Visualizza articoli per tag: TAR http://w.avvocatomichelebonetti.it Wed, 30 Sep 2020 23:02:39 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it CONCORSO SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE IN MEDICINA: LA STORIA SI RIPETE. VI RACCONTIAMO DI COME, NEL PRECEDENTE CONCORSO, FOSSE PRESENTE LO STESSO ERRORE E TAR E CDS HANNO ACCOLTO I NOSTRI RICORSI. http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/2214-concorso-scuole-di-specializzazione-in-medicina-la-storia-si-ripete-vi-raccontiamo-di-come-nel-precedente-concorso-fosse-presente-lo-stesso-errore-e-tar-e-cds-hanno-accolto-i-nostri-ricorsi http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/2214-concorso-scuole-di-specializzazione-in-medicina-la-storia-si-ripete-vi-raccontiamo-di-come-nel-precedente-concorso-fosse-presente-lo-stesso-errore-e-tar-e-cds-hanno-accolto-i-nostri-ricorsi CONCORSO SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE IN MEDICINA: LA STORIA SI RIPETE. VI RACCONTIAMO DI COME, NEL PRECEDENTE CONCORSO, FOSSE PRESENTE LO STESSO ERRORE E TAR E CDS HANNO ACCOLTO I NOSTRI RICORSI.

Webinar gratuito per rispondere a tutte le Vostre domande sul concorso specializzazioni DOMANI (SABATO 26/9) alle ore 11.30.
Per partecipare alla riunione compila il SEGUENTE FORM e riceverai l’invito a mezzo mail. #ssm2020

SI PARLERA’ DELLE AZIONI RIGUARDANTI I PUNTEGGI DETRATTI AI CORSISTI SSM, L’ESCLUSIONE DEI CORSISTI MMG E COME TUTELARSI, OLTRE ALLE POSSIBILI AZIONI PER CANDIDATI CHE VERRANNO ESCLUSI PER PUNTEGGI NON SUFFICIENTI

*****

Una donna di 77 anni in buone condizioni generali giunge in Pronto Soccorso in seguito a caduta accidentale in casa. In figura viene mostrata la radiografia del bacino e delle anche della paziente.

Questo il testo della domanda n. 87 a cui segue l’immagine della radiografia.

Secondo il Ministero e la Commissione si tratta di una “frattura sottocapitata del femore sinistro” mentre a ben vedere l’immagine riporta una frattura destra.

Il caso relativo all’incongruenza tra il testo della domanda, l’immagine proposta e la soluzione non è affatto nuova per il test di ammissione alle scuole di specializzazione.

Al contrario è già occorsa appena due anni fa. Per primi (ed unici sul punto) abbiamo vinto al TAR con provvedimento confermato dal Consiglio di Stato ottenendo la condanna alle spese del Ministero e l’ammissione alla scuola dei nostri ricorrenti.

Vediamo come è andata.

Il Consiglio di Stato, pronunciandosi sul ricorso presentato dagli Avv. Michele Bonetti e Santi Delia, ha accolto le censure mosse contro una delle domande erratamente posta all’interno del test di ammissione per le scuole di specializzazioni mediche del 2018

Dopo la vittoria al TAR Lazio, il MIUR ha presentato appello avverso la nostra precedente vittoria, ma l’esito non è mutato. Diversamente, anche i giudici di Palazzo Spada hanno confermato che il quesito è errato ed il ricorrente ammesso alla scuola.

Sin dalle prime valutazioni all’esito del test avevamo fatto notare che, tra i quesiti somministrati, ve ne era uno (n. 96 codice domanda 146604) a nostro modo di vedere errato ragion per cui chi ha sbagliato o non risposto a tale domanda ed è fuori per il relativo punteggio poteva agire individualmente. 

TAR e Consiglio di Stato hanno confermato il clamoroso errore nella formulazione della domanda.

Con il ricorso, difatti, si deduceva che l’errata formulazione della domanda ha reso illegittima la sua somministrazione, falsando il risultato della prova e pregiudicando il diritto all’ammissione presso la Scuola scelta. TAR e CONSIGLIO DI STATO, dunque, esaminate le tesi difensive dello Studio hanno “rilevato che la lesione lamentata da parte ricorrente va ascritta all’errata impostazione del quesito formulato mediante riproduzione del reperto radiografico per la denunciata inversione dell’impostazione grafica, errore emergente icto oculi”.

Il Consiglio di Stato, con ordinanza fortemente stringente ha affermato che “l’appello presentato dal Ministero non appare assistito da adeguato fumus boni iuris, avendo il primo giudice apprezzato correttamente in fatto ed in diritto la fattispecie in esame”. In tal modo, vengono confermate i rilievi già precedentemente avanzati.

Così, ritenendo fondate le richieste degli Avvocati Bonetti e Delia, il Consiglio di Stato ha confermato la misura cautelare disposta dal giudice di primo grado che aveva sospeso l’efficacia degli atti impugnati e disposto l’iscrizione del ricorrente con riserva al corso di specializzazione.

Per aderire ai ricorsi collettivi ed individuali clicca qui

Per info e approfondimenti sulle azioni giudiziali in corso e da intraprendere scrivi a

info@avvocatomichelebonetti.it

]]>
claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Fri, 25 Sep 2020 09:18:24 +0000
VINCOLO QUINQUENNALE: IL LIMBO DEI NEOASSUNTI NELL’A.S. 2020/2021 http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/2199-vincolo-quinquennale-il-limbo-dei-neoassunti-nell-a-s-2020-2021 http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/2199-vincolo-quinquennale-il-limbo-dei-neoassunti-nell-a-s-2020-2021 VINCOLO QUINQUENNALE: IL LIMBO DEI NEOASSUNTI NELL’A.S. 2020/2021

Gli insegnanti assunti a partire dall’a.s. 2020/2021 saranno vincolati a rimanere nella scuola di titolarità per almeno cinque anni di servizio effettivo senza poter accedere ad alcuno strumento per lavorare in altra sede.

La norma, introdotta con D.L. n. 126/2019 che ha modificato l’art. 399 del Testo Unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, prevede espressamente che “A decorrere dalle immissioni in ruolo disposte per l'anno scolastico 2020/2021, i docenti a qualunque titolo destinatari di nomina a tempo indeterminato possono chiedere il trasferimento, l'assegnazione provvisoria o l'utilizzazione in altra istituzione scolastica ovvero ricoprire incarichi di insegnamento a tempo determinato in altro ruolo o classe di concorso soltanto dopo cinque anni scolastici di effettivo servizio nell'istituzione scolastica di titolarità, fatte salve le situazioni sopravvenute di esubero o soprannumero”.

La disposizione in parola palesa una grave illegittimità nei confronti dei docenti che rimangono bloccati nella scuola in cui prendono servizio nel corrente anno scolastico senza alcuna possibilità di partecipare ai movimenti, neppure temporanei.

Ciò causa enormi difficoltà per quei docenti che hanno ottenuto l’incarico a chilometri e chilometri di distanza dalla propria dimora e che nel prossimo anno scolastico, anche qualora ci fossero posti disponibili nell’ambito o nel comune di preferenza, rimarranno bloccati presso la sede odierna.

Peraltro, prima di poter effettuare la domanda di mobilità, di assegnazione provvisoria o di utilizzazione, gli insegnanti devono svolgere cinque anni di servizio effettivo e, affinché questo maturi, non sono utili periodi di aspettativa non retribuita o altre tipologie di assenze (fatti salvi i periodi di congedo di maternità e i periodi di congedo parentale).

Per molti docenti, dunque, ottenere dopo anni e anni di precariato l’agognato ruolo ha determinato l’allontanamento dalla propria quotidianità, dalle proprie famiglie e dai propri figli.

La questione, come noto, riguarda i docenti assunti a qualunque titolo (quindi anche con riserva) e da qualunque graduatoria (GAE, GM, GPME).

Assume, tuttavia, tratti ancor più abnormi se si pensa ai docenti che hanno partecipato al concorso straordinario 2018 nel cui bando, all'art 10 comma 10, era riportato chiaramente che il vincolo fosse di tre anni con possibilità di chiedere assegnazione provvisoria, mobilità o utilizzazioni in altra provincia dopo tale periodo di effettivo servizio nella provincia di titolarità.

I docenti hanno partecipato al concorso a determinate condizioni che, nella sostanza, sono state cambiate in corsa, in quanto il vincolo è stato portato da tre a cinque anni senza nessuna possibilità di scelta.

In proposito è possibile anche non proporre azioni nell’immediato avverso tali illegittimità per due ordini di ragioni: da un lato per il fatto che il vincolo è stato introdotto con legge e non può essere proposta impugnazione dinanzi ad un giudice se non sollevando questione di legittimità costituzionale; dall’altro lato potrebbe non sussistere l’attualità dell’interesse ad agire considerando che le procedure di mobilità, assegnazione provvisoria e utilizzazione saranno avviate nel 2021.

Ci rendiamo conto che il tutto è stato blindato con una norma di legge e dunque l’unica strada  perseguibile è quella di richiedere un’interpretazione costituzionalmente orientata e in subordine sollevare questione di legittimità costituzionale.

A nostro avviso vi è la giurisdizione del Giudice del Lavoro e sarà fondamentale sollevare la questione di legittimità costituzionale per violazione degli articoli 2, 3, 4, 33, 35, 36, 37 ecc., stiamo tuttavia valutando anche ulteriori azioni da avanzare dinanzi al G.A.

Le azioni giudiziarie riguarderanno poi alcune particolari categorie di insegnanti quali ad esempio i soggetti divenuti successivamente titolari di legge 104/1992; considerando che la disposizione legislativa prevede nell’ottenimento postumo della certificazione una fonte di eccezione al detto vincolo quinquennale e che quindi si verranno a creare molteplici criticità per coloro che già sono titolari della certificazione di disabilità e che magari avranno un aggravamento o che comunque sono stati impossibilitati nella precedente scelta, nonchè profonde disparità di trattamento.

L’illegittimità perpetrata nei confronti dei docenti neoassunti è gravissima” commenta l’Avvocato Michele Bonetti, founder dello Studio Legale Bonetti & Delia “proporremo ogni azione per la rimozione del vincolo di cinque anni, apposto in violazione di ogni principio costituzionale. Organizzeremo nelle prossime settimane riunioni da remoto, sulla piattaforma TEAMS, per tutti i docenti interessati dalla vicenda”.

Lo Studio Legale Avv.ti Michele Bonetti & Santi Delia, dunque, avvierà ogni azione possibile volta alla rimozione del vincolo quinquennale. Per ricevere informazioni in merito e per ricevere l’invito per la partecipazione alle riunioni online Vi chiediamo di compilare il seguente form https://forms.gle/PxMZz9DnGptJqkPk8 (non vincolante) al fine di preaderire alle azioni. Per la preadesione è previsto il versamento di euro 30,00 alle coordinate allegate, che saranno scorporati dal costo dell’eventuale ricorso, collettivo o individuale, inoltrato nell’interesse del docente, e che garantiranno ai preaderenti tutta un'attività stragiudiziale da parte dello studio consistente nell'inoltro di diffide, istanze, accessi agli atti ecc.

 

]]>
claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Precari della scuola Thu, 03 Sep 2020 11:10:28 +0000
CONCORSO FUNZIONARI GIUDIZIARI: LE NOSTRE AZIONI http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/2197-concorso-funzionari-giudiziari-le-nostre-azioni http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/2197-concorso-funzionari-giudiziari-le-nostre-azioni CONCORSO FUNZIONARI GIUDIZIARI: LE NOSTRE AZIONI

Tra il 12 novembre e il 18 novembre 2019, si erano svolte le prove preselettive del “Concorso pubblico per titoli ed esami, per il reclutamento di complessive n. 2329 unità di personale non dirigenziale a tempo indeterminato per il profilo di Funzionario nei ruoli del personale del Ministero della Giustizia”.

Come è noto, da tempo è stata pubblicata la graduatoria dei soggetti ammessi che, da mesi si stanno preparando per l’espletamento della prova scritta.

Quelle prove avevano già generato notevole contenzioso su cui il nostro studio, per primo ed unico in Italia, ha ottenuto plurimi accoglimenti. 

Tuttavia, con provvedimento dell’8 giugno, il Ministero ha comunicato di aver provveduto a ad aggiornare la graduatoria in ragione di asseriti errori che sono stati riscontrati nella griglia delle risposte.
Tale intervento ha cagionato un innalzamento della soglia minima di ammissione (da 31,39 a 31,7) con la conseguente esclusione di numerosi candidati che erano stati inizialmente ammessi a sostenere le successive prove.

In particolare, il Formez, l’ente che si occupa della gestione dell’intera procedura concorsuale nulla ha chiarito in ordine a tali errori che, perciò, inizialmente erano rimasti “sconosciuti” insieme con tutte la procedura attivata silenziosamente dal Ministero.
All’esito dell’accesso effettuato abbiamo appurato l’esistenza di plurime ragioni per instaurare l’azione giudiziale che, tuttavia, è ormai in scadenza.

Entro giorno 3 settembre 2020 è ancora possibile agire con
A) Un ricorso di natura collettiva, al costo di 1.000 euro.
B) Un ricorso di tipo individuale al costo di 2500 euro oltre IVA e CPA, in cui verrà maggiormente approfondita la Vostra posizione e ogni singola peculiarità sarà analizzata in maniera precisa e scrupolosa.
Per poter aderire, è necessario compilare il seguente FORM e scrivere a info@avvocatomichelebonetti.it 

]]>
claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Wed, 02 Sep 2020 13:02:01 +0000
OSSERVAZIONI DELLO STUDIO LEGALE SUGLI EVENTUALI "DEPENNAMENTI" IN CASO DI ACCETTAZIONE DEL RUOLO CON RISERVA. http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/2187-osservazioni-dello-studio-legale-sugli-eventuali-depennamenti-in-caso-di-accettazione-del-ruolo-con-riserva http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/2187-osservazioni-dello-studio-legale-sugli-eventuali-depennamenti-in-caso-di-accettazione-del-ruolo-con-riserva OSSERVAZIONI DELLO STUDIO LEGALE SUGLI EVENTUALI

Carissimi,

a seguito di una serie di Vostre richieste di delucidazioni lo studio legale ritiene di condividere le seguenti brevi osservazioni, precisando che trattasi di meri rilievi di natura giuridica che esulano dai mandati conferiti e che comunque trattasi di osservazioni che richiedono da parte Vostra una valutazione personale alla luce del lungo percorso che abbiamo iniziato anni addietro dopo la vittoria con il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica che fece inserire tutti i diplomati magistrali in II fascia, riconoscendo anche la validità abilitante del medesimo titolo, e da cui ebbe inizio la nota campagna per l’inserimento nelle GAE.

A differenza di quanto ritenuto dal Miur con una mera nota priva di qualunque valore cogente per i Giudici che dovranno decidere sulla corretta interpretazione delle norme, a nostro modo di vedere l’eventuale ottenimento del ruolo da GAE, in quanto con riserva, non fa venir meno l’ammissione nelle altre graduatorie se non, anche in tal caso, con riserva legata allo scioglimento della precedente riserva. Del resto, sempre a differenza di quanto sostiene il Miur, ci pare che non si possa prescindere nell’interpretazione della normativa dalla circostanza per cui tutti i ricorrenti entrati di ruolo con riserva, superando il periodo di prova, abbiano partecipato e siano inseriti nelle graduatorie del concorso straordinario senza problemi; dunque a maggior ragione al fine di evitare una violazione dell’articolo 3 della Costituzione, anche sub specie di disparità di trattamento, si impone una lettura costituzionalmente orientata della normativa.

Su questo, non a caso la nota del Ministero tace del tutto.

Il fatto che il Ministero ritenga che nel silenzio della Legge anche l’accettazione del ruolo con riserva dia vita alla cancellazione dalla graduatoria, a nostro modo di vedere, prova l’opposto.

Al contrario di quanto erroneamente ritenuto dal Ministero, il codice civile e quello di procedura prevedono espressamente talune ipotesi per le quali non è ammissibile una rinuncia condizionata (ad esempio in materia testamentaria e, ancora, in caso di rinuncia all’azione giudiziale proposta), senza evidentemente contemplare quella che ci occupa.

Conformemente al principio, ubi lex voluit dixit ubi noluit tacuit, dunque, non v’è alcun ostacolo per ammettere la rinuncia con riserva dei ricorrenti alla permanenza nella graduatoria del concorso straordinario in ipotesi di superamento del c.d. periodo di prova. Riserva che verrebbe sciolta in positivo o negativo all’esito della fase giudiziale sull’ammissione in Gae.

Peraltro, diversamente da quanto ritenuto dal MI, se esiste un’ammissione con riserva del candidato ordinata dal G.A. cui dover dare ottemperanza non si riesce a comprendere perché dovrebbe negarsi l’esistenza e la possibilità di riottenere l’inserimento in graduatoria a seguito dello scioglimento negativo della riserva, anche in quanto il ruolo è stato ottenuto con riserva a seguito di un provvedimento cautelare, ovvero un provvedimento non definitivo. Quindi non può non rilevarsi come, al limite, una diversa interpretazione della normativa, favorevole al depennamento dalle graduatorie - quali quelle del concorso straordinario - potrebbe al massimo avere senso solo qualora entrambi gli inserimenti (nelle GAE e nelle graduatorie del concorso straordinario) fossero definitivi, situazione diversa da quella a noi segnalata. Viceversa, se il merito dei giudizi fosse poi negativo si dovrebbe ottenere il reinserimento nella graduatoria del concorso straordinario.

Diversamente opinando vi sarebbe una palese disparità di trattamento con chi ha già accettato il ruolo da GAE (ed ha superato l’anno di prova) ed è inserito nelle Graduatorie del concorso straordinario prima della nuova Legge, non riuscendo a rintracciarsi la ragione per cui si dovrebbe offrire una maggiore tutela ai soggetti che hanno accettato il ruolo con riserva prima (rispetto a quelli dopo) della norma sopravvenuta.

Il fatto stesso che il concorso straordinario fosse aperto anche ai soggetti di ruolo con riserva induce a ritenere che quella sopra proposta sia l'unica interpretazione costituzionalmente orientata.

Anche il dettato letterale tra l'altro, si presta ad includere anche il concorso straordinario; il problema, quindi, a chi scrive, non è tanto giuridico ma concerne l'attuazione e l’interpretazione che vi ha dato il Ministero dell'Istruzione strumentalizzando la vicenda come più volte ha fatto in passato (ad esempio, addirittura depennando prima del merito i diplomati magistrale).

Non resta dunque se il Ministero insiste su questa via nonostante i superiori rilievi, che impugnare tale nota innanzi all’Ag competente in ipotesi di cancellazione dalla graduatoria del concorso straordinario. Ove, tuttavia, si volesse rinunciare al ruolo da GAE (o anche a prenderlo posticipando l'anno di prova), è scontato che non vi sarebbero conseguenze sulla graduatoria del concorso straordinario.

Tuttavia come legali non possiamo che occuparci della legittimità o meno della vicenda, avanzando poi tutte le più opportune azioni nella fase patologica che eventualmente verrà posta in essere. Manderemo sul punto le nostre osservazioni al Ministero affinché tutto ciò non venga posto in essere.

È evidente che l’accettazione del ruolo, che nel vostro caso de facto sarebbe con riserva, non da oggi, ma ormai da tre anni poiché sono intervenute ben due Plenarie negative, è a rischio revoca. Ma ciò non è una novità o l’esito di un inaspettato orientamento dinanzi al Tar del Lazio, ma scaturisce dalla prima Plenaria, poi successivamente anche confermata.

Pertanto riteniamo che l’accettazione o meno del ruolo sia una scelta personale da valutare, come sempre e a prescindere, con molta attenzione anche per l’impegno da affrontare per il superamento dell’anno di prova e per la possibilità di revoca giudiziale.

Oltretutto, e ci venga concessa una considerazione extragiuridica, il singolo ricorrente può a quanto pare anche accettare il ruolo e poi decidere successivamente prima del superamento dell’anno di prova.

In poche parole sono talmente tanti i profili di illegittimità che non si non può pensare che da questa situazione non scaturiscano ulteriori ricorsi e non può escludersi che il Ministero non fornisca, pertanto, chiarimenti nel senso sopra prospettato.

]]>
claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Tue, 11 Aug 2020 15:41:27 +0000
L’ORDINANZA COLLEGIALE DEL CONSIGLIO DI STATO SULLA DECADENZA DALLE GRADUATORIE DI MEDICINA ED ODONTOIATRIA http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/2186-l-ordinanza-collegiale-del-consiglio-di-stato-sulla-decadenza-dalle-graduatorie-di-medicina-ed-odontoiatria http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/2186-l-ordinanza-collegiale-del-consiglio-di-stato-sulla-decadenza-dalle-graduatorie-di-medicina-ed-odontoiatria L’ORDINANZA COLLEGIALE DEL CONSIGLIO DI STATO SULLA DECADENZA DALLE GRADUATORIE DI MEDICINA ED ODONTOIATRIA

Il Consiglio di Stato si esprime in data 5 agosto 2020 sulla clausola escludente per mancata conferma di interesse nelle graduatorie dei concorsi universitari a numero chiuso.
Il Ministero dell’Università, da alcuni anni, aveva introdotto nel bando per l’accesso alla facoltà a numero chiuso, quali Medicina, Odontoiatria, Veterinaria ecc., una norma che impone ai candidati di effettuare una periodica conferma di interesse alla permanenza nella relativa graduatoria: la conseguenza della mancata apposizione del “click” nel giorno prestabilito comporterebbe, sempre secondo il MIUR, la decadenza definitiva e l’esclusione dagli scorrimenti e ripescaggi.
L’UDU - Unione degli Universitari, sin da subito, aveva percepito la portata di tale previsione e le possibili conseguenze lesive per i candidati, soprattutto se si considera che gli scorrimenti possono proseguire per anni e non vi era, almeno inizialmente, alcuna “valvola” di garanzia per candidati che incolpevolmente non avessero potuto eseguire l’adempimento richiesto.
Sulla scorta di tali necessità, all’interno del bando per i test dell’anno 2019/2020 è stata inserita un’ulteriore norma che disciplina, per l’appunto, i casi di decadenza per mancata apposizione della conferma di interesse, nei casi di grave impedimento per motivi eccezionali o di salute.
Il Supremo Organo della Giustizia Amministrativa, nell’ottica massimamente garantista che più volte ha dimostrato nei confronti dei giovani studenti, ha pubblicato un’Ordinanza cautelare ove ha ribadito che la formalità imposta dal MIUR sulla conferma di interesse non può superare le motivazioni di salute dedotte dal candidato e che gli hanno impedito di eseguire la predetta conferma.
Il Consiglio di Stato, Sesta Sezione, dispone nel merito della vicenda in esame “Considerato che il bando relativo alle modalità di ammissione a.a. 2019-20 ai Corsi di laurea Magistrale a ciclo unico in Medicina e chirurgia approvato con D.R. n. 1974 dell’Università La Sapienza, ammette la giustificazione della mancata conferma, tra l’altro, per infortunio e/o malattia tale da aver determinato per il candidato l'impossibilità di procedere con la manifestazione dell'interesse entro i termini precedentemente esplicitati, purché risulti da certificazione medica rilasciata dal medico di base o dalla ASL territorialmente competente o da strutture sanitarie locali o da Enti e professionisti accreditati con il S.S.R. ed attesti la presenza di un infortunio e/o malattia con effetto temporaneamente inabilitante; Rilevato che la certificazione medica esibita dall’interessato rientra esattamente nell’ipotesi di cui al bando cit., con conseguente fondatezza dell’istanza di reinserimento in graduatoria; Considerato che, a fronte degli scorrimenti in atto e del punteggio predetto, sussistono i presupposti per l’accoglimento della domanda cautelare”.
La conseguenza è l’accoglimento del ricorso con conseguente immediato reinserimento del ricorrente nella graduatoria da cui era stato illegittimamente escluso.
La pronuncia appena esaminata pone un interessante spunto di riflessione: secondo la Giurisprudenza amministrativa che si sta formando sul tema, si deve ritenere che le motivazioni mediche certificate da strutture e professionisti accreditati addotte dai ricorrenti siano insindacabili nel merito da parte dell’Amministrazione, la quale deve procedere in tempi rapidi ad ammettere i candidati nella graduatoria, senza che ciò possa costituire un’illegittima preclusione dei diritti allo studio e alla formazione degli aspiranti studenti.
Secondo l’Avv. Michele Bonetti, founder dello Studio Legale Bonetti&Delia patrocinatore del ricorso, “la statuizione del Consiglio di Stato è più che giusta e legittima, dal momento che l’allegazione da parte del ricorrente di documentazione medica a supporto delle motivazioni sarebbe idonea al reinserimento in graduatoria, risultando illegittimo l’eventuale silenzio o rifiuto amministrativo”.
Non può non rilevarsi, infine, come nel prossimo concorso bandito con recente decreto ministeriale, il Ministero dell’Università stesso abbia deciso di eliminare la norma che garantisce il reinserimento in graduatoria a causa di eventi eccezionali. Difatti, non senza tratti di contraddizione e da valutare nelle opportune sedi, gli Uffici ministeriali hanno deciso di demandare tali fasi procedimentali sulla conferma di interesse ai TAR e al Consiglio di Stato, “imponendo” ai candidati di ricorrere ogni volta in giudizio per far valere le proprie ragioni nei confronti della comminata decadenza, anche quando si versi in casistiche medicalmente accertabili e riscontrabili in via stragiudiziale.

]]>
claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Tue, 11 Aug 2020 07:03:45 +0000
Bonetti&Delia con l’Università Magna Graecia per la difesa delle scuole di specializzazione in Medicina http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/2178-bonetti-delia-con-l-universita-magna-graecia-per-la-difesa-delle-scuole-di-specializzazione-in-medicina http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/2178-bonetti-delia-con-l-universita-magna-graecia-per-la-difesa-delle-scuole-di-specializzazione-in-medicina Bonetti&Delia con l’Università Magna Graecia per la difesa delle scuole di specializzazione in Medicina

Bonetti & Delia hanno assistito l’Università Magna Graecia di Catanzaro nell’ampio contenzioso generatosi a seguito del temporaneo mancato accreditamento di alcune scuole di specializzazione di medicina.

Secondo il Tribunale di Catanzaro, in composizione collegiale, con ordinanza del 30 luglio 2020, non esisterebbe un diritto ad ottenere il trasferimento nell’ipotesi di mancato accreditamento della scuola, giacchè i corsi erogati dall’Università rimangono validi. Evidenziando la persistente compatibilità comunitaria della formazione in ipotesi di temporaneo mancato accreditamento della scuola, parimenti superati sono stati i nuovi motivi di reclamo fondati sulla compatibilità comunitaria della lettura offerta dal primo giudice. “Proprio le norme europee confermano che sia rimessa allo Stato il compito di assicurare quei criteri minimi di una formazione “euro-unitariamente compatibile” ed in grado di fornire un titolo idoneo a circolare. La formazione, infatti, “si effettua in posti di formazione specifici riconosciuti dalle autorità competenti”, tra i quali rientra l’Umg per tutti gli specializzandi che hanno già avuto accesso.

Peraltro, l’art. 24 evocato dalla parte conferma, a sua volta, come l’adempimento contrattuale possa farsi coincidere con il rilascio del titolo finale, prevedendo testualmente che “la formazione permette il conseguimento di un diploma, certificato o altro titolo di medico specialista”. Anche nell’ottica sovranazionale, dunque, la formazione si ricava dall’ottenimento del diploma che la attesta e la garantisce, secondo quell’ottica “circolare” che il precedente giudicante ha richiamato”.

Il Tribunale, inoltre, ha riconosciuto meritevole di considerazione lo specifico interesse dell’ateneo alla formazione degli specializzandi in un contesto peculiare come la Regione Calabria ove quella di Umg è l’unica scuola di medicina del territorio. “Bisogna, altresì, considerare l’interesse dell’Ateneo ad evitare la perdita di specializzandi, il nocumento alla programmazione nazionale dei posti per l’accesso dei medici alla specializzazione e il disequilibrio nel fabbisogno della Regione Calabria dei medici specialisti da formare per l’anno accademico di riferimento, i quali evidentemente hanno orientato la scelta legislativa di mantenere fermi i cicli di formazioni già iniziati sulla scorta di un precedente positivo accreditamento”.

Gli specializzandi avevano dapprima adito il Tar Calabria (sentenze nn. 1784/19 e da 1793 a 1798 del 2019 e n. 1902/19) e poi il Consiglio di Stato (sentenze nn. 1002 e 1003/2020) chiedendo la concessione del trasferimento ma entrambi i Giudici amministrativi dichiaravano il difetto di giurisdizione a favore del giudice ordinario che ha, da ultimo, concluso la fase cautelare del contenzioso.

]]>
claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Wed, 05 Aug 2020 07:35:38 +0000
CONCORSO DSGA, PARTE IL RICORSO PER LO “SCORRIMENTO DELLA GRADUATORIA” DEGLI IDONEI http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/2177-concorso-dsga-parte-il-ricorso-per-lo-scorrimento-della-graduatoria-degli-idonei http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/2177-concorso-dsga-parte-il-ricorso-per-lo-scorrimento-della-graduatoria-degli-idonei CONCORSO DSGA, PARTE IL RICORSO PER LO “SCORRIMENTO DELLA GRADUATORIA” DEGLI IDONEI

Continua a far discutere il concorso per l’assunzione dei DSGA anche all’esito delle prove scritte ed orali che in alcune Regioni si è già concluso. Sicilia, Sardegna e Lombardia, difatti, hanno già concluso le prove e pubblicato le graduatorie.

Al contrario di quanto previsto nel precedente concorsone tenutosi nel 2016, dove successivamente all’accoglimento dei nostri contenziosi ed alla modifica normativa tale clausola è stata modificata, gli idonei al concorso dopo aver superato fruttuosamente le prove preselettive, scritte e le prove orali non sono stati inseriti in alcuna graduatoria e spesso, per poter conoscere la propria posizione ed il proprio punteggio, hanno dovuto presentare formale istanza di accesso agli atti alle competenti amministrazioni.

Il motivo di tale assurdo trattamento che pone gli idonei sullo stesso livello di chi non ha superato neanche la prima fase concorsuale, è la previsione dell’art. 9 del bando secondo cui “All’esito delle procedure concorsuali i candidati sono collocati in una graduatoria regionale di merito, composta da un numero di soggetti pari, al massimo, ai posti messi a concorso regionalmente, il cui numero è determinato dal bando di cui all’articolo 10, compresa una quota di idonei pari al 20 per cento dei posti messi a bando per la singola regione, con arrotondamento all’unità superiore. I posti eventualmente residui sono messi a bando nella procedura concorsuale successiva.”

Tale clausola impedisce agli idonei al concorso di poter sperare di essere assunti nel triennio di validità della graduatoria di merito nel caso si rendano disponibili posti ulteriori rispetto a quelli banditi.

Il TAR del Lazio, in passato, come detto, ha deciso su alcuni “ricorsi pilota” patrocinati dagli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia, ha accolto le doglianze dei ricorrenti disponendo lo scorrimento della graduatoria tra gli idonei.

Il bando, difatti, non tiene conto della sopravvenuta modifica normativa di cui alla L. 27 dicembre 2017, n. 205, che ha disposto (con l’art. 1, comma 604) che “Sino al termine di validita’, le graduatorie di tutti i gradi di istruzione e di tutte le tipologie di posto sono utili per le immissioni in ruolo anche in deroga al limite percentuale di cui all’articolo 400, comma 15, del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado, di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, limitatamente a coloro che hanno raggiunto il punteggio minimo previsto dal bando, fermo restando il diritto all’immissione in ruolo per i vincitori del concorso“.

Più complesso, ma comunque attuabile, è il percorso che porta all’utilizzo delle graduatorie di idonei anche per altre Regioni come già avvenuto con il D.M. 496/16 su cui, peraltro, abbiamo vinto su altri profili.

Per questi motivi, avanzeremo ricorso per la tutela degli idonei al concorso esclusi dalle graduatorie di merito al fine di consentire lo “scorrimento della graduatoria” per tutti i posti che si renderanno vacanti e disponibili nel corso del triennio (a seguito, ad esempio, di trasferimenti, rinunce ecc.) nonchè specifiche azioni per chi vuole cambiare Regione ed inserirsi in coda presso nelle Regioni prive di un numero sufficiente di vincitori rispetto ai posti banditi.

Il costo di adesione è di euro 500,00 cadauno. Per la natura del ricorso, i candidati saranno divisi in piccoli gruppi individualizzati sulla base della graduatoria regionale da impugnare. Per questo motivo, ove le adesioni non dovessero raggiungere i 10 ricorrenti per ogni Regione, tutti i candidati che avranno aderito saranno contattati per una integrazione della quota versata rideterminata di volta in volta in base al numero di adesioni. Coloro che non saranno interessati a proseguire il ricorso in considerazione della maggiorazione della somma da versare, riavranno indietro quanto già corrisposto.

Al fine di rispondere alle domande di tutti gli interessati è fissata per giorno 5/8 alle ore 16 una riunione sulla piattaforma on line i cui dati verranno inviati agli interessati.

Per ottenere l’invito alla riunione telematica compilare gratuitamente il form

]]>
claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Mon, 03 Aug 2020 07:25:29 +0000
BONETTI & DELIA NELL’APPALTO PER L’ASSISTENZA SANITARIA DEI DIPENDENTI DI POSTE ITALIANE http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/2169-bonetti-delia-nell-appalto-per-l-assistenza-sanitaria-dei-dipendenti-di-poste-italiane http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/2169-bonetti-delia-nell-appalto-per-l-assistenza-sanitaria-dei-dipendenti-di-poste-italiane BONETTI & DELIA NELL’APPALTO PER L’ASSISTENZA SANITARIA DEI DIPENDENTI DI POSTE ITALIANE

Anche l’appalto per l’aggiudicazione dei servizi in materia di sorveglianza sanitaria per tutti i dipendenti di Poste italiane, dovrà attendere la decisione della Corte di Giustizia europea.

L’accordo-quadro, del valore complessivo di 5 milioni e 450 mila euro, era diviso in due lotti ed il primo di questi (Centro Sud Italia), veniva aggiudicato al RTI Forgest.

Il RTI, terzo classificato, ha adito il T.A.R. Lazio contestando l’aggiudicazione e la collocazione dell’aggiudicataria e della seconda classificata.

Il T.A.R., preso atto dell’eccezione di giurisdizione a favore del G.O. sollevata dallo studio Bonetti & Delia, ha rinviato la trattazione della domanda cautelare all’esito della decisione della C.G.E. sulla complessa questione della natura giuridica del colosso Poste Italiane e sull’assoggettamento, o meno, degli appalti dalla stessa espletati al codice dei contratti ed alla giurisdizione del Giudice Amministrativo.

Secondo la tesi dell’aggiudicataria sostenuta da Santi Delia che con Michele Bonetti hanno assistito l’aggiudicataria, in linea con le decisioni delle Sezioni Unite su altri appalti banditi da Poste, qui assistita dal Prof. Avv. Mario Sanino e dall’Avv. Fabrizio Viola, “l’appalto per cui è processo non rientra in alcuno dei servizi effettuati da Poste Italiane, nemmeno come appalto ad essi strumentale, non potendosene ravvisare la funzionalizzazione a una delle attività rientranti nel relativo settore speciale”.

]]>
claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Wed, 22 Jul 2020 07:13:48 +0000
CDS: VALIDO IL SERVIZIO SVOLTO DAI RICERCATORI PRESSO ISTITUTI PRIVATI AI FINI DELLA STABILIZZAZIONE http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/2167-cds-valido-il-servizio-svolto-dai-ricercatori-presso-istituti-privati-ai-fini-della-stabilizzazione http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/2167-cds-valido-il-servizio-svolto-dai-ricercatori-presso-istituti-privati-ai-fini-della-stabilizzazione CDS: VALIDO IL SERVIZIO SVOLTO DAI RICERCATORI PRESSO ISTITUTI PRIVATI AI FINI DELLA STABILIZZAZIONE

Confermata in via cautelare la posizione del T.A.R. Lazio secondo cui il servizio di ricerca negli Istituti privati “è strumento fondamentale di rafforzamento delle conoscenze scientifiche e di sviluppo professionale in tutte le fasi della carriera di un ricercatore”.

Roma. A distanza di oltre due anni dall’emanazione del Decreto Madia, volendo fare un bilancio tra i risultati attesi e quelli ottenuti, possiamo – senza remore – parlare di una chiusura in passivo, ed il debito maturato pesa ancora una volta, sulle spalle di tanti ricercatori, il cui percorso per la stabilizzazione risulta – ad oggi –  ancora costellato di ostacoli.

Sotto la lente di ingrandimento del TAR Lazio, sono finite le vicende di decine di ricercatori esclusi dalle procedure di stabilizzazione (di cui ai commi 1 e 2 del Decreto Legislativo in parola) bandite dal CNR che ha escluso il servizio speso dagli stessi presso enti di ricerca privati e non pubblici.

Secondo l’Avvocato Santi Delia, founder di Bonetti & Delia, che ha seguito l’azione di alcuni ricercatori esclusi dalle procedure, il CNR ha fatto errata interpretazione di quanto disposto dalla “Carta europea dei ricercatori”, nella misura in cui, non considerando tali servizi, non riconosce valore alla “mobilità tra il settore pubblico e privato, come strumento fondamentale di rafforzamento delle conoscenze scientifiche e di sviluppo professionale in tutte le fasi della carriera di un ricercatore”.  Come se non bastasse, aggiunge l’Avv. Delia, la posizione assunta dal CNR, collide con l’indirizzo fatto proprio dal TAR Lazio, in svariate pronunce, in forza delle quali: “l’assunto dell’amministrazione che escluderebbe dal computo dell’esperienza triennale, quale requisito di partecipazione, le attività svolte presso istituzioni di ricerca estere o private, contrasta con il disposto del bando di concorso”. Sulla scorta di tali considerazioni, a nulla rileva che l’Ente ove la ricorrente abbia svolto attività di ricerca, utile ai fini della maturazione dell’esperienza richiesta per partecipare al bando, sia da considerarsi soggetto privato, posto che ai fini della stabilizzazione è del tutto ininfluente che il servizio sia stato prestato in una struttura pubblica o privata. Ragionando diversamente, si incorrerebbe in una stortura del sistema del pubblico concorso, che deve imprescindibilmente essere orientato al favor partecipationis oltre che risultare meritocratico.

“Auspico che il percorso di stabilizzazione, in specie in settori di primaria importanza per il nostro Paese”, conclude Delia, “possa registrare un’impennata positiva a tutto vantaggio di quanti abbiano investito nel proprio percorso di crescita personale e professionale, al di là di rigidi schemi qualitativi e quantitativi, che non hanno ragion d’essere ove la reale preparazione registrata negli anni la faccia da padrona, come nel caso in commento”.

]]>
claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Tue, 14 Jul 2020 15:06:51 +0000
CONCORSO POLICLINICO MESSINA PER 5 INFERMIERI PEDIATRICI: TAR ACCOGLIE RICORSO E SOSPENDE L’INTERO CONCORSO. http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/2165-concorso-policlinico-messina-per-5-infermieri-pediatrici-tar-accoglie-ricorso-e-sospende-l-intero-concorso http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/2165-concorso-policlinico-messina-per-5-infermieri-pediatrici-tar-accoglie-ricorso-e-sospende-l-intero-concorso CONCORSO POLICLINICO MESSINA PER 5 INFERMIERI PEDIATRICI: TAR ACCOGLIE RICORSO E SOSPENDE L’INTERO CONCORSO.

Il T.A.R. Catania ha accolto il ricorso proposto dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia e sospeso l’intera procedura concorsuale bandita dall’Azienda Ospedaliera Universitaria “G. Martino” per il reclutamento di infermieri pediatrici.

Il concorso era stato caratterizzato da talune segnalazioni di irregolarità sull’andamento della prova scritta celebrata nel mese di ottobre 2019 provenienti da numerosi candidati esclusi a cui aveva dato voce anche la stampa.

Un concorso atteso da oltre un decennio. Ben 13, difatti, sono gli anni di mancata attivazione di una procedura concorsuale riservata proprio a tale peculiare profilo di infermieri. Un titolo, quello di infermiere pediatrico, che spessissimo è escluso da procedure concorsuali di posizione in parte analoghe e che pertanto può aspirare alla stabilizzazione ed all’assunzione solo all’esito di specifiche procedure legate proprio a tale profilo.

L’attesa, tuttavia, quanto meno per gli oltre cento ricorrenti esclusi, si era rivelata vana ed una settantina tra essi si sono rivolti a diversi legali per contestare gli esiti concorsuali. Tutti i ricorsi proposti, tuttavia, sono stati rigettati negli scorsi mesi dal T.A.R. Catania in fase cautelare e in taluni casi anche con sentenza breve ritenendoli manifestamente infondati. Secondo il T.A.R. etneo, in sintesi, risultavano non convincenti le censure proposte da tali ricorrenti e relative alla presunta violazione dell’anonimato ed all’esistenza di talune domande non attinenti al profilo per cui era concorso.

Lo stesso T.A.R., tuttavia, ha accolto i ricorsi proposti dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, founder di Bonetti & Delia, ammettendo dapprima i ricorrenti alla seconda prova pratica e, poi, da ultimo sospendendo l’intero concorso ritenendo fondato il dedotto vizio inerente il concreto svolgimento della prima prova concorsuale che, secondo Bonetti, “non poteva essere un quiz a risposta multipla ma doveva essere un tema e/o tracce a risposta aperta”.

Secondo il T.A.R. “il ricorso appare contraddistinto da un fumus di fondatezza, avuto riguardo al profilo di illegittimità dedotto in relazione alla prova scritta per violazione dell’art.12 D.P.R. 220 del 2001 e dell’art.7 D.P.R. 487/1994“.

Si tratta, commenta l’Avvocato Santi Delia, “del vizio a cui ci riferivamo in fase di valutazione prognostica dell’azione, quando parlavamo di inidoneità della prova rispetto al profilo messo a concorso. Non abbiamo, difatti, contestato solo talune delle singole somminastrate ma, in radice, la scelta dell’Azienda e della Commissione di imporre una prova scritta a quiz per l’accesso ad un profilo superiore al VI livello quando, al contrario, le norme da noi individuate e che il T.A.R. ha confermato essere applicabili alla procedura, impongono la selezione dei candidati attraverso prove a tema o con domande a risposta aperta e non chiusa”.

Dopo oltre un decennio di attesa, d’altra parte, stupisce che l’Amministrazione, stante a quanto risulta dalla decisione cautelare del T.A.R. e dalla piana lettura della Legge, non abbia approfonditamente valutato le fonti generali (DPR n. 487/94) e speciali (DPR n. 220/2001) applicabili ad un concorso come quello che ci occupa, decidendo arbitrariamente i criteri di selezione di un concorso pubblico. La verità, conclude l’Avvocato Santi Delia, “è che troppo spesso l’onere costituzionale della concorsualità viene solo formalmente rispettato preferendo velocizzare le procedure attingendo al sistema dei quiz a risposta multipla che, soprattutto ove somministrate senza accesso alle procedure di validazione internazionali (e qui la Commissione aveva ideato i quiz il giorno stesso della prova senza alcun vaglio di esperti validatori) è priva di ogni effettiva capacità a selezionare i migliori rappresentando una cabala più che un concorso“.

]]>
claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Tue, 07 Jul 2020 07:25:19 +0000