Lunedì, 07 Dicembre 2015 11:35

Diplomati Magistrali in GAE: il Consiglio di Stato rimette alla plenaria la vicenda, intanto il Giudice del lavoro emana sentenze favorevoli

Pubblicato in Precari della scuola

Sono di questi giorni i provvedimenti del Giudice del Lavoro sui tribunali di Latina, Tivoli, Siena, Ravenna e Pordenone che ammettono con sentenza molti dei nostri ricorrenti che avevano inoltrato ricorso al Giudice del lavoro (essendo ormai decorsi i termini per adire la giustizia amministrativa).

Secondo il Giudice di Siena: “deve e può affermarsi che un diritto, come abbiamo detto già sussistente, possa restare quiescente, addormentato nel bosco della selva normativa, in attesa, in standby, e ciò, essenzialmente, non per inerzia del titolare, ma in forza di una indiscussa, granitica prassi di misconoscimento attuata dalla pubblica amministrazione, nella specie scolastica, quindi da un potere pubblico, al suo livello non solo periferico ma centrale, che autoritativamente nemmeno consentiva, proprio materialmente (attesa la notoria impossibilità del necessario accesso telematico per la categoria) la presentazione della domanda, nessuna decadenza, pertanto, potendo ritenersi operante. Pur non versandosi certamente in un caso di impedimento per forza maggiore, si impone comunque una interpretazione costituzionalmente orientata della disciplina e l’inoperatività di qualsiasi decadenza.”

Invitiamo pertanto tutti i nostri ricorrenti, che hanno lavorato con l’ultimo contratto nell’ambito territoriale di uno dei predetti Tribunali, e presso gli altri Tribunali che stanno accogliendo i nostri ricorsi e che non hanno ancora ottenuto un provvedimento favorevole, a contattarci per intentare l’azione giurisdizionale.

Secondo l’Avvocato Michele Bonetti ci troviamo di fronte a una classe politica e dirigenziale che non è in grado di gestire la situazione.

Ad oggi i Tribunali stanno rispondendo alle esigenze degli insegnanti che richiedono l’ingresso nelle GAE con sentenze radicalmente diverse tra loro e di segno completamente opposto. Così chi fa ricorso a Siena o a Latina perchè vi ha lavorato viene stabilizzato e chi invece magari ha lavorato a Rimini vede rifiutati le proprie istanze e diritti”.

Il Consiglio di Stato ha rimesso la questione dei diplomati magistrali alla plenaria – riporta Bonetti patrocinatore dei ricorsi insieme a Santi Delia – ma rimane fuori dalla decisione tutto il contenzioso al Giudice del lavoro”. Il tutto appare ancora una volta come il segno manifesto di una classe politica incapace di decidere e che rimette alla magistratura le scelte politiche, con i limiti strutturali di tale ultimo potere.

Insiste Bonetti: “Come ricordatoci da un grande maestro, è giusto che si debbano sottoporre ai magistrati il minor numero possibile di “casi” particolari, poiché spetta alle leggi, risultato di riflessioni protratte nel tempo, cercare di contemplare tutti i casi possibili. Ma il problema è che le leggi sbagliate quasi mai vengono riformate e sostituite da leggi giuste.

In questa situazione siamo costretti a proseguire sulla via dei ricorsi e, con il mondo dell’associazionismo di ispirazione sindacale nonché con i neonati comitati, porteremo avanti una battaglia politica giudiziaria per cambiare radicalmente questo sistema di sfruttamento istituzionalizzato che ha come fine ultimo, oltre che la precarizzazione dei rapporti lavorativi e sociali, anche e soprattutto la privatizzazione dell’istruzione del nostro paese.

Abbiamo bisogno del sostegno di tutti i diplomati magistrali, ma anche di tutti gli abilitati PAS, TFA e di tutti coloro che hanno oltre 3 anni di servizio etc. Non vedo contraddizioni tra queste categorie, perché sono tutte accomunate dall’obiettivo di distruggere la chiusura delle GAE ed entrare in ruolo”.

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