a depositare una relazione dettagliata in ordine ai fatti enunciati e alle doglianze formulate con l’atto di gravame.

Per la categoria dei c.d. abilitati PAS siamo in attesa di fissazione dell’udienza di merito.

Per la categoria dei c.d. abilitati mediante il TFA siamo parimenti in attesa di fissazione dell’udienza di merito.

Per i laureati in Scienze della formazione riceverete comunicazioni a partire dal 20 settembre da parte delle associazioni di riferimento ADIDA e LA VOCE DEI GIUSTI.

Da anni sosteniamo che i docenti precari della scuola si siano abilitati “sul campo” in virtù della loro esperienza certificata e avallata dalla stessa politica ministeriale, che ha consentito loro di promuovere e di firmare verbali, atti e documenti pubblici; in poche parole queste persone sono state e sono un importante pezzo della scuola pubblica italiana.

Le loro bocciature al termine di un percorso abilitante speciale (Pas) sono a nostro avviso contraddittorie e spesso non suffragate neanche da elementi formali. Pertanto consigliamo a tutti coloro che non sono riusciti a conseguire l’abilitazione al termine dei Pas di richiedere mediante un accesso agli atti copia autentica del verbale con cui è stata disposta la c.d. “bocciatura”.

Il ricorso può essere poi proposto al TAR competente nel termine di 60 giorni dalla conoscenza dell’atto lesivo e il termine per l’impugnazione è sospeso dal 1° agosto al 15 settembre. Tuttavia trattandosi di un ricorso urgente con richiesta cautelare consigliamo di mandare immediatamente una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Per vedere parte delle nostre vittorie sui Pas vedi

http://www.avvocatomichelebonetti.it/index.php/primo-piano/item/834-pas-il-consiglio-di-stato-ammette-i-nostri-ricorrenti-esclusi
 
http://www.avvocatomichelebonetti.it/index.php/primo-piano/item/802-importante-vittoria-per-i-precari-della-scuola-il-tar-lazio-ammette-la-docente-a-partecipare-ai-pas

Ecco il secondo TFA della storia. Il primo fu disastroso per il MIUR con oltre 1500 candidati esclusi dal test riammessi con i nostri ricorsi.

Anche quest'anno, a seguito di migliaia di segnalazioni già pervenute, abbiamo individuato dei vizi grazie ai quali riteniamo sia possibile ottenere l'ammissione per tutti quelli che non hanno ottenuto il punteggio minimo per superare la soglia di sbarramento.

Ecco cosa accadde due anni fa. Leggi di seguito per essere pronto a difendere i Tuoi diritti.

Scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. PRIMA CHE LA SECONDA PROVA SCRITTA VENGA CELEBRATA E RICEVERAI LE ISTRUZIONI DI ADESIONE

Fino a 25 domande sbagliate su 60, cellulari che squillano e commissari accondiscendenti con chi copia. E' questo il modo di decidere il futuro lavorativo di migliaia di insegnanti?

Ancora una volta gli “esperti ministeriali” hanno fatto cilecca e la lotteria del numero chiuso è impazzita.

In tantissimi, dopo anni di attesa, di fronte ad un test impresentabile, sono stati disorientati e non sono riusciti a superare una prova iniqua e ingiusta.

Noi diciamo no a questo sistema e, con noi, su questa battaglia, c'è anche il T.A.R. Lazio.

Il Presidente del T.A.R. del Lazio, Domenico Lundini, ha decretato l'ammissione di tutti i nostri ricorrenti esclusi dal test alla successiva prova scritta.

Per gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia - al fianco dei precari della scuola da ormai diversi anni e patrocinatori di migliaia di insegnanti e dell'Associazione ADIDA contro il Decreto Gelmini istitutivo del T.F.A. -  è un segnale importantissimo nella nostra battaglia per il diritto di studiare ed abilitarsi.

"Per noi è stato un lavoro faticosissimo. Il Miur ha convalidato le prove preselettive ad agosto ed ha anticipato ai primi giorni di settembre quelle scritte impedendo agli insegnanti di esercitare il proprio diritto di difesa nei confronti di un concorso palesemente illegittimo. I posti sono ancora vuoti, ci sono delle università e corsi in cui neanche una persona si è collocata in posizione utile. Non può decidersi il futuro di migliaia di famiglie all'esito di un test di 60 domande dove anche 25 erano, per confessione dello stesso ministero, sbagliate".

Per questo e per difendere i Vostri diritti continueremo a lottare.

Leggi la notizia su Repubblica.it

Venerdì, 25 Luglio 2014 08:38

TUTTE LE INFO

Carissimi,

tutte le informazioni su ricorsi pendenti, interviste all’Avv. Michele Bonetti su Controcampus e su Studenti.it.

 

Di seguito pubblichiamo il testo dell’intervista di Controcampus all’Avv. Bonetti.

 

Ricorso test medicina illegittimo: il punto dell’Avv. Bonetti.

 

Al fine di ampliare i nostri orizzonti conoscitivi in merito alle irregolarità afferenti ai test primaverili di medicina ed, in particolare, all’accoglimento del ricorso collettivo, Controcampus ha deciso d’intervistare l’Avv. Michele Bonetti, da anni al fianco dell’Udu.

 

Avv. Bonetti, Lei è uno dei principali artefici del maxi ricorso test medicina illegittimo, come giudica la decisione del Tar?

 

“Onestamente la decisione del Tar Lazio non mi sorprende e le spiego il perché. Ho avuto l’onore di vivere in prima persona l’evolversi dell’orientamento giurisprudenziale sul punto. Mi riferisco principalmente alla violazione dell’anonimato, per la quale, come avvocato dell’UDU, mi batto da anni, sin dal 2007. Nel 2007, infatti, con il caso di Tor Vergata, noto ai più anche grazie all’attenzione mediatica riservata sul caso da parte della tv nazionale fu accertata l’alterazione dei compiti di determinati candidati e da qui i nostri ricorrenti entrarono in sovrannumero. Poi nel 2008, scoppiò il caso dell’anonimato a Messina, seguito con il mio collega Santi Delia, con cui si dimostrò l’abbinamento tra il nome e il codice e quindi la possibilità di identificare i candidati all’ingresso delle aule. Da Tor Vergata e Messina, partì dunque la nostra campagna in difesa del principio dell’anonimato, sul quale si è pronunciato su un nostro caso e una volta per tutte anche il Consiglio di Stato che con un’adunanza plenaria ha blindato la questione, rilevando l’illegittimità del test. Poi vincemmo al Tar Campobasso, al Tar Cagliari, al Tar Palermo e lo stesso Tar Lazio, differentemente da quanto riportato in modo errato altrove, già prima del 17 luglio si è pronunciato in via definitiva con importanti sentenze emesse proprio sui nostri ricorsi”.

 

Potrebbe spiegare ai nostri lettori cosa significa riconoscere l’immatricolazione con riserva e in sovrannumero ai ricorrenti?

 

“L’immatricolazione con riserva è l’immatricolazione alla quale si procede in forza di un provvedimento ottenuto in fase cautelare, che non è definitivo, contrariamente alla sentenza passata in giudicato. Questi procedimenti per l’ammissione sovrannumeraria si chiudono normalmente in fase cautelare, in cui si chiede l’immatricolazione per l’anno accademico in corso, quello da cui si è rimasti fuori per le numerose irregolarità e violazioni subite in sede concorsuale”.

 

E’ vero che, dopo la seconda udienza, le ambizioni dei riammessi con riserva potrebbero affievolirsi dinanzi ad un’eventuale e definitiva pronuncia negativa? E’ vero che l’intero Test potrebbe essere annullato?

 

“A seguito dell’immatricolazione con riserva, lo studente ammesso in forza del provvedimento cautelare è di fatto uno studente come tutti gli altri: frequenta i corsi, sostiene gli esami e quindi consolida la propria posizione di studente. Consideri che statisticamente i miei ricorrenti una volta entrati sono i primi del corso. In tal senso, la sentenza definitiva tendenzialmente dovrebbe confermare tale situazione di fatto. Tuttavia, i coraggiosi provvedimenti del Tar Lazio sono ancora provvedimenti provvisori e sono appellabili da parte del MIUR e da parte delle Università. Il problema quindi non è tanto la fase successiva di merito che porterà alla sentenza definitiva, quanto resistere all’eventuale appello. Per questa ragione siamo partiti dai gruppi più fondati, quelli che chiamo ricorsi “pilota”, come ad esempio quello su Bari dell’aula 3, in cui l’assenza del plico e dei tre questionari, unita all’identificabilità del codice “segreto”. I gruppi più fondati cercheranno di resistere nell’interesse di tutti e del collettivo nazionale.

 

Per ora il Tar si è pronunciato sul sovrannumero e non su un eventuale annullamento delle prove concorsuali, ovvero lo studente e la sua ammissione non incide sulle posizioni di coloro che si sono collocati in posizione utile e nel numero programmato; sulla scia del Consiglio di stato e delle teorie dell’Udu il Tar ha riconosciuto per la posizione di questi studenti un risarcimento in forma specifica ai ricorrenti, consistente nell’ammissione al corso di laurea. Questa è l’ultima posizione espressa dal Tar ma non è escluso che, se metteranno fuori i nostri ricorrenti, si cambi linea d’azione.

 

L’UDU e il sottoscritto combattano giorno per giorno per un’università pubblica, libera, gratuita e aperta a tutti. Ormai sono passati quasi 4 mesi dall’8 aprile e il Governo di fatto tace. Noi andiamo avanti con i ricorsi, finché non ci sarà una riforma e una sanatoria. Nessuno può fermarci”.

 

Avv. Bonetti, secondo Lei, alla luce delle recenti pronunce, sarebbe verosimile ipotizzare che, ad oggi, chiunque presentasse ricorso al test medicina avrebbe delle ottime chance di vittoria?

 

“Quello che posso dirle, come esperto del diritto allo studio, è che in punto di diritto questi test sono illegittimi e che non ci sentiremo vittoriosi sino a quando non verranno completamente aboliti dal nostro sistema universitario”.

 

Crede che il Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica possa rappresentare una valida soluzione?

 

“Per chi non ha fatto ricorso vi è ancora la possibilità di impugnare gli atti con un ricorso straordinario esperibile nei 120 giorni successivi alla pubblicazione della graduatoria. Tuttavia invito tutti alla chiarezza: si tratta infatti di un percorso molto lungo che normalmente si conclude in circa 18 mesi. Già in passato abbiamo vinto questa tipologia di ricorso, per cui tra l’altro non è previsto alcun appello. In ogni caso escludo categoricamente la possibilità di fare ricorso straordinario da parte di tutti coloro che hanno già aderito ad un ricorso collettivo con me o con altri colleghi”.

 

Pensa che il Ministro Giannini non farà l’appello e farà la riforma?

 

“Come Lei giustamente ha centrato, l’UDU in questi giorni sta cercando di attivarsi politicamente per risolvere la questione per tutti gli studenti. I nostri provvedimenti devono rappresentare lo spunto per risolvere la problematica dei nostri ricorrenti da un lato, e di tutti gli studenti italiani per il futuro dall’altro.
A titolo personale ritengo non insensato un provvedimento di sanatoria per i nostri ragazzi, accompagnato da una riforma provvisoria, modellata sul sistema francese e che funga da volano per l’accesso libero. A mio avviso, sin da ora, gli Atenei più virtuosi, che accoglieranno gli studenti sovrannumerari e non solo, dovrebbero essere premiati in modo non proporzionale nel meccanismo dei finanziamenti pubblici all’università. Insomma l’Ateneo che maggiormente “apre la porta” agli studenti, riceve maggiori fondi ma solo se contemporaneamente rispetti i parametri di eccellenza. Si può aprire la strada ad un nuovo concetto di merito, solo se unito all’ampliamento degli ingressi e alla diffusione della cultura, mantenendo i migliori standard qualitativi per gli atenei”.

<<L’inégalité d’instruction est une des principales sources de tyrannie>>

in: Jean Antoine Nicolas de Caritat de Condorcet

Cinq mémoires sur l'instruction publique (1791), Présentation, notes, bibliographie et chronologie part Charles Coutel et C. Kintzler, Paris, Garnier-Flammarion, 1994, p. 16

In tanti, in questi giorni, si manifestano stupiti circa i numerosi accoglimenti del T.A.R. Lazio già in fase cautelare. La notizia è apparsa sulle prime pagine di tutti i maggiori quotidiani nazionali (Vedi l’articolo pubblicato sul Corriere della Sera e Repubblica) ha parlato di "uno schiaffo alle facoltà di Medicina di mezza Italia e al numero chiuso".

Si è scritto, in particolare, che, per quanto ben motivate, si tratta di "mere" ordinanze cautelari che potrebbero essere ribaltate in sede di merito.

Ciò che non è noto ai più, tuttavia, è che nello stesso giorno (18 luglio 2014) e già qualche settimana prima (24 giugno 2014), della pronuncia delle ordinanze cautelari la Sezione del T.A.R. Lazio depositava, in fattispecie identica, una lunga, approfondita e dettagliata sentenza di merito con la quale, in accoglimento di uno dei nostri ricorsi, veniva decretata l'illegittimità del concorso dell'anno 2012/2013 per violazione dell'anonimato.

Ma anche a livello cautelare la pronuncia del Tar del Lazio non è una novità. Difatti già il 3 luglio il vizio dell’anonimato era rilevato dal Tar del Lazio che accoglieva la c.d. sospensiva (due casi “pilota”) e disponeva altrettante istruttorie che poi hanno portato ai 2000 accoglimenti.

La sentenza. Così come chiarito in sentenza "a ciascuno dei candidati è stato assegnato un diverso e specifico codice a barre, riprodotto sulla scheda anagrafica e sul questionario somministrato a ciascuno di essi. Tale modus procedendi ha, a parere del Collegio, violato il principio dell’anonimato che deve presiedere allo svolgimento delle prove selettive, così come ai concorsi a pubblici impieghi. Essa, infatti, consentiva -anche in astratto- che dal codice a barre specifico e personale di ciascuno dei candidati, segnato sulla scheda anagrafica del medesimo, si potesse risalire al questionario del medesimo candidato, che riportava tale codice a barre.
Tanto basta a determinare l’illegittimità dei provvedimenti che predisponevano siffatta modalità di svolgimento delle prove, nonchè degli atti conseguenti, e ciò anche a prescindere dalla concreta dimostrazione che, in effetti, ciò abbia condotto alle possibili distorsioni segnalate in ricorso".

Le reazioni dell'UDU. L’Unione degli Universitari annuncia un ulteriore accoglimento presso il TAR romano sezione III presieduta dal Consigliere Dott. Franco Bianchi, come estensore il Dott. Achille Sinatra, per quanto concerne la graduatoria nazionale di Medicina e Chirurgia 2012/2013. La questione concerne la violazione dell’anonimato, ovvero la violazione del principio della segretezza nei concorsi pubblici italiani, da parte del Ministero e delle Università, come Palermo, e tutti gli altri atenei italiani. Una vittoria condotta dagli avvcati Michele Bonetti, Santi Delia e Alessandra Faldetta che ha poi spianato la strada ai recenti accoglimenti del Tar Lazio.

Poco dopo il deposito della prima delle due sentenze, non a caso, si dichiarò: “E’ un accoglimento epocale” riferì Michele Bonetti, l’Avvocato dell’UdU alle cui parole si associa l'Avv. Santi Delia, “mai sino ad oggi il TAR del Lazio aveva accolto un ricorso sul vizio dell’anonimato in maniera così netta. Pur se trattasi di accoglimenti che riguardano gli anni precedenti siamo ad un giro di boa, e la questione riguarda centinaia e centinaia di studenti che potranno avere la possibilità di giocarsi le loro carte sul campo”.

Quel giro di boa è arrivato con i 2000 accoglimenti.

Leggi le ordinanze vittoriose in allegato.

Dopo i recenti accoglimenti del Tar del Lazio per oltre 2000 nostri ricorrenti (http://www.corriere.it/scuola/universita/14_luglio_18/i-test-medicina-non-erano-anonimi-tar-riammette-duemila-studenti-d159c16a-0e96-11e4-8e00-77601a7cdd75.shtml) vi sono ancora possibilità per Medicina Inglese, ove si richiederà un provvedimento d’urgenza per entrare il prima possibile e comunque prima dell’inizio dell’anno accademico.

Per aderire invia una mail ad Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., scrivendo nell’oggetto "Medicina Inglese".

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