Visualizza articoli per tag: domande errate http://w.avvocatomichelebonetti.it Sat, 07 Dec 2019 07:43:54 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it CONCORSO INPS – 967 POSTI: CONSIGLIO DI STATO DICE SI AD AMMISSIONE CANDIDATO CHE HA ERRATO QUESITO SU SOCIETÀ IN HOUSE http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/1910-concorso-inps-967-posti-consiglio-di-stato-dice-si-ad-ammissione-candidato-che-ha-errato-quesito-su-societa-in-house http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/1910-concorso-inps-967-posti-consiglio-di-stato-dice-si-ad-ammissione-candidato-che-ha-errato-quesito-su-societa-in-house CONCORSO INPS – 967 POSTI: CONSIGLIO DI STATO DICE SI AD AMMISSIONE CANDIDATO CHE HA ERRATO QUESITO SU SOCIETÀ IN HOUSE

Il Giudice Amministrativo torna a pronunciarsi sulla prova di selezione somministrata ai candidati del concorso a quiz per 967 per funzionari INPS, stavolta nelle vesti del massimo organo della giustizia amministrativa: il Consiglio di Stato.

Il quesito attenzionato da Palazzo Spada, ideato da una società a cui è stata affidata dall’INPS la predisposizione della prova, riguardava la natura giuridica delle “società in house”.

Per il Consiglio di Stato, contraddicendo quanto ritenuto dal T.A.R. e dai compilatori di quel test – che con ogni probabilità non si sono curati di verificare se, frattanto (rispetto a quando fu formulato e inserito in banca dati), il quadro giurisprudenziale e normativo fosse cambiato -, non è così: il quesito “appare affetto, salvi gli esiti dell’approfondimento proprio del giudizio di merito, dai profili di ambiguità lamentati dalla parte appellante, anche alla luce dei risvolti dogmatici – quindi, intrinsecamente opinabili – dei temi cui afferiscono le possibili risposte indicate dall’Amministrazione”; e “considerata la preminente esigenza di assicurare la parità di trattamento tra i candidati” ha ammesso un nostro candidato disponendo a carico dell’Inps la predisposizione di un’ulteriore prova orale ai fini dell’espletamento della stessa.

Si tratta del terzo quesito che, negli ultimi due concorsi proprio dell’INPS, la giustizia amministrativa ha censurato.

A nostro parere, non è concepibile che il futuro di studio o lavorativo di un cittadino debba essere deciso da un quiz erroneamente formulato senza che nessuno si curi di capire neanche perchè.

La ragione, invero, è sin troppo semplice e, chi scrive, l’ha denunciata ormai 11 anni fa. All’esito del test di ammissione nazionale a Medicina, la lotteria dei quiz impazzì sfornando una batteria con 8 errori poi conclamati da T.A.R. e Consiglio di Stato. Perchè? Semplicissimo. Chi ha fatto quei quiz è lo stesso soggetto che li validati. Li aveva, in altre parole, formulati e poi ha, esso stesso, confermato che fossero corretti e validi ai fini di quella selezione.

Una contraddizione, in termini.

In quella tipologia di test, da allora, si avviò una procedura di validazione successiva alla formulazione che, certamente, fece diminuire il numero degli errori senza tuttavia eliminarla del tutto.

Lo stesso Ministero, il T.A.R. o il Consiglio di Stato, difatti, trovarono errori nei test degli anni successivi, sino a quello del T.F.A. con 23 quiz su 60 errati.

La mancata validazione dei test a quiz, effettuata nei paesi anglosassoni ogni qualvolta debba essere espletata una simile prova, è una delle maggiori lacune presenti in tutte le procedure concorsuali attivate dalla Pubblica Amministrazione e che da anni contestiamo nei nostri giudizi al Tar giacché impedisce la selezione dei migliori. È fondamentale, anche in ragione del fatto che in questi anni si tornerà ad assumere massicciamente con tali procedure concorsuali, che l’amministrazione riveda immediatamente queste banche dati e il sistema di selezione perché profondamente lacunoso”.

Se il concorso pubblico è diventato un quiz, ben (a malincuore) venga. Si cambi l’intero sistema di formazione e istruzione e si prepari, sin da allora, la futura pubblica amministrazione a ragionare in tali termini.

Successivamente, soprattutto, si eviti pescare quiz enigmistici da banche dati obsolete e non validate in maniera seria e coscienziosa solo perchè, grazie a tali sistemi di appalto, si riesce a risparmiare sulla gestione di un pubblico concorso.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Mon, 04 Mar 2019 11:24:59 +0000
TAR LAZIO DOMANDE ERRATE NELLA PROVA SCRITTA DEL CONCORSO INPS, ACCOLTO RICORSO http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/1797-tar-lazio-domande-errate-nella-prova-scritta-del-concorso-inps-accolto-ricorso http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/1797-tar-lazio-domande-errate-nella-prova-scritta-del-concorso-inps-accolto-ricorso TAR LAZIO DOMANDE ERRATE NELLA PROVA SCRITTA DEL CONCORSO INPS, ACCOLTO RICORSO

Si tratta del concorso bandito dall’INPS per 365 posti per analisti di processo e per cui sono state presentate circa 25.000 domande di partecipazione.

I candidati, in tale procedura concorsuale, venivano sottoposti a due prove scritte con test a risposta multipla e, in entrambi i casi, per accedere allo step successivo era necessario ottenere un punteggio minimo di 21/30.

Secondo il Tar, che ha accolto il ricorso degli Avv.ti Bonetti e Delia alcuni quesiti erano errati.

Via libera dunque ai ricorrenti esclusi che incolpevolmente erano incappati in tali domande fuorvianti.

Il Tar del Lazio infatti, ritenendo fondate le censure avanzate nel ricorso dagli Avv.ti Bonetti e Delia in relazione alla natura dei quesiti contestati, ne ha confermato l’erroneità e ha accolto l’istanza cautelare del ricorrente ammettendolo immediatamente alle successive prove orali.

La mancata validazione dei test a quiz, effettuata nei paesi anglosassoni ogni qualvolta debba essere espletata una simile prova” commentano gli Avv.ti Bonetti e Delia “è una delle maggiori lacune presenti in tutte le 
procedure concorsuali attivate nel nostro ordinamento dalla Pubblica Amministrazione e che da anni contestiamo nei nostri giudizi innanzi al TAR giacchè impedisce la selezione dei migliori”.

È fondamentale” concludono i legali “anche in ragione del fatto che in questi anni si tornerà ad assumere massicciamente con tali procedure concorsuali, che l’ amministrazione riveda immediatamente queste banche 
dati ed il sistema di selezione perché profondamente lacunoso.

Al via il ricorso collettivo rivolto a tutti i soggetti inidonei all’esito della seconda prova del concorso per 365 posti come analisti di processo, fuori per 0.50 se sia stata omessa o 0.55 se si sia risposto erroneamente alla seguente domanda: “ai cittadini italiani, residenti in Italia, che abbiano compiuto i 66 anni e 7 mesi di età, privi di reddito quale prestazione previdenziale è riconosciuta? 
Pensione di vecchiaia 
Pensione di anzianità.
Assegno di inabilità. 
Assegno sociale” .
A nostro modo di vedere tale domanda è posta in modo palesemente errato, non essendo alcuna delle possibili risposte corretta.

L’azione collettiva è rivolta alla contestazione della sola domanda di cui sopra.
Se dovessero essere state errate altre e/o diverse domande, sarà necessario agire con ricorso individuale. Per indicare ulteriori informazioni, si prega di contattare il nostro studio via mail all’indirizzo info@avvocatomichelebonetti.it

Entro il termine di 60 giorni dalla conoscenza delle risposte esatte del test somministrato, è possibile proporre ordinario ricorso giudiziale per l’annullamento della prova, in parte qua. Dopo la decorrenza del suddetto termine, è possibile proporre ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni dal medesimo die a quo. Considerato che l’accesso agli atti online è stato reso disponibile ai candidati in data 6 aprile 2018, i conseguenti termini ultimi per proporre ricorso ordinario scadono il 5 giugno 2018 mentre pre l'azione straordinaria lo studio raccoglierà adesioni entro e non oltre la metà di luglio.

Il costo dell’azione collettiva è di € 500,00.

Per aderire all’azione sarà necessario seguire pedissequamente le istruzioni che seguono, compilando la documentazione in allegato. 
1. Scaricare la procura allegata.
2. Stampare due copie della procura, compilarle e firmarle entrambe in originale (la sottoscrizione deve essere apposta a penna).
3. Effettuare il pagamento di euro 500,00 alle coordinate allegate. In caso di peculiari situazioni il costo del ricorso individuale è di € 2.000 oltre iva c.p.a. e contributo unificato se dovuto.
4. Inoltrare, tramite raccomandata a.r. URGENTE di tipo 1 all’indirizzo Studio Legale Avv. Michele Bonetti e Santi Delia, Via San Tommaso d’Aquino 47 -00136 Roma, i seguenti documenti:
- scheda anagrafica del ricorrente;
- due procure in originale compilate e sottoscritte;
- informativa sottoscritta;
- Copia del bonifico effettuato alle coordinate allegate (nella causale del bonifico dovrete inserire il vostro nome, cognome e la dicitura “CONCORSO INPS – 365 ANALISTI DI PROCESSO”).
Sulla busta deve essere apposta la scritta “CONCORSO INPS – 365 ANALISTI DI PROCESSO” e ogni busta deve contenere una sola adesione.
5. Inoltrare a mezzo e-mail all’indirizzo info@avvocatomichelebonetti.it  la scansione di TUTTI I DOCUMENTI INOLTRATI A MEZZO RACCOMANDATA A.R., inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “CONCORSO INPS – 365 ANALISTI DI PROCESSO”.
6. Compilare (solo una volta e inserendo dati veritieri e verificati) questo FORM on-line
7. Tutta la documentazione per aderire alla diffida dovrà essere trasmessa entro il 20 maggio 2018.

Attenzione, la carenza della documentazione richiesta o l’inesattezza dei dati inseriti comporterà l’esclusione dal ricorso. Si precisa in tal senso che non è ammessa la sostituzione dell’originale da inviare a mezzo racc. a/r con l’invio busta tramite mail pec. Ai fini della proposizione del ricorso sarà necessario ed indispensabile produrre l’intera documentazione oltre che nelle modalità indicate anche e soprattutto in originale con relativa sottoscrizione ORIGINALE. Non si ammetteranno copie, fotocopie, firme pre-configurate o firme digitali.
QUESTO STUDIO DECLINA OGNI RESPONSABILITÀ IN MERITO ALL’EVENTUALE MANCATO INSERIMENTO NEL RICORSO QUALORA LA DOCUMENTAZIONE NON DOVESSE GIUNGERE ENTRO I TERMINI STABILITI O NEL CASO IN CUI NON SIANO RISPETTATE LE PROCEDURE PREVISTE NELLA PRESENTE INFORMATIVA RISERVANDOSI, ANCHE IN IPOTESI DI CORRETTEZZA DELLA PROCEDURA SEGUITA, L’ACCETTAZIONE DEI VOSTRI MANDATI CHE VERRA' COMUNICATA ESCLUSIVAMENTE VIA MAIL.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Tue, 15 May 2018 14:19:54 +0000
INPS – 365 POSTI ANALISTA DI PROCESSO (SECONDA PROVA). SOMMINISTRATA UNA DOMANDA ERRATA: ECCO COSA ACCADRA’ http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/1789-inps-365-posti-analista-di-processo-seconda-prova-somministrata-una-domanda-errata-ecco-cosa-accadra http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/1789-inps-365-posti-analista-di-processo-seconda-prova-somministrata-una-domanda-errata-ecco-cosa-accadra INPS – 365 POSTI ANALISTA DI PROCESSO (SECONDA PROVA). SOMMINISTRATA UNA DOMANDA ERRATA: ECCO COSA ACCADRA’

Il quesito è il seguente: "Ai cittadini italiani, residenti in Italia, che abbiano compiuto i 66 anni e 7 mesi di età, privi di reddito quale prestazione previdenziale è riconosciuta? a) Pensione di vecchiaia; b) Pensione di anzianità; c) Assegno di inabilità; d) Assegno sociale.”

La risposta esatta indicata dalla Commissione ministeriale è la d), assegno sociale.

Tuttavia, la formulazione della domanda è palesemente errata.

È notorio che l’assegno sociale, lungi dall’essere considerabile una prestazione previdenziale, è piuttosto una misura di carattere assistenziale. Dello stesso avviso la giurisprudenza della Corte Costituzionale, che con sentenza n. 400 del 29/10/1999 ha chiaramente evidenziato la natura assistenziale dell’assegno sociale: “ad impedire di estendere alla disciplina dell'assegno sociale le valutazioni della sentenza n. 88 del 1992 è - più ancora che l'attinenza delle stesse al limite di reddito cumulato - il quadro complessivo della riforma, in cui si inserisce la nuova prestazione assistenziale […]. Una riconsiderazione della complessiva disciplina dei rapporti tra misure assistenziali e prestazioni previdenziali, nella materia delle provvidenze per i soggetti sprovvisti di reddito è imposta anche dal passaggio graduale ad un sistema previdenziale di tipo contributivo”.

La distinzione tra misure previdenziali ed assistenziali non è meramente descrittiva, rispondendo a ragioni giuridiche del tutto diverse; la misura assistenziale infatti prescinde da qualsiasi requisito di carattere contributivo.

L'errore commesso dai compilatori o da chi ha stampato il test rende, evidentemente, illegittima la somministrazione del quesito e, per quanto qui interessa, l'esclusione di tutti i soggetti che a tale domanda NON hanno risposto esattamente e sono fuori per 0.55, o che hanno omesso la risposta e sono fuori per 0.50.

Per questo il nostro studio sta predisponendo un ricorso collettivo.

Anche nel caso in cui, oltre alla domanda di cui sopra, siano stati riscontrati errori in altre domande, scrivere per info a info@avvocatomichelebonetti.it

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Fri, 13 Apr 2018 20:42:27 +0000
UDU, ancora una volta delle domande sbagliate nei test http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/729-udu-ancora-una-volta-delle-domande-sbagliate-nei-test http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/729-udu-ancora-una-volta-delle-domande-sbagliate-nei-test UDU, ancora una volta delle domande sbagliate nei test

Secondo il coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari Gianluca Scuccimarra “dopo la scabrosa vicenda del bonus maturità che ha penalizzato tutti gli studenti cambiando le regole in corsa è emerso nell’ultimo grado di giudizio quello che da anni denunciamo, ovvero una selezione casuale mediante un sistema inadeguato con domande errate prive di senso”.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale ha accolto due ricorsi dell’UDU patrocinati dall’Avv. Michele Bonetti e dall’Avv. Santi Delia in cui veniva lamentata l’erroneità della domanda 45.

Proprio su questa domanda il Ministero, accortosi dell’errore, ha provveduto a dare il punteggio a due risposte anziché ad una. Il Consiglio di Stato tuttavia ha accolto la tesi portata avanti da anni dall’UDU e dallo Studio legale Avv. Michele Bonetti & Partners, ribadendo che quando c’è una domanda sbagliata il punteggio va dato a tutti i ricorrenti che in tal modo possono raggiungere l’ultimo degli ammessi ad entrare in sovrannumero.

E’ un provvedimento rivoluzionario che potrà consentire ad oltre tremila ricorrenti esclusi per poco più di un punto di poter studiare ed entrare in una università aperta e pubblica.

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roby.nardi@fastwebnet.it (Roberta Nardi) Numero chiuso Mon, 10 Mar 2014 23:20:02 +0000
Ancora domande errate nel quiz di Medicina: VITTORIA AL TAR LAZIO http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/436-ancora-domande-errate-nel-quiz-di-medicina-vittoria-al-tar-lazio http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/436-ancora-domande-errate-nel-quiz-di-medicina-vittoria-al-tar-lazio Ancora domande errate nel quiz di Medicina: VITTORIA AL TAR LAZIO

Dal 2004 la storia si ripete come un carillon che continua a girare. Le domande somministrate sono errate. 1, 2, 4 o 5 a seconda degli anni sino a 25 per la prova del T.F.A. di mezza estate 2012.

Appena qualche giorno fa la decisione del T.A.R. Lazio sui test del 2009. E' errata una delle domande somministrate e i nostri ricorrenti possono finalmente ottenere l'ammissione.

Ancora una volta siamo riusciti ad ottenere una vittoria importantissima ed il diritto allo studio ha trionfato. Oggi però è anche il momento delle spiegazioni che il Ministero DEVE fornirci, in attesa della nuova partita sul test di quest'anno.

Il mese scorso il Consiglio di Stato, in relazione ai test dell’anno accademico 2009/2010, ha evidenziato che “il Collegio è persuaso che i quesiti oggetto di contestazione presentino elementi di dubbia attendibilità scientifica, al punto da ritenere non ragionevole che gli stessi abbiano potuto costituire utili strumenti di selezione degli studenti da ammettere ai corsi universitari” e che, a prescindere dall’esito di una verificazione che innanzi al T.A.R. aveva persino ritenuto corretti tali quesiti, questi ultimi “lasciano ampi margini di incertezza in ordine alla risposta più corretta da fornire e si rivelano per ciò solo inadatti ad assurgere a strumento selettivo per l’accesso ad un corso universitario, dato che la loro soluzione non costituisce il frutto di un esercizio di logica meritevole di apprezzamento”.

Il MIUR deve chiarire il perché successivamente all’anno dello “scandalo” (era l’a.a. 2007) una Commissione continui per il quinto anno consecutivo ad errare le domande di un test che decide il futuro dei nostri ragazzi.

Anche senza riferirsi alle nostre perizie mai confutate dal MIUR si ricorda l’annullamento della domanda 71 e 79 nel 2007 confermata con D.M. del 21 ottobre 2007, l’annullamento della domanda 62 di odontoiatria nel seguente 2008 intervenuta con D.M. del 10 settembre 2008, il caso di Medicina nel 2009 con l’inversione delle risposte inizialmente fornite come esatte (con ben 23 quesiti contestati da questa difesa con argomenti espressamente condivisi dal T.A.R. Campania, dal T.A.R. Catania e oggi dal T.A.R. Lazio e pochi giorni fa dal Consiglio di Stato) e sempre nel 2009 gli episodi di Architettura ove vi sono state domande con più risposte proposte completamente uguali e con domande a cui ci si è dimenticato di allegare i grafici predisposti.

Nel 2010 il Consiglio di Stato sempre sui nostri ricorsi ha “ritenuto che nell’ambito dei motivi dedotti assumono rilievo, agli effetti del fumus boni juris, le censure che investono la ricaduta sull’esito della selezione della griglia di risposte assegnate a taluni quesiti che si assumono non conferenti all’oggetto ed al contenuto della domanda stessa”.

Dal 2007, in poi, quindi, ogni anno il Giudice Amministrativo o lo stesso M.I.U.R. mette in discussione l’operato dei docenti che elaborano il test che segna il futuro di migliaia di giovani ed ammette (il MIUR) o accerta (il G.A.) che la selezione è stata mal gestita.

Non possiamo che chiudere con le parole del T.A.R. Napoli del 2004 secondo cui“lascia sconcertati che per il secondo anno consecutivo in una selezione tanto delicata ed importante, sia stato possibile commettere errori tanto banali, eventualmente anche nella scelta del metodo di selezione e del soggetto cui affidarne la gestione” .

VaI alla nostra vittoria.

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roby.nardi@fastwebnet.it (Roberta Nardi) Numero chiuso Thu, 22 Nov 2012 15:26:08 +0000