Venerdì, 10 Aprile 2015 09:24

MEDICINA GENERALE: ACCOLTI I RICORSI IN CONSIGLIO DI STATO PER I RICORRENTI DELLE REGIONI SARDEGNA, BASILICATA, SICILIA E PUGLIA. DENTRO IN 50.

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Dopo la prima vittoria al Consiglio di Stato con la quale è stato accolto un ricorso individuale, sono stati accolti tutti i collettivi in sede presidenziale. In 50 possono cominciare a seguire il corso di Medicina generale.

A differenza delle specializzazioni caratterizzate dalla graduatoria unica su tutto il territorio nazionale, il corso per diventare medico di famiglia è gestito dal Ministero della Salute e dalle Regioni.
Un test unico per tutti, da svolgersi nello stesso giorno, ma con graduatorie regionali e la solita "lotteria" imponderabile della scelta della Regione dove concorrere.

“Con questo metodo - commentano gli Avv. Michele Bonetti e Santi Delia, che hanno patrocinato i ricorsi che nel 2012 portano il MIUR alla Corte Costituzionale ed introdussero di fatto la graduatoria unica per quei concorsi - si assiste alla presenza di candidati rimasti fuori dal corso di formazione nella Regione Sicilia con punteggi di 75 ed altri, a centinaia, ammessi in altre Regioni con punteggi molto più bassi. Tra le altre, ad esempio, il Molise dove il punteggio minimo è di 69, ma anche la Sardegna con un punteggio minimo di 71, la Calabria con 72, Veneto e Basilicata con 74, Puglia con 68 e così via.”

"Così - continuano i legali - il concorso si trasforma in una vera e propria cabala" ove, per usare le parole del Consiglio di Stato nell'ambito del contenzioso poi approdato alla Consulta, “la scelta degli ammessi risulta dominata in buona misura dal caso”.

Appare paradossale, inoltre, concludono Bonetti e Delia, che "i giovani medici siano stati inseriti in un sistema di graduatoria nazionale che li porta a circolare in ambito nazionale e rappresentano la categoria da sempre privilegiata per valorizzare in ambito comunitario il principio di libera circolazione delle persone e dei titoli e, solo nell'ambito della medicina di famiglia, si assista ad una incomprensibile e non meritocratica chiusura". "Per noi è l'ennesima tappa di una battaglia per la formazione dei giovani medici che deve consentire a tutti i laureati uno sbocco formativo e di specializzazione".

In sede monocratica il Consiglio di Stato ha accolto tutti i nostri ricorsi collettivi per le Regioni PUGLIA, SICILIA, BASILICATA, SARDEGNA e un altro individuale per la Toscana.

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