Visualizza articoli per tag: Tar Lazio http://w.avvocatomichelebonetti.it Fri, 23 Aug 2019 12:27:10 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it IL TAR DEL LAZIO ANNULLA LO STATUTO DELL’ISTAT: NEL CDA VA PREVISTA LA RAPPRESENTANZA DI RICERCATORI E TECNOLOGI http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/ricercatori-e-tecnologi-negli-enti-pubblici-di-ricerca/1984-il-tar-del-lazio-annulla-lo-statuto-dell-istat-nel-cda-va-prevista-la-rappresentanza-di-ricercatori-e-tecnologi http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/ricercatori-e-tecnologi-negli-enti-pubblici-di-ricerca/1984-il-tar-del-lazio-annulla-lo-statuto-dell-istat-nel-cda-va-prevista-la-rappresentanza-di-ricercatori-e-tecnologi IL TAR DEL LAZIO ANNULLA LO STATUTO DELL’ISTAT: NEL CDA VA PREVISTA LA RAPPRESENTANZA DI RICERCATORI E TECNOLOGI

L’On.le TAR del Lazio con la recente sentenza n. 6097/2019 ha ribadito il diritto dei ricercatori e tecnologi degli Enti pubblici di ricerca di eleggere un proprio rappresentante all’interno degli organi di governo dei singoli Enti, come sancito dall’art. 2 del d.lgs. 218 del 2016. Questa volta ad essere annullato in parte qua è lo Statuto dell’ISTAT, organismo di primo piano nell’attività di indirizzo e coordinamento del sistema statistico nazionale.

Trattasi dell’ennesima occasione in cui il giudice amministrativo è chiamato a pronunciarsi sugli effetti delle disposizioni contenute nel d.lgs. 218/2016 di riordino della normativa vigente in tema di Enti pubblici di ricerca, le quali vengono di volta in volta disattese dagli Enti interessati.

La sentenza odierna è relativa al ricorso spiegato davanti l’On.le TAR del Lazio dall’associazione FGU – Dipartimento Ricerca, dalla FLC CGIL Roma Lazio, dalla UIL Scuola Rua - Ricerca Università Afam e dalla FIR CISL Regionale, oltre che da alcuni ricercatori dipendenti dell’Ente Pubblico di ricerca ISTAT, i quali, assistiti dallo studio legale Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia, chiedevano l’annullamento parziale dello Statuto del noto istituto di statistica pubblicato in data 28 dicembre 2017.

Michele Bonetti, avvocato dei sindacati del mondo della ricerca e dei ricercatori, ha commentato la vittoria “auspicando una maggiore e più incisiva collaborazione della classe politico-governativa e soprattutto dei singoli Ministeri nel loro ruolo di vigilanza degli Enti di ricerca, con atti di indirizzo specifici nonché con pareri più coerenti al dettato normativo in sede di controllo di legittimità e di merito delle bozze dei Statuti, in modo da garantire l’armonia con la normativa europea ed imporre un reale mutamento nell’approccio dei CdA dei singoli Enti di ricerca. Diversamente sarà necessario procedere nuovamente davanti la giustizia amministrativa impugnando Ente per Ente gli Statuti lesivi dei diritti dei ricercatori; non si deve dimenticare, difatti, che ne va dell’indipendenza della ricerca, come costituzionalmente garantita, e del ruolo inestimabile svolto oggi dal personale scientifico tutto”.

Il rappresentante della FGU- Liana Verzicco- precisa: “Il TAR del Lazio ha riconosciuto che l’ISTAT non ha rispettato il diritto dei ricercatori e tecnologi dell’Ente ad avere un proprio rappresentante di natura elettiva all’interno del Consiglio di Istituto come membro a tutti gli effetti e non solo come partecipante a determinate riunioni riguardanti la trattazione di argomenti scientifici. Di conseguenza, dovrà essere modificato l’art. 8 dello Statuto, nella parte in cui non prevede tale piena rappresentanza.

La pronuncia si affianca a quelle già emesse dal TAR medesimo nonché dal TAR per la Campania in riferimento agli Statuti di altri Enti pubblici di ricerca, quali l’ENEA e la SZN; anche in tali casi il Tribunale amministrativo ha annullato le disposizioni ritenute illegittime, sottolineando l’importanza di una applicazione forte e sostanziale del d. lgs. 218/2016 e della normativa comunitaria vigente in materia, in particolare la Carta europea dei ricercatori, che, come riportato nella nuova sentenza, “prende in specifica considerazione il tema della “partecipazione agli organismi decisionali”, affermando che gli enti di ricerca (“datori di lavoro”) “dovrebbero riconoscere che è del tutto legittimo, nonché auspicabile, che i ricercatori siano rappresentati negli organi consultivi, decisionali e d’informazione delle istituzioni per cui lavorano, in modo da proteggere e promuovere i loro interessi individuali e collettivi in quanto professionisti e da contribuire attivamente al funzionamento dell’istituzione”.

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andrea.mineo@avvocatomichelebonetti.it (Andrea Mineo) Rappresentanza di ricercatori e tecnologi negli enti pubblici di ricerca Wed, 31 Jul 2019 13:29:18 +0000
PER LA PRIMA VOLTA AMMESSI I RICORRENTI EDUCATORI AL CONCORSO STRAORDINARIO. http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/1978-per-la-prima-volta-ammessi-i-ricorrenti-educatori-al-concorso-straordinario http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/1978-per-la-prima-volta-ammessi-i-ricorrenti-educatori-al-concorso-straordinario PER LA PRIMA VOLTA AMMESSI I RICORRENTI EDUCATORI AL CONCORSO STRAORDINARIO.

Con sentenza n. 9474/2019 il T.A.R. del Lazio ha accolto il ricorso dello studio legale Bonetti Delia finalizzato alla partecipazione al Concorso straordinario previsto dall’art. 4, co. 1-quater del DL 87/2018, consentendo per la prima volta ai ricorrenti, quali educatori abilitati tramite il concorso del 2000, l’ammissione alla procedura selettiva di carattere straordinario.

Secondo l’Avv. Michele Bonetti. “È da considerarsi una pronuncia di notevole importanza, trattandosi del primo provvedimento attraverso il quale il T.A.R. accoglie un ricorso collettivo consentendo di partecipare al concorso straordinario senza annullarlo e così salvaguardando anche coloro che vi hanno già partecipato. Il Tar Lazio con una illuminata pronuncia ha accolto la nostra interpretazione costituzionalmente orientata ammettendo i nostri ricorrenti alla procedura concorsuale riservata e senza rimettere gli atti alla Corte Costituzionale, così da ritenere, quale requisito di ammissione al Concorso straordinario, oltre al diploma magistrale e alla laura in scienze della formazione primaria, anche il titolo di educatori abilitati con il necessario servizio. Così viene consentito ai ricorrenti la partecipazione alla procedura concorsuale di carattere straordinario finalizzata al reclutamento di docenti della scuola primaria e dell’infanzia.”

Con il ricorso presentato dinanzi al T.A.R. Lazio, si impugnava il decreto MIUR n. 89 pubblicato in GU il 9.11.2018, il quale nel prevedere i requisiti di ammissione al Concorso straordinario, stabiliva che non potevano partecipare i docenti in possesso del titolo di abilitazione di personale educativo. Nonostante l’equiparazione sia giuridica che economica di tutti gli educatori abilitati tramite il concorso del 2000 agli insegnanti in possesso di diploma magistrale.

Sono anni, difatti, che il Ministero e la Magistratura concordano nel ritenere la figura del personale educativo e quella dell’insegnante in possesso di diploma di maturità magistrale completamente assimilabili sotto ogni profilo, così da raggiungere una vera e propria “equiparazione di status”, tuttavia tale equiparazione veniva negata per la partecipazione al concorso de quo.

Finalmente, in virtù di quanto sopra esposto e sostenuto con i nostri ricorsi, il T.A.R. Lazio ha accolto il primo ricorso collettivo sul concorso straordinario, affermando che “il possesso dell’abilitazione di personale educativo nelle istituzioni educative deve essere considerato in tutto e per tutto equivalente all’abilitazione all’insegnamento nella scuola primaria”. Così da permettere ai ricorrenti educatori abilitati di poter effettuare le prove del Concorso straordinario.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Scuola Wed, 24 Jul 2019 07:43:19 +0000
ANNULLATO IL CONCORSO PER I DIRIGENTI SCOLASTICI. TUTTE LE NOSTRE ISTRUZIONI E DELUCIDAZIONI. http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/1972-annullato-il-concorso-per-i-dirigenti-scolastici http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/1972-annullato-il-concorso-per-i-dirigenti-scolastici ANNULLATO IL CONCORSO PER I DIRIGENTI SCOLASTICI. TUTTE LE NOSTRE ISTRUZIONI E DELUCIDAZIONI.

Il TAR - Lazio si pronuncia sulla nota questione del Concorso Dirigenti Scolastici con la sentenza n. 8655/2019 pubblicata in data 2 luglio 2019 che si rimette in allegato.

Il vizio accolto concerne la Seduta Plenaria del 25 gennaio del 2019 dove l’organo tecnico si era riunito anche con i componenti delle sottocommissioni. Il TAR - Lazio ha accolto il motivo di ricorso presente in tutti i nostri ricorsi individuali e collettivi; i termini di scadenza per l’impugnazione degli atti mediante il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica ancora non sono scaduti ed è possibile aderire ancora entro il 10 luglio.

Vi rimettiamo, dunque, il seguente link le cui istruzioni vanno seguite pedissequamente:

http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/1950-dirigenti-scolastici-corso-concorso-per-titoli-ed-esami-2019-aperte-le-adesioni-al-ricorso-straordinario-al-pdr-per-la-partecipazione-alla-prova-orale

Per il TAR - Lazio, nella seduta plenaria del 25 gennaio da noi impugnata, ove venivano definiti i criteri di valutazione utilizzati per la correzione delle prove e attribuzione dei punteggi, figuravano componenti che versavano in condizioni di incompatibilità e in conflitto di interessi e che, quindi, non sarebbero potuti essere destinatari di alcuna nomina.

Lo stesso Organo giudicante menziona specificatamente membri delle commissioni n. 11 12 e 18 che, in alcuni casi, avevano svolto attività formative nell’anno precedente all’indizione del concorso. L’illegittimità si riverbera a cascata sull’operato di tutte le commissioni poiché concerne direttamente e indirettamente i criteri di valutazione definiti da un organo illegittimamente formato.

Considerando anche l’intervenuta sanatoria per i Dirigenti Scolastici con la cd. buona scuola (cfr. L. 107/2015, art. 1, commi 87,88,89,90 di cui al seguente link https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/07/15/15G00122/sg) per i soggetti che avevano spiegato ricorso vincendo il medesimo, Vi invitiamo nell’attuale situazione di incertezza ad impugnare gli atti di causa.

Di seguito Vi rimettiamo le FAQ (domande frequenti) relative alla materia di cui in oggetto.

Sulla base di quale motivo il T.A.R. ha accolto? Il TAR ha ritenuto fondato il motivo di ricorso con il quale abbiamo dedotto l'illegittima composizione del Comitato tecnico integrato con i Presidenti delle Sottocommissioni per incompatibilità di taluno tra essi. In particolare 3 membri, pur incompatibili, si erano frattanto dimessi e dunque non hanno partecipato rendendo ininfluente la loro posizione di incompatibilità. Altri 3, invece, tutti tra i Presidenti di sottocommissione, facendo parte attiva della Commissione in seduta Plenaria al momento di creazione dei criteri, hanno inficiato il funzionamento dell'organo. Il T.A.R. per giustificare tale principio cita una recente sentenza patrocinata dal nostro studio evidenziando che il Collegio deve agire nella totalità dei suoi membri "talché la presenza anche di un solo componente versante in situazione di incompatibilità mina in radice il principio del collegio perfetto con conseguente invalidità delle attività svolte".

Quando verrà trattato il mio ricorso? Alcuni dei nostri ricorsi sono stati già trattati alla stessa udienza del 2/7/2019. Proprio in  quanto contengono tale motivo accolto dal T.A.R., il Collegio ha imposto l'integrazione del contraddittorio al fine di chiamare in giudizio tutti i vincitori del concorso e, comunque, gli ammessi alla prova orale. Ove tale motivo non fosse stato presente, avendo il TAR rigettato nella stessa sentenza gli altri motivi (su anonimato, etcc.), non si sarebbe disposto tale adempimento in quanto inutile. Altri verranno trattati all'udienza del 16 luglio, dell'1 agosto e del 2 settembre.

Cosa significa che il concorso è annullato in toto? Vanno rifatte anche le prove preselettive? Il T.A.R., nella parte motiva, scrive testualmente "il ricorso va accolto a seguito della riconosciuta fondatezza della doglianza che ha contestato la legittimità dell’operato della Commissione plenaria nella seduta in cui sono stati fissati i criteri di valutazione, con conseguente annullamento in toto della procedura concorsuale in questione". In dipositivo, tuttavia, chiarisce di "annulla(re) i provvedimenti impugnati". In nessun ricorso, come è ovvio, sono impugnati i provvedimenti inerenti la prova preselettiva ragion per cui l'annullamento è limitato alla prova scritta ed alla prova orale che dovranno essere ripetute.

Quando avverrà la ripetizione della prova? Il Ministero ha annunciato appello con richiesta di sospensione immediata degli effetti della sentenza al fine di consentire il completamento delle prove orali e l'assunzione dei vincitori. Il Consiglio di Stato, dunque, verosimilmente nei prossimi giorni, dovrà valutare se sospendere o meno la decisione nell'attesa di una sentenza definitiva. E' possibile che il Consiglio di Stato, in questa fase annunciata di urgenza, a Commissioni per le prove orali in corso, consenta di completare la procedura e finanche di far sottoscrivere, seppur con riserva, ai vincitori i relativi contratti. La sentenza definitiva potrebbe giungere entro il 2019. Difficilmente, dunque, la ripetizione della prova potrà avvenire prima della decisione definitiva del Consiglio di Stato.

Il Consiglio di Stato potrà solo accogliere o rigettare l'appello del Ministero? Limitatamente a questa prima sentenza si. Il T.A.R., tuttavia, nelle prossime udienze, potrebbe valutare, accogliendoli o rigettandoli, altri profili e motivi di ricorso che non sono stati trattati nella sentenza del 2 luglio. Il Consiglio di Stato, inoltre, dovrà anche valutare la correttezza della motivazione del T.A.R. con riguardo ai motivi di ricorso rigettati che, dunque, verosimilmente, chi ha perso riproporrà.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Scuola Wed, 03 Jul 2019 06:59:20 +0000
IL TAR DEL LAZIO ACCOGLIE CON SENTENZA IL NOSTRO RICORSO PER LA PARTECIPAZIONE AL CONCORSO STRAORDINARIO DI UNA RICORRENTE IN VIRTU’ DI INTERPRETAZIONE COSTITUZIONALMENTE ORIENTATA E SENZA RIMESSIONE ALLA CORTE COSTITUZIONALE. http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1966-il-tar-del-lazio-accoglie-con-sentenza-il-nostro-ricorso-per-la-partecipazione-al-concorso-straordinario-di-una-ricorrente-in-virtu-di-interpretazione-costituzionalmente-orientata-e-senza-rimessione-alla-corte-costituzionale http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1966-il-tar-del-lazio-accoglie-con-sentenza-il-nostro-ricorso-per-la-partecipazione-al-concorso-straordinario-di-una-ricorrente-in-virtu-di-interpretazione-costituzionalmente-orientata-e-senza-rimessione-alla-corte-costituzionale IL TAR DEL LAZIO ACCOGLIE CON SENTENZA IL NOSTRO RICORSO PER LA PARTECIPAZIONE AL CONCORSO STRAORDINARIO DI UNA RICORRENTE IN VIRTU’ DI INTERPRETAZIONE COSTITUZIONALMENTE ORIENTATA E SENZA RIMESSIONE ALLA CORTE COSTITUZIONALE.

Con sentenza l’On.le T.A.R. del Lazio ha accolto il nostro ricorso finalizzato alla partecipazione al concorso straordinario previsto dall’art. 4, co. 1-quater del DL 87/2018, confermando l’ordinanza del 21 febbraio, con la quale il T.A.R. del Lazio consentiva ad una nostra ricorrente l’ammissione con riserva alla procedura selettiva di carattere straordinario.

Si vuole evidenziare l’importanza di questa pronuncia, trattandosi del primo provvedimento attraverso il quale il T.A.R. consente ad una ricorrente la partecipazione alla procedura concorsuale di carattere straordinario finalizzata al reclutamento di docenti della scuola primaria e dell’infanzia.

Il caso di specie concerne l’anzidetto intervento legislativo che prevede tra i requisiti necessari per l’accesso al concorso straordinario lo svolgimento, nel corso degli ultimi 8 anni, di almeno 2 annualità di servizio specifico, anche non continuativo, su posto comune o sostegno presso le scuole statali, considerandosi svolta una annualità purché il servizio abbia avuto una durata di 180 giorni o sia stata prestato ininterrottamente da febbraio fino agli scrutini finali, previsti per il mese di giugno.   

Nello specifico, la ricorrente, dopo aver svolto giorni e giorni di servizio per l’anno scolastico 2007-2008, prendeva prima servizio presso un Istituto Scolastico dal gennaio al febbraio del 2017, per poi riprenderlo, dopo un solo giorno di interruzione, presso un differente Istituto Scolastico fino al giugno 2017, e tornando in seguito ad insegnare presso la scuola originaria nell’anno scolastico 2017-2018. Nonostante ciò, veniva esclusa dalla partecipazione al concorso straordinario, non avendo maturato le due annualità di servizio necessarie sulla base dei criteri di computo stabiliti dal DL 87/2018. In poche parole la ricorrente rimaneva fuori per un giorno.

L’interruzione del servizio per un solo giorno, il 14 febbraio 2017, ha determinato un “gap” contrattuale che è stato la causa del mancato computo di una annualità delle due necessarie per raggiungere il requisito del servizio ai fini della partecipazione alla selezione.

La docente, pertanto, per un solo giorno di interruzione veniva penalizzata dalla scelta amministrativa, vedendosi precludere la possibilità di concorrere alla selezione.

In virtù di ciò, nel ricorso presentato al T.A.R. abbiamo prospettato l’opportunità di compensare il “gap” contrattuale di un solo giorno, che ha determinato l’esclusione della ricorrente, alla luce dell’ampio periodo di servizio svolto dalla stessa nell’anno scolastico 2007-2008 e non computabile sulla base dei criteri previsti dal bando, superando il termine di 8 anni, nonché dei giorni e giorni di servizio per l’anno scolastico in corso, che avrebbero colmato il “gap” in oggetto.

L’On.le T.A.R. del Lazio, attraverso interpretazione sostanzialista e garantista costituzionalmente orientata della normativa sopra citata, senza rimessione alla Corte Costituzionale, nonché in applicazione del principio del favor partecipationis, concetto cardine del nostro ordinamento Costituzionale, ha accolto il ricorso, dapprima con una cautelare e poi con sentenza, alla luce della non contestazione della P.A. ed ha ritenuto la docente fornita del requisito sostanziale delle due annualità di servizio previste dal bando e quindi di una pregressa e costante esperienza professionale, consentendole di partecipare al concorso straordinario e sciogliendo definitivamente la riserva.

Vero è che la riserva cautelare è stata sciolta in sentenza in virtù del principio di non contestazione sull’istruttoria, tuttavia, nonostante la peculiarità del caso, non si può non rilevare come trattasi dell’unico precedente favorevole del T.A.R. e del Consiglio di Stato, che, senza rimettere alla Corte Costituzionale la questione, consente alla ricorrente, alla luce della prospettazione in atti, di partecipare ad una procedura straordinaria di stabilizzazione gestita con una legge provvedimento. 

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Precari della scuola Thu, 20 Jun 2019 09:56:29 +0000
IL TAR LAZIO ACCOGLIE IL NOSTRO RICORSO PER L'IMMATRICOLAZIONE AD ANNI SUCCESSIVI AL PRIMO AL CORSO DI LAUREA IN MEDICINA E CHIRURGIA. http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/1964-il-tar-lazio-accoglie-il-nostro-ricorso-per-l-immatricolazione-ad-anni-successivi-al-primo-al-corso-di-laurea-in-medicina-e-chirurgia http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/1964-il-tar-lazio-accoglie-il-nostro-ricorso-per-l-immatricolazione-ad-anni-successivi-al-primo-al-corso-di-laurea-in-medicina-e-chirurgia IL TAR LAZIO ACCOGLIE IL NOSTRO RICORSO PER L'IMMATRICOLAZIONE AD ANNI SUCCESSIVI AL PRIMO AL CORSO DI LAUREA IN MEDICINA E CHIRURGIA.

In data 10 giugno 2019, il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio si è nuovamente pronunciato sulla questione dell’immatricolazione ad anni successivi al primo al corso di laurea in Medicina e Chirurgia da parte dei soggetti laureandi o laureati in materie affini.

Con questa recentissima sentenza il TAR Lazio ha, infatti, accolto nel merito la domanda avanzata nel ricorso, patrocinato dagli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia, ai fini dell’immatricolazione ad anni successivi al primo del C.D.L. in Medicina e Chirurgia, in riferimento ad una studentessa laureata al Corso di Laurea Magistrale in Biotecnologie Mediche presso l’Università degli Studi di Perugia.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, citando anche la nota sentenza dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n.1 del 28 gennaio 2015, ha ribadito che le pretese di parte ricorrente debbano trovare accoglimento.

Infatti, il superamento del test previsto al succitato Corso di Laurea rappresenta un “requisito di ammissione, ma non anche un titolo di abilitazione o titolo ulteriore indefettibilmente richiesto per accedere alla facoltà di Medicina e Chirurgia”.

Pertanto, come già ampiamente affermato in precedenti analoghi, il TAR ha stabilito che gli unici limiti all’immatricolazione ad anni successivi al primo debbano consistere solo nella disponibilità dei posti e nella compatibilità di esami e crediti formativi dei Corsi di Laurea affini a quello di Medicina e Chirurgia.

Questa nuova pronuncia non soltanto rappresenta un’importantissima vittoria per la ricorrente ma, indirettamente, anche per tutti i ricorrenti che hanno un contenzioso pendente relativo alla medesima questione.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Numero chiuso Fri, 14 Jun 2019 17:58:21 +0000
Abilitazione scientifica nazionale: il TAR del Lazio accoglie il ricorso degli Avv.ti Bonetti e Delia disponendo la rivalutazione del ricorrente da parte di altra Commissione http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/universita/abilitazioni-scientifiche-nazionali/1943-abilitazione-scientifica-nazionale-il-tar-del-lazio-accoglie-il-ricorso-degli-avv-ti-bonetti-e-delia-disponendo-la-rivalutazione-del-ricorrente-da-parte-di-altra-commissione http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/universita/abilitazioni-scientifiche-nazionali/1943-abilitazione-scientifica-nazionale-il-tar-del-lazio-accoglie-il-ricorso-degli-avv-ti-bonetti-e-delia-disponendo-la-rivalutazione-del-ricorrente-da-parte-di-altra-commissione Abilitazione scientifica nazionale: il TAR del Lazio accoglie il ricorso degli Avv.ti Bonetti e Delia disponendo la rivalutazione del ricorrente da parte di altra Commissione

Il TAR del Lazio si è recentemente pronunciato disponendo la rivalutazione di un candidato che aveva presentato domanda per l’abilitazione scientifica nazionale allegando numerose pubblicazioni scientifiche ed un profilo scientifico di elevata qualità.

La Commissione designata è stata censurata dal Giudice Amministrativo per aver reso una motivazione carente e contraddittoria in merito alla decisione di rigettare la domanda di abilitazione per la II fascia nell’ambito del concorso di cui al bando n. 1532/2016.

Essendo la valutazione delle domande un giudizio altamente discrezionale, il TAR Lazio ha enunciato il principio di diritto in base al quale “è necessario, al fine di giustificare la legittima adozione di un simile giudizio, che siano anche sinteticamente indicati i relativi presupposti, dato che in caso contrario la motivazione risulta essere del tutto apodittica e non consentirebbe di valutarne l’estrinseca logicità”.

Con il summenzionato provvedimento collegiale il giudice di prime cure ha accolto l’azione proposta con il patrocinio dello Studio Legale Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia ribadendo che: “il giudizio negativo de quo laddove si basa sullo scarso impatto scientifico a livello internazionale risulta in palese contrasto, in linea con quanto prospettato dal ricorrente nell’ultimo profilo di doglianza, con l’art.3, comma 2, il quale stabilisce che “La valutazione delle pubblicazioni scientifiche e dei titoli è volta ad accertare: per le funzioni di professore di seconda fascia, la maturità scientifica del candidato, intesa come il riconoscimento di un positivo livello della qualità e originalità dei risultati raggiunti nelle ricerche affrontate e tale da conferire una posizione riconosciuta nel panorama almeno nazionale della ricerca”,(…) Ciò premesso, il proposto gravame deve essere accolto con conseguente annullamento del gravato provvedimento e con obbligo a carico dell’amministrazione di attivare una nuova valutazione del ricorrente da parte di un’altra commissione”.

A riprova dell’illegittimità subita dal ricorrente, il TAR del Lazio ha condannato l’Amministrazione resistente a rifondere le spese di giudizio oltre che a rimborsare il contributo unificato.

Si potrà notare come le procedure di abilitazione mostrino tutte le intrinseche criticità del sistema, soprattutto in riferimento alla discrezionalità di quelle Commissioni che non rendono congrue motivazioni a giustificazione dei propri giudizi.

Lo Studio Legale Bonetti e Delia da anni si pregia di assistere i professori e i ricercatori universitari che si sentano lesi dai giudizi resi dalle Commissioni per le procedure di abilitazione.

Trattasi di azioni individuali le cui modalità di adesione saranno comunicate contattandoci ai numeri di studio 06.3728853 - 06.39749383 - 06.39737480 Cell. 349.4216026 - 391.3766108 oppure tramite appuntamento presso lo studio.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Abilitazioni Scientifiche Nazionali Thu, 09 May 2019 15:42:31 +0000
Scuole di specializzazione mediche: il TAR del Lazio dispone lo scorrimento della graduatoria. Nuova vittoria dello Studio Legale Bonetti e Delia. http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche-e-medicina-generale/1940-scuole-di-specializzazione-mediche-il-tar-del-lazio-dispone-lo-scorrimento-della-graduatoria-nuova-vittoria-dello-studio-legale-bonetti-e-delia http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche-e-medicina-generale/1940-scuole-di-specializzazione-mediche-il-tar-del-lazio-dispone-lo-scorrimento-della-graduatoria-nuova-vittoria-dello-studio-legale-bonetti-e-delia Scuole di specializzazione mediche: il TAR del Lazio dispone lo scorrimento della graduatoria. Nuova vittoria dello Studio Legale Bonetti e Delia.

Con il provvedimento emesso in data 10/05/2019 in riferimento all’azione proposta con il patrocinio dello Studio Legale Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia, l’On.le TAR del Lazio ha disposto lo scorrimento della graduatoria di merito nazionale per l’accesso alle scuole di specializzazione mediche data la presenza di posti rimasti vacanti e non assegnati per i soli ricorrenti.

Il TAR del Lazio, difatti, accogliendo il ricorso degli Avv.ti Bonetti e Delia ha rilevato che: “la graduatoria nazionale in esame – essendo destinata a cinquanta diverse tipologie di specializzazione – è resa ragionevolmente oggetto di scorrimento per “scaglioni”, al fine di assicurare il rispetto sia dell’ordine di graduatoria che delle preferenze espresse dai soggetti interessati, fino all’ultimo momento utile determinato – altrettanto ragionevolmente – dalla data di inizio dei corsi;

Ritenuta, tuttavia, meritevole di considerazione la segnalata carenza di personale medico specializzato, con conseguente interesse anche pubblico alla massima possibile copertura dei posti disponibili, in quanto al mero spostamento all’anno successivo dei fondi assegnati corrisponde un ritardo nella formazione di professionalità, ritenute necessarie per il sistema sanitario nazionale”.

Il Giudice Amministrativo ha poi constatato come sia rimesso al prudente apprezzamento dell’Amministrazione effettuare un bilanciamento di interessi tra la scelta di effettuare, o meno, una distribuzione straordinaria dei posti rimasti liberi, senza rimettere in discussione quelli già assegnati.

Va rilevato che tale importante pronuncia si inserisce in un contesto di carenza di personale medico specializzato al punto che vengono richiamati medici in pensione o all’estero. Per tale ragione vi è l’assoluta necessità che i posti rimasti vacanti vengano subito riassegnati dall’Amministrazione.

Gli Avv.ti Bonetti e Delia commentano la vittoria specificando che “I primi dati riferiscono di oltre 500 posti rimasti vacanti e che, solo chi ha agito giudizialmente, può aspirare ad ottenerli”. Gli stessi legali aggiungono che “solo con il nuovo bando, emesso qualche giorno fa, finalmente, il Dicastero dell'Istruzione, recependo i principi delle nostre azioni, ha modificato proprio la clausola oggi sospesa dal T.A.R.”.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Specializzazioni mediche e medicina generale Thu, 02 May 2019 11:15:08 +0000
AMMISSIONE A MEDICINA: I POSTI VACANTI VANNO ATTRIBUITI AI SOLI RICORRENTI http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/1932-ammissione-a-medicina-i-posti-vacanti-vanno-attribuiti-ai-soli-ricorrenti http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/1932-ammissione-a-medicina-i-posti-vacanti-vanno-attribuiti-ai-soli-ricorrenti AMMISSIONE A MEDICINA: I POSTI VACANTI VANNO ATTRIBUITI AI SOLI RICORRENTI

L’eliminazione della clausola del bando che esclude l’utilizzo dei posti riservati ai cittadini extracomunitari, che, giudizialmente ne chiedano l’attribuzione consentirà alla ricorrente di ottenere la chance di beneficiare dei suddetti posti in relazione alla sua posizione in graduatoria e sulla base delle regole di scorrimento”.

Questa la pronuncia del Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana che accoglie il ricorso degli Avv. Bonetti e Delia rappresentando un vero e proprio spartiacque per il contenzioso dell’accesso ai corsi di laurea in Medicina e Odontoiatria.

Quanto affermato dalla Avvocatura”, secondo cui potrebbe agire in giudizio solo chi è davvero prossimo all’ultimo degli ammessi, si legge in sentenza, “sarebbe dirimente qualora l’annullamento della clausola del bando e della graduatoria producesse effetti nei confronti di tutti i partecipanti, compresi quelli che non hanno proposto alcun ricorso. Ma non è così, atteso che per pacifica giurisprudenza (contraddetta da un solo precedente del tutto isolato del TAR Lazio) nei concorsi pubblici graduatoria è atto scindibile il cui annullamento ha effetto nei soli confronti di coloro che abbiano proposto il ricorso, poi accolto (Consiglio di Stato sez. III, 06/07/2016, n. 3005). La applicazione di tale principio al caso di specie fa sì che la platea dei soggetti che potrebbero beneficiare dell’annullamento della clausola impugnata si profila ristretta ai soli candidati che abbiano proposto ricorso con conseguente chance per la Sig.ra XXX di conseguire la ammissione”.

La decisione, commenta l’Avvocato Michele Bonetti, serve a fare chiarezza su alcuni aspetti fondamentali sulla questione dei posti vacanti. In primis sono gli Atenei e dover disporre delle immatricolazioni; ciò evita una situazione di arresto dettata dall’immobilismo del MIUR che pregiudica la carriera di tanti studenti, i quali avendo la possibilità di utilizzare questi posti non optati si ritroverebbero con una chance in più. In secondo luogo tale decisione, conferma che chi non ha agito in giudizio e non ha un provvedimento favorevole non può pretendere il posto che, al contrario, deve essere assegnato a chi come noi, con successo, ha agito.

Secondo il T.A.R., difatti, “la platea dei soggetti che potrebbero beneficiare dell’annullamento della clausola impugnata si profila ristretta ai soli candidati che abbiano proposto ricorso [..] ciò consentirà al ricorrente di ottenere la chance di beneficiare dei posti non opzionati da cittadini extracomunitari in relazione alla sua posizione in graduatoria e sulla base delle regole di scorrimento”.

Concludono gli Avv. Michele Bonetti e Santi Delia: “Grazie alle nostre vittorie saranno riassegnati ai molti studenti comunitari tutti i posti rimasti vacanti degli extracomunitari. Questo atteggiamento dell’amministrazione mal si concilia con i numerosi studi che dimostrano come il sistema sia al collasso perchè si lamenta già da tempo una grave carenza di medici destinata ad aumentare. Appare assurdo che non si consenta, neanche a fronte di situazioni così peculiari, di esercitare il diritto allo studio dei nostri giovani, diritto costituzionalmente garantito”.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Numero chiuso Thu, 02 May 2019 11:46:12 +0000
CONCORSO INPS – 967 POSTI: ANCHE IL T.A.R. ACCOGLIE RICORSO SULL’ENNESIMO QUESITO ERRATO. http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/1915-concorso-inps-967-posti-anche-il-t-a-r-accoglie-ricorso-sull-ennesimo-quesito-errato http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/1915-concorso-inps-967-posti-anche-il-t-a-r-accoglie-ricorso-sull-ennesimo-quesito-errato CONCORSO INPS – 967 POSTI: ANCHE IL T.A.R. ACCOGLIE RICORSO SULL’ENNESIMO QUESITO ERRATO.

E’ di oggi l’ordinanza del Giudice Amministrativo che torna a pronunciarsi sulla prova di selezione somministrata ai candidati del concorso a quiz per 967 per funzionari INPS.

Il quesito oggetto di contestazione veniva ideato da una società a cui è stata affidata dall’INPS la predisposizione della prova. Nel caso che ci riguarda, la domanda contestata aveva ad oggetto il codice di comportamento. Nel dettaglio, la domanda così formulata aveva due possibili risposte ma solo una delle due veniva conteggiata come corretta in sede di correzione. Abbiamo sostenuto, vincendo, che il quesito di cui oggi si discute “non era senz’altro formulato in modo tale da far emergere, con chiarezza e precisione, quale fosse l’organo chiamato in via generale o comunque principale ad esercitare una simile competenza nella direzione sopra indicata”

Si tratta del quarto quesito che, negli ultimi due concorsi dell’INPS, la giustizia amministrativa, accogliendo i nostri ricorsi, ha censurato.

Anche questo elemento per noi è assai importante giacché in molti avevano contestato (anche) altri quesiti e si sono mostrati dubbiosi innanzi al nostro scetticismo.

Che oggi, però, è stato premiato.

“Quella ottenuta oggi è pronuncia fondamentale e che conferma il nostro duro lavoro sul tema dei concorsi pubblici e sulle loro evidenti lacune” commentano a caldo gli Avv. Bonetti e Delia.

A nostro parere, non è concepibile che il futuro di studio o lavorativo di un cittadino debba essere deciso da un quiz erroneamente formulato senza che nessuno si curi di capirne le motivazioni.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Fri, 15 Mar 2019 09:08:33 +0000
MOBILITÀ DOCENTI: IL MIUR, ANCORA UNA VOLTA, NON RICONOSCE IL SERVIZIO PRE-RUOLO PRESTATO NELLE SCUOLE PARITARIE http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/1913-mobilita-docenti-il-miur-ancora-una-volta-non-riconosce-il-servizio-pre-ruolo-prestato-nelle-scuole-paritarie http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/1913-mobilita-docenti-il-miur-ancora-una-volta-non-riconosce-il-servizio-pre-ruolo-prestato-nelle-scuole-paritarie MOBILITÀ DOCENTI: IL MIUR, ANCORA UNA VOLTA, NON RICONOSCE IL SERVIZIO PRE-RUOLO PRESTATO NELLE SCUOLE PARITARIE

Ancora una volta, come nell’ultimo biennio, l’ordinanza relativa alla mobilità del personale docente per il triennio 2019/20, 2020/21 e 2021/22 non ha riconosciuto il servizio pre-ruolo prestato nelle scuole paritarie ai fini dell’attribuzione del punteggio.

La tabella allegata al n. 2 al CCNI 2017/2018 ai fini della valutazione dei titoli per i trasferimenti a domanda e d’ufficio del personale docente ed educativo, difatti, ha stabilito l’attribuzione di 6 punti per la mobilità volontaria e di 3 punti per la mobilità d’ufficio, limitatamente al servizio prestato nelle scuole statali, parificate o pareggiate escludendo dunque il servizio prestato nelle scuole paritarie.

Un quadro, questo, che mortifica il servizio svolto per anni da migliaia di insegnanti e si pone in evidente contrasto con i principi interni e comunitari che perseguono l’obiettivo primario di evitare ogni tipologia di discriminazione tra i vari lavoratori che svolgono mansioni analoghe.

Il nostro studio, sin dalla prima mobilità successiva alla c.d. “Buona Scuola” ha sempre ottenuto, per primo, il riconoscimento, a livello nazionale, dell’illegittimità di tale clausola innanzi al Giudice Amministrativo che ha annullato e prima ancora sospeso gli atti ministeriali.

Dopo che sulla mobilità del 2016, per primi, siamo riusciti ad ottenere l’accoglimento in fase cautelare innanzi al Consiglio di Stato, il quale chiariva che “ SONO ILLEGITTIME E VANNO SOSPESE le tabelle di valutazione relative alla procedura di mobilità del personale docente di cui all’ordinanza ministeriale n. 241 del 2016, nella parte in cui prevedono l’attribuzione di tre punti per ciascun anno di servizio pre-ruolo prestato nelle sole scuole statali, pareggiate e parificate, escludendo e considerando non valutabile il servizio pre-ruolo svolto presso le scuole paritarie, sembrano porsi in contrasto con il principio di parità di trattamento (tra le due categorie di istituzioni scolastiche) stabilito dalla legislazione statale (l. n. 62 del 2000, l. n. 107 del 2015)”; anche per la nuova ordinanza del 2018, a seguito della prima affermazione cautelare innanzi al T.A.R. Lazio, era arrivata la sentenza definitiva.

Il T.A.R. Lazio, difatti, ha già annullato l’Ordinanza ministeriale n. 207/2018 sulla mobilità docenti del 2018 nella parte in cui omette di valutare il servizio pre-ruolo svolto nelle scuole paritarie accogliendo il nostro ricorso.

Anche per i docenti che non erano riusciti ad agire in tempo innanzi al Giudice Amministrativo, si è riusciti a vincere innanzi al Giudice del Lavoro.

In particolare, da ultimo, abbiamo ottenuto importanti riconoscimenti dal Tribunale di Catania, di Messina si è pronunciato sulla mancata valutazione del sevizio pre-ruolo svolto presso la scuola paritaria di una docente, nell’ambito delle operazioni di mobilità 2016/2017 ai fini dell’attribuzione alla sede di servizio a lei spettante in base al corretto punteggio di mobilità, riconoscendo totale equivalenza tra gli istituti statali e gli istituti paritari anche in relazione a quest’ultimo aspetto. “Il servizio di insegnamento svolto nella scuola paritaria va valutato nella stessa misura in cui è valutato il servizio statale”.

Può aderire al ricorso il personale docente che parteciperà alle operazioni di Mobilità 2019/2020 e che ha svolto servizio presso le scuole paritarie, corsi di formazione professionale, scuole comunali.

 

MOBILITA’ DOCENTI – DI CHE COSA SI TRATTA E PERCHE’ ADERIRE

Lo studio dell’Avvocato Bonetti in ordine al trasferimento o mancato trasferimento dei docenti, predispone azioni volte alla tutela dei diritti spettanti a ciascun docente.

In realtà, quest’anno, la procedura di mobilità ha visto il concretizzarsi di danni a capo, principalmente, di tre categorie di docenti:

1.      Docenti prestanti servizio in scuola paritaria, che oggi vedono tuttavia riconoscersi metà del punteggio loro spettante.

L’ordinanza 9 Marzo 2019, n. 203 in materia di mobilità prevede dei limiti per il riconoscimento del punteggio del servizio nella scuola paritaria ai fini della mobilità.

Sono valutabili solo gli anni svolti in scuole primarie paritarie che abbiano conservato anche lo status di parificata insieme alla qualifica di paritaria e solo fino al 31 agosto 2008. Sono inoltre riconoscibili gli anni svolti nella materna paritaria, ma solo se comunale.

Tale decisione trova la propria fonte nella contrattazione collettiva giacché è proprio il CCNL a disporre che il servizio non verrà conteggiato.

A nostro modo di vedere la decisione della contrattazione collettiva e ora dell’ordinanza sulla mobilità mortifica il servizio svolto per anni da migliaia di insegnanti e si pone in evidente antitesi con i principi interni e comunitari che mirano ad evitare ogni discriminazione tra i vari lavoratori nonostante svolgano mansioni analoghe.

2.      Docenti con figli minori dei 3 anni, l’azione è dunque rivolta a chi non ha ottenuto il cd trasferimento in deroga previsto per gli insegnanti con figli minori dei 3 anni. 

A nostro modo di vedere al docente neo immesso in ruolo che chiede l’applicazione dei benefici previsti dall’art. 42 bis del D.Lgs. 151/01, non si applica il c.d. “blocco” previsto dalla L. 107/15 sulle assunzioni a tempo indeterminato.
Per tutti gli insegnanti genitori di bimbi di età inferiore a tre anni sarà dunque possibile presentare domanda amministrativa per ottenere l’assegnazione temporanea ex art. 42 bis del D.Lgs. 151/01 presso una sede di servizio ubicata nella medesima provincia dove il coniuge e genitore del minore svolgeva l’attività lavorativa. In caso di rigetto si agirà in via d’urgenza innanzi al Giudice del Lavoro.

3.      Docenti soggetti ai trasferimenti delle fasi B e C, oggi trasferiti in sedi molto distanti da quella prescelta sulla base dell’algoritmo usato dal MIUR che ha fatto sì che si venissero a configurare trasferimenti illegittimi non corrispondenti al dettato normativo.

Le tre azioni possono essere cumulate o separate ed i costi non variano.

CHI PUO’ AGIRE

Come già su esplicato, potranno agire:

  • Docenti prestanti servizio in scuola paritaria che vedono riconoscersi metà del punteggio loro spettante;
  • Docenti con figli minori dei 3 anni che non vedono accettarsi il cd trasferimento in deroga, tuttavia previsto per tale categoria di insegnanti;
  • Docenti soggetti ai trasferimenti delle fasi B e C, che non hanno ottenuto la sede loro spettante a causa di errori dovuti all’utilizzo dell’algoritmo.

AUTORITA’ GIUDIZIARIA DA ADIRE          

Per ottenere il riconoscimento di tale servizio svolto è possibile agire con ricorso collettivo al T.A.R. oppure con un ricorso al Giudice del Lavoro.

TEMPI DI DEFINIZIONE DEL GIUDIZIO

I tempi di definizione di tale giudizio vanno dai 6 mesi ai 24 circa.

COME ADERIRE E COSTI DELL’AZIONE

Per ADERIRE AL RICORSO E' NECESSARIO COMPILARE IL SEGUENTE FORM  E SCARICARE LA DOCUMENTAZIONE ALLEGATA ALLA PRESENTE ENTRO IL 15 APRILE SEGUENDO PEDISSEQUAMENTE LE ISTRUZIONI CHE SEGUONO

1.  Leggere e sottoscrivere l’informativa allegata.

2.  Scaricare la procura allegata.

3. Stampare due copie della procura, compilarle e firmarle entrambe in originale (la sottoscrizione deve essere apposta a penna). Non sono richieste autentiche notarili.

4. Procedere al pagamento della quota di partecipazione all’azione attraverso bonifico da effettuare sulle coordinate bancarie allegate. 

4. Stampare e sottoscrivere l'informativa sulla privacy.

5. Inoltrare, tramite raccomandata a.r. all’indirizzo: Studio Legale Avv. Michele Bonetti, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma, i seguenti documenti:

- informativa e informativa sulla privacy sottoscritta in originale;

due procure in originale e sottoscritte;

- copia del documento di identità e del codice fiscale;

copia del bonifico effettuato alle coordinate allegate (nella causale del bonifico dovrete inserire il vostro nome, cognome, C.F. e la dicitura “RICORSO MOBILITA’ 2019).

 

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Tue, 12 Mar 2019 16:45:44 +0000