Martedì, 15 Settembre 2015 07:46

PROFESSIONI SANITARIE, AMMISSIONI SOVRANNUMERARIE ALLA SAPIENZA SENZA RIFARE IL TEST

Pubblicato in Numero chiuso

Il T.A.R. Lazio con l’Ordinanza n. 2835 datata 3 luglio 2015 ha accolto la domanda d’iscrizione sovrannumeraria, proposta su ricorso dell’UDU patrocinato dagli Avv. Michele Bonetti e Santi Delia, ha ammesso 50 studenti alla frequenza del Corso di Laurea in Professioni Sanitarie attivato presso l’Università “Sapienza” di Roma.

Più in dettaglio, il Collegio giudicante ha ritenuto che durante le prove selettive per l’accesso al corso di laurea in questione non fossero state rispettate le norme poste a tutela e garanzia dell’anonimato in sede concorsuale.

Il Tribunale nel ravvisare la fondatezza del ricorso ha ammesso i ricorrenti al corso di studi ambito.
Ciò detto è rilevante specificare come la violazione dell’anonimato nel caso che ci occupa si sia manifestata in concreto proprio presso l'Ateneo romano.

Presso l’Ateneo “Sapienza” di Roma, difatti, non sono state rispettate le procedure che lo stesso Ministero aveva deciso di imporre ai singoli atenei al fine di salvaguardare l’anonimato della prova concorsuale; tramite la violazione dell'anonimato potevano essere comunicate le domande del test.

Col ricorso si è denunciata la presenza del codice alfanumerico su tutta la documentazione di concorso.

Trattasi della prima pronuncia di accoglimento contro l’Università degli Studi La Sapienza per il corso di laurea in Professioni sanitarie, il quale seppur rientri fra i corsi di laurea a numero chiuso a livello nazionale viene spesso gestito autonomamente dai singoli atenei. Nel caso di specie l'Ateneo di Roma ha deciso di non avvalersi delle strutture centrali e di predisporre direttamente i quesiti" dichiara l'Avvocato Michele Bonetti, legale dell'UdU. "Finalmente sono venute a galla tutte le irregolarità che si sono verificate durante il test, e il TAR è tornato indietro su un suo orientamento negativo, modificandolo” dichiara ancora il difensore dell’UdU.
Il provvedimento dal punto di vista giurisprudenziale si presenta come particolarmente innovativo poiché, in virtù del principio del diritto allo studio costituzionalmente garantito, afferma che l’accoglimento del ricorso non potrà mai determinare l’annullamento della prova, ma solamente l’ammissione in sovrannumero dei ricorrenti senza necessità di rifare il test” prosegue Bonetti. I ricorrenti riusciranno a iscriversi all’anno accademico che sta per iniziare e non dovranno fare alcun test.

Visite oggi 150

Visite Globali 2964083