Giovedì, 16 Gennaio 2014 18:12

LA SENTENZA DEL TAR PALERMO CONDANNA LA VIOLAZIONE DELL’ANONIMATO: CONTINUANO I RICORSI CONTRO IL NUMERO CHIUSO.

Pubblicato in Numero chiuso

Il Tribunale Amministrativo Regionale di Palermo ha accolto il ricorso presentato dagli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia, rilevando in modo univoco la violazione dell’anonimato nella procedura concorsuale, ed ammettendo i ricorrenti in via definitiva al corso di laurea prescelto.

 La vicenda riguarda il test di ammissione a Medicina dell’Ateneo della città siciliana ma, complici un clamoroso autogol del Ministero dell’Istruzione, Università e della Ricerca e la recente sentenza dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato (v. articolo), mette in bilico le prove tenute il 9 settembre del 2013 in tutti gli atenei italiani, cui hanno partecipato 75mila aspiranti medici per contendersi i 10mila posti messi in palio dalle facoltà di Medicina, ora a rischio caos. «Violazione dell’anonimato»: è questo il motivo che ha indotto i giudici amministrativi palermitani a sancire l’invalidità dei test e a ordinare che si «proceda in via definitiva all’ammissione, anche in soprannumero, degli stessi ricorrenti al corso di laurea per l’anno accademico 2013/2014»: sei ragazzi.

 

“SCHEDA ANAGRAFICA E DOCUMENTO D’IDENTITÀ SUL BANCO - I magistrati, disponendo la trasmissione della carte alla Procura della Repubblica, hanno bocciato le modalità di identificazione dei candidati e conseguentemente il Miur, reduce dalle polemiche sul bonus maturità chiuse con una sanatoria. La commissione di esame palermitana, infatti, non ha fatto altro che uniformarsi alle direttive che sono giunte a tutte le Università il 13 agosto dal Ministero dell’Istruzione, dell’università e della Ricerca. Allo stesso modo hanno fatto tutte le Commissioni locali, nei vari atenei italiani.

«Risulta che i candidati hanno dovuto compilare la scheda anagrafica prima dello svolgimento dei test e l’hanno tenuta esposta sul banco accanto al documento di riconoscimento», ha osservato il Tar: esattamente quanto era stato disposto dal Ministero nelle Linee guida per lo svolgimento delle prove. Per i giudici «queste modalità hanno consentito la conoscenza del codice identificativo abbinato a ciascun candidato prima della compilazione dei questionari, con conseguente rilevante violazione del principio dell’anonimato e possibilità, quanto meno in astratto, dell’alterazione dei risultati della prova». E questo basta per «dichiarare invalide le prove».

 

«Questa ennesima pronuncia, la prima di quella che si annuncia una serie, mostra che il numero chiuso non funziona e va eliminato», dicono in coro Michele Bonetti e Santi Delia, i legali dell’Udu (Unione degli studenti Universitari) autori dei ricorsi che mettono in imbarazzo il Dicastero di Piazza Kennedy. Gli stessi avvocati, con diverse azioni giudiziarie accolte dai Tar, avevano costretto il ministro a promuovere una «leggina» per rimediare al pasticcio bonus maturità. I candidati il 9 settembre erano entrati nelle aule del concorso sapendo che il loro voto di maturità (c.d. bonus) avrebbe inciso sul punteggio finale e quando sono usciti hanno scoperto la pubblicazione di un decreto del ministro Carrozza che prevedeva l’eliminazione del bonus. Un nutrito gruppo (oltre duemila ragazzi) è stato ripescato.”

Continuano pertanto, sino a decorrenza dei termini, le adesioni per i ricorsi straordinari contro il numero chiuso, per censurare la violazione dell’anonimato, e la mancata previsione degli scorrimenti nella graduatoria del 18 dicembre 2013.

 

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(dall’articolo pubblicato sul sito: http://www.corriere.it/scuola/14_gennaio_15/palermo-medicina-tes-annullato-tar-diritto-anonimato-violato-f83a8570-7df6-11e3-80bb-80317d13811d.shtmlhttp://www.corriere.it/scuola/14_gennaio_15/palermo-medicina-tes-annullato-tar-diritto-anonimato-violato-f83a8570-7df6-11e3-80bb-80317d13811d.shtml)

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