Visualizza articoli per tag: pensioni http://w.avvocatomichelebonetti.it Sun, 23 Feb 2020 14:26:07 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it CLASS ACTION A TUTELA DEI PENSIONATI PER L'INDICIZZAZIONE DEI TRATTAMENTI DI QUIESCENZA http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/1272-class-action-a-tutela-dei-pensionati-indicizzazione-trattamenti-di-quiescenza http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/1272-class-action-a-tutela-dei-pensionati-indicizzazione-trattamenti-di-quiescenza CLASS ACTION A TUTELA DEI PENSIONATI PER L'INDICIZZAZIONE DEI TRATTAMENTI DI QUIESCENZA

Il Governo, anziché ottemperare alla sentenza della Corte Costituzionale, ne impone una interpretazione restrittiva.

“Non c’è tirannia peggiore di quella esercitata all’ombra della legge e sotto il calore della giustizia”.

Così un illustre esponente del pensiero illuminista qual è Montesquieu, criticava l’autoritarismo istituzionale.

Ebbene, mai affermazione più adatta di questa, per descrivere l’intervento legislativo del Governo volto a tamponare gli effetti dirompenti della sentenza n.70/2015 emessa dalla Corte Costituzionale. Quest’ultima infatti, ha dichiarato costituzionalmente illegittimo il blocco totale della perequazione automatica dei trattamenti di quiescenza di importo superiore a tre volte l’ammontare del trattamento minimo I.N.P.S., così come previsto dalla nota riforma Monti-Fornero (D.l. n.201/2011 così come convertito con modificazioni dalla L. n.214/2011).

Il Governo, chiamato a dare ottemperanza al provvedimento della Consulta, trincerandosi dietro indefinite esigenze finanziarie, mai illustrate in dettaglio, anziché recepire in toto quanto disposto dalla Corte, ha previsto una parziale quanto irrisoria, restituzione di ciò che sarebbe effettivamente spettato ai pensionati, a seguito del declaratoria di illegittimità costituzionale della mancata indicizzazione delle pensioni.

Il cosiddetto “bonus Poletti” riconosciuto dal D.l. n.65/2015, non è in grado di dare completa attuazione al provvedimento della Corte Costituzionale, in virtù del quale, invece, va restituito ai pensionati l’intero importo dovuto a titolo di mancata indicizzazione del trattamento di quiescenza per gli anni 2012 e 2013, nonché di quello che sarebbe maturato per il 2014 ed il 2015, sul valore nominale degli importi correttamente rivalutati.

E ciò, nonostante chiare ed ineccepibili, siano state le motivazioni che hanno spinto la Consulta a dichiarare l’illegittimità costituzionale dell’art. 24, comma 25, del D.l. 201/2011.

Per niente condivisibili, dunque, le misure adottate dal Governo con il D.L. n. 65 del 21 maggio 2015, volte a dare concreta attuazione al decisum costituzionale.

E’ evidente come risultino irragionevolmente (e nuovamente) violati gli inderogabili principi di proporzionalità ed adeguatezza della retribuzione, sanciti dagli art. 36 e 38 della Costituzione.

Inevitabile, dunque, che nostro malgrado, la parola torni ai Tribunali ai quali sarà devoluto il compito di sostituirsi all’inerzia del Governo che, anziché applicare le sentenze, ne propone un’interpretazione restrittiva.

Per tali motivi lo studio legale Bonetti & Partners proporrà azioni collettive ed individuali volte a consentire l’integrale restituzione del maltolto, a tutti coloro che non abbiano intenzione di rassegnarsi ad autoritarismi “esercitati all’ombra della legge e sotto il calore della giustizia.”

Tutti coloro che ritengano di esser stati lesi dal provvedimento governativo e che vogliano richiedere l’integrale restituzione di quanto illegittimamente trattenuto a seguito della mancata indicizzazione delle pensioni per gli anni 2012 e 2013, (nonché di quanto non corrisposto per le annualità 2014 e il 2015), possono procedere a compilazione del form on-line di preadesione, ove saranno illustrate le procedure da seguire per la presentazione del ricorso.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Tue, 16 Jun 2015 09:58:18 +0000
LA CORTE COSTITUZIONALE ASCIUGA LE LACRIME DELL’EX MINISTRO FORNERO http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/1239-la-corte-costituzionale-asciuga-le-lacrime-dell%E2%80%99ex-ministro-fornero http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/1239-la-corte-costituzionale-asciuga-le-lacrime-dell%E2%80%99ex-ministro-fornero LA CORTE COSTITUZIONALE ASCIUGA LE LACRIME DELL’EX MINISTRO FORNERO

Tutti ricorderemo l’austera riforma pensionistica Monti-Fornero che tanta disperazione ha generato tra pensionati e lavoratori; una riforma così aspra da scatenare il pianto dello stesso Ministro firmatario.

Ebbene la Corte Costituzionale con la recentissima sentenza n. 70 del 30 aprile 2015, ne ha dichiarato l’illegittimità costituzionale nella parte in cui escludeva per gli anni 2012 e 2013, l’adeguamento automatico delle pensioni al mutato potere di acquisto della moneta (il noto adeguamento ISTAT), per tutti gli assegni pensionistici che superavano di tre volte il trattamento minimo.

Le motivazioni poste dalla Corte a fondamento della propria decisione, e che tanto scalpore hanno suscitato a causa dei possibili contraccolpi sui bilanci pubblici, sono chiare e ineccepibili.

In primo luogo l’eccessiva durata del blocco delle indicizzazioni (biennio 2012/2013). 

Ed ancora, la violazione del principio di progressività. Infatti secondo la Corte Costituzionale le modalità di funzionamento della disposizione censurata, sono ideate per incidere sui trattamenti complessivamente intesi e non sulle fasce di importo attraverso un’indicizzazione progressiva.

La Consulta ha altresì rilevato la palese violazione dagli articoli 36 e 38 della Costituzione che sanciscono i principi di sufficienza ed adeguatezza della retribuzione applicati, per costante giurisprudenza della Corte Costituzionale, al trattamento di quiescenza inteso quale retribuzione differita. Ed infine, l’irragionevole ed irrimediabile vanificazione delle aspettative nutrite dal lavoratore per il tempo successivo alla cessazione della propria attività.

A ciò si aggiunga che la dichiarata illegittimità costituzionale del blocco della rivalutazione automatica, ha prodotto un effetto domino anche sugli assegni pensionistici degli anni 2014, 2015 e 2016 i cui importi nominali sono stati pregiudicati dal mancato adeguamento ISTAT che pertanto andrà corrisposto.

Se dunque questi sono i principi di diritto che hanno spinto la Consulta ad emanare la sentenza in esame, è evidente che le soluzioni paventate dal Governo negli ultimi giorni non appaiono assolutamente condivisibili né sufficienti a rimediare al maltolto.

Inaccettabili, altresì, risultano i tentativi di avallare una interpretazione restrittiva della sentenza della consulta che avrebbe infatti come unico scopo quello di svilire e mortificare la portata della pronuncia emanata.

Il braccio di ferro tra pensionati, I.N.P.S. e Governo è appena iniziato e si preannuncia lungo.

In attesa dell’emanazione del Decreto Ministeriale e di una eventuale circolare dell’I.N.P.S. volta a chiarire le modalità con cui si procederà concretamente alle restituzioni, lo studio legale Bonetti & Partners offre la propria assistenza a tutti coloro che intendono ottenere l’integrale restituzione di quanto loro spettante. Le sentenze della Corte Costituzionale non si interpretano, si applicano.

In attesa della emanazione del D.M., riteniamo, possa risultare utile sin d'ora inoltrare a mezzo PIN personale (o comunque intermediari abilitati), domanda amministrativa all'I.N.P.S., volta alla ricostruzione della pensione.

In questo modo sarà possibile per ognuno acquisire la documentazione e le informazioni utili che, nel caso fosse necessario adire l'autorità giudiziaria, consentiranno di agire tempestivamente. E ciò senza considerare che in applicazione al D.M., l'I.N.P.S. potrebbe ritenere l'espletamento della suddetta procedura, come un necessario presupposto per ottenere il recupero della perequazione.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Thu, 21 May 2015 14:48:58 +0000