Visualizza articoli per tag: inps http://w.avvocatomichelebonetti.it Sun, 18 Aug 2019 07:39:11 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it INPS: IL CONSIGLIO DI STATO SOSPENDE L'ESECUTORIETA' DEGLI ATTI DELL'INPS CHE DISCRIMINANO I CANDIDATI CON RISERVA NELLA SCELTA DELLA SEDE. http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/1990-inps-il-consiglio-di-stato-sospende-l-esecutorieta-degli-atti-dell-inps-che-discriminano-i-candidati-con-riserva-nella-scelta-della-sede http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/1990-inps-il-consiglio-di-stato-sospende-l-esecutorieta-degli-atti-dell-inps-che-discriminano-i-candidati-con-riserva-nella-scelta-della-sede INPS: IL CONSIGLIO DI STATO SOSPENDE L'ESECUTORIETA' DEGLI ATTI DELL'INPS CHE DISCRIMINANO I CANDIDATI CON RISERVA NELLA SCELTA DELLA SEDE.

Altra importantissima vittoria ottenuta sul concorso I.N.P.S. che dovrà assegnare le sedi di lavoro richieste ai nostri ricorrenti.

Il Consiglio di Stato, con le ordinanze cautelari aventi numero 5511/2019 e 5512/2019 pubblicate in data 02/08/2019, ha confermato quanto già disposto dai precedenti decreti cautelari n. 3259/2019 e n. 3256/2019, con i quali veniva disposta la riassegnazione provvisoria delle sedi per i ricorrenti secondo il criterio meritocratico.

Il medesimo organo giurisdizionale con le suddette ordinanze (n. 5511/2019 e n. 5512/2019) ha così evitato la concretizzazione di una palese disparità di trattamento tra i candidati ammessi con riserva al Concorso I.N.P.S. 967 posti e i candidati senza riserva. Agli odierni appellanti, pertanto, è stata assegnata la sede lavorativa in virtù del principio meritocratico così come accaduto per tutti gli altri candidati.

I ricorrenti erano stati ammessi a sostenere le prove orali del Concorso INPS 967 posti con ordinanza del Consiglio di Stato n. 1306/2019 e n. 1307/2019 e, avendo superato la medesima, venivano convocati dall'INPS per la firma del contratto; pur tuttavia, l'anzidetto Istituto procedeva all'assegnazione della sede lavorativa in base a criteri del tutto discriminatori, in quanto i ricorrenti, in virtù della riserva giudiziaria, venivano postergati rispetto agli altri partecipanti alla procedura, posizionandosi così negli ultimi posti della graduatoria.

Nel provvedimento si legge che "l’istanza di esecuzione è fondata, poiché la condotta dell’I.N.P.S. si è posta in evidente contrasto con il disposto cautelare di questo Collegio nella parte in cui ha ammesso il ricorrente al proseguo della procedura di concorso e, per l’effetto, alla successiva assegnazione delle sedi in applicazione dell’ordine di graduatoria, senza prefigurare alcuna possibile postergazione dei candidati ammessi con riserva agli altri candidati risultati idonei".

Il Consiglio di Stato, in tal modo, ha statuito che ai ricorrenti debba essere assegnata la sede sulla base del punteggio ottenuto e tenendo conto delle preferenze indicate dai ricorrenti stessi.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Lavoro Wed, 07 Aug 2019 09:23:54 +0000
CONCORSO INPS : AZIONI CONTRO LA MANCATA VALUTAZIONE DEL DIPLOMA DI SPECIALIZZAZIONE. http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/1979-concorso-inps-azioni-contro-la-mancata-valutazione-del-diploma-di-specializzazione http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/1979-concorso-inps-azioni-contro-la-mancata-valutazione-del-diploma-di-specializzazione CONCORSO INPS : AZIONI CONTRO LA MANCATA VALUTAZIONE DEL DIPLOMA DI SPECIALIZZAZIONE.

Sul sito web dell’INPS è stato reso pubblico l’elenco delle sedi assegnate ai candidati che si sono collocati utilmente nella graduatoria definitiva di merito del concorso a 967 posti di consulente protezione sociale.
L’Ente, ai fini dell’attribuzione della sede di prima destinazione, pur tenendo conto della preferenza espressa dal candidato all’esito dell’apposito procedimento, ha utilizzato il criterio dell’ordine rivestito nella graduatoria finale, dando, dunque, rilievo determinante al punteggio complessivo conseguito da ciascun concorrente, punteggio composto anche dai punti attribuiti in sede di valutazione dei titoli di merito.
Molti candidati, tuttavia, hanno riscontrato alcune irregolarità proprio in relazione al punteggio attribuito per i titoli di merito posseduti e dichiarati al momento della presentazione della domanda di partecipazione al concorso. In modo particolare, l’INPS ha scelto di non attribuire alcun valore al diploma di specializzazione per le professioni legali che, inizialmente, la stessa Commissione aveva valutato alla stregua di un master di secondo livello.

Difatti coloro che hanno inserito nella domanda il diploma di specializzazione si sono visti illegittimamente decurtare il punteggio attribuito per tale titolo, nel momento in cui è stata pubblicata la graduatoria definitiva pur se, inizialmente ed in particolare prima della celebrazione dell’orale, tale punteggio era stato attribuito.

Ciò ha comportato una riduzione del punteggio complessivo, con conseguente arretramento della posizione assunta in graduatoria ed impossibilità di iniziare l’attività lavorativa presso la sede prescelta e che sarebbe stata attribuita se l’Amministrazione avesse conteggiato anche i punti da assegnare per il possesso del diploma di specializzazione.

Quanti, pertanto, hanno subito una diminuzione dei punti assegnati per effetto della mancata valutazione del diploma di specializzazione possono convenire l’Amministrazione in un giudizio di fronte al TAR, al fine di ottenere che la stessa ricalcoli il punteggio da assegnare a quei concorrenti che vantano il possesso del diploma di specializzazione, ottenendo così anche una migliore collocazione in graduatoria ai fini dell’assegnazione della sede di prima destinazione.

Dall’analisi della documentazione e in particolare del verbale di scelta circa la modifica di valutazione dei criteri ci appare particolarmente fondato il vizio di violazione dell’art. 12 del DPR n. 487/94 secondo cui “nei concorsi per titoli ed esami il risultato della valutazione dei titoli, deve essere reso noto agli interessati prima dell’effettuazione delle prove orali“ giacchè esiste un’espressa determinazione anteriore alle prove che, successivamente, non può essere contraddetta.

Il costo dell’adesione è pari a € 500 per il ricorso collettivo ed € 1500 oltre iva cpa e cu per quello individuale.

Per aderire al ricorso è necessario compilare il form online cliccando qui https://forms.gle/cxtc7saViJA5KtaV9, e scaricare e compilare la modulistica cliccando qui entro il 10 agosto 2019.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Lavoro Wed, 24 Jul 2019 08:59:35 +0000
INPS: RICORRENTE ACCEDE ALLE PROVE ORALI. IL CONSIGLIO DI STATO SOSPENDE L'ESECUTORIETA' DEGLI ATTI DELL'INPS CHE DISCRIMINANO I CANDIDATI CON RISERVA NELLA SCELTA DELLA SEDE. http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/1970-inps-ricorrente-accede-alle-prove-orali-il-consiglio-di-stato-sospende-l-esecutorieta-degli-atti-dell-inps-che-discriminano-i-candidati-con-riserva-nella-scelta-della-sede http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/1970-inps-ricorrente-accede-alle-prove-orali-il-consiglio-di-stato-sospende-l-esecutorieta-degli-atti-dell-inps-che-discriminano-i-candidati-con-riserva-nella-scelta-della-sede INPS: RICORRENTE ACCEDE ALLE PROVE ORALI. IL CONSIGLIO DI STATO SOSPENDE L'ESECUTORIETA' DEGLI ATTI DELL'INPS CHE DISCRIMINANO I CANDIDATI CON RISERVA NELLA SCELTA DELLA SEDE.

Altra importantissima vittoria ottenuta sul concorso I.N.P.S. che dovrà dare le sedi di lavoro richieste ai nostri ricorrenti.

Il Consiglio di Stato, con decreto n. 3256/2019, pubblicato il 26.06.2019, ha sospeso l'esecutorietà degli atti adottati dall'I.N.P.S. dopo la pubblicazione dell'ordinanza n. 1307/2019 e riguardanti il trattamento in graduatoria della appellante, ammessa con riserva, che ha poi superato le prove concorsuali. Il Consiglio di Stato ha evitato, dunque, che si concretizzasse una palese disparità di trattamento tra i candidati ammessi con riserva al Concorso I.N.P.S. 967 posti, a seguito di ricorso al T.A.R, e i candidati senza riserva. Alla ricorrente, pertanto, dovrà essere assegnata la sede lavorativa in virtù del principio meritocratico così come accaduto per tutti gli altri candidati.

Parte ricorrente era stata ammessa a sostenere le prove orali del Concorso INPS 967 posti con ordinanza del Consiglio di Stato n. 1307/2019 e, avendo superato la medesima, veniva convocata dall'INPS per la firma del contratto; pur tuttavia, l'anzidetto Istituto procedeva all'assegnazione della sede lavorativa sulla base di criteri del tutto discriminatori, facendo scivolare la ricorrente negli ultimi posti della graduatoria formate per le singole sedi.

Nel provvedimento si legge che "dalla piena lettura dell’ordinanza collegiale n. 1307/2019 della Terza Sezione di questo Consiglio, non appare alcuna indicazione che possa condurre ad una postergazione dei candidati – ammessi con riserva, come l’appellante – rispetto a coloro che, avendo superato le prove al pari degli altri, erano stati ammessi inizialmente al concorso."

Il Consiglio di Stato, in tal modo, ha disposto che alla ricorrente debba essere assegnata la sede sulla base del punteggio ottenuto e tenendo conto delle preferenze indicate dalla candidata stessa.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Lavoro Thu, 27 Jun 2019 07:29:56 +0000
CONCORSO INPS – 967 POSTI: ANCHE IL T.A.R. ACCOGLIE RICORSO SULL’ENNESIMO QUESITO ERRATO. http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/1915-concorso-inps-967-posti-anche-il-t-a-r-accoglie-ricorso-sull-ennesimo-quesito-errato http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/1915-concorso-inps-967-posti-anche-il-t-a-r-accoglie-ricorso-sull-ennesimo-quesito-errato CONCORSO INPS – 967 POSTI: ANCHE IL T.A.R. ACCOGLIE RICORSO SULL’ENNESIMO QUESITO ERRATO.

E’ di oggi l’ordinanza del Giudice Amministrativo che torna a pronunciarsi sulla prova di selezione somministrata ai candidati del concorso a quiz per 967 per funzionari INPS.

Il quesito oggetto di contestazione veniva ideato da una società a cui è stata affidata dall’INPS la predisposizione della prova. Nel caso che ci riguarda, la domanda contestata aveva ad oggetto il codice di comportamento. Nel dettaglio, la domanda così formulata aveva due possibili risposte ma solo una delle due veniva conteggiata come corretta in sede di correzione. Abbiamo sostenuto, vincendo, che il quesito di cui oggi si discute “non era senz’altro formulato in modo tale da far emergere, con chiarezza e precisione, quale fosse l’organo chiamato in via generale o comunque principale ad esercitare una simile competenza nella direzione sopra indicata”

Si tratta del quarto quesito che, negli ultimi due concorsi dell’INPS, la giustizia amministrativa, accogliendo i nostri ricorsi, ha censurato.

Anche questo elemento per noi è assai importante giacché in molti avevano contestato (anche) altri quesiti e si sono mostrati dubbiosi innanzi al nostro scetticismo.

Che oggi, però, è stato premiato.

“Quella ottenuta oggi è pronuncia fondamentale e che conferma il nostro duro lavoro sul tema dei concorsi pubblici e sulle loro evidenti lacune” commentano a caldo gli Avv. Bonetti e Delia.

A nostro parere, non è concepibile che il futuro di studio o lavorativo di un cittadino debba essere deciso da un quiz erroneamente formulato senza che nessuno si curi di capirne le motivazioni.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Fri, 15 Mar 2019 09:08:33 +0000
CONCORSO INPS PER 967 CONSULENTI DI PROTEZIONE SOCIALE APERTE LE ADESIONI AL RICORSO STRAORDINARIO AL P.D.R. http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/1885-concorso-inps-per-967-consulenti-di-protezione-sociale-aperte-le-adesioni-al-ricorso-straordinario-al-p-d-r http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/1885-concorso-inps-per-967-consulenti-di-protezione-sociale-aperte-le-adesioni-al-ricorso-straordinario-al-p-d-r CONCORSO INPS PER 967 CONSULENTI DI PROTEZIONE SOCIALE APERTE LE ADESIONI AL RICORSO STRAORDINARIO AL P.D.R.

Lo studio legale ha deciso di dar voce a tutti coloro che dopo essersi sottoposti alle prove preselettive per il concorso INPS per 967 consulenti di protezione sociale in data 20 settembre 2018 sostenevano le due prove scritte, senza essere ammessi alle successive prove orali.

Trattasi dell’ennesimo concorso effettuato dall’Istituto Nazionale caratterizzato da molteplici illegittimità che necessitano di una tutela innanzi la Magistratura Amministrativa.

A parere dello studio legale il concorso risulta viziato sotto molteplici punti di vista.

In primis ad essere violato è il medesimo bando di concorso che prevedeva l’espletamento di due distinte prove scritte per il superamento di ognuna delle quali era necessario superare la soglia di 21/30. Nella realtà le prove venivano somministrate come se si trattasse di un’unica prova scritta e molti dei candidati non venivano ammessi alle prove orali nonostante la ponderazione dei due risultati ottenuti fosse uguale o superiori alla soglia prestabilita.

Soglia rispetto alla quale si nutrono molti dubbi di legittimità considerando che è nettamente superiore a quella della sufficienza e quindi non conforme ai criteri più volte determinati dalla giurisprudenza in altri concorsi, ma con principi applicabili anche a quello che oggi ci occupa (http://www.avvocatomichelebonetti.it/component/k2/1795-tfa-sostegno-salta-la-soglia-anche-nella-prova-orale; http://www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/1777-concorsone-2016-un-altra-sentenza-favorevole).

 

In particolare, l’azione è indicata a chi nella prima prova scritta aveva somministrata la domanda inerente alla "definizione del codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni" e avesse risposto in maniera diversa dalle previsioni dell’Istituto.

 

Lo studio si riserva di effettuare ricorsi individuali il cui prezzo è pari ad euro 2.000,00.

Le adesioni dovranno pervenire presso lo studio entro lunedi 14 gennaio 2019.

Trattasi di azioni individuali le cui modalità di adesione saranno comunicate contattandoci ai numeri di studio tel.  +39 06.3728853 | +39 06.39749383 | +39 06.39737480 | +39 06. 39740882 oppure tramite appuntamento presso lo studio.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Lavoro Wed, 09 Jan 2019 18:12:21 +0000
RICORSI CONCORSO INPS TUTTE LE INFORMAZIONI PER ADERIRE http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/altre-campagne/1859-concorso-inps-967-consulenti-di-protezione-sociale http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/altre-campagne/1859-concorso-inps-967-consulenti-di-protezione-sociale RICORSI CONCORSO INPS  TUTTE LE INFORMAZIONI PER ADERIRE

Lo studio legale ha deciso di dar voce a tutti coloro che dopo essersi sottoposti alle prove preselettive per il concorso INPS per 967 consulenti di protezione sociale in data 20 settembre 2018 sostenevano le due prove scritte, senza essere ammessi alle successive prove orali.

Trattasi dell’ennesimo concorso effettuato dall’Istituto Nazionale caratterizzato da molteplici illegittimità che necessitano di una tutela innanzi la Magistratura Amministrativa.

A parere dello studio legale il concorso risulta viziato sotto molteplici punti di vista.

In primis ad essere violato è il medesimo bando di concorso che prevedeva l’espletamento di due distinte prove scritte per il superamento di ognuna delle quali era necessario superare la soglia di 21/30. Nella realtà le prove venivano somministrate come se si trattasse di un’unica prova scritta e molti dei candidati non venivano ammessi alle prove orali nonostante la ponderazione dei due risultati ottenuti fosse uguale o superiori alla soglia prestabilita.

Soglia rispetto alla quale si nutrono molti dubbi di legittimità considerando che è nettamente superiore a quella della sufficienza e quindi non conforme ai criteri più volte determinati dalla giurisprudenza in altri concorsi, ma con principi applicabili anche a quello che oggi ci occupa (http://www.avvocatomichelebonetti.it/component/k2/1795-tfa-sostegno-salta-la-soglia-anche-nella-prova-orale; http://www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/1777-concorsone-2016-un-altra-sentenza-favorevole).

Come se non bastasse ci sono state segnalate diverse domande errate o comunque contenenti diverse risposte corrette. In merito il Giudice Amministrativo si è già espresso ripetutamente e da ultimo accogliendo i ricorsi avanzati dal nostro studio legale sempre nei confronti dell’INPS ammettendo alle prove orali il ricorrente che contestava la validità della domanda inerente la natura della “società in house”. Ad oggi è altresì contestabile la domanda di diritto penale in merito ai “delitti dei pubblici ufficiali”.

Coloro che volessero ricevere informazioni sui ricorsi sono pregati di contattarci ai numeri di studio o di inoltrare una email all’indirizzo: info@avvocatomichelebonetti.it indicando nell’oggetto della stessa “CONCORSO INPS”.

In base alle varie posizioni lo studio si riserva di effettuare ricorsi cumulativi o ricorsi individuali.

Il prezzo dei ricorsi cumulativi è pari ad euro 300,00 mentre il prezzo dei ricorsi individuali è pari ad euro 2.000,00 mentre qualora vi sia la possibilità di effettuare un ricorso per più persone (comunque in numero molto limitato) con posizioni uniformi lo studio proporrà un ricorso individualizzato per euro 1.000,00.

In merito alle varie tipologie di ricorsi bisogna specificare che per i ricorsi cumulativi le censure verranno proposte in maniera generale, differentemente dai ricorsi individuali, in quanto è necessario avere la massima uniformità delle posizioni onde evitare eccezioni che potrebbero comportare l’improcedibilità del ricorso stesso.

Al fine di una massima trasparenza lo studio ha deciso di effettuare una riunione informativa in data 2 NOVEMBRE 2018 DALLE ORE 10.30 SINO ALLE ORE 13.00, presso il nostro studio sito in Roma alla Via San Tommaso d’Aquino n. 47.

LE MODALITA' DI ADESIONE SONO ESPLICITATE NELL'ALLEGATO ALLA PRESENTE DOVE E' RIPORTATO ANCHE IL FORM DA COMPILARE (http://www.avvocatomichelebonetti.it/index.php?option=com_rsform&view=rsform&formId=49) OLTRE ALLE MODALITA' DI INOLTRO DELLA DOCUMENTAZIONE 

Via di San Tommaso d'Aquino, 47
00136 ROMA
tel  +39 06.3728853 | +39 06.39749383 | +39 06.39737480 | +39 06. 39740882 
fax +39 06.64564197

cell. +39 349.4216026 - +39 391.3766108
e-mail: info@avvocatomichelebonetti.it 
via di San Tommaso d’Aquino n. 47 Roma.

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info@avvocatomichelebonetti.it (Avvocato Michele Bonetti) Altre campagne Tue, 16 Oct 2018 23:30:41 +0000
TAR LAZIO DOMANDE ERRATE NELLA PROVA SCRITTA DEL CONCORSO INPS, ACCOLTO RICORSO http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/1797-tar-lazio-domande-errate-nella-prova-scritta-del-concorso-inps-accolto-ricorso http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/1797-tar-lazio-domande-errate-nella-prova-scritta-del-concorso-inps-accolto-ricorso TAR LAZIO DOMANDE ERRATE NELLA PROVA SCRITTA DEL CONCORSO INPS, ACCOLTO RICORSO

Si tratta del concorso bandito dall’INPS per 365 posti per analisti di processo e per cui sono state presentate circa 25.000 domande di partecipazione.

I candidati, in tale procedura concorsuale, venivano sottoposti a due prove scritte con test a risposta multipla e, in entrambi i casi, per accedere allo step successivo era necessario ottenere un punteggio minimo di 21/30.

Secondo il Tar, che ha accolto il ricorso degli Avv.ti Bonetti e Delia alcuni quesiti erano errati.

Via libera dunque ai ricorrenti esclusi che incolpevolmente erano incappati in tali domande fuorvianti.

Il Tar del Lazio infatti, ritenendo fondate le censure avanzate nel ricorso dagli Avv.ti Bonetti e Delia in relazione alla natura dei quesiti contestati, ne ha confermato l’erroneità e ha accolto l’istanza cautelare del ricorrente ammettendolo immediatamente alle successive prove orali.

La mancata validazione dei test a quiz, effettuata nei paesi anglosassoni ogni qualvolta debba essere espletata una simile prova” commentano gli Avv.ti Bonetti e Delia “è una delle maggiori lacune presenti in tutte le 
procedure concorsuali attivate nel nostro ordinamento dalla Pubblica Amministrazione e che da anni contestiamo nei nostri giudizi innanzi al TAR giacchè impedisce la selezione dei migliori”.

È fondamentale” concludono i legali “anche in ragione del fatto che in questi anni si tornerà ad assumere massicciamente con tali procedure concorsuali, che l’ amministrazione riveda immediatamente queste banche 
dati ed il sistema di selezione perché profondamente lacunoso.

Al via il ricorso collettivo rivolto a tutti i soggetti inidonei all’esito della seconda prova del concorso per 365 posti come analisti di processo, fuori per 0.50 se sia stata omessa o 0.55 se si sia risposto erroneamente alla seguente domanda: “ai cittadini italiani, residenti in Italia, che abbiano compiuto i 66 anni e 7 mesi di età, privi di reddito quale prestazione previdenziale è riconosciuta? 
Pensione di vecchiaia 
Pensione di anzianità.
Assegno di inabilità. 
Assegno sociale” .
A nostro modo di vedere tale domanda è posta in modo palesemente errato, non essendo alcuna delle possibili risposte corretta.

L’azione collettiva è rivolta alla contestazione della sola domanda di cui sopra.
Se dovessero essere state errate altre e/o diverse domande, sarà necessario agire con ricorso individuale. Per indicare ulteriori informazioni, si prega di contattare il nostro studio via mail all’indirizzo info@avvocatomichelebonetti.it

Entro il termine di 60 giorni dalla conoscenza delle risposte esatte del test somministrato, è possibile proporre ordinario ricorso giudiziale per l’annullamento della prova, in parte qua. Dopo la decorrenza del suddetto termine, è possibile proporre ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni dal medesimo die a quo. Considerato che l’accesso agli atti online è stato reso disponibile ai candidati in data 6 aprile 2018, i conseguenti termini ultimi per proporre ricorso ordinario scadono il 5 giugno 2018 mentre pre l'azione straordinaria lo studio raccoglierà adesioni entro e non oltre la metà di luglio.

Il costo dell’azione collettiva è di € 500,00.

Per aderire all’azione sarà necessario seguire pedissequamente le istruzioni che seguono, compilando la documentazione in allegato. 
1. Scaricare la procura allegata.
2. Stampare due copie della procura, compilarle e firmarle entrambe in originale (la sottoscrizione deve essere apposta a penna).
3. Effettuare il pagamento di euro 500,00 alle coordinate allegate. In caso di peculiari situazioni il costo del ricorso individuale è di € 2.000 oltre iva c.p.a. e contributo unificato se dovuto.
4. Inoltrare, tramite raccomandata a.r. URGENTE di tipo 1 all’indirizzo Studio Legale Avv. Michele Bonetti e Santi Delia, Via San Tommaso d’Aquino 47 -00136 Roma, i seguenti documenti:
- scheda anagrafica del ricorrente;
- due procure in originale compilate e sottoscritte;
- informativa sottoscritta;
- Copia del bonifico effettuato alle coordinate allegate (nella causale del bonifico dovrete inserire il vostro nome, cognome e la dicitura “CONCORSO INPS – 365 ANALISTI DI PROCESSO”).
Sulla busta deve essere apposta la scritta “CONCORSO INPS – 365 ANALISTI DI PROCESSO” e ogni busta deve contenere una sola adesione.
5. Inoltrare a mezzo e-mail all’indirizzo info@avvocatomichelebonetti.it  la scansione di TUTTI I DOCUMENTI INOLTRATI A MEZZO RACCOMANDATA A.R., inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “CONCORSO INPS – 365 ANALISTI DI PROCESSO”.
6. Compilare (solo una volta e inserendo dati veritieri e verificati) questo FORM on-line
7. Tutta la documentazione per aderire alla diffida dovrà essere trasmessa entro il 20 maggio 2018.

Attenzione, la carenza della documentazione richiesta o l’inesattezza dei dati inseriti comporterà l’esclusione dal ricorso. Si precisa in tal senso che non è ammessa la sostituzione dell’originale da inviare a mezzo racc. a/r con l’invio busta tramite mail pec. Ai fini della proposizione del ricorso sarà necessario ed indispensabile produrre l’intera documentazione oltre che nelle modalità indicate anche e soprattutto in originale con relativa sottoscrizione ORIGINALE. Non si ammetteranno copie, fotocopie, firme pre-configurate o firme digitali.
QUESTO STUDIO DECLINA OGNI RESPONSABILITÀ IN MERITO ALL’EVENTUALE MANCATO INSERIMENTO NEL RICORSO QUALORA LA DOCUMENTAZIONE NON DOVESSE GIUNGERE ENTRO I TERMINI STABILITI O NEL CASO IN CUI NON SIANO RISPETTATE LE PROCEDURE PREVISTE NELLA PRESENTE INFORMATIVA RISERVANDOSI, ANCHE IN IPOTESI DI CORRETTEZZA DELLA PROCEDURA SEGUITA, L’ACCETTAZIONE DEI VOSTRI MANDATI CHE VERRA' COMUNICATA ESCLUSIVAMENTE VIA MAIL.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Tue, 15 May 2018 14:19:54 +0000
INPS – 365 POSTI ANALISTA DI PROCESSO (SECONDA PROVA). SOMMINISTRATA UNA DOMANDA ERRATA: ECCO COSA ACCADRA’ http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/1789-inps-365-posti-analista-di-processo-seconda-prova-somministrata-una-domanda-errata-ecco-cosa-accadra http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/1789-inps-365-posti-analista-di-processo-seconda-prova-somministrata-una-domanda-errata-ecco-cosa-accadra INPS – 365 POSTI ANALISTA DI PROCESSO (SECONDA PROVA). SOMMINISTRATA UNA DOMANDA ERRATA: ECCO COSA ACCADRA’

Il quesito è il seguente: "Ai cittadini italiani, residenti in Italia, che abbiano compiuto i 66 anni e 7 mesi di età, privi di reddito quale prestazione previdenziale è riconosciuta? a) Pensione di vecchiaia; b) Pensione di anzianità; c) Assegno di inabilità; d) Assegno sociale.”

La risposta esatta indicata dalla Commissione ministeriale è la d), assegno sociale.

Tuttavia, la formulazione della domanda è palesemente errata.

È notorio che l’assegno sociale, lungi dall’essere considerabile una prestazione previdenziale, è piuttosto una misura di carattere assistenziale. Dello stesso avviso la giurisprudenza della Corte Costituzionale, che con sentenza n. 400 del 29/10/1999 ha chiaramente evidenziato la natura assistenziale dell’assegno sociale: “ad impedire di estendere alla disciplina dell'assegno sociale le valutazioni della sentenza n. 88 del 1992 è - più ancora che l'attinenza delle stesse al limite di reddito cumulato - il quadro complessivo della riforma, in cui si inserisce la nuova prestazione assistenziale […]. Una riconsiderazione della complessiva disciplina dei rapporti tra misure assistenziali e prestazioni previdenziali, nella materia delle provvidenze per i soggetti sprovvisti di reddito è imposta anche dal passaggio graduale ad un sistema previdenziale di tipo contributivo”.

La distinzione tra misure previdenziali ed assistenziali non è meramente descrittiva, rispondendo a ragioni giuridiche del tutto diverse; la misura assistenziale infatti prescinde da qualsiasi requisito di carattere contributivo.

L'errore commesso dai compilatori o da chi ha stampato il test rende, evidentemente, illegittima la somministrazione del quesito e, per quanto qui interessa, l'esclusione di tutti i soggetti che a tale domanda NON hanno risposto esattamente e sono fuori per 0.55, o che hanno omesso la risposta e sono fuori per 0.50.

Per questo il nostro studio sta predisponendo un ricorso collettivo.

Anche nel caso in cui, oltre alla domanda di cui sopra, siano stati riscontrati errori in altre domande, scrivere per info a info@avvocatomichelebonetti.it

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Fri, 13 Apr 2018 20:42:27 +0000
CLASS ACTION A TUTELA DEI PENSIONATI PER L'INDICIZZAZIONE DEI TRATTAMENTI DI QUIESCENZA http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/1272-class-action-a-tutela-dei-pensionati-indicizzazione-trattamenti-di-quiescenza http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/1272-class-action-a-tutela-dei-pensionati-indicizzazione-trattamenti-di-quiescenza CLASS ACTION A TUTELA DEI PENSIONATI PER L'INDICIZZAZIONE DEI TRATTAMENTI DI QUIESCENZA

Il Governo, anziché ottemperare alla sentenza della Corte Costituzionale, ne impone una interpretazione restrittiva.

“Non c’è tirannia peggiore di quella esercitata all’ombra della legge e sotto il calore della giustizia”.

Così un illustre esponente del pensiero illuminista qual è Montesquieu, criticava l’autoritarismo istituzionale.

Ebbene, mai affermazione più adatta di questa, per descrivere l’intervento legislativo del Governo volto a tamponare gli effetti dirompenti della sentenza n.70/2015 emessa dalla Corte Costituzionale. Quest’ultima infatti, ha dichiarato costituzionalmente illegittimo il blocco totale della perequazione automatica dei trattamenti di quiescenza di importo superiore a tre volte l’ammontare del trattamento minimo I.N.P.S., così come previsto dalla nota riforma Monti-Fornero (D.l. n.201/2011 così come convertito con modificazioni dalla L. n.214/2011).

Il Governo, chiamato a dare ottemperanza al provvedimento della Consulta, trincerandosi dietro indefinite esigenze finanziarie, mai illustrate in dettaglio, anziché recepire in toto quanto disposto dalla Corte, ha previsto una parziale quanto irrisoria, restituzione di ciò che sarebbe effettivamente spettato ai pensionati, a seguito del declaratoria di illegittimità costituzionale della mancata indicizzazione delle pensioni.

Il cosiddetto “bonus Poletti” riconosciuto dal D.l. n.65/2015, non è in grado di dare completa attuazione al provvedimento della Corte Costituzionale, in virtù del quale, invece, va restituito ai pensionati l’intero importo dovuto a titolo di mancata indicizzazione del trattamento di quiescenza per gli anni 2012 e 2013, nonché di quello che sarebbe maturato per il 2014 ed il 2015, sul valore nominale degli importi correttamente rivalutati.

E ciò, nonostante chiare ed ineccepibili, siano state le motivazioni che hanno spinto la Consulta a dichiarare l’illegittimità costituzionale dell’art. 24, comma 25, del D.l. 201/2011.

Per niente condivisibili, dunque, le misure adottate dal Governo con il D.L. n. 65 del 21 maggio 2015, volte a dare concreta attuazione al decisum costituzionale.

E’ evidente come risultino irragionevolmente (e nuovamente) violati gli inderogabili principi di proporzionalità ed adeguatezza della retribuzione, sanciti dagli art. 36 e 38 della Costituzione.

Inevitabile, dunque, che nostro malgrado, la parola torni ai Tribunali ai quali sarà devoluto il compito di sostituirsi all’inerzia del Governo che, anziché applicare le sentenze, ne propone un’interpretazione restrittiva.

Per tali motivi lo studio legale Bonetti & Partners proporrà azioni collettive ed individuali volte a consentire l’integrale restituzione del maltolto, a tutti coloro che non abbiano intenzione di rassegnarsi ad autoritarismi “esercitati all’ombra della legge e sotto il calore della giustizia.”

Tutti coloro che ritengano di esser stati lesi dal provvedimento governativo e che vogliano richiedere l’integrale restituzione di quanto illegittimamente trattenuto a seguito della mancata indicizzazione delle pensioni per gli anni 2012 e 2013, (nonché di quanto non corrisposto per le annualità 2014 e il 2015), possono procedere a compilazione del form on-line di preadesione, ove saranno illustrate le procedure da seguire per la presentazione del ricorso.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Tue, 16 Jun 2015 09:58:18 +0000
LA CORTE COSTITUZIONALE ASCIUGA LE LACRIME DELL’EX MINISTRO FORNERO http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/1239-la-corte-costituzionale-asciuga-le-lacrime-dell%E2%80%99ex-ministro-fornero http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/1239-la-corte-costituzionale-asciuga-le-lacrime-dell%E2%80%99ex-ministro-fornero LA CORTE COSTITUZIONALE ASCIUGA LE LACRIME DELL’EX MINISTRO FORNERO

Tutti ricorderemo l’austera riforma pensionistica Monti-Fornero che tanta disperazione ha generato tra pensionati e lavoratori; una riforma così aspra da scatenare il pianto dello stesso Ministro firmatario.

Ebbene la Corte Costituzionale con la recentissima sentenza n. 70 del 30 aprile 2015, ne ha dichiarato l’illegittimità costituzionale nella parte in cui escludeva per gli anni 2012 e 2013, l’adeguamento automatico delle pensioni al mutato potere di acquisto della moneta (il noto adeguamento ISTAT), per tutti gli assegni pensionistici che superavano di tre volte il trattamento minimo.

Le motivazioni poste dalla Corte a fondamento della propria decisione, e che tanto scalpore hanno suscitato a causa dei possibili contraccolpi sui bilanci pubblici, sono chiare e ineccepibili.

In primo luogo l’eccessiva durata del blocco delle indicizzazioni (biennio 2012/2013). 

Ed ancora, la violazione del principio di progressività. Infatti secondo la Corte Costituzionale le modalità di funzionamento della disposizione censurata, sono ideate per incidere sui trattamenti complessivamente intesi e non sulle fasce di importo attraverso un’indicizzazione progressiva.

La Consulta ha altresì rilevato la palese violazione dagli articoli 36 e 38 della Costituzione che sanciscono i principi di sufficienza ed adeguatezza della retribuzione applicati, per costante giurisprudenza della Corte Costituzionale, al trattamento di quiescenza inteso quale retribuzione differita. Ed infine, l’irragionevole ed irrimediabile vanificazione delle aspettative nutrite dal lavoratore per il tempo successivo alla cessazione della propria attività.

A ciò si aggiunga che la dichiarata illegittimità costituzionale del blocco della rivalutazione automatica, ha prodotto un effetto domino anche sugli assegni pensionistici degli anni 2014, 2015 e 2016 i cui importi nominali sono stati pregiudicati dal mancato adeguamento ISTAT che pertanto andrà corrisposto.

Se dunque questi sono i principi di diritto che hanno spinto la Consulta ad emanare la sentenza in esame, è evidente che le soluzioni paventate dal Governo negli ultimi giorni non appaiono assolutamente condivisibili né sufficienti a rimediare al maltolto.

Inaccettabili, altresì, risultano i tentativi di avallare una interpretazione restrittiva della sentenza della consulta che avrebbe infatti come unico scopo quello di svilire e mortificare la portata della pronuncia emanata.

Il braccio di ferro tra pensionati, I.N.P.S. e Governo è appena iniziato e si preannuncia lungo.

In attesa dell’emanazione del Decreto Ministeriale e di una eventuale circolare dell’I.N.P.S. volta a chiarire le modalità con cui si procederà concretamente alle restituzioni, lo studio legale Bonetti & Partners offre la propria assistenza a tutti coloro che intendono ottenere l’integrale restituzione di quanto loro spettante. Le sentenze della Corte Costituzionale non si interpretano, si applicano.

In attesa della emanazione del D.M., riteniamo, possa risultare utile sin d'ora inoltrare a mezzo PIN personale (o comunque intermediari abilitati), domanda amministrativa all'I.N.P.S., volta alla ricostruzione della pensione.

In questo modo sarà possibile per ognuno acquisire la documentazione e le informazioni utili che, nel caso fosse necessario adire l'autorità giudiziaria, consentiranno di agire tempestivamente. E ciò senza considerare che in applicazione al D.M., l'I.N.P.S. potrebbe ritenere l'espletamento della suddetta procedura, come un necessario presupposto per ottenere il recupero della perequazione.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Thu, 21 May 2015 14:48:58 +0000