Giovedì, 31 Luglio 2008 14:36

Numero chiuso le iniziative, le prime notizie sull'udienza, la lettera dell'Avv. Bonetti

Pubblicato in Numero chiuso
L’unione degli Universitari ringrazia gli studenti che hanno preso parte alla manifestazione organizzata davanti a Montecitorio per ribadire la nostra posizione sul numero chiuso: istituto ingiusto, discriminatorio e che può e deve essere abolito. Durante la manifestazione si è svolta la conferenza stampa durante la quale abbiamo presentato anche ad alcuni Parlamentari presenti e ai soggetti che operano all’interno delle università le nostre proposte e sono state accolte con molto interesse. La manifestazione è stata organizzata non a caso nella stessa data dell’udienza relativa al ricorso collettivo nazionale riguardante il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, per chiedere che il problema dei tanti studenti esclusi da un test viziato da così tante irregolarità venga analizzato anche da un punto di vista politico.

Il Tar del Lazio non ha ancora emanato la sentenza, si può però affermare che le nostre posizioni sono state valutate con grande attenzione da parte del Collegio Giudicante, come conferma l’inusuale lunghezza dell’udienza. L’Unione degli Universitari desidera sottolineare in questa occasione che il ricorso intrapreso intende tutelare gli interessi dei ragazzi esclusi dai corsi di laurea in virtù di un test iniquo ma non intende in alcun modo creare disagio agli studenti che sono stati ammessi e già stanno frequentando i corsi di laurea, ed è quindi obiettivo prioritario per noi l’ammissione degli studenti ricorrenti.  A seguire la lettera del nostro Avvocato Michele Bonetti:
 

Care ragazze e cari ragazzi,
innanzitutto Vi ringrazio per la fiducia prestatami e per l’onore concessomi di averVi rappresentato in questa vicenda che considero la frontiera della campagna della legalità del mondo universitario.
L’8 maggio 2008 si è svolta dinanzi la Magistratura Amministrativa la tanto attesa udienza di merito del ricorso collettivo avverso un sistema non premiante dei meritevoli e costellato da diffuse illegalità.
Nel corso dell’udienza (così come durante l’intero procedimento giudiziario) è stata sollecitata l’attenzione del Tar Lazio sulle violazioni della normativa comunitaria e nazionale presenti nella famigerata Legge 264/99 e nei successivi decreti ministeriali di attuazione; sulle irregolarità - anche di rilevanza penale - denunciate dagli studenti e sugli errori nella formulazione del test evidenziatici dal nostro staff di periti. Ovvero, tutti fatti incontrovertibili che ci hanno indotto a presentare un grande ricorso nazionale tale da consentire a tutti gli studenti di poter partecipare, in prima persona, ad una azione giudiziaria che vuole minare alla radice il fondamento culturale dell’accesso programmato, così come voluto in Italia e attuato dal MIUR e dal mondo accademico.
Mi permetto di rappresentare che l’iter giudiziario si è svolto senza reciproca esclusione di colpi, ivi compresa la emanazione da parte del MIUR – subito prima dell’udienza del novembre 2007 - di un decreto illegittimo e tardivo, che, su richiesta dello stesso Collegio Giudicante, è stato impugnato tempestivamente nonostante la sua mancata formale pubblicazione.
Negli ulteriori e nuovi atti di impugnazione è stato ribadito che, in esito alle nostre indagini presso il MIUR, è emerso che la Commissione autrice dei noti ottanta quesiti non ha redatto alcun verbale, violando in tal modo principi costituzionali di trasparenza e di buon andamento dell’Amministrazione, impedendo di fatti un controllo sul proprio operato e sulla istruttoria che ha condotto all’annullamento e alla formulazione degli altri quesiti oggetto di contestazione.
Peraltro, di tale Commissione non sono ancora stati resi noti i nomi dei componenti-esperti che hanno errato molteplici quesiti, nonostante le nostre richieste formali alle quali è stato negata una risposta per una incomprensibile ragione di privacy.
Ritengo francamente inammissibile che da quesiti dichiarati dalla controparte processuale meramente “accettabili”, ma di fatto “inaccettabili”, errati, annullati, e che da prove di selezione ancora oggetto di indagini da parte del Giudice Penale dipenda il futuro di tanti ragazzi.
Tutto ciò, a nostro avviso, è la punta di un iceberg ed impone una seria riflessione sulla necessità di precise garanzie di legalità nel nostro Paese.
Difatti, la assenza totale di garanzie di legalità riscontrata in modo particolare nel nostro paese e non nel resto dell’Europa, ci deve far riflettere.
Certamente non è solo l’Italia a vivere lo spinoso problema della carenze di strutture universitarie; si tratta di una questione che accomuna molti Paesi europei che in modo diverso hanno optato per sistemi di accesso programmato, ma che mai e poi mai hanno determinato tali degenerazioni.
Alla luce di un sistema di accesso basato sul quiz, come quello italiano, erroneo nella formulazione e minato da sospetti di illegalità, bisogna interrogarsi su chi stia effettivamente pagando il prezzo della carenza di un adeguato numero di aule, di laboratori, di fondi per docenze e ricerca scientifica.
Inoltre, come abbiamo manifestato al Tar Lazio, il sistema di accesso programmato scelto dal nostro legislatore, e portato alle estreme conseguenze dal MIUR in quest’anno accademico, non realizza affatto quel necessario contemperamento richiesto dalla Corte Costituzionale fra il diritto di accedere all'istruzione universitaria, nell'ambito del principio secondo il quale “la scuola é aperta a tutti” (art. 34,1 Cost.) e, d’altra parte, il diritto riconosciuto ai “capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi di raggiungere i gradi più alti degli studi” (art. 34,3 Cost.).
Né il sistema dell’accesso programmato può essere strumentalizzato per proteggere particolarismi di “casta professionale”.
Solo la normativa italiana, anno dopo anno, non cessa di originare applicazioni illegittime da parte delle competenti autorità, con l’effetto di non arrivare a garantire ai “più meritevoli” l’accesso ai più alti gradi degli studi, frustrandone così, per inciviltà giuridica, le ambizioni e l’impegno.
A nostro avviso si rischia di svilire e disattendere anche i principi comunitari, univocamente indirizzati ad incentivare l'accrescimento della conoscenza e della cultura dei cittadini come strumenti fondamenti per l’esplicazione della personalità individuale e per lo sviluppo socio economico degli Stati. Il Consiglio Europeo difatti invita gli Stati membri al rilancio di un’Europa “basata sulla conoscenza”, anche mediante interventi sui sistemi formativi che ne potenzino la qualità e l’efficacia, ne garantiscano l’accesso da parte di tutti e li aprano al mondo esterno.
Auspichiamo dunque un intervento della Magistratura che non si trinceri dietro la discrezionalità della Pubblica Amministrazione manifestatasi nel caso di specie nella forma più arrogante dell’arbitrio e che ridia dignità al diritto allo studio, libero e garantito per tutti.
Cari ragazzi, rimaniamo in attesa di questa sentenza facendo comunque tesoro di questa vicenda per continuare a sentire dentro di noi le ingiustizie subite e quelle patite da altri, ricordando che “chi lotta può perdere, ma chi non lotta ha già perso”.
Abbiamo intrapreso in tanti un cammino che sapevamo tortuoso, a parere di qualcuno impossibile, ma intanto siamo ancora qui. Contemporaneamente allo svolgimento dell’udienza del maxi processo dell’8 maggio 2008 l’Unione degli Universitari era con Voi a manifestare a Montecitorio consegnando al nostro legislatore una nuova proposta di legge nazionale sul numero chiuso.
Anche a Parma dubitavano di noi quando abbiamo iniziato un ricorso per l’ultimo della graduatoria, quando abbiamo fatto partire ricorsi poi rivelatisi vincenti per studenti che non si erano neanche iscritti; ma oggi dopo ben tre anni di duro lavoro abbiamo abolito il numero chiuso in quell’Ateneo. Abbiamo vinto politicamente sul campo e giuridicamente anche in Consiglio di Stato, dove il 1° aprile 2008, con importanti pronunce è stato consentita l’ammissione alla facoltà simbolo dell’accesso programmato, Odontoiatria.
Tutto questo lavoro è stato condotto sulla base di profonde convinzioni: il diritto all’autodeterminazione, che vuol dire anche diritto di scegliere la propria professione e l’importanza dell’istruzione, intesa come patrimonio individuale che eleva l'individuo nella sua personalità e nelle sue potenzialità e contribuisce alla crescita dell'intera nazione.
Concludo ringraziando Voi e tutti coloro, nessuno escluso, senza i quali questa battaglia non sarebbe neanche iniziata.
In particolare ringrazio con sincerità
l’attuale Esecutivo Nazionale dell’Unione degli Universitari, ovvero la nostra Coordinatrice Nazionale Federica Manuela Musetta, il nostro Responsabile dell’Organizzazione, Luigi Vitellio, il nostro Responsabile della Didattica, Graziano Sampaolo, e il Responsabile del diritto allo Studio Nicola Tanno, per tutta la passione e tenacia e il grande impegno profusi;
tutto il precedente Esecutivo Nazionale dell’Unione degli Universitari ed in special modo Natale Di Cola e Daniele Giordano per tutte le difficoltà affrontate e risolte insieme sempre con grande coraggio e lealtà;
tutto lo Staff Legale senza i quali nulla sarebbe possibile, Silvia Antonellis, Umberto Cantelli, Massimo D’Antonio, Tiziana Dell’Armi, Francesca Delle Vergini, Francesca Maria De Lorenzo, Piergiuseppe De Lorenzo, Sheila Gargiulo, Emiliano Mari, Cristiana Petroselli, per la professionalità e serietà con cui hanno condiviso questa battaglia;
tutte le sedi locali dell’Unione degli Universitari, gli iscritti e i non iscritti, tutti instancabili ragazzi con cui lottiamo per i diritti degli studenti affinché diventino realtà, e gli indomiti ragazzi di Parma con particolare riferimento a Paolo D’Agostino e Roberto Mele;
tutte le associazioni e comitati contrari all’accesso programmato, i loro responsabili e i loro ragazzi;
tutti i ragazzi contrari al numero chiuso e all’assurdo sistema dei c.d. 25 punti, i ragazzi che scrivono sui Forum, i ragazzi della manifestazione nazionale dell’8 maggio ’08, i ragazzi che sono venuti al Tar Lazio, invitando tutti all’Unione tra gli Universitari, ad un confronto e ad una collaborazione per raggiungere i nostri comuni obiettivi.
Un saluto anche a tutti coloro che non condividono le nostre idee, perché anche verso di loro deve essere rivolto il nostro impegno e la nostra azione, ma soprattutto a Voi cari ragazzi e ricorrenti dell’8 maggio che ancora una volta ringrazio di cuore.


Visite oggi 22

Visite Globali 2930145