Giovedì, 24 Luglio 2008 09:46

Cronologia degli eventi

Pubblicato in Numero chiuso

Di seguito si può leggere la cronologia di tutte le azioni effettuate negli ultimi anni 

doc Scarica la Cronologia

  • Il 4 e il 5 settembre 2007 si svolgono le prove d'ammissione alel facoltà di Medicina e Chirurgia e di Odontoiatria per l'anno accademico 2007-08. L'UDU viene immediatamente tempestata di mail e telefonate di aspiranti matricole che lamentano gravissime irregolarità verificatesi durante lo svolgimento della prova e la presenza di quesiti dalla formulazione errata.

  • Il 6 settembre 2007 con due mere comunicazioni apparse on line il MIUR annulla, per il solo test di Medicina e Chirurgia, dapprima il quesito n. 79 “in quanto nessuna delle risposte indicate è corretta” e poi il n. 71 “in quanto sono possibili più risposte tra le opzioni indicate”. Entrambi i quesiti appartengono all'area “scientifica del test.
    Le risposte date dai candidati a questi quesiti vengono espunte dal calcolo del punteggio; in questo modo oltre ad ignorare il tempo perso dai candidati per lambiccarsi il cervello su quesiti impossibili e a discriminare i candidati più ferrati nelle materie scientifiche rispetto a quelli più preparati sulle materie umanistiche, si arriva all'assurdità di attribuire punteggio 0 sia a chi ha dato una risposta casuale ai quesiti -e quindi avrebbe dovuto essere penalizzato con l'attribuzione di 0,25 punti-, sia a chi si è accorto che il quesito 79 era impossibile e perciò non ha risposto, sia a chi al quesito 71 aveva dato una delle due risposte corrette -e quindi avrebbe dovuto vedersi attribuire, come accaduto per identico quesito test di ingresso dell’anno accademico 2005-2006 , 1 punto.

  • Immediatamente l'UDU, per nostro tramite, presenta un ricorso nazionale diretto all'annullamento della prova. Il ricorso non si fonda soltanto sulla questione dei due quesiti errati ma anche su di un'articolata perizia-elaborata da esponenti del mondo accademico ed universitario- comprovante la sussistenza di ben altri 20 quesiti errati, sull'errata interpretazione delle norme comunitarie in materia e sulle gravi irregolarità denunciate da centinaia di concorrenti

  • In tutta Italia iniziano le inchieste di diverse procure che portano all'arresto di un professore di Bari che organizza corsi di preparazione al test e che, tramite una rete d'infiltrati, “assicura” il superamento della prova. Contestulamente il MIUR, su istanza dei Rettori e a seguito delle gravissime irregolarità registrate, dispone il rifacimento delle prove presso gli atenei di Bari e Catanzaro; a Bari, un ricorso al Tar degli ammessi blocca l'espletamento di una nuova prova di ammissione mentre a Catanzaro, gli studenti, ai quali non viene neanche comunicato lesito della prima prova, vengono sottoposti ad un nuovo test.

  • Contestualmente l’Udu presenta un esposto alla Procura della Repubblica di Roma per denunciare le numerosissime irregolarità segnalate dai ricorrenti.
    Nell' esposto viene illustrato (ed allegato) l’elevatissimo numero di denunce pervenute all’Udu da parte dei candidati-testimoni di anomalie, tali da compromettere gravemente i principi basilari di par condicio fra i partecipanti a pubblici concorsi, di correttezza e buon andamento degli stessi, di riservatezza dei dati, e di rispetto delle leggi.
    Le denunce, pervenute all’organizzazione per le vie brevi, posta cartacea ed elettronica, hanno ad oggetto irregolarità riscontrate nella quasi totalità delle Università italiane (Milano, Torino, Brescia, Pavia, Varese, Genova, Bologna, Modena, Ancona, Firenze, Pisa, Siena, Perugia, Chieti, Roma, L’Aquila, Campobasso, Napoli, Foggia, Messina, Catania, Palermo, Cagliari, Sassari).
    Dalle denunce raccolte emerge che il fenomeno di “mal costume” si verifica in modo sostanzialmente omogeneo su tutto il territorio nazionale con lo scopo precipuo di privilegiare alcuni concorrenti a danno di altri, e favorire l’accesso ai corsi di laurea a determinati candidati a discapito di altri studenti.

  • Quattro giorni prima della data fissata per la prima udienza del maxi- ricorso UDU, il MIUR da notizia di aver emanato un decreto che sana tutta la vicenda. Ribattezzato come “decreto blocca ricorsi UDU” e pubblicato solo successivamente, il decreto ha l'aberrante pretesa di sanare ex post l'illegittima procedura di annullamento dei quesiti e di cancellare la realtà: il 4 settembre ai candidati sono stati sottoposti 78 e non 80 quesiti!
  • All' udienza del 29 novembre 2007 i giudici della sezione III bis del Tar del Lazio rinviano  al 20 dicembre 2007 onde consentirci d' impugnare con motivi aggiunti tale decreto al fine di consentire la corretta prosecuzione della controversia.
  • Intanto il decreto “blocca ricorsi” comincia sortire i suoi effetti su centinaia di ricorsi individuali determinando una inversione di tendenza anche da parte di quei pochi Tar che avevano concesso le prime sospensive, come nel caso di Napoli dove ai nostri ragazzi è stato di fatto negato l'accesso all'università riformando i provvedimenti ottenuti e dando vita all'indecoroso spettacolo di una magistratura amministrativa che senza neanche distinguere le varie posizioni dei ricorrenti o le motivazioni addotte dai loro avvocati, “risponde” a tutte le richieste d'iscrizione con riserva con un'ordinanza fotocopia contenente un secco diniego basato in maniera esplicita sulla sussistenza del decreto blocca ricorsi.
  • Nel mese di novembre l'UDU presenta un altro esposto, ad integrazione di quanto denunciato nel settembre 2007. Si tratta di un fatto di particolare gravità emerso da un impegnativo lavoro di verifica svolto su centinaia di elaborati dei partecipanti alla prova di ammissione ad un corso di laurea ad accesso programmato di un ateneo laziale. Tali elaborati sono stati acquisiti mediante una continua richiesta di accesso agli atti.
    La minuziosa analisi espletata ha condotto all’individuazione di anomalie negli altissimi punteggi attribuiti ai primi 50 candidati ammessi al corso di laurea. Abbiamo riscontrato molteplici correzioni effettuate “in corsa” ovvero successivamente ad una prima risposta data, mediante numerose caselle annerite, ovvero i c.d. ripensamenti. È facile osservare che statisticamente le correzioni sono inversamente proporzionali alla posizione potiore in graduatoria, ovvero è raro che i primi classificatisi effettuino talmente tanti ripensamenti nelle prove.
    Peraltro, dalle nostre verifiche concernenti i risultati dei precedenti anni, abbiamo appurato che mai in alcuna prova vi sono stati tanti ripensamenti e sono state predisposte all'uopo delle analisi statistiche che hanno messo ulteriormente in luce il dato senza precedenti.
    I candidati - poi ammessi - hanno optato anche sino a quasi 50 “ripensamenti” delle risposte inizialmente fornite che poi sono risultate tutte esatte con percentuali che si aggirano tra il 90 sino al 100%. Differentemente gli altri studenti - posizionatisi tra le ultime posizioni - non effettuavano in alcuni casi alcun ripensamento e quando li effettuavano vi era un normale margine di errore intorno al 50 %.
    Alcuni casi rappresentano dei chiari segni di manomissioni esterne e di mano diversa da quella del candidato e si ricollegano alle denunce segnalate all’Udu e relative alla riconsegna degli elaborati alla Commissione con la busta aperta.
    Rivedendo i primi 50 test si notano talmente tante caselle annerite che denotano dei chiari segni da rendere quantomeno la prova riconoscibile e di per sé annullabile.

    • Ad oggi ci risulta che la nostra richiesta sia stata accettata con l’apertura di inchieste da Roma, a Milano, a Varese, a Campobasso e a molteplici ed ulteriori capoluoghi ove su più fronti siamo costantemente impegnati.
    • Nelle more, a seguito di molteplici accessi agli atti esperiti dall’Udu con notevole insistenza presso la Direzione dello Studente del Miur, abbiamo preso cognizione di gravissime irregolarità procedurali poste in essere dalla Commissione che ha formulato la prova contestata. La predetta Commissione, da quanto è emerso da tale accesso agli atti, dichiara di aver distrutto tutti i file e il materiale cartaceo relativo alle sedute che hanno portato all’elaborazione dei quesiti. Tale gravissimo comportamento ministeriale non ci consente – ad oggi - di valutare l’iter logico ed istruttorio che ha portato alla formulazione delle domande, con particolare riferimento a quelle da noi contestate tramite l’ausilio di una relazione peritale.
      Anche il suddetto atto e l'esito di tale accesso agli atti, ove si attesta la sopraesposta distruzione del materiale ed ove vi è un espresso diniego a produrre il decreto ministeriale di nomina della tanto declamata commissione, è stato a sua volta impugnato.
    • All’udienza del 20 dicembre 2007 il Tar del Lazio ha  rinvia al merito della causa
      Il  Collegio Giudicante si è riserva la possibilità, particolarmente dibattuta in sede di udienza, di pronunciarsi sulla sollevata eccezione da parte dell’Udu di rinviare gli atti di causa alla Corte di Giustizia al fine di valutare l’opportunità di sindacare la legittimità della normativa italiana rispetto alle direttive europee e alla normativa sopranazionale richiedendo la predisposizione di una memoria sull’argomento.
    • L'udienza di merito del maxi-ricorso viene fissata per l'8 gennaio p.v.
    • Nel frattempo il Tar di Firenze ha disposto un accertamento sui posti disponibili negli atenei toscani prendendo atto di quanto da noi denunciato in merito alle c.d. riserve dei posti che, oltre a mettere in evidenza l'illegittimità delle istruttorie per la definizione numerica delle capienze universitarie, mette in discussione lo stesso metodo dell'accesso programmato.
    • Su istanza dell'UDU, presentiamo, inoltre, alcuni ricorsi relativi alla Facoltà di Psicologia di cui uno collettivo per le lauree specialistiche ed uno individuale per la laurea triennale ove è stato scientemente coinvolto l’ultimo collocatosi in graduatoria.
      I ricorsi, ivi compreso quello collettivo, sono stati vinti con conseguente ammissione degli studenti ai suddetti corsi di laurea; in modo particolare viene ribaltata una recente pronuncia del Consiglio di Stato, organo gerarchicamente superiore al Tribunale Amministrativo adito, mediante la quale numerosi Atenei italiani avevano legittimato l’istituzione dell’accesso programmato.
      Per quanto concerne la laurea specialistica viene accolta la nostra interpretazione fondata sulla illegittimità dell’istituzione dell’accesso programmato per i corsi di laurea biennali.
    • Anche per i corsi di Lettere e Filosofia viene predisposto un accesso programmato che ci costringe  alla proposizione di un ricorso diretto ad eliminare l'ennesima barriera che si frappone tra i nostri studenti e il libero accesso al sapere. Siamo riusciti ad ottenere l'ammissione di un solo candidato.
    • È attualmente pendente un accertamento giurisdizionale per un corso di laurea in Fisioterapia ove non sono stati assegnati tutti i posti del corso di laurea nonostante l'esclusione di alcuni dei nostri ragazzi. È stato così predisposto un ricorso al Tar per far entrare i nostri ragazzi in graduatoria e il Collegio ha richiesto chiarimenti sulla delicata questione.
  •  

    Ad oggi, la “risposta” del MIUR, a tutte le irregolarità segnalate e alla richiesta di attivarsi per evitare, quanto meno, che l'anno prossimo vi sia una selezione più giusta, consiste nell'emanazione del ridicolo Decreto Fioroni-Mussi che, basandosi sul presupposto che le scuole italiane siano tutte uguali ed accampando l'assurda pretesa che a 15 anni un ragazzo possa già sapere cosa farà da grande, attribuisce un peso di 25 punti su 105, ai fini dell'accesso, ai voti conseguiti presso le scuole superiori. E' quasi pleonastico sottolineare che comunque il raccomandato di turno opporrà al candidato dal buon curriculum ben 80 punti di vantaggio.
    Per  dare l'idea, infine, dell'ottuso atteggiamento, che sta caratterizzando il modus operandi del MIUR,  segnaliamo  il caso di un'aspirante matricola-che chiameremo Giulia- che per preparazione e dignità non avrebbe dovuto aver alcun bisogno della nostra assistenza legale e che invece diviene l'emblema della situazione paradossale cui assistiamo. Giulia si è rivolta a noi poiché nonostante, come previsto dalla legge, avesse richiesto con largo anticipo, ad un ateneo romano, la predisposizione del supporto necessario-un computer in grado di trasformare il testo dei quesiti in testo  brail-, in quanto non vedente, di svolgere i test di ammissione alla facoltà di medicina semplicemente come tutti gli altri candidati.
    La sua richiesta è stata regolarmente protocollata ma, il 4 settembre, invece del suddetto supporto elettronico Giulia ha trovato ad attenderla un giovane che le ha letto i quesiti; trascurando il fatto che paradossalmente questa situazione avrebbe potuto addirittura avvantaggiarla, sottolineamo che, come prevedibile, Giulia ha risposto correttamente a tutte le domande discorsive mentre alle domande che richiedevano l'analisi di grafici e numeri ha, ovviamente, incontrato difficoltà insormontabili conseguendo un punteggio non utile ai fini dell'ammissione.
    E' stato necessario predisporre un ricorso al TAR per chiedere l'ammissione immediata di Giulia al corso di laurea. Il TAR ha ritenuto “opportuno” non procedere all'immatricolazione di Giulia optando per una soluzione paradossale: secondo il Collegio, Giulia avrebbe dovuto ripetere la prova cimentandosi, questa volta con il supporto elettronico adeguato, su nuovi quesiti (N.B. 78 nuovi quesiti..forse .per non contraddirsi con la finzione giuridica posta in essere dal “decreto blocca ricorsi”e ignorando che intanto a Catanzaro la prova è stata ripetuta su 80 nuovi quesiti).
    Giulia, accontentandosi della soluzione di compromesso scelta dal TAR e forte della sua preparazione, ha  abbandonato la facoltà di biologia dove nel frattempo si è iscritta, e si rimessa a studiare per i quiz; Il Miur, attendendo, meschinamente, l'ultimo giorno utile per proporre appello avverso l'ordinanza del TAR, ha impugnato il provvedimento: Giulia, che non chiedeva un privilegio ma soltanto di non essere discriminata, adesso dovrà attendere ancora per sapere se il Consiglio di Stato riterrà opportuno non sottrarle almeno la possibilità di svolgere un compito, seppur di contenuto diverso, nelle stesse condizioni in cui l'hanno svolto altri.
    L'UDU ha infine presentato un ulteriore esposto per chiedere alla Magistratura di procedere contro il MIUR per il reato di “Distruzione di atti pubblici”.
    Nel frattempo il TAR Lazio ha ammesso il ragazzo escluso dal corso di Fisioterapia soggetto all'indagine della magistratura.
    Il 1 giugno il TAR del Lazio con una sentenza di 64 pagine ci dà pienamente ragione riconoscendo come invalida la prova svoltasi il 4 settembre e annullando il Decreto Mussi

Visite oggi 640

Visite Globali 2927093