Avvocato Michele Bonetti

Avvocato Michele Bonetti

Lo studio legale Michele Bonetti Avvocato & Partners, a seguito di numerose richieste di consulenza, ha accolto la richiesta di organizzare un ricorso per il riconoscimento del danno subito dai Diplomati magistrali in conseguenza dell'inclusione nella III fascia delle graduatorie d'istituto dal conseguimento del diploma ad oggi. In base alle preadesioni abbiamo potuto valutare l'effettivo interesse al ricorso e il relativo costo. Grazie al discreto numero di partecipanti, l'Avv. Bonetti ha potuto stabilire un importo contenuto di euro 250,00 a ricorrente.

A chi è rivolto il ricorso?

Il ricorso per il riconoscimento del danno subito negli anni per l'essere stati "relegati" nella III fascia delle graduatorie d'istituto è riservato ai diplomati magistrali che hanno conseguito il titolo entro l'anno 2001/02. I possessori di questo titolo, infatti, pur essendo agli effetti di legge "abilitati" all'insegnamento, hanno visto il disconoscimento del loro titolo, a causa di una errata applicazione della normativa a loro danno. Soltanto dopo un ricorso Adida, ricordiamo, il MIUR ha dovuto ammettere l'evidenza e migliorare la posizione dei docenti diplomati magistrali ai fini dell'assunzione attraverso le GI. Tuttavia, negli anni passati, l'iscrizione in III fascia, potrebbe aver causato ripercussioni sulla carriera e sulle condizioni di lavoro di questi docenti, con conseguenze negative in termini di retribuzione e di miglioramento del punteggio, cosa questa che può essere motivo di risarcimento da parte dell'amministrazione.

Obiettivo del ricorso.

I diplomati magistrali con titolo acquisito entro l’a.s. 2001/2002 possono presentare un ricorso al Tar per il Lazio, al fine di richiedere il risarcimento danni per il mancato inserimento nella fascia loro riconosciuta e per il mancato inserimento in GAE.

I diplomati magistrali, considerati abilitati sin dall’anno di conseguimento del titolo, avrebbero avuto diritto sin da allora ad essere inseriti nella graduatorie previste.

 

ISTRUZIONI PER L'ADESIONE.

Documentazione richiesta per l’adesione.

1) Procura: apri l'allegato "procura" e stampa il file 2 volte. Compila e firma le due copie.

2) Copia del versamento: apri l’allegato “coordinate bancarie”. Effettuare il versamento di euro 250,00 e allegare una copia del pagamento alla documentazione richiesta.

3) Scheda di adesione: apri l’allegato “scheda di adesione” .

4) Copia del diploma magistrale e autocertificazione sul possesso del diploma magistrale (apri allegato autocertificazione). N. B. Gentile ricorrente, la invitiamo ad inoltrarci l’autocertificazione sul possesso del diploma magistrale e la invitiamo altresì ad inoltrarci una copia del diploma magistrale. Tale documentazione è a nostro avviso necessaria, visto un recente orientamento giurisprudenziale, secondo il quale l’autocertificazione ai fini probatori non è sempre sufficiente a provare la certezza del conseguimento del diploma.

5) Ciascuno di Voi può, nel caso in cui lo ritenga opportuno, inoltrare un breve memo sottoscritto ed eventualmente allegarlo alla documentazione di cui ai punti 1), 2), 3) e 4) comprovante il danno subito. Qualora vi fossero delle difficoltà nell’individuazione dei fatti che comprovano il danno, rappresentiamo che il danno sarà rilevato in via equitativa.

Si prega di compilare gli allegati, 1) procura e 3) scheda in stampatello o a macchina, e quindi in modo leggibile, avvertendoVi che, trattandosi di ricorso collettivo, la documentazione deve pervenire completa, senza possibilità di aggiornarla e avvertendoVi che i dati rilasciati sulla procura e sulla scheda non potranno subire alcuna modifica successiva all’invio.

MODALITA’ DI INVIO.

La documentazione di cui ai punti 1), 2) 3), 4) e 5) va inviata entro e non oltre il 15 ottobre 2014 con le seguenti modalità:

- anche via mail all’indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Si prega di indicare come oggetto della mail la seguente dicitura: “Ricorso Adida Risarcimento del danno”;

- anche via fax al numero 06.64564197;

- necessariamente via raccomandata 1 al seguente indirizzo: Studio legale Michele Bonetti Avvocato & Partners, Via San Tommaso d’Aquino n. 47, 00136 Roma. Si prega di scrivere sulla busta“Ricorso Adida Risarcimento del danno”.

Il tutto deve essere inoltrato entro e non oltre il 15 ottobre. Fa fede la data di spedizione del timbro e quindi l’ultimo giorno per spedire la raccomandata 1 è il 15 ottobre 2014 (sempre previo inoltro del fax e della mail).

Dopo numerose vittorie per Scienze della Formazione, sia sul versante degli insegnanti che sul versante degli aspiranti al Corso di Laurea in Scienze della Formazione (si veda questo articolo oppure

questo articolo , ancora,

questo articolo ) il Ministero prosegue illegittimamente nello svolgimento della procedura concorsuale.

Per questo motivo organizziamo ricorsi collettivi con l'UDU, e ricorsi individuali.

Per maggiori informazioni contattare lo Studio all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  oppure l'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

PER AZIONI INDIVIDUALI SU ALTRE SEDI e non su quella di Palermo, nella quale, grazie all’UDU, si potrà intentare ricorso collettivo, pregasi contattare lo Studio all’indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

N.B. non tutte le posizioni presentano gli estremi per intentare un ricorso individuale.

Giovedì, 02 Ottobre 2014 08:45

CHI DI SEDE FERISCE, DI SEDE PERISCE

Si riapre la graduatoria nazionale di Medicina e Chirurgia ed Odontoriatria e Protesi Dentaria. Anche il MIUR accoglie la tesi dell'UDU relativa alla necessaria assegnazione dei posti che rimangono disponibili.

Il Ministro Giannini, in data 30.09.2014, ha firmato un Decreto Ministeriale (non si tratta dunque di una semplice nota a firma di un Dirigente amministrativo...) in cui riapre i termini per lo scorrimento della graduatoria nazionale per la copertura dei posti disponibili.

Si legge nelle premesse del Decreto "CONSIDERATA la contemporanea presenza delle graduatorie nazionali e di quelle ancora in fase di scorrimento di alcune università non statali;RITENUTO che alcuni candidati inseriti in entrambe le graduatorie per il medesimo corso di laurea potrebbero decidere di rinunciare all'immatricolazione nella graduatoria nazionale e di lasciare conseguentemente non coperti dei posti programmati nelle università statali;RITENUTO necessario provvedere alla copertura di tutti i posti programmati per l'a.a. 2014-15;".

A seguito di questo provvedimento molti dei non ammessi e non ricorrenti potranno essere richiamati. Tuttavia ci chiediamo, che fine faranno i ragazzi che hanno accettato una sede deteriore rispetto a quella di prima opzione? In poche parole se qualcuno a seguito del blocco della graduatoria è finito ad esempio a Sassari, perchè non può tornare a Trento?

Si pone e ripropone il problema delle opzioni e delle sedi dove studiare. Un a recente nota ministeriale ha sparpagliato i nostri ragazzi senza alcun criterio logico, provando a spostare i nostri ricorrenti sulla base del "principio" di non poter avvantaggiare i ricorrenti "nelle scelte delle sedi ove studiare rispetto ai vincitori di concorso".

Quindi tutti questi vincitori del concorso che a seguito della chiusura anticipata della graduatoria, poi di nuovo riaperta, studiano lontano da casa, non sono anche loro ulteriormente ed illegittimamente lesi?

Non è più sufficiente provvedere di volta in volta con note e provvedimenti; bisogna mettere completamente mano al sistema di accesso programmato, modificando i criteri di accesso, ampliando posti e strutture nella direzione di un accesso libero e con lo sguardo alla riforma per l'ingresso nel mondo del lavoro e delle professioni.

Decreto del Ministero

Per ulteriori informazioni:

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Nuova azione per i congelati e i depennati: tutti possono agire al T.A.R. per ottenere l'immediata ammissione

Il Tar del Lazio, Sezione III bis, ha depositato una sentenza lungamente motivata che consente l’inserimento in GAE di due “congelati SSIS”.

L’annullamento del D.M. n. 572/2013, secondo gli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, consentirà non solo ai due ricorrenti di ottenere il ruolo (essendo le rispettive G.A.E. esaurite), ma a tutti i congelati SSIS, che avevano presentato domanda nei termini del D.M. n. 572/13, di poter essere riammessi in G.A.E.

“Non si tratta più di un provvedimento cautelare ma di una sentenza di merito, con il quale il T.A.R. ha definitivamente annullato la scelta del Ministero di non consentire ai congelati SSIS, oggi abilitati grazie al T.F.A., di poter essere ammessi in G.A.E. Una scelta che, nonostante le nostre precedenti vittorie al T.A.R. e al Consiglio di Stato, il M.I.U.R. ha nuovamente adottato anche con il recente D.M. 1 aprile 2014, n. 235”, commentano gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia.

Tutti i congelati SSIS abilitati con T.F.A. che hanno presentato la domanda nei termini del D.M. 572/13 possono agire chiedendo l’esecuzione coattiva della sentenza al fine di ottenere l’estensione anche nei loro confronti degli effetti della sentenza del TAR.

Secondo la giurisprudenza il divieto legislativo di estensione del giudicato non è applicabile al caso di annullamento giurisdizionale di atti a contenuto generale ed inscindibile come i D.M. di aggiornamento delle G.A.E. con cui si fissano criteri destinati a una pluralità inscindibile di soggetti. In tali casi l’Amministrazione deve orientare la propria condotta in relazione al decisum del giudice amministrativo.

Situazione analoga riguarda i c.d. depennati che hanno presentato domanda di ammissione in G.A.E. nel 2009 vedendosela respingere. Anche in tal caso, essendo intervenuto l’annullamento del D.M., tutti i depennati possono agire per ottenere un nuovo inserimento in G.A.E.

Per aderire al ricorso servirsi della documentazione allegata in fondo alla pagina.

Per ulteriori informazioni scrivere a   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  e  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Rassegna stampa

Orizzonte scuola

Da poco si sono celebrate le prove di accesso per i corsi di laurea in professioni sanitarie presso i vari Atenei italiani.

Anche quest’anno si sono riscontrate diverse irregolarità durante lo svolgimento delle prove di accesso, in particolare, sulla violazione del principio dell’anonimato nei concorsi pubblici.

A seguito delle numerose segnalazioni già pervenute allo Studio Michele Bonetti Avvocato & Partners, abbiamo deciso di aprire le adesioni al ricorso al TAR per i corsi di laurea in professioni sanitarie.

Per i ricorsi collettivi stiamo valutando con l'Unione degli Universitari il da farsi dal punto di vista giuridico.

Per effettuare l’accesso agli atti, potrà servirsi, gratuitamente, del modello allegato in fondo alla pagina.

Per ulteriori informazioni circa tempi e modalità di adesione al ricorso, La invitiamo a scaricare l’informativa allegata.

 

 

Continuano gli accoglimenti dei nostri ricorsi avverso l’ormai noto D.M. 170/2014 con il quale il M.I.U.R. per l’a.a. 2013/2014, aveva precluso l’immatricolazione in Medicina e Chirurgia a tutti coloro che non avessero confermato il loro interesse mediante l’accesso informatico all’area riservata del sito www.accessoprogrammato.miur.it entro il 03 Marzo u.s.

Ebbene, anche in questa occasione, a seguito della proposizione di ricorso giudiziale patrocinato dallo Studio Legale Michele Bonetti Avvocato & Partners, è stato ammesso con riserva e in sovrannumero un altro nostro giovane studente, ingiustamente escluso dalla possibilità di immatricolarsi in Medicina per non aver dato seguito alle prescrizioni ministeriali, nonostante la posizione “utile” conseguita a seguito degli scorrimenti.

Il giovane è infatti uno studente che, nonostante si fosse collocato in posizione utile e tra i posti disponibili nella graduatoria nazionale per Medicina nell’a.a. 2013/2014, è stato ingiustamente escluso per non aver confermato via e-mail il proprio interesse, come arbitrariamente disposto dal sopraggiunto D.M. n. 170/2014 del 21 Febbraio 2014 con cui il M.I.U.R., difformemente da quanto stabilito con i Decreti istitutivi del concorso, aveva anticipatamente chiuso la graduatoria prima che tutti i posti messi a bando fossero effettivamente occupati. Oltretutto, il ragazzo non aveva nemmeno ricevuto dal Ministero la citata e-mail di richiesta di conferma dell’interesse all’immatricolazione.

Ebbene, in accoglimento delle censure proposte con il ricorso, i Magistrati aditi hanno concesso la misura cautelare richiesta specificando che “la posizione del ricorrente, la natura delle censure svolte e la stessa tipologia del ricorso, obbligano il Collegio ad accordare la tutela cautelare richiesta; pertanto l’amministrazione dovrà ammettere con riserva  e in sovrannumero il ricorrente al corso di laurea in questione e per il quale lo studente ha dimostrato di avere conseguito un punteggio utile a coprire uno dei posti residui ancora disponibili.”

Un’altra importante vittoria dell’Udu e dello Studio Legale Michele Bonetti Avvocato & Partners nella lotta per la tutela del diritto allo studio, costituzionalmente elevato a valore di civiltà della nostra e di ogni altra collettività.

Lunedì, 04 Agosto 2014 17:25

AVVISO: DICHIARAZIONE DI INTERESSE

Gentilissimi ricorrenti, 
con la presente Vi ribadisco la pubblicazione da parte del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca del Decreto Ministeriale n. 591/2014. Tale Decreto prevede l’onere, come accaduto anche per i test del 2013, di effettuare una “dichiarazione di interesse all’immatricolazione”, ovvero dichiarare di voler continuare a concorrere per le sedi opzionate senza perdere la possibilità di essere considerati nei prossimi scorrimenti di graduatoria. Il termine ultimo per effettuare tale dichiarazione è fissato alle ore 15.00 del 1 settembre 2014. Tutti coloro che non effettueranno la Dichiarazione suddetta si troveranno irrimediabilmente esclusi dalla graduatoria e non potranno più rientrarvi né a seguito di scorrimenti, né a seguito di eventuali provvedimenti giudiziali favorevoli. 
Vi invitiamo, pertanto, ad eseguire la procedura indicata nello stesso D.M. n. 591 del 28 luglio 2014 (consultabile sul sito del M.I.U.R.http://attiministeriali.miur.it/anno-2014/luglio/dm-28072014.aspx) accedendo alla propria pagina personale dal sito
 http://accessoprogrammato.miur.it/, con le credenziali (username e password) utilizzate per visionare anche la graduatoria.

Ricordo inoltre a tutti che le credenziali d’accesso, per chi le avesse smarrite, possono essere richieste agli sportelli dell’Università in cui si è sostenuto il test.
Rappresento poi che il percorso iniziato con il ricorso nulla ha a che fare con la suddetta procedura e in ogni caso consiglio vivamente ad ogni mio ricorrente di avvalersi di tale procedura. 
Ovviamente il decreto in questione nulla dice sui test ad altre facoltà a numero chiuso con graduatorie non nazionali e dunque vi lascia liberi di procedere a cimentarvi in altri test per il mese di settembre etc.
Qualora vi sia un effettivo interesse per due o più graduatorie nazionali il Decreto Vi costringe ad una scelta. Rimane impregiudicata ogni Vostra decisione processuale in merito e tale scelta non incide direttamente con gli esiti del ricorso.

N.B. Coloro i quali non avessero raggiunto il punteggio di 20 non devono effettuare la suddetta procedura ministeriale.

Distinti saluti

Avv. Michele Bonetti


IL TESTO DEL DECRETO

http://attiministeriali.miur.it/anno-2014/luglio/dm-28072014.aspx

Giovedì, 31 Luglio 2014 16:36

RICORSI STRAORDINARI CONTRO L'IMAT

RICORSI STRAORDINARI: LA BATTAGLIA NON SI ARRESTA, PRONTE LE ISTANZE D'URGENZA

A seguito delle vittorie ottenute al TAR Lazio che hanno permesso a quasi 2000 ricorrenti di immatricolarsi a Medicina e Odontoiatria ( leggi qui la notizia), in molti ci hanno contattato per sapere se si potesse ancora aderire ai ricorsi.

A causa della decorrenza dei termini processuali per la proposizione di ricorsi al TAR, lo Studio Legale Michele Bonetti Avvocato & Partners ha organizzato un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica contro il test in lingua inglese, per richiedere che i ricorrenti vengano ammessi in sovrannumero e anche in via cautelare.

I motivi di ricorso saranno gli stessi del ricorso al TAR . 

Per tutte le informazioni e la modulistica per il ricorso, Vi invitiamo a scaricare l'informativa riportata in allegato.

Carissimi ricorrenti,

coloro che hanno aderito ai ricorsi collettivi al TAR nonché al Ricorso straordinario per l’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento saranno a breve contattati dal nostro Studio e riceveranno tutte le  informazioni relative allo stato dei ricorsi.

Vi ringraziamo per aver scelto ancora una volta di lottare insieme a noi in questa ennesima battaglia.

Avv. Michele Bonetti

Cari tutti,

mi avete sempre seguito e molti di voi già sanno che l’ “Unione e il non arrendersi mai” è quello che voglio e ciò in cui credo. Essere Uniti, essere un tutt’uno contro il numero chiuso, contro le illegalità e le ingiustizie ci offre la possibilità di scalfire un sistema che continueremo a combattere finché non avremo distrutto.

Vado subito al punto.

Sono stati vinti i ricorsi. Centinaia e centinaia di ricorrenti hanno ottenuto un provvedimento provvisorio con cui potranno iscriversi all’università ed entrare in sovrannumero in una graduatoria che ricordiamo essere “nazionale”. Le ultime settimane sono state piene di colpi di scena e man mano sono uscite le ordinanze dei Giudici.

Ci sembrava giusto partire con i ricorsi da Bari, la città da cui è iniziato tutto. Dove uno dei pacchi contenenti il materiale di concorso era stato manomesso e ove era stato trafugato un plico contenente tutte le domande, uguali per tutti i candidati del Paese. Le indagini e il “giudizio” hanno messo in luce che a mancare non era solo un plico, ma quattro e da lì la lesione anche dell’anonimato. Così come è emerso in una denuncia querela alla Procura della Repubblica in tutto il concorso vi è stata una fuga di notizie e di persone, nonché anche porte aperte e l’utilizzo di telefonini e strumentazione elettronica. I punteggi della prova di quest’anno sono stati i più anomali di sempre. Da un lato difatti si è abbassato drasticamente il punteggio per l’accesso alla facoltà di Medicina, dall’altro il punteggio dei candidati pugliesi (e non solo) si è alzato notevolmente. Il più bravo studente d’Italia quest’anno è stato uno studente che ha sostenuto il test alla statale di Torino con il punteggio di 80,50 punti. Dopo di lui altri due “campioni del test”, entrambi pugliesi: un ragazzo della facoltà di Foggia e uno di Bari. Insomma punteggi medi pugliesi che sono aumentati quando la media nazionale del resto di Italia contemporaneamente si è abbassata. Per la prima volta nella storia i risultati di Bari hanno superato quelli dell’Ateneo più grande del Paese, con più posti a disposizione e con più concorrenti, La Sapienza di Roma, l’Ateneo più grande d’Europa che ha collocato solo otto studenti nei primi cento e con punteggi inferiori rispetto ai baresi.

Sosteniamo che i fatti di Bari e “i” plichi sottratti non possano non collegarsi con il vizio dell’anonimato che denunciamo da anni. La struttura di un test con un codice alfanumerico e una serie di identificazioni dei candidati hanno reso più che mai trasmettibili le risposte. Così, dopo anni di contenzioso e battaglie infinite, il Tar del Lazio ha ammesso per la prima volta la rilevanza del vizio dell’anonimato il 24 giugno 2014, e da lì è stata una escalation di vittorie sino alla penultima camera di consiglio dove per la prima volta furono accolti i nostri primi ricorsi “pilota” con delle istruttorie del Tar.

Ad oggi sono tantissimi i ragazzi coinvolti da questi provvedimenti favorevoli ed è solo l’inizio. Poter ricorrere ed agire a tutela dei propri diritti, come il diritto allo studio, è una possibilità che chiunque deve poter esercitare. Siamo tutti accomunati dall’amore per le professioni che svolgiamo o a cui aspiriamo. Iniziai a studiare Giurisprudenza sulla scia delle imprese di Falcone, Borsellino e Dalla Chiesa. Uomini di cui studiai le gesta, raccontatemi poi dal mio amico e maestro Ferdinando Imposimato, unitamente alla vicenda della loro morte e di quella di suo fratello Franco, assassinato per mano della Banda della Magliana.

Per questo abbiamo pensato reali tipologie di ricorsi: il maxi collettivo a 15 euro e i semicollettivi da me suddivisi per lo stesso costo di 15 euro, radunando i ricorrenti per gli Atenei dove vi erano state maggiori irregolarità come nel caso di Tor Vergata, Sapienza, Sun, Federico II, Salerno, Pisa, Milano, Catania, Messina e Bari. Suddividendoli a loro volta in diversi e compatibili gruppi, tra diplomati e non diplomati, includendo motivi aggiunti, già avviati per molti di questi Atenei, pubblici proclami e tanto altro. Quello che è stato chiamato “l’esercito dell’UDU”, oltre cinquemila persone che hanno deciso di sfidare lo Stato italiano portandolo nelle aule del Tribunale.

Il lavoro quotidiano da parte mia, di tutto lo studio e dei miei Partners, quella che con orgoglio chiamo la più grande squadra di sempre, è di completa dedizione nei confronti di tutti i ricorrenti, indistintamente se si è ricorrenti del maxi collettivo o dell’individuale. D’altronde, come ci ha insegnato l’esperienza passata, sin dal 2007, i ricorsi sono l’uno collegato all’altro e la tipologia di ricorso non è sempre determinante ai fini della decisione. L’uno ha bisogno dell’altro, così come ciascuno di voi, per vincere, ha bisogno dell’altro; nello stesso modo ciascuno di voi avrà bisogno dell’altro nelle operazioni di equipe. Dall’universale al particolare e viceversa, uniti in un unico disegno le cui trame sono destinate a sconfiggere il numero chiuso.

Ho avuto l’onore di difendere e di vincere il primo ricorso collettivo per gli studenti extracomunitari, che decisero di ricorrere insieme senza distinzioni di razza e colore della pelle, decisero di rompere il loro muro uniti dalle passioni e dalla voglia di studiare e potersi conquistare il loro futuro. Si aggiunsero ragazzi israeliani e palestinesi, tutti convinti che lo studio potesse diventare anche opportunità di apertura verso l’altro, perfino quando l’altro ti ruba la terra o la vita stessa. Il loro riscatto, la loro opposizione ad una delle più tremende guerre era ed è rappresentata dal nostro ricorso, una nuova occasione di pace per distruggere uno dei tanti numeri chiusi che vogliono dividere. Quel ricorso fu un percorso per tutti noi, soprattutto per me. I ragazzi avevano appena passato tre anni nell’esercito, palestinesi ed ebrei, avevano una prima regola da rispettare, non si abbandona mai un compagno sul campo di battaglia.

Duemila persone, Federico II, Bari, Tor Vergata, Messina e tanto altro, donne e uomini dei nostri maxi ricorsi Udu saranno da noi avvertiti ad uno ad uno e non abbandoneremo mai gli altri nostri compagni di viaggio e di battaglia. Battaglia che non finirà sino a quando l’ultimo dei nostri ricorrenti non avrà il suo provvedimento positivo e sino a quando non sarà eliminato il numero chiuso.

Ho sempre creduto che la possibilità di accedere al sistema giustizia debba essere data a tutti coloro a cui viene negato l’accesso, indipendentemente dalla situazione economica di appartenenza. Ed è per questo che, dopo i primi “piloti” dei ricorsi individuali che hanno aperto le prime brecce nel muro, “le danze” si sono aperte con quattro Maxi ricorsi.

Ad oggi sono stati “sparati” tutti i ricorsi, il maxi collettivo, i semicollettivi e gli individuali sono tutti in attesa di essere decisi in un periodo che va dal 4 agosto al 9 settembre e comunque prima dell’inizio dell’anno accademico fissato per il primo ottobre.

È vero, il Ministero potrebbe fare appello da un giorno all’altro, ed è per questo che abbiamo scelto di partire dalle nostre “testuggini”, auspicando di resistere concretamente al Consiglio di Stato, proteggendo il nostro imminente collettivo, e consentiteci di affermarlo, anche tanti altri ricorsi da noi non patrocinati che auspichiamo seguiranno la nostra scia come da sempre e giustamente avviene. Perché crediamo che il “processo”, debba produrre sapere, conoscenza, mediante una ricerca delle verità da raggiungere mediante l’argomentazione e il dialogo con tutti e giungendo alla proposizione di modelli alternativi. Modelli alternativi ultimamente abbandonati dai nostri Governanti, incastratisi in un meccanismo di chiusura a crocette che ingabbia le menti e obnubila le coscienze dei cittadini, ma che dovranno necessariamente essere considerati per il nostro ben – essere collettivo.

E se vi sarà l’appello? Sarà l’ultima prova di una risposta insufficiente in termini culturali e politici del Ministero dell’Istruzione e delle nostre Università dinanzi ad un sistema che colpisce tutto e tutti, dinanzi ad un sistema che sta implodendo su se stesso, che chiude in Italia per aprire poli albanesi all’estero, e di cui sino ad oggi si è scoperta solo la punta dell’iceberg.

Noi riteniamo che non vi siano motivi per avanzare appello al Consiglio di Stato. Il Tar del Lazio ha definitivamente accolto la nostra tesi sull’ammissione soprannumeraria e sul risarcimento del danno in forma specifica. In poche e semplici parole, il concorso pur se viziato è stato fatto salvo e i ragazzi collocatisi in posizione utile non rischiano alcunché.

Ieri sono già piovute le prime critiche ai ragazzi dell’Unione degli Universitari. Forse qualcuno lamentava che non trattavasi di provvedimento definitivi (che arriverebbe dopo mesi e mesi o a corso già finito), o, come meglio dichiarato da alcuni della controparte, non vi è stata ancora la pronuncia del Consiglio di Stato. Ma intanto questo giorno è nostro e come risposero nel 1973 gli studenti del Politecnico di Atene, asserragliati nell’Università, all’esercito dei Colonnelli che aveva loro ordinato di deporre le armi: “venite a prenderci!” Molon labè, lo stesso grido che Leonida urlò a Serse alle Termopili quando voleva imporre di consegnare le armi: venitele a prendere!.

I momenti più felici della società occidentale sono stati quelli del dissenso. L’aperta sfida di uomini come Copernico, Galileo, Newton, Darwin, Einstein ha capovolto sistemi che apparivano immutabili, spianando la via verso il progresso. Dissensi in un conflitto tra deboli e forti, tra chi vuole rinnovare e chi intende preservare. Ma dopo tanti anni di battaglia condotta su un piano culturale e processuale non siamo più soli a pensare che il Numero chiuso sia ingiusto e che vada eliminato. Anche perché ostacola la nostra felicità, felicità che possiamo provare solo facendo quel per cui si è nati, seguendo le proprie inclinazioni, donando alla società umana qualcosa di straordinario che nessun altro potrà mai esprimere.

Come ha osservato l’economista olandese Sander Tideman: «La nostra cultura occidentale ha definito il ben-essere e la stessa ragione di vivere, in termini puramente materiali. Noi abbiamo bisogno di un modello che abbracci la totalità della vita, che si basi cioè sulla realtà immateriale includendo le emozioni, i sentimenti, l’acqua, la terra, la luce del sole, tutti quei valori più delicati che non fanno la loro comparsa negli attuali modelli economici». Sarebbe opportuno passare, come hanno fatto nel Buthan, dal PIL (Prodotto Interno Lordo) al FIL (Felicità Interna Lorda). Dobbiamo recuperare i sentimenti, l’analogia, uscire dagli schemi del test, abbandonare tutta quell’esigenza di logica che impongono i test di selezione. Chi ha mai detto che gli uomini migliori siano improntati dalla logica? I più grandi della Storia erano analogici e scoprivano l’impossibile proprio perché travalicavano ogni logica. “Folli” come Michelangelo, Leonardo, Dante, Virgilio. Pur avendo i mezzi per spaziare, ci chiudiamo sempre di più e, come sosteneva quell’umanissimo Chaplin ne Il grande dittatore: «Pensiamo troppo e sentiamo poco».

Per alcuni non sono più tempi per avere diritto ad essere felici, ma ritengo che ognuno di noi abbia ancora “diritto alla speranza”. «Imparare a sperare», come diceva Ernst Bloch. Una speranza non rinunciataria che allarga gli uomini invece di restringerli e che non si sazia mai di sapere. E se il pollice alla fine di questa tremenda battaglia sarà verso? Così sia. Perché chi decide di lottare può anche  perdere, ma chi non lotta ha già perso.

Concludo salutando e ringraziando Voi e tutti coloro, nessuno escluso, senza i quali questa battaglia non sarebbe stata mai possibile. In particolare ringrazio con sincerità

l’attuale Esecutivo Nazionale dell’Unione degli Universitari, ovvero il mio grande amico Gianluca Scuccimarra, il delegato al numero chiuso Alessio Portobello, la nostra Responsabile dell’Organizzazione, Greta Chinellato, il nostro Responsabile del diritto allo Studio Jacopo Dionisi, per tutta la passione e tenacia e il grande impegno profusi;

tutta la mia squadra di “terribili” e grandi avvocati Avvocati Silvia Antonellis, Umberto Cantelli, Gianluca Di Stefano, Riccardo Aiello, Gloria Amorosi, Francesca Carcano, Francesca Maria De Lorenzo, Tiziana Dell’Armi, Carmela Errico, Francesco Giglioni, Claudia Lamonica, Sebastiano Maugeri, Roberta Nardi, Alexandra Orso, Claudia Palladino, Marco Pellegrino, Martina Raffaele, Lorenzo Regini, per la professionalità e serietà con cui hanno condiviso questa battaglia;

il mio primo compagno d’armi, Santi Delia e i suoi ragazzi, amici nella vita e nella battaglia;

il collega Cristiano Pellegrini Quarantotti, anche lui vincente ed apripista con noi alla precedente camera di consiglio;

tutte le sedi locali dell’Unione degli Universitari, gli iscritti e i non iscritti, tutti instancabili ragazzi con cui lottiamo per i diritti degli studenti affinché diventino realtà;

tutte le associazioni e comitati contrari all’accesso programmato, i loro responsabili, i loro avvocati e i loro ragazzi;

tutti i ragazzi contrari al numero chiuso e a cui è stato negato il diritto di studiare, i ragazzi che scrivono su Facebook, invitando tutti all’Unione tra gli Universitari, ad un confronto e ad una collaborazione per raggiungere i nostri comuni obiettivi.

Un saluto anche a tutti coloro che non condividono le nostre idee, perché anche verso di loro deve essere rivolto il nostro impegno e la nostra azione, ma soprattutto a Voi cari ragazzi e miei ricorrenti che ancora una volta ringrazio di cuore. Grazie per l’onore che mi avete concesso nel rappresentarVi e difenderVi.

Michele Bonetti

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