Domenica, 03 Gennaio 2016 09:51

Il Miur condannato a ricostruire carriera, risarcimento danni e spese legali. Superata la questione delle supplenze effettuate su organico di fatto e di diritto: decisivo il solo superamento dei 36 mesi.

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Un' altra vittoria per gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti in tema di equiparazione tra docenti a tempo determinato e a tempo indeterminato. Superata la questione delle supplenze effettuate su organico di fatto e di diritto: decisivo il solo superamento dei 36 mesi, anche coinvolgendo incarichi universitari.
Il Tribunale di Tolmezzo, con una accuratissima sentenza di 35 pagine, oltre al risarcimento del danno per abuso dei contratti di supplenza a termine, ha riconosciuto il diritto del ricorrente al risarcimento del danno e al riconoscimento della progressione stipendiale, parificando – di fatto – gli insegnanti con contratto a tempo determinato a quelli di ruolo.
Secondo il Tribunale friulano "il superamento del limite di 36 mesi è presupposto necessario e sufficiente a determinare l’illegittimità dei contratti a termine di cui si discute in questa sede, tale limite andrà meglio identificato all’interno di un preciso lasso temporale, il cui inizio si colloca al momento dell’entrata in vigore della L. n. 247/2007 (1/1/2008), e la cui fine va individuata, appunto, nella data di entrata in vigore del D.L. n. 70/2011 (14/05/2011). Tale verifica, compiuta alla luce delle non contestate allegazioni dei ricorrenti (v. pagg. 1 e 2 del ricorso) e delle risultanze documentali in atti (v. contratti depositati nel fascicolo attoreo, comprensivi degli incarichi di docenza stipulati con l’Università di XXX ex art. 1, comma 10 della L n. 230/2005), consente di concludere, così, che la sommatoria dei vari rapporti comunque alle dipendenze del Ministero della istruzione nello svolgimento di mansioni equivalenti ha superato i 36 mesi. E’ inevitabile, da ciò, trarne la conclusione dell’effettiva illegittimità della successione dei contratti a termine per cui è causa, nella parte in cui detta successione, essendosi protratta per oltre 36 mesi con lo svolgimento, da parte del ricorrente, di analoghe mansioni presso lo stesso datore di lavoro, ha finito per violare un termine di durata costituente misura di tutela comunitariamente imposta per reprimere gli abusi derivanti dall’utilizzo di forme di impiego non stabili"
Sono state altresì riconosciuti tutti gli accessori di ricostruzione carriera cosicchè le prestazioni lavorative, la maturazione dell'esperienza professionale e la natura delle prestazioni rese dall'insegnante supplente, non differiscono affatto da quelle del personale docente di ruolo.

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