Visualizza articoli per tag: mobilità http://w.avvocatomichelebonetti.it Tue, 19 Nov 2019 05:19:50 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it MOBILITA’ STUDENTESCA: ILLEGITTIMA LA DECISIONE DELLA SCUOLA DI IMPORRE L’ESAME ALLO STUDENTE CHE TORNA DALL’ANNO ALL’ESTERO. http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/giusto-orario-di-lavoro/2027-mobilita-studentesca-illegittima-la-decisione-della-scuola-di-imporre-l-esame-allo-studente-che-torna-dall-anno-all-estero http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/giusto-orario-di-lavoro/2027-mobilita-studentesca-illegittima-la-decisione-della-scuola-di-imporre-l-esame-allo-studente-che-torna-dall-anno-all-estero MOBILITA’ STUDENTESCA: ILLEGITTIMA LA DECISIONE DELLA SCUOLA DI IMPORRE L’ESAME ALLO STUDENTE CHE TORNA DALL’ANNO ALL’ESTERO.

Il Tribunale Amministrativo per la Sicilia – Sezione di Catania, ha ordinato l’immediata rivalutazione di una giovane ricorrente, difesa dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, perché era stata ingiustamente valutata inidonea a superare l’anno scolastico, nonostante la promozione ottenuta presso un analogo istituto estero. La giovane, essendo stata selezionata per un importante percorso di formazione – anche scolastica – in una prestigiosa accademia sportiva all’estero, con il supporto dei genitori, aveva richiesto alla scuola la possibilità di fruire del piano di mobilità individuale presso struttura scolastica estera.

Tale piano le era stato accordato e nonostante l’alunna avesse seguito diligentemente il piano di studi prospettatole e superato l’anno scolastico in uno grande Stato dell’Est asiatico, al suo rientro in Italia veniva sottoposta, sorprendentemente, ad un esame completo relativo all’intero anno scolastico per ogni singola materia come se, per intenderci, si fosse ritirata ed avesse chiesto, successivamente, di essere ammessa all’anno successivo.

A differenza di quanto previsto disposto dalle Circolari Ministeriali in tema di mobilità studentesca, secondo cui in tali casi, al più, gli studenti possono essere sottoposti ad un esame di valutazione globale, il Liceo classico frequentato dalla giovane studentessa la sottoponeva ad un esame specifico e completo riferito all'intero anno scolastico e relativo ad ogni singola materia. 

Il nostro ordinamento, difatti, mira a favorire tali percorsi di studio all’estero ritenendoli “una forte esperienza di formazione interculturale, che favorisce enormemente lo sviluppo di competenze, aiutando lo studente a riconoscere il valore delle acquisizioni anche non disciplinari e integrarle come competenze utili per la vita anziché sottovalutarle”.

Le competenze interculturali acquisite durante l’esperienza all’estero, come è sin troppo noto, sviluppano nello studente una capacità di relativizzare le culture, aumentano la fiducia nelle proprie qualità, sviluppano responsabilità ed autonomia per il proprio progetto di vita ed aiutano il pensiero critico e creativo. Il T.A.R. Catania, proprio, cogliendo a piene mani lo spirito di tali progetti, non ha mancato di affermare che “nel caso in esame la scuola sembra aver sottoposto l’alunna ad un vero e proprio esame di idoneità relativo a tutte le materie al fine di verificare se la stessa avesse acquisito le competenze minime necessarie in ciascuna disciplina per affrontare proficuamente la classe successiva”, stigmatizzando “che non sembra potersi ragionevolmente che l’alunno che abbia frequentato l’anno scolastico presso un istituto estero sia tenuto a una sorta di parziale duplicazione della propria attività di studio“. Per noi, da sempre vicini ad un’istruzione di ampio respiro che deve guardare al percorso europeo ed internazionale di formazione, commentano gli Avvocati Bonetti e Delia, che hanno patrocinato il ricorso in team con l’Avvocato Tiziana Barbera, è “una vittoria di assoluto spessore a tutela non solo di una giovane che per seguire i suoi sogni non ha voluto rinunciare al suo percorso di formazione scolastica e, si era ritrovata ingiustamente a non essere ammessa alla frequenza del nuovo anno, ma anche di un’idea di apprendimento non legata a rigidi parametri ormai superati da un mondo che va a velocità diverse rispetto a come lo ricordiamo negli anni 70 e 80”.

]]>
claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Mon, 04 Nov 2019 11:36:51 +0000
MOBILITA’ DOCENTI: TRIBUNALE CONDANNA MIUR E DISPONE TRASFERIMENTO. DOCENTE SICILIANA TORNA A CASA. http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/2013-mobilita-docenti-tribunale-condanna-miur-e-dispone-trasferimento-docente-siciliana-torna-a-casa http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/2013-mobilita-docenti-tribunale-condanna-miur-e-dispone-trasferimento-docente-siciliana-torna-a-casa MOBILITA’ DOCENTI: TRIBUNALE CONDANNA MIUR E DISPONE TRASFERIMENTO. DOCENTE SICILIANA TORNA A CASA.

Il Tribunale del lavoro di Catania ha accolto il ricorso patrocinato dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia con il quale è stato annullato l’illegittimo diniego di trasferimento richiesto da una docente, pubblicando, in data 18 settembre 2019, la sentenza n. 3794/2019.

La nostra ricorrente, assunta a tempo indeterminato nel 2010, richiedeva nel 2016 trasferimento dall’Ufficio scolastico dell’ambito provinciale di Catania all’ambito provinciale di Messina. Il M.I.U.R. rigettava le pretese della docente non accordandole il trasferimento ma, contestualmente, accordava il trasferimento di altri docenti presso il medesimo Ufficio scolastico pur se in possesso di un punteggio minore, in diversa fascia e soprattutto assunti con una fase diversa e posteriore a quella della nostra assistita.

Secondo quanto sostenuto in ricorso, tale scelta violava palesemente i dettami della Legge n. 107 del 2015 e si poneva in contrapposizione con il Contratto Collettivo Nazionale Integrativo concernente la mobilità del personale docente, educativo che in maniera puntuale e dettagliata disciplina le operazioni relative ai trasferimenti e l’ordine da seguire per le diverse fasi previste dal Piano Intermobiliare del 2016.

Pertanto, gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia adivano il Tribunale del lavoro di Catania, censurando proprio l’illegittimità dell’operato del Ministero che, anche in violazione delle norme di rango costituzionale, interferiva in modo arbitrario sul riconoscimento del diritto alla precedenza della docente, pregiudicando la sua posizione e ledendo i principi di parità di trattamento, di trasparenza e di efficienza cui si sarebbe dovuta attenere.

Condividendo integralmente le difese proposte dagli avvocati Bonetti e Delia, il Giudice del lavoro di Catania, ha ordinato al Ministero di provvedere all’immediato trasferimento interprovinciale della ricorrente nella sede richiesta dichiarando “il diritto della ricorrente ad ottenere l’assegnazione definitiva in base al punteggio nonché alla priorità data dall’appartenenza alla fase B1, presso una sede scolastica sita nell’ambito territoriale della Sicilia, ed in particolare presso uno degli ambiti territoriali della Provincia di Messina, SICILIA 0013 oppure, in subordine, a uno fra quelli inseriti tra i primi nella domanda di mobilità SICILIA 0013 o SICILIA 0015 per l’effetto dispone che il Ministero resistente, previa revoca del provvedimento di assegnazione definitiva, disapplicato ogni contrastante provvedimento amministrativo, assegni alla parte ricorrente la sede di servizio provinciale di cui alle preferenze espresse dalla stessa sulla base del criterio del punteggio”.

]]>
claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Scuola Mon, 07 Oct 2019 08:22:00 +0000
PROCEDURE MOBILITÀ OSPEDALIERA: IL TRIBUNALE DI PERUGIA ACCOGLIE IL RICORSO. SI AL COLLOQUIO DI IDONEITÀ MA SOLO SE LA COMMISSIONE PREDISPONE PREVENTIVAMENTE I CRITERI DI VALUTAZIONE http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/giusto-orario-di-lavoro/1923-procedure-mobilita-ospedaliera-il-tribunale-di-perugia-accoglie-il-ricorso-si-al-colloquio-di-idoneita-ma-solo-se-la-commissione-predispone-preventivamente-i-criteri-di-valutazione http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/giusto-orario-di-lavoro/1923-procedure-mobilita-ospedaliera-il-tribunale-di-perugia-accoglie-il-ricorso-si-al-colloquio-di-idoneita-ma-solo-se-la-commissione-predispone-preventivamente-i-criteri-di-valutazione PROCEDURE MOBILITÀ OSPEDALIERA: IL TRIBUNALE DI PERUGIA ACCOGLIE IL RICORSO. SI AL COLLOQUIO DI IDONEITÀ MA SOLO SE LA COMMISSIONE PREDISPONE PREVENTIVAMENTE I CRITERI DI VALUTAZIONE

Importantissimo provvedimento del Tribunale di Perugia, in Sezione collegiale lavoro, che ha accolto il ricorso presentato daglia Avv.ti Bonetti e Delia sul tema della mobilità in ambito ospedaliero e ha permesso il riesame della valutazione di una candidata che era stata illegittimamente esclusa.

Nel caso in questione, la ricorrente poteva vantare una lunga esperienza nel settore medico, avendo conseguito la specializzazione, conseguito il dottorato e pubblicato numerosi scritti su riviste scientifiche ma secondo l’Azienda che aveva bandito la procedura di mobilità, all’esito del colloquio, la stessa non risultava comunque “idonea al fabbisogno aziendale”.

Nella fase cautelare monocratica, il Tribunale aveva rigettato il ricorso ritenendo che “il giudizio espresso dalla Commissione forma oggetto dell’esercizio di un’ampia discrezionalità tecnica non sindacabile se non in presenza di “un’evidente sviamento dell’esercizio della funzione” che, nella specie, non sarebbe stata rinvenuta.

Lo stesso, inoltre, aveva ritenuto caratterizzato da male fede il comportamento della ricorrente che, solo dopo l’espletamento del colloquio e l’esito negativo dello stesso, ha deciso di agire innanzi al G.O. per contestare le modalità con le quali il concorso veniva svolto. Su tale aspetto, il Tribunale in composizione collegiale, “ritiene innanzitutto, che non sia condivisibile l’attribuzione alla reclamante, contenuta nell’ordinanza definitoria della prima fase (ed anche nel precedente milanese richiamato), di un contegno connotato da violazione degli obblighi di buona fede e correttezza verso gli altri candidati e verso l’amministrazione. E’ vero che la ricorrente ha censurato il contenuto dell’avviso di mobilità solo dopo avere conosciuto l’esito sfavorevole della procedura, ma è anche vero che un’azione giudiziaria preventiva rivolta allo scopo di censurare la previsione del colloquio come uno degli strumenti di valutazione sarebbe stata inammissibile per carenza di interesse, perché la candidata potenziale ricorrente non poteva escludere di risultare destinataria della mobilità nonostante la prova in contestazione e tale aspetto, nell’ottica di una interpretazione coerente delle regole sostanziali e processuali dell’ordinamento, appare prevalente sulla clausola dell’ultimo articolo dell’avviso secondo cui la presentazione della domanda implica accettazione delle regole contenute nella lex specialis“.

Anche nel merito, secondo il Tribunale, è fondata la pretesa spiegata in base alla complessa tesi difensiva imbastita dal legale giacché la procedura seguita dalla Commissione è stata illegittima per omessa predeterminazione dei criteri di valutazione del colloquio e per omessa motivazione del giudizio di inidoneità. Ove, difatti, si ritenga che il colloquio orale sia uno strumento utile al fine di verificare i requisiti di competenza professionale richiesti, diviene obbligatorio per l’amministrazione determinare in maniera dettagliata i criteri di valutazione e di svolgimento. In particolare, il Tribunale ha così accolto le argomentazioni degli Avv.ti Bonetti e Delia con le quali si era sostenuto che sarebbe stato necessario stabilire a monte una griglia predeterminata di criteri valutativi utili ad attribuire un punteggio fra un minimo ed un massimo insieme alla valutazione dei titoli, giacché solo in tal caso si riuscirebbe ad ottenere la formulazione di un giudizio trasparente, motivato e sindacabile nei suoi presupposti.

Proprio il tema della motivazione è un altro argomento, sul quale il Tribunale di Perugia ha accolto le difese dell’Avv. Bonetti stante il fatto che, nel caso in oggetto, la ricorrente veniva esclusa senza che la stessa avesse avuto modo di conoscere il metro di giudizio che era stato applicato nei suoi confronti. “Va da sé”, conclude il Tribunale, “che un simile modo di procedere è illegittimo perché il colloquio orale può costituire uno strumento di verifica degli specifici requisiti di competenza professionale identificati dall’amministrazione a condizione che ne vengano determinati sia le modalità di svolgimento (il che è avvenuto con l’indicazione delle materie), ma anche di valutazione, stabilendo a monte una griglia predeterminata di criteri valutativi utili ad attribuire un punteggio fra un minimo ed un massimo e a determinare, in ponderato disposto con la valutazione dei titoli (come stabilito dalla lex specialis), la formulazione di un giudizio trasparente, motivato e sindacabile nei suoi presupposti sulla base dei principi generali che regolano le selezioni di tipo concorsuale e degli obblighi di correttezza e buona fede che il datore di lavoro pubblico deve osservare”.

Sulla base di tali premesse, e ove dunque il colloquio sia ancora a criteri di oggettività e serietà anche valutabili ex post dal Giudice, secondo il Tribunale, è legittima la scelta dell’Amministrazione di introdurre tale modalità di selezione unitamente a quella per la mera verifica dei titoli. Non è chiaro, tuttavia, se con tale decisioni il Tribunale vagli anche la concreta ipotesi di un colloquio utile non solo alla gradazione di punteggio ma persino in radice all’esclusione, categorica, di un partecipante dalla selezione. Se, difatti, nel primo caso non sembrano esservi ostacoli all’introduzione di tale strumento di selezione, molte più perplessità genera la seconda. Può difatti un dipendente della P.A. già selezionato all’esito di pubblico concorso e dopo aver superato il periodo di prova essere idoneo per esercitare le identiche mansioni pubbliche si in Umbria anziché in Sicilia?

A nostro modo di vedere, ed in linea con autorevole dottrina (tra gli altri Enrico Mastinu, “Il lavoro nelle pubbliche amministrazioni, numero 1/2018), no.

Secondo il collegio, viceversa, sembra (in quanto non pare chiaro se la scelta giudiziale si riferisca anche alla seconda delle ipotesi sopra delineate) che l’Amministrazione possa indagare sul possesso dei requisiti di competenza professionale che sono posti alla base della partecipazione alla procedura concorsuale, finanche nel senso di escludere la possibilità per un candidato di poter ottenere la mobilità nonostante l’inesistenza di altri pretendenti. In tal senso, ove questo fosse il senso, non possono che avanzarsi giustificate perplessità su tale capo di pronuncia, in quanto permettere ad un mero colloquio di valutare l’idoneità o meno di un candidato al fine della copertura di un posto di lavoro estremamente importante appare quantomeno discutibile. Sul punto, benché è opportuno affermare che si tratta di una questione sulla quale sussiste giurisprudenza discordante e vi sono provvedimenti in senso contrario, appare dubbio che un semplice colloquio possa sostituire l’esito del concorso pubblico.

Si tratta, in ogni caso per la complessità e vastità dei temi trattati, di un provvedimento estremamente importante, giacché, conclude l’Avv. Bonetti, “l’attribuzione di posti di lavoro in amministrazioni pubbliche, e specialmente in ambito ospedaliero, devono sempre rispettare determinati criteri e permettere che la procedura concorsuale si svolga nel modo più regolare e trasparente possibile”.

]]>
claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Tue, 02 Apr 2019 15:47:19 +0000
MOBILITÀ DOCENTI: IL MIUR, ANCORA UNA VOLTA, NON RICONOSCE IL SERVIZIO PRE-RUOLO PRESTATO NELLE SCUOLE PARITARIE http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/giusto-orario-di-lavoro/1913-mobilita-docenti-il-miur-ancora-una-volta-non-riconosce-il-servizio-pre-ruolo-prestato-nelle-scuole-paritarie http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/giusto-orario-di-lavoro/1913-mobilita-docenti-il-miur-ancora-una-volta-non-riconosce-il-servizio-pre-ruolo-prestato-nelle-scuole-paritarie MOBILITÀ DOCENTI: IL MIUR, ANCORA UNA VOLTA, NON RICONOSCE IL SERVIZIO PRE-RUOLO PRESTATO NELLE SCUOLE PARITARIE

Ancora una volta, come nell’ultimo biennio, l’ordinanza relativa alla mobilità del personale docente per il triennio 2019/20, 2020/21 e 2021/22 non ha riconosciuto il servizio pre-ruolo prestato nelle scuole paritarie ai fini dell’attribuzione del punteggio.

La tabella allegata al n. 2 al CCNI 2017/2018 ai fini della valutazione dei titoli per i trasferimenti a domanda e d’ufficio del personale docente ed educativo, difatti, ha stabilito l’attribuzione di 6 punti per la mobilità volontaria e di 3 punti per la mobilità d’ufficio, limitatamente al servizio prestato nelle scuole statali, parificate o pareggiate escludendo dunque il servizio prestato nelle scuole paritarie.

Un quadro, questo, che mortifica il servizio svolto per anni da migliaia di insegnanti e si pone in evidente contrasto con i principi interni e comunitari che perseguono l’obiettivo primario di evitare ogni tipologia di discriminazione tra i vari lavoratori che svolgono mansioni analoghe.

Il nostro studio, sin dalla prima mobilità successiva alla c.d. “Buona Scuola” ha sempre ottenuto, per primo, il riconoscimento, a livello nazionale, dell’illegittimità di tale clausola innanzi al Giudice Amministrativo che ha annullato e prima ancora sospeso gli atti ministeriali.

Dopo che sulla mobilità del 2016, per primi, siamo riusciti ad ottenere l’accoglimento in fase cautelare innanzi al Consiglio di Stato, il quale chiariva che “ SONO ILLEGITTIME E VANNO SOSPESE le tabelle di valutazione relative alla procedura di mobilità del personale docente di cui all’ordinanza ministeriale n. 241 del 2016, nella parte in cui prevedono l’attribuzione di tre punti per ciascun anno di servizio pre-ruolo prestato nelle sole scuole statali, pareggiate e parificate, escludendo e considerando non valutabile il servizio pre-ruolo svolto presso le scuole paritarie, sembrano porsi in contrasto con il principio di parità di trattamento (tra le due categorie di istituzioni scolastiche) stabilito dalla legislazione statale (l. n. 62 del 2000, l. n. 107 del 2015)”; anche per la nuova ordinanza del 2018, a seguito della prima affermazione cautelare innanzi al T.A.R. Lazio, era arrivata la sentenza definitiva.

Il T.A.R. Lazio, difatti, ha già annullato l’Ordinanza ministeriale n. 207/2018 sulla mobilità docenti del 2018 nella parte in cui omette di valutare il servizio pre-ruolo svolto nelle scuole paritarie accogliendo il nostro ricorso.

Anche per i docenti che non erano riusciti ad agire in tempo innanzi al Giudice Amministrativo, si è riusciti a vincere innanzi al Giudice del Lavoro.

In particolare, da ultimo, abbiamo ottenuto importanti riconoscimenti dal Tribunale di Catania, di Messina si è pronunciato sulla mancata valutazione del sevizio pre-ruolo svolto presso la scuola paritaria di una docente, nell’ambito delle operazioni di mobilità 2016/2017 ai fini dell’attribuzione alla sede di servizio a lei spettante in base al corretto punteggio di mobilità, riconoscendo totale equivalenza tra gli istituti statali e gli istituti paritari anche in relazione a quest’ultimo aspetto. “Il servizio di insegnamento svolto nella scuola paritaria va valutato nella stessa misura in cui è valutato il servizio statale”.

Può aderire al ricorso il personale docente che parteciperà alle operazioni di Mobilità 2019/2020 e che ha svolto servizio presso le scuole paritarie, corsi di formazione professionale, scuole comunali.

 

MOBILITA’ DOCENTI – DI CHE COSA SI TRATTA E PERCHE’ ADERIRE

Lo studio dell’Avvocato Bonetti in ordine al trasferimento o mancato trasferimento dei docenti, predispone azioni volte alla tutela dei diritti spettanti a ciascun docente.

In realtà, quest’anno, la procedura di mobilità ha visto il concretizzarsi di danni a capo, principalmente, di tre categorie di docenti:

1.      Docenti prestanti servizio in scuola paritaria, che oggi vedono tuttavia riconoscersi metà del punteggio loro spettante.

L’ordinanza 9 Marzo 2019, n. 203 in materia di mobilità prevede dei limiti per il riconoscimento del punteggio del servizio nella scuola paritaria ai fini della mobilità.

Sono valutabili solo gli anni svolti in scuole primarie paritarie che abbiano conservato anche lo status di parificata insieme alla qualifica di paritaria e solo fino al 31 agosto 2008. Sono inoltre riconoscibili gli anni svolti nella materna paritaria, ma solo se comunale.

Tale decisione trova la propria fonte nella contrattazione collettiva giacché è proprio il CCNL a disporre che il servizio non verrà conteggiato.

A nostro modo di vedere la decisione della contrattazione collettiva e ora dell’ordinanza sulla mobilità mortifica il servizio svolto per anni da migliaia di insegnanti e si pone in evidente antitesi con i principi interni e comunitari che mirano ad evitare ogni discriminazione tra i vari lavoratori nonostante svolgano mansioni analoghe.

2.      Docenti con figli minori dei 3 anni, l’azione è dunque rivolta a chi non ha ottenuto il cd trasferimento in deroga previsto per gli insegnanti con figli minori dei 3 anni. 

A nostro modo di vedere al docente neo immesso in ruolo che chiede l’applicazione dei benefici previsti dall’art. 42 bis del D.Lgs. 151/01, non si applica il c.d. “blocco” previsto dalla L. 107/15 sulle assunzioni a tempo indeterminato.
Per tutti gli insegnanti genitori di bimbi di età inferiore a tre anni sarà dunque possibile presentare domanda amministrativa per ottenere l’assegnazione temporanea ex art. 42 bis del D.Lgs. 151/01 presso una sede di servizio ubicata nella medesima provincia dove il coniuge e genitore del minore svolgeva l’attività lavorativa. In caso di rigetto si agirà in via d’urgenza innanzi al Giudice del Lavoro.

3.      Docenti soggetti ai trasferimenti delle fasi B e C, oggi trasferiti in sedi molto distanti da quella prescelta sulla base dell’algoritmo usato dal MIUR che ha fatto sì che si venissero a configurare trasferimenti illegittimi non corrispondenti al dettato normativo.

Le tre azioni possono essere cumulate o separate ed i costi non variano.

CHI PUO’ AGIRE

Come già su esplicato, potranno agire:

  • Docenti prestanti servizio in scuola paritaria che vedono riconoscersi metà del punteggio loro spettante;
  • Docenti con figli minori dei 3 anni che non vedono accettarsi il cd trasferimento in deroga, tuttavia previsto per tale categoria di insegnanti;
  • Docenti soggetti ai trasferimenti delle fasi B e C, che non hanno ottenuto la sede loro spettante a causa di errori dovuti all’utilizzo dell’algoritmo.

AUTORITA’ GIUDIZIARIA DA ADIRE          

Per ottenere il riconoscimento di tale servizio svolto è possibile agire con ricorso collettivo al T.A.R. oppure con un ricorso al Giudice del Lavoro.

TEMPI DI DEFINIZIONE DEL GIUDIZIO

I tempi di definizione di tale giudizio vanno dai 6 mesi ai 24 circa.

COME ADERIRE E COSTI DELL’AZIONE

Per ADERIRE AL RICORSO E' NECESSARIO COMPILARE IL SEGUENTE FORM  E SCARICARE LA DOCUMENTAZIONE ALLEGATA ALLA PRESENTE ENTRO IL 15 APRILE SEGUENDO PEDISSEQUAMENTE LE ISTRUZIONI CHE SEGUONO

1.  Leggere e sottoscrivere l’informativa allegata.

2.  Scaricare la procura allegata.

3. Stampare due copie della procura, compilarle e firmarle entrambe in originale (la sottoscrizione deve essere apposta a penna). Non sono richieste autentiche notarili.

4. Procedere al pagamento della quota di partecipazione all’azione attraverso bonifico da effettuare sulle coordinate bancarie allegate. 

4. Stampare e sottoscrivere l'informativa sulla privacy.

5. Inoltrare, tramite raccomandata a.r. all’indirizzo: Studio Legale Avv. Michele Bonetti, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma, i seguenti documenti:

- informativa e informativa sulla privacy sottoscritta in originale;

due procure in originale e sottoscritte;

- copia del documento di identità e del codice fiscale;

copia del bonifico effettuato alle coordinate allegate (nella causale del bonifico dovrete inserire il vostro nome, cognome, C.F. e la dicitura “RICORSO MOBILITA’ 2019).

 

]]>
claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Tue, 12 Mar 2019 16:45:44 +0000
Consiglio di Stato: sospesa l'Ordinanza Ministeriale sulla mobilità docenti. Illegittimo il mancato computo degli anni in paritaria. http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/giusto-orario-di-lavoro/1722-consiglio-di-stato-sospesa-l-ordinanza-ministeriale-sulla-mobilita-docenti-illegittimo-il-mancato-computo-degli-anni-in-paritaria http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/giusto-orario-di-lavoro/1722-consiglio-di-stato-sospesa-l-ordinanza-ministeriale-sulla-mobilita-docenti-illegittimo-il-mancato-computo-degli-anni-in-paritaria Consiglio di Stato: sospesa l'Ordinanza Ministeriale sulla mobilità docenti. Illegittimo il mancato computo degli anni in paritaria.

Il Consiglio di Stato ha sospeso l'ordinanza Ministeriale sulla mobilità dei docenti, accogliendo l'appello degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, nella parte in cui non riconosce il punteggio maturato nelle scuole paritarie.

Del tema della mobilità docenti, invero, come avrete letto da ormai un anno, si è per lo più occupato il Giudice del Lavoro. Sono stati i Tribunali di tutta Italia, infatti, a pronunciarsi, per lo più, sulla vicenda dell'algoritmo e su quella degli anni di servizio presso le scuole paritarie.

Il T.A.R. Lazio, difatti, ad eccezione del caso algoritmo, grazie al quale al fianco della Gilda, gli stessi Avvocati Bonetti e Delia riuscirono a far svelare il meccanismo di assegnazione delle sedi ad oltre centomila docenti, si è sempre dichiarato privo di giurisdizione sul tema della mobilità.

In sede di appello, tuttavia, il Consiglio di Stato ha ribaltato la posizione del T.A.R. ritenendosi competente (o meglio in possesso della giurisdizione) per decidere anche sulle questioni della mobilità dei docenti. Secondo il Consiglio di Stato, infatti, “risulta impugnato un atto di macro-organizzazione ad efficacia generale e applicabile nell’intero territorio nazionale in base al quale sono gestiti i trasferimenti dei docenti, mentre i singoli trasferimenti, avvenuti nell’ambito di un piano generale per la più corretta e razionale copertura di tutti i posti tuttora vacanti nell’organico delle varie istituzioni scolastiche, si pongono quali meri atti attuativi dell’impugnata ordinanza ministeriale, con conseguente configurabilità di correlative situazioni di interesse legittimo devolute alla cognizione del giudice amministrativo".

I primi casi ad essere trattati, dunque, riguardarono proprio la vicenda scaturente dalla nostra vittoria al T.A.R. Lazio sull'algoritmo a seguito della quale il Consiglio di Stato, una volta affermata la propria giurisdizione, concesse dei provvedimenti cautelari "per asseriti vizi inficianti il criterio (ovvero il ‘meccanismo’ o ‘algoritmo’)". Stavolta, invece, la questione ha riguardato il più complesso ambito del punteggio in paritaria.

A differenza dei numerosi precedenti ottenuti anche dagi Avvocati Bonetti e Delia innanzi al Giudice del Lavoro, dunque, questa decisione mira ad incidere a livello nazionale sulle Ordinanze Ministeriali di mobilità 2016 e 2017. Il Giudice amministrativo, difatti, è l'unico che può annullare gli atti ministeriali con effetto erga omnes mentre il Giudice del Lavoro può solo disapplicarli per il singolo docente.

Ecco perchè questa prima decisione è unica nel panorama e può coinvolgere tutti i docenti.

Secondo l'orientamento dei giudici della Sesta Sezione già reso su questioni giuridicamente analoghe, infatti, "la clausola del bando, oggetto di impugnazione, è stata già annullata dal Tribunale amministrativo con sentenze, diverse da quella in esame, passate in giudicato (tra le altre, sentenze 11 gennaio 2014, n. 326; 14 luglio 2015, n. 9427; 14 luglio 2015, n. 9425). L’annullamento di un atto amministrativo generale, nella parte in cui ha un contenuto inscindibile, produce effetti erga omnes. Si tratta, infatti, di «atto sostanzialmente e strutturalmente unitario, il quale non può sussistere per taluni e non esistere per altri» (Cons. Stato, sez. VI, 1 aprile 2016, n. 1289).

Per quanto direttamente interessa TUTTI I DOCENTI CON PUNTEGGIO IN PARITARIA, dunque, il C.d.S. ha chiarito che SONO ILLEGITTIME E VANNO SOSPESE “le tabelle di valutazione relative alla procedura di mobilità del personale docente di cui all’ordinanza ministeriale n. 241 del 2016, nella parte in cui prevedono l’attribuzione di tre punti per ciascun anno di servizio pre-ruolo prestato nelle sole scuole statali, pareggiate e parificate, escludendo e considerando non valutabile il servizio pre-ruolo svolto presso le scuole paritarie, sembrano porsi in contrasto con il principio di parità di trattamento (tra le due categorie di istituzioni scolastiche) stabilito dalla legislazione statale (l. n. 62 del 2000, l. n. 107 del 2015)”.

Per tale ragione il C.d.S.,  confermando la fondatezza delle censure proposte in appello ha chiarito che la mancata valutazione del servizio pre-ruolo compromette l’attività didattica esercitata dai docenti appellanti e gli ha riconsociuto il diritto di essere destinati agli ambiti territoriali richiesti in forza del punteggio ricalcolato  per il servizio pre-ruolo svolto presso istituti scolastici paritari.

“Il nostro obiettivo ” commentano gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, “è quello di ottenere provvedimenti per una platea più ampia di soggetti possibili a prescindere dalla loro qualità di ricorrenti. Il sistema scuola non può continuare ad essere governato da provvedimenti episodici o singoli ed è ora che il MIUR prenda atto in via generale ed erga omnes di provvedimenti di respiro generale. Ciò è già accaduto con il riconoscimento del valore abilitante del diploma magistrale che in sede giudiziale è stato ottenuto dai nostri 220 ricorrenti e poi esteso a 1 milione di docenti oggi in II fascia GI. Ci auguriamo che ora anche grazie questi provvedimenti possa essere rivisto il sistema di mobilità ”.

Vai alla rassegna stampa

Sole 24 ore

]]>
andrea.mineo@avvocatomichelebonetti.it (Andrea Mineo) News Mon, 13 Nov 2017 09:22:10 +0000
Consiglio di Stato: sospesa l'Ordinanza Ministeriale sulla mobilità docenti. Illegittimo il mancato computo degli anni in paritaria. http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1672-consiglio-di-stato-sospesa-l-ordinanza-ministeriale-sulla-mobilita-docenti-illegittimo-il-mancato-computo-degli-anni-in-paritaria http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1672-consiglio-di-stato-sospesa-l-ordinanza-ministeriale-sulla-mobilita-docenti-illegittimo-il-mancato-computo-degli-anni-in-paritaria Consiglio di Stato: sospesa l'Ordinanza Ministeriale sulla mobilità docenti. Illegittimo il mancato computo degli anni in paritaria.

Il Consiglio di Stato ha sospeso l'ordinanza Ministeriale sulla mobilità dei docenti, accogliendo l'appello degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, nella parte in cui non riconosce il punteggio maturato nelle scuole paritarie.

Del tema della mobilità docenti, invero, come avrete letto da ormai un anno, si è per lo più occupato il Giudice del Lavoro. Sono stati i Tribunali di tutta Italia, infatti, a pronunciarsi, per lo più, sulla vicenda dell'algoritmo e su quella degli anni di servizio presso le scuole paritarie.

Il T.A.R. Lazio, difatti, ad eccezione del caso algoritmo, grazie al quale al fianco della Gilda, gli stessi Avvocati Bonetti e Delia riuscirono a far svelare il meccanismo di assegnazione delle sedi ad oltre centomila docenti, si è sempre dichiarato privo di giurisdizione sul tema della mobilità.

In sede di appello, tuttavia, il Consiglio di Stato ha ribaltato la posizione del T.A.R. ritenendosi competente (o meglio in possesso della giurisdizione) per decidere anche sulle questioni della mobilità dei docenti. Secondo il Consiglio di Stato, infatti, “risulta impugnato un atto di macro-organizzazione ad efficacia generale e applicabile nell’intero territorio nazionale in base al quale sono gestiti i trasferimenti dei docenti, mentre i singoli trasferimenti, avvenuti nell’ambito di un piano generale per la più corretta e razionale copertura di tutti i posti tuttora vacanti nell’organico delle varie istituzioni scolastiche, si pongono quali meri atti attuativi dell’impugnata ordinanza ministeriale, con conseguente configurabilità di correlative situazioni di interesse legittimo devolute alla cognizione del giudice amministrativo".

I primi casi ad essere trattati, dunque, riguardarono proprio la vicenda scaturente dalla nostra vittoria al T.A.R. Lazio sull'algoritmo a seguito della quale il Consiglio di Stato, una volta affermata la propria giurisdizione, concesse dei provvedimenti cautelari "per asseriti vizi inficianti il criterio (ovvero il ‘meccanismo’ o ‘algoritmo’)". Stavolta, invece, la questione ha riguardato il più complesso ambito del punteggio in paritaria.

A differenza dei numerosi precedenti ottenuti anche dagi Avvocati Delia e Bonetti innanzi al Giudice del Lavoro, dunque, questa decisione mira ad incidere a livello nazionale sulle Ordinanze Ministeriali di mobilità 2016 e 2017. Il Giudice amministrativo, difatti, è l'unico che può annullare gli atti ministeriali con effetto erga omnes mentre il Giudice del Lavoro può solo disapplicarli per il singolo docente.

Ecco perchè questa prima decisione è unica nel panorama e può coinvolgere tutti i docenti.

Secondo l'orientamento dei giudici della Sesta Sezione già reso su questioni giuridicamente analoghe, infatti, "la clausola del bando, oggetto di impugnazione, è stata già annullata dal Tribunale amministrativo con sentenze, diverse da quella in esame, passate in giudicato (tra le altre, sentenze 11 gennaio 2014, n. 326; 14 luglio 2015, n. 9427; 14 luglio 2015, n. 9425). L’annullamento di un atto amministrativo generale, nella parte in cui ha un contenuto inscindibile, produce effetti erga omnes. Si tratta, infatti, di «atto sostanzialmente e strutturalmente unitario, il quale non può sussistere per taluni e non esistere per altri» (Cons. Stato, sez. VI, 1 aprile 2016, n. 1289).

Il nostro obiettivo” commentano gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, “è quello di ottenere provvedimenti per una platea più ampia di soggetti possibili a prescindere dalla loro qualità di ricorrenti. Il sistema scuola non può continuare ad essere governato da provvedimenti episodici o singoli ed è ora che il MIUR prenda atto in via generale ed erga omnes di provvedimenti di respiro generale. Ciò è già accaduto con il riconoscimento del valore abilitante del diploma magistrale che in sede giudiziale è stato ottenuto dai nostri 220 ricorrenti e poi esteso a 1 milione di docenti oggi in II fascia GI e, da ultimo, è toccato agli AFAM. Ci auguriamo che ora anche grazie questi provvedimenti possa essere rivisto il sistema di mobilità”.

]]>
andrea.mineo@avvocatomichelebonetti.it (Andrea Mineo) Precari della scuola Sun, 03 Sep 2017 10:06:48 +0000
Mobilità scuola 2017: assegnare una sede ad un docente con punteggio inferiore è illegittimo. Tribunale Messina condanna MIUR a trasferire docente. http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1658-mobilita-scuola-2017-assegnare-una-sede-ad-un-docente-con-punteggio-inferiore-e-illegittimo-tribunale-messina-condanna-miur-a-trasferire-docente http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1658-mobilita-scuola-2017-assegnare-una-sede-ad-un-docente-con-punteggio-inferiore-e-illegittimo-tribunale-messina-condanna-miur-a-trasferire-docente Mobilità scuola 2017: assegnare una sede ad un docente con punteggio inferiore è illegittimo. Tribunale Messina condanna MIUR a trasferire docente.

Un processo innanzi al Tribunale di Messina spiega la cabala delle assegnazioni. Ecco perchè le mobilità 2016 e 2017 tutto premiano fuorchè il merito.

Come molti docenti hanno avuto – purtroppo - modo di sperimentare, il recente piano di mobilità varato dal MIUR non è stato in grado di applicare correttamente il criterio di assegnazione alle sedi di preferenza sulla base del punteggio, così come previsto dal CCNI: l’ordine in cui vengono esaminate le richieste è dato dal più alto punteggio.

Numerosi, infatti, sono stati i casi in cui gli insegnanti si sono visti sopravanzare da altri colleghi assegnati a sedi “vicino casa” seppur in possesso di un punteggio inferiore.

Che l’algoritmo utilizzato dal Ministero nel gestire il piano di mobilità docenti fosse caratterizzato da molteplici irregolarità, è un fatto ormai noto: su tale argomento, lo studio Bonetti & Delia è stato il primo a livello nazionale ad individuare irregolarità nelle procedure di assegnazione dei docenti a sedi che, spesse volte, non corrispondevano a quelle che effettivamente sarebbero dovute spettare ai docenti in mobilità. Proprio grazie al nostro ricorso, inoltre, il MIUR è stato condannato a svelare l’algoritmo su ordine del T.A.R. Lazio (guarda il focus su questo link).

Oggi, tale illegittima condotta, è stata nuovamente sanzionata da una pronuncia del Tribunale di Messina per entrambe le mobilità 2016 e 2017 accogliendo il ricorso degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia. In entrambi i casi, infatti, secondo il Tribunale è il criterio del merito e del punteggio a dover essere decisivo. Il Miur, invece, si era difeso asserendo che era ben possibile graduare i docenti non in base al punteggio assoluto ma in ragione delle loro scelte. In particolare "con riferimento ad ogni ambito sono stati graduati tutti i concorrenti che lo hanno espresso per primo tra le loro preferenze, e al termine di tale operazioni quanti sono stati soddisfatti sull'ambito espresso come prima preferenze e che non fossero stati soddisfatti dalla prima preferenza espressa".

È così, nero su bianco, espressa la ragione secondo cui soggetti con punteggi più bassi abbiano ottenuto sedi migliori di altri: il MIUR e gli Uffici hanno usato parametri meramente legati alle opzioni di scelta e non al merito.

Il Tribunale di Messina ha così stigmatizzato duramente tale scelta chiarendo che "dall'esame della documentazione in atti risulta che sebbene la ricorrente appartenesse alla fase B sono stati assegnati presso l'ambito Sicilia 0016 - Ambito indicato dalla ricorrente quale prima preferenza - docenti con un punteggio inferiore a quello riconosciuto alla ricorrente ed appartenenti alla fase C e quindi successiva a quella della ricorrente. Ne consegue che non avendo parte resistente nè allegato nè fornito prova alcuna che i posti assegnati alle docenti appartenenti alla fase C si siano creati solo in seguito alla conclusione della fase B, deve ritenersi illegittimo il mancato trasferimento della ricorrente presso l'ambito richiesto(Tribunale di Messina, 7 agosto 2017, GDL Dott.ssa Bellino).

Adesso il MIUR dovrà non solo ottemperare all’ordine giudiziale, ma sarà costretto a trasferire la docente vicino alla sua famiglia.

]]>
claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Precari della scuola Fri, 11 Aug 2017 08:20:43 +0000
RICORSO PER IL PERSONALE EDUCATIVO http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1573-ricorso-per-il-personale-educativo http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1573-ricorso-per-il-personale-educativo RICORSO PER IL PERSONALE EDUCATIVO

Il personale educativo, presente nei convitti, negli educandati e nelle scuole annesse ai convitti, conta in Italia circa 2200 unità in ruolo, tuttavia sul punto vi è un vuoto normativo che non ne consente il riconoscimento del pieno titolo ed il ruolo di docente.

La questione ha radici profonde, ma il M.I.U.R. si ostina a non voler riconoscere lo “status” di docente al personale educativo, equiparabile in tutto e per tutto ai docenti della scuola primaria.

Sul punto vi è una stratificazione normativa che da anni parifica lo status giuridico ed economico del personale educativo a quello degli insegnanti della scuola elementare ed anche il TAR del Lazio ed il Consiglio di Stato, con plurime pronunce relative al concorso per titolo ed esami tenutosi nel 2000, hanno rimarcato l’equipollenza dei due titoli.

Nonostante ciò il Ministero continua ad ignorare la situazione di tali docenti, che rischiano di essere relegati ad una vita di precariato.

Per questo motivo, gli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia, insieme all’organizzazione sindacale GILDA, proporranno un ricorso al TAR affinché il personale educativo possa essere inserito nelle graduatorie e nella procedura di mobilità professionale sin da subito.

A tal riguardo si rappresenta che l’ordinanza Ministeriale n. 221/2017 relativa alla mobilità del personale docente, educativo ed ATA 2017/2018, ha fissato come data ultima per la presentazione delle “domande di movimento” il giorno 6 maggio 2017.

Se non avete presentato la domanda entro i suddetti termini, Vi invitiamo comunque ad inoltrarla (anche se fuori termine), in quanto necessaria ai fini del ricorso.

Tale domanda dovrà essere inoltrata, precisando la natura della Vostra situazione specifica, utilizzando i moduli reperibili sul sito del MIUR nell’apposita sezione MOBILITÀ, sia sul portale di istanze on-line (ove possibile), sia in modalità cartacea e/o pec, conservando tutte le ricevute di spedizione e di ritorno.

Il costo dell’azione è di euro 150,00 per coloro che risultino iscritti alla suddetta organizzazione sindacale, da versarsi al momento dell’adesione al ricorso.

Per tutti coloro che, invece, non risultino iscritti alla organizzazione sindacale in parola, il costo è di euro 300,00 omnicomprensivi, da versarsi al momento dell’adesione al ricorso.

Per aderire sarà necessario seguire pedissequamente queste istruzioni:

1. Scaricare la procura allegata in calce alla pagina.

2. Effettuare il pagamento alle coordinate allegate.

3. Compilare (solo una volta e inserendo dati veritieri e verificati) questo FORM on line.

4. Inoltrare, tramite raccomandata a.r. all’indirizzo Studio Legale Avv. Michele Bonetti & Partners, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma, i seguenti documenti:

- due procure in originale compilate e sottoscritte;

- copia del documento di identità;

- copia della domanda di trasferimento e/o di passaggio presentata entro il 6 maggio 2017.

- copia del bonifico effettuato alle coordinate allegate (nella causale del bonifico dovrete inserire il vostro nome, cognome e la dicitura “personale educativo”).

Sulla busta deve essere apposta la dicitura “personale educativo” e ogni busta deve contenere una sola adesione.

5. Inoltrare a mezzo e-mail all’indirizzo info@avvocatomichelebonetti.it la scansione di TUTTI I DOCUMENTI INOLTRATI A MEZZO RACCOMANDATA A.R., inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “personale educativo”.

Tale documentazione dovrà esserci inoltrata a mezzo e-mail all’indirizzo info@avvocatomichelebonetti.it inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “personale educativo”, nonché tramite raccomandata a.r. all’indirizzo Studio Legale Avv. Michele Bonetti & Partners, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma.

Tutta la documentazione dovrà pervenire entro e non oltre il giorno 28 maggio 2017.

Attenzione: lo studio legale comunicherà con tutti i ricorrenti principalmente a mezzo e-mail. Nel Vostro interesse, pertanto, si prega di prestare particolare attenzione nell’inserimento dell’indirizzo e-mail ed a non richiedere variazioni successive.

QUESTO STUDIO DECLINA OGNI RESPONSABILITÀ IN MERITO ALL’EVENTUALE MANCATO INSERIMENTO NEL RICORSO QUALORA LA DOCUMENTAZIONE NON DOVESSE GIUNGERE ENTRO I TERMINI STABILITI O NEL CASO IN CUI NON SIANO RISPETTATE LE PROCEDURE PREVISTE NELLA PRESENTE INFORMATIVA, RISERVANDOSI L’ACCETTAZIONE DEI VOSTRI MANDATI.

 

]]>
claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Precari della scuola Sun, 14 May 2017 10:00:43 +0000
Mobilità docenti 2016/2017: il TAR ordina al Miur il rilascio dell’algoritmo sul ricorso Gilda http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1557-mobilita-docenti-2016-2017-il-tar-ordina-al-miur-il-rilascio-dell-algoritmo-sul-ricorso-gilda-e-di-poche-ore-fa-la-sentenza-emessa-dal-tar-del-lazio-che-condanna-il-miur-all-ostensione-del-famoso-algoritmo-di-calcolo-che-ha-gestito-il-software-r http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1557-mobilita-docenti-2016-2017-il-tar-ordina-al-miur-il-rilascio-dell-algoritmo-sul-ricorso-gilda-e-di-poche-ore-fa-la-sentenza-emessa-dal-tar-del-lazio-che-condanna-il-miur-all-ostensione-del-famoso-algoritmo-di-calcolo-che-ha-gestito-il-software-r Mobilità docenti 2016/2017: il TAR ordina al Miur il rilascio dell’algoritmo sul ricorso Gilda

È di poche ore fa la sentenza emessa dal TAR del Lazio che condanna il MIUR all’ostensione del famoso “algoritmo” di calcolo che ha gestito il software relativo ai trasferimenti interprovinciali del personale docente sulla mobilità 2016 e che ha deciso la sorte professionale di numerosi docenti coinvolti.

Il coordinatore nazionale della Federazione Gilda Unams, Rino Di Meglio, nonché gli Avv. ti Michele Bonetti, Santi Delia e Silvia Antonellis, affermano la fondamentale importanza di tale vittoria al fine di fare finalmente chiarezza non solo sulle procedure puntuali dei trasferimenti ma, in particolare, sugli errori che hanno determinato l’allontanamento di numerosi docenti dalle sedi che sarebbero spettate in base ai criteri dichiarati nelle loro domande di trasferimento. 

Il TAR Lazio da ragione, dunque, al sindacato che aveva presentato ricorso, patrocinato dagli Avvocati Bonetti, Delia e Antonellis, per il diniego all’accesso agli atti da cui poter desumere le operazioni della mobilità per l’a.s. 2016/2017, screditando in toto le eccezioni sulla proprietà intellettuale e sul segreto di Stato sollevate dal MIUR per non rilasciare l'algoritmo e ordinando a quest'ultimo di consegnare “copia dei c.d. codici sorgente del software dell’algoritmo di gestione della procedura della mobilità dei docenti per l’a.s. 2016/2017 di cui all’O.M. M.I.U.R n. 241 del 2016 nel termine di 30 (trenta) giorni decorrenti dalla notifica a cura di parte”. 

Nel link di seguito riportato Vi rimettiamo la sentenza.

“Mi ritengo soddisfatto per la vittoria conseguita" - dichiara Rino Di Meglio, Coordinatore Nazionale della Gilda degli Insegnanti - “che rappresenta un inizio positivo per fare chiarezza sull’applicazione errata del CCNI sulla mobilità che ha coinvolto numerosi docenti, che ora richiedono trasparenza sulla reale procedura seguita dal Ministero”.

"La Gilda grazie a questo importante provvedimento" - riporta l'Avv. Bonetti - "valuterà una campagna anche risarcitoria dinanzi ai Giudici del Lavoro per tutti i docenti lesi da questo algoritmo mal fatto che li ha spostati da una parte all'altra della Repubblica riservandosi anche di presentare un esposto alla Corte dei Conti".

Qualora aveste interesse ad essere informati sulle future azioni intraprese dal nostro studio ai fini dell’avvicinamento all’ambito territoriale e per il risarcimento del danno subito, senza vincolo alcuno alla partecipazione alle stesse, Vi invitiamo a compilare il seguente FORM in tal modo verrete inseriti nella nostra newsletter e ricevere le opportune comunicazioni.

Si specifica che le informazioni ricevute non costituiscono preadesione vincolante ad alcuna azione.

Avv. Michele Bonetti

 

 

]]>
claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Precari della scuola Wed, 22 Mar 2017 15:03:58 +0000
Provvedimenti di assegnazione delle cattedre: MIUR condannato. Serve trasparenza. http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1529-provvedimenti-di-assegnazione-delle-cattedre-miur-condannato-serve-trasparenza http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1529-provvedimenti-di-assegnazione-delle-cattedre-miur-condannato-serve-trasparenza Provvedimenti di assegnazione delle cattedre: MIUR condannato. Serve trasparenza.

I provvedimenti di mobilità devono essere chiari e ogni docente ha il diritto di comprendere perché è stato assegnato ad una scuola anziché ad un'altra: stop ad accorpamenti, spezzoni, cattedre che compaiono e scompaiono dietro fantomatici algoritmi. Gli USP devono consegnare la documentazione e consentire di ricostruire l'iter che ha portato all'attribuzione della cattedra a 100 o a 50 km da casa.

Il T.A.R. Catania, nonostante frattanto il medesimo USP avesse attribuito una cattedra conforme alle aspettative della ricorrente, ha condannato il MIUR alle spese di giudizio "avuto riguardo alla fondatezza della domanda, alla stregua di specifici precedenti di questo Tribunale".

E infatti, "il controllo generalizzato (che, in tali casi, non è limitato ai documenti, ma riferito alle “informazioni”, termine che concettualmente indica un ambito più esteso dei documenti fisicamente esistenti; sul punto, TAR Sicilia – Catania, Sez. II, 28 dicembre 2009, n. 2253) quindi non solo non è vietato, ma è auspicato. Nel caso di specie, la ricorrente ha chiesto «…la copia dei criteri (e comunque dei provvedimenti) con i quali si era proceduto alla formulazione delle cattedre per l’anno scolastico XXX per la Provincia di Messina, ed alla consequenziale assegnazione delle ore esistenti presso il Liceo XXXXX presso le altre scuole sopra indicate…»; la domanda tende quindi ad ottenere informazioni attinenti alla organizzazione dell’amministrazione; in disparte la considerazione che i criteri sono probabilmente espressi nel corpo dei documenti che si riferiscono alla determinazione delle cattedre, il Collegio ritiene che essa ricada nell’ambito dell’accesso “organizzativo” previsto dalla legge 15/2009 e dal D. Lgs. 150/2009; pertanto l’Amministrazione dovrà consentire l’accesso, nei termini precisati in dispositivo".

T.A.R. Catania, Sez. III, 6 dicembre 2016.

]]>
andrea.mineo@avvocatomichelebonetti.it (Andrea Mineo) Precari della scuola Wed, 07 Dec 2016 10:31:17 +0000