Mercoledì, 09 Settembre 2020 09:44

NUMERO CHIUSO: DIMOSTRATA L’ESISTENZA DI DOMANDE ERRATE. MINISTERO CONDANNATO DAL TAR LAZIO. LA STORIA SI RIPETE, A PAGARNE LE SPESE, ANCORA UNA VOLTA GLI STUDENTI.

Pubblicato in Numero chiuso

La pronuncia in commento mette in luce gli errori commessi durante i test per l’ammissione al Corso di Laurea in Medicina Veterinaria, relativi all’a.a. 2018/2019; in quell’anno la domanda incriminata era la numero 33.

“La prova di ammissione consiste nella soluzione di sessanta quesiti che presentano cinque opzioni di risposta, tra cui il candidato ne deve individuare una soltanto, scartando le conclusioni errate, arbitrarie o meno probabili.”

Il fatto che su cinque risposte una sola debba essere esatta e quattro sbagliate è la regola che governa tutti i test di ammissione per i Corsi di Laurea ad accesso programmato, e come tale garanzia di egual trattamento per ciascun candidato.

Ne consegue che qualsiasi violazione di tale regola, anche solo rispetto ad un singolo quesito, comporti inevitabilmente conseguenze sulla prova di tutti i candidati essendo spesso impossibile rendicontare, ex post, quanto ha inciso l’esistenza di tali quesiti errati su una prova in cui spesso l’ammissione o l’esclusione si gioca in un fazzoletto di punti.

Il Ministero che ha il solo dovere, anche morale, di somministrare una prova priva di errori, invece, continua a dimostrare, di anno in anno, di non riuscire a garantire una prova scevra di errori.

Il TAR del Lazio ha accolto il ricorso degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia e confermato che anche nella prova dello scorso anno vi erano errori. Come, vi anticipiamo, ci sono quest’anno. Per l’ennesima volta, come avviene con immancabile precisione dal 1999, l’ennesimo errore, da parte della Commissione nominata dal Ministero per elaborazione dei predetti test.

La condanna che arriva oggi ad opera del T.A.R, grava ancora una volta sul M.I.U.R, e risulta quanto mai attuale, a pochi giorni dalla celebrazione del nuovo test.

L’Avv. Michele Bonetti ha commentato la vicenda accaduta dichiarando “lascia sconcerti che, in una selezione tanto delicata ed importante, sia stato possibile commettere errori tanto banali. Su due delle domande somministrate per il test d’accesso al Corso di Laurea in Medicina Veterinaria, per l’a.a 2018/2019, l’istruttoria che ha portato alla pronuncia di accoglimento de quo, ha messo in luce delle irregolarità. Si tratta di due domande che possono decidere le sorti del candidato”. A pagarne le spese sono tutti i candidati che hanno optato per l’unica vera soluzione corretta, ovvero non rispondere, riscontrato così documentalmente che non vi era un’unica risposta corretta.

In diversi anni, peraltro, lo stesso Ministero non è insolito – che a fronte di errori analoghi – si regoli in maniera differente.

Qualche esempio?

Nelle procedure concorsuali del 2007, 2008, e 2016, solo per citare i casi più noti, ha sempre optato per l’annullamento dei quesiti con duplice risposta e solo una volta (nel 2013), per l’approccio di cui in commento, e anche in quel caso, ricorda l’Avv. Michele Bonetti, “il nostro studio ottenne dal Consiglio di Stato l’accoglimento della tesi a favore dell’annullamento dei quesiti, rispetto ai quali era impossibile individuare una sola risposta, scartando le conclusioni errate, arbitrarie o meno probabili, e la graduatoria venne conseguentemente riformata”.

Ad una settimana dai test per i corsi ad accesso programmato per l’a.a 2020/21, diverse sono le segnalazioni giunte al nostro studio, in relazione a numerose anomalie balzate all’occhio attento di numerosi candidati, che hanno a disposizione novanta minuti, in cui giocano il tutto per tutto!

Quanto a Veterinaria, quasi come un video che si riavvolge, davanti agli occhi increduli di studenti, spettatori inconsapevoli, ci troviamo di fronte ad un errore clamoroso.

Le anomalie segnalate sono ben due: una evidente, riguarderebbe, proprio come nella vicenda in narrativa, un quesito rispetto al quale le risposte esatte – tra le cinque opzioni fornite – sarebbero ben tre, quindi la regola della necessità che soltanto una sia la soluzione corretta, astrattamente valida, sarebbe stata concretamente disattesa (ancora una volta!); per un’altra domanda, invece, c’era la risposta giusta, che non è quella indicata dal M.I.U.R.

Sul tema si espresse nel 2004, dopo 5 anni dal conio del test di ammissione, il TAR, scrivendo: “lascia sconcerti che per l’ennesima volta si rintraccino errori nel test”. “Errori che, dopo oltre un decennio, continuano ad esserci”, aggiunge l’Avv. Bonetti, il quale sottolinea: “non appena il quadro sarà più chiaro, a graduatorie pubblicate, ove dovessero essere confermate le anomalie suesposte, il nostro studio, come accade ormai da anni, sì dice pronto ad accogliere le istanze di tutti gli studenti che non hanno nessuna voglia di essere per l’ennesima volta penalizzati da errori che potevano e dovevano essere evitati dal M.I.U.R e dalla Commissione incaricata di elaborare i quesiti”.

Quale sarà questa volta la posizione del M.I.U.R, quante alle numerose anomalie segnalate?

Qualunque sia quella che ci verrà riservata vi saranno sempre dei soggetti penalizzati giacchè gli errori sono comunque forieri di danni più o meno ampi per una più o meno ampia platea di concorrenti che potremo tutelare grazie ad azioni giudiziali mirate.

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