Visualizza articoli per tag: universita http://w.avvocatomichelebonetti.it Sat, 26 Sep 2020 21:59:44 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it L’ORDINANZA COLLEGIALE DEL CONSIGLIO DI STATO SULLA DECADENZA DALLE GRADUATORIE DI MEDICINA ED ODONTOIATRIA http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/2186-l-ordinanza-collegiale-del-consiglio-di-stato-sulla-decadenza-dalle-graduatorie-di-medicina-ed-odontoiatria http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/2186-l-ordinanza-collegiale-del-consiglio-di-stato-sulla-decadenza-dalle-graduatorie-di-medicina-ed-odontoiatria L’ORDINANZA COLLEGIALE DEL CONSIGLIO DI STATO SULLA DECADENZA DALLE GRADUATORIE DI MEDICINA ED ODONTOIATRIA

Il Consiglio di Stato si esprime in data 5 agosto 2020 sulla clausola escludente per mancata conferma di interesse nelle graduatorie dei concorsi universitari a numero chiuso.
Il Ministero dell’Università, da alcuni anni, aveva introdotto nel bando per l’accesso alla facoltà a numero chiuso, quali Medicina, Odontoiatria, Veterinaria ecc., una norma che impone ai candidati di effettuare una periodica conferma di interesse alla permanenza nella relativa graduatoria: la conseguenza della mancata apposizione del “click” nel giorno prestabilito comporterebbe, sempre secondo il MIUR, la decadenza definitiva e l’esclusione dagli scorrimenti e ripescaggi.
L’UDU - Unione degli Universitari, sin da subito, aveva percepito la portata di tale previsione e le possibili conseguenze lesive per i candidati, soprattutto se si considera che gli scorrimenti possono proseguire per anni e non vi era, almeno inizialmente, alcuna “valvola” di garanzia per candidati che incolpevolmente non avessero potuto eseguire l’adempimento richiesto.
Sulla scorta di tali necessità, all’interno del bando per i test dell’anno 2019/2020 è stata inserita un’ulteriore norma che disciplina, per l’appunto, i casi di decadenza per mancata apposizione della conferma di interesse, nei casi di grave impedimento per motivi eccezionali o di salute.
Il Supremo Organo della Giustizia Amministrativa, nell’ottica massimamente garantista che più volte ha dimostrato nei confronti dei giovani studenti, ha pubblicato un’Ordinanza cautelare ove ha ribadito che la formalità imposta dal MIUR sulla conferma di interesse non può superare le motivazioni di salute dedotte dal candidato e che gli hanno impedito di eseguire la predetta conferma.
Il Consiglio di Stato, Sesta Sezione, dispone nel merito della vicenda in esame “Considerato che il bando relativo alle modalità di ammissione a.a. 2019-20 ai Corsi di laurea Magistrale a ciclo unico in Medicina e chirurgia approvato con D.R. n. 1974 dell’Università La Sapienza, ammette la giustificazione della mancata conferma, tra l’altro, per infortunio e/o malattia tale da aver determinato per il candidato l'impossibilità di procedere con la manifestazione dell'interesse entro i termini precedentemente esplicitati, purché risulti da certificazione medica rilasciata dal medico di base o dalla ASL territorialmente competente o da strutture sanitarie locali o da Enti e professionisti accreditati con il S.S.R. ed attesti la presenza di un infortunio e/o malattia con effetto temporaneamente inabilitante; Rilevato che la certificazione medica esibita dall’interessato rientra esattamente nell’ipotesi di cui al bando cit., con conseguente fondatezza dell’istanza di reinserimento in graduatoria; Considerato che, a fronte degli scorrimenti in atto e del punteggio predetto, sussistono i presupposti per l’accoglimento della domanda cautelare”.
La conseguenza è l’accoglimento del ricorso con conseguente immediato reinserimento del ricorrente nella graduatoria da cui era stato illegittimamente escluso.
La pronuncia appena esaminata pone un interessante spunto di riflessione: secondo la Giurisprudenza amministrativa che si sta formando sul tema, si deve ritenere che le motivazioni mediche certificate da strutture e professionisti accreditati addotte dai ricorrenti siano insindacabili nel merito da parte dell’Amministrazione, la quale deve procedere in tempi rapidi ad ammettere i candidati nella graduatoria, senza che ciò possa costituire un’illegittima preclusione dei diritti allo studio e alla formazione degli aspiranti studenti.
Secondo l’Avv. Michele Bonetti, founder dello Studio Legale Bonetti&Delia patrocinatore del ricorso, “la statuizione del Consiglio di Stato è più che giusta e legittima, dal momento che l’allegazione da parte del ricorrente di documentazione medica a supporto delle motivazioni sarebbe idonea al reinserimento in graduatoria, risultando illegittimo l’eventuale silenzio o rifiuto amministrativo”.
Non può non rilevarsi, infine, come nel prossimo concorso bandito con recente decreto ministeriale, il Ministero dell’Università stesso abbia deciso di eliminare la norma che garantisce il reinserimento in graduatoria a causa di eventi eccezionali. Difatti, non senza tratti di contraddizione e da valutare nelle opportune sedi, gli Uffici ministeriali hanno deciso di demandare tali fasi procedimentali sulla conferma di interesse ai TAR e al Consiglio di Stato, “imponendo” ai candidati di ricorrere ogni volta in giudizio per far valere le proprie ragioni nei confronti della comminata decadenza, anche quando si versi in casistiche medicalmente accertabili e riscontrabili in via stragiudiziale.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Tue, 11 Aug 2020 07:03:45 +0000
EMERGENZA COVID E GESTIONE APERTURA DEGLI STUDI DI ROMA E MESSINA http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/2088-emergenza-covid-e-gestione-apertura-degli-studi-di-roma-e-messina http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/2088-emergenza-covid-e-gestione-apertura-degli-studi-di-roma-e-messina EMERGENZA COVID E GESTIONE APERTURA DEGLI STUDI DI ROMA E MESSINA
Si comunica che nel pieno rispetto della normativa vigente anche in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e dell’attuale normativa in materia di emergenza sanitaria, lo studio legale è aperto con la presenza quotidiana in loco dei Professionisti dello Studio al fine di continuare a garantire ai nostri clienti e a tutti Voi la massima assistenza. Abbiamo adottato ogni misura per garantire, la salute dei professionisti e del personale dello Studio e dei clienti per scongiurare ogni rischio rispetto all’emergenza sanitaria in atto; pertanto nonostante la formale riapertura dello studio, gli appuntamenti continueranno a svolgersi tramite le modalità telematiche e telefoniche che pattuiremo insieme e nel rispetto della normativa anche sulla privacy e soprattutto con scrupolosa osservanza del codice deontologico. Tali sforzi, di fatto attuati sin dall'inizio dell'emergenza sanitaria, seguono le indicazioni provenienti dalla Giustizia Amministrativa che, come è noto e divulgato anche a mezzo comunicati stampa, ha sempre operato a pieno regime non arrestando la possibilità di accesso alla tutela dei cittadini. Il nostro Studio rimane quindi a Vostra piena disposizione per ogni eventuale necessità, nonostante le circostanze eccezionali, e per agevolare la comunicazione rappresentiamo la nostra disponibilità con le seguenti modalità ROMA: dal lunedì al venerdì in orari di ufficio e il sabato mattina dalle 9 alle 13.30. Via e-mail al nostro indirizzo info@avvocatomichelebonetti.it, nonché telefonicamente nei consueti orari di ufficio ai numeri di telefono 39 06.3728853 | +39 06.39749383 | +39 06.39737480 | +39 06. 39740882 39 349.4216026 - +39 391.3766108 MESSINA: dal lunedì al venerdì (dalle 9 alle 13 e dalle 14.30 alle 19) e il sabato mattina (solo a mezzo mail dalle 9 alle 12.30). Via e-mail al nostro indirizzo santi.delia@avvocatosantidelia.it, nonché telefonicamente nei consueti orari di ufficio ai numeri di telefono 39 090.6012198 | +39 090.6406782 |
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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Tue, 21 Apr 2020 10:08:33 +0000
IL T.A.R. LAZIO SI PRONUNCIA SULLA QUESTIONE DELLA DECADENZA UNIVERSITARIA. http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/universita/2070-il-t-a-r-lazio-si-pronuncia-sulla-questione-della-decadenza-universitaria http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/universita/2070-il-t-a-r-lazio-si-pronuncia-sulla-questione-della-decadenza-universitaria IL T.A.R. LAZIO SI PRONUNCIA SULLA QUESTIONE DELLA DECADENZA UNIVERSITARIA.

Con sentenza il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha accolto il ricorso patrocinato dagli Avv. Michele Bonetti e Santi Delia, accogliendo la tesi degli stessi in materia di decadenza.

Nella vicenda in esame l’Ateneo in questione, in maniera del tutto errata, asseriva che lo studente fosse incorso nella decadenza dalla qualità di studente ai sensi dell’art. 149 del T.U. 1933/1592, dall’anno accademico 2014/15, poiché tra il sostenimento di due esami di profitto intercorrevano più di otto anni.

L’Università, inizialmente, permetteva allo studente di prenotare e sostenere  regolarmente gli esami universitari, nonché di partecipare attivamente al  proprio corso di laurea per poi comunicargli successivamente l’intervenuta decadenza, violando di fatto il principio del legittimo affidamento.

Con provvedimento cautelare del T.A.R. Lazio, il ricorrente  ha visto riconosciuto il diritto alla prosecuzione della propria carriera universitaria. Tuttavia, tale pronuncia veniva appellata dall’Ateneo dinanzi all’Ecc.mo Consiglio di Stato che prontamente rigettava le doglianze dell’Amministrazione.

In data 06.03.2020, con sentenza il Tar Lazio confermava sia il proprio orientamento che quello espresso dal Consiglio di Stato consentendo “al ricorrente la prosecuzione della propria carriera universitaria”.  

Trattasi dell’ennesima pronuncia favorevole resa dalla giustizia amministrativa in materia di decadenza.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Università Fri, 06 Mar 2020 15:40:40 +0000
Bonetti & Delia vincono al CDS con l’Università di Catanzaro in tema di scuole di specializzazione http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/2064-bonetti-delia-vincono-al-cds-con-l-universita-di-catanzaro-in-tema-di-scuole-di-specializzazione http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/2064-bonetti-delia-vincono-al-cds-con-l-universita-di-catanzaro-in-tema-di-scuole-di-specializzazione Bonetti & Delia vincono al CDS con l’Università di Catanzaro in tema di scuole di specializzazione

Gli Avv.ti Bonetti & Delia hanno assistito l’Università Magna Graecia di Catanzaro nell’ampio contenzioso generatosi a seguito del temporaneo mancato accreditamento di alcune scuole di specializzazione di medicina.

Il MIUR, difatti, oltre a comminare il mancato accreditamento in ragione del non raggiungimento di alcuni parametri imposti dall’Osservatorio nazionale, imponeva all’Ateneo di accordare il trasferimento incondizionato a tutti gli specializzandi che ne facessero richiesta proprio in virtù della “sanzione” comminata.

Il T.A.R. Calabria (sentenze nn. 1784/19 e da 1793 a 1798 del 2019 e n. 1902/19), adito dagli specializzandi che reclamavano l’immediata ottemperanza a tale clausola, ha dapprima rigettato le loro domande ritenendo che sul tema abbia giurisdizione il giudice ordinario e che, anche per tale ragione, la domanda di applicazione dell’istituto del silenzio – assenso non possa trovare applicazione ed in seguito, in separato contenzioso, si è espresso sulla natura di tale vincolo ministeriale su ricorso proposto dall’Ateneo.

Il T.A.R., aderendo alle tesi degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, ha ritenuto che il Decreto ministeriale invada le competenze dell’Ateneo, ragion per cui “ogni diversa interpretazione esporrebbe la disposizione medesima ad evidenti profili di nullità (e, quindi, di inefficacia), per difetto assoluto di attribuzione”.

Gli specializzandi, assistiti dallo Studio Legale PMMS Legal – Mangano Miceli Stallone, con il founder Francesco Stallone, hanno impugnato l’esito negativo innanzi al Consiglio di Stato (sentenze nn. 1002 e 1003/2020) che con sentenze del 10 febbraio 2020, ha respinto gli appelli, confermando la giurisdizione del G.O.

Secondo la Sesta Sezione del Consiglio di Stato (Pres. Santoro, rel. Simeoli), “alla luce dell’art. 37 del d.P.R. n. 368 del 1999 (…) le eventuali controversie sono devolute all’autorità giudiziaria ordinaria ai sensi del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80”, ragion per cui “in definitiva, non rientrando i medici specializzandi tra le categorie di personale in regime di diritto pubblico, ne consegue che, una volta esaurita la fase concorsuale finalizzata all’ammissione alla scuola, ogni altra questione attinente al rapporto contrattuale, appartiene alla cognizione del giudice ordinario“.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Wed, 12 Feb 2020 10:56:35 +0000
Professori universitari ed incarichi esterni. La Corte dei Conti contesta la violazione della Legge 240/2010 a molti Docenti italiani http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/2063-professori-universitari-ed-incarichi-esterni-la-corte-dei-conti-contesta-la-violazione-della-legge-240-2010-a-molti-docenti-italiani http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/2063-professori-universitari-ed-incarichi-esterni-la-corte-dei-conti-contesta-la-violazione-della-legge-240-2010-a-molti-docenti-italiani Professori universitari ed incarichi esterni. La Corte dei Conti contesta la violazione della Legge 240/2010 a molti Docenti italiani

I nuclei della Guardia di Finanza di tutta Italia stanno eseguendo estese attività di indagine su tutto il territorio nazionale al fine di accertare le posizioni dei Docenti università in relazione all’ipotesi di violazione della Legge 240/2010. Tale norma impedisce, ai Docenti con contratto “a tempo pieno” di svolgere attività diverse da quelle espressamente autorizzate dall’Ateneo presso cui si svolge la pubblica funzione.

La Magistratura Superiore della Corte dei Conti, in alcuni casi, contesta il capo di imputazione di danno erariale ai soggetti che, seppur beneficiari di un contratto a tempo pieno, svolgono ulteriori attività.

Plurime sono le richieste di assistenza che sono pervenute al nostro studio legale da parte di soggetti che si sono visti coinvolti in tale procedura.

Seppur la normativa in materia risulta essere particolarmente complessa, le competenze acquisite negli anni nel settore ci consentono di seguire ogni fase della procedura fornendo il massimo ausilio ai Professori che, nella maggior parte dei casi, hanno agito con diligenza e buona fede, ponendo sempre al centro gli interessi degli atenei e dei propri studenti e comunque spesso anche con l’espresso avallo degli Atenei.

Per ciò che attiene le presunte violazioni alla Legge 240/2010, un numero considerevoli di contestazioni interessano l’art. 6 della richiamata norma. Ci si riferisce soprattutto all’ipotesi di esercizio di “attività libero-professionale” in regime di tempo pieno.

A tal proposito è bene precisare che non tutte le attività extra ed intra – murarie, che ad una prima sommaria valutazione sembrerebbero rientrare nelle fattispecie contrarie alla Legge 240/2010 poi effettivamente lo sono.

Difatti, seppur volta ad evitare il cd “doppio lavoro” da parte dei Docenti universitari, la norma a cui ci riferiamo pone anche una serie di attività che non devono essere necessariamente autorizzate da parte dell’Ateneo. Ovviamente in tale ipotesi la 240 del 2010 deve essere letta in combinato disposto con i vari regolamenti delle Università ove l’interessato presta servizio.

In ipotesi di contestazioni mosse dalla Guardia di Finanza, esse vengono poi trasmesse alla Procura presso la Corte dei Conti. Ciò posto, esse possono essere plurime e molteplici e, in ogni caso, non sempre le confutate condotte risultano in violazione della normativa in materia di danno erariale.

Ovviamente ogni singola posizione merita di essere ben approfondita e valutata singolarmente.

Lo Studio è disponibile a prestare consulenza ed eventuale assistenza ai Docenti interessati dagli accertamenti in essere che, come si apprende dalle maggiori testate nazionali, hanno oramai raggiunto un numero considerevole di soggetti in tale situazione.  

A tal fine si rimette l'indirizzo mail dello studio: info@avvocatomichelebonetti.it 

 

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Wed, 12 Feb 2020 08:22:48 +0000
ABUSO DEI CONTRATTI A TERMINE NEI CONFRONTI DEI LAVORATORI DELL’ATENEO DI SASSARI: LA CORTE DI APPELLO DI SASSARI CONDANNA L’UNIVERSITA'. http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/2058-abuso-dei-contratti-a-termine-nei-confronti-dei-lavoratori-dell-ateneo-di-sassari-la-corte-di-appello-di-sassari-condanna-l-universita http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/2058-abuso-dei-contratti-a-termine-nei-confronti-dei-lavoratori-dell-ateneo-di-sassari-la-corte-di-appello-di-sassari-condanna-l-universita ABUSO DEI CONTRATTI A TERMINE NEI CONFRONTI DEI LAVORATORI DELL’ATENEO DI SASSARI: LA CORTE DI APPELLO DI SASSARI CONDANNA L’UNIVERSITA'.

La Corte di Appello di Sassari ha accolto il ricorso presentato da alcuni lavoratori tecnico – amministrativi per il riconoscimento della sussistenza di un contratto di lavoro subordinato e a tempo indeterminato instaurato con l’Università degli Studi di Sassari.

Nello specifico, trattasi di lavoratori che da molti anni svolgevano mansioni identiche e connotate dai caratteri della subordinazione presso gli Uffici universitari, assunti tuttavia dall’Ateneo mediante varie tipologie contrattuali (anche di lavoro autonomo) in luogo di contratti di lavoro subordinati. Si chiedeva così all’On.le Giudice adito di dichiararne l’illegittimità per simulazione, considerato che al diverso nomen di ogni singolo contratto corrispondeva sempre il medesimo rapporto di lavoro subordinato.

Peraltro, nell’ultima fase del rapporto lavorativo, l’Amministrazione stipulava con i ricorrenti contratti a tempo determinato protratti per oltre 36 mesi, nonostante non sussistessero nella realtà i requisiti di cui all’art. 4, co. 1 del D.lgs. n. 368/2001.  A differenza di quanto sostenuto dall’Università, infatti, le relative esigenze organizzative non potevano considerarsi eccezionali – alla stregua di quanto previsto dalla disposizione citata - bensì stabili e durature, fronteggiabili solamente con l’assunzione di lavoratori regolarmente inseriti nell’organico amministrativo e demandati a svolgere determinati compiti e specifiche funzioni, in modi e tempi stabiliti dalla parte datoriale.

Di conseguenza, i singoli lavoratori richiedevano alla parte datoriale formale stabilizzazione della propria posizione lavorativa che, tuttavia, veniva loro negata mediante decisione impugnata, innanzi al Giudice del Lavoro competente, unitamente a tutti i contratti simulati già sottoscritti.

A differenza del Giudice di prime cure che si pronunciava con sentenza negativa, la Corte di Appello di Sassari ha accolto la tesi prospettata dallo Studio Legale Michele Bonetti&Partners, difensore dei lavoratori, dichiarando “in riforma della sentenza appellata, l’illegittimità dei rapporti contrattuali intercorsi tra le parti dal […] al […]; per l’effetto, condanna l’Università degli Studi di Sassari, in persona del legale rappresentante, al risarcimento del danno all’appellante nella misura pari a 12 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto”.

Trattasi di una pronuncia molto importante resa a tutela dei diritti dei lavoratori e che censura fortemente l’utilizzo indiscriminato ed arbitrario di forme contrattuali illegittime da parte della pubblica amministrazione.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Tue, 21 Jan 2020 16:12:04 +0000
CONTRO TUTTE LE SOGLIE DEI CORSI DI LAUREA: IL TAR DISPONE L'IMMATRICOLAZIONE DEI RICORRENTI DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA. http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/2052-scienze-della-formazione-primaria-il-tar-dispone-l-immatricolazione-dei-ricorrenti http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/2052-scienze-della-formazione-primaria-il-tar-dispone-l-immatricolazione-dei-ricorrenti CONTRO TUTTE LE SOGLIE DEI CORSI DI LAUREA: IL TAR DISPONE L'IMMATRICOLAZIONE DEI RICORRENTI DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA.

L’acquisizione di forze universitarie inferiori alle complessive potenzialità recettive della struttura universitaria contrasta con la dichiarata finalità della programmazione delle immatricolazioni, consistente nella piena e completa saturazione di tutti i posti disponibili, anche in relazione ai principi costituzionali stabiliti agli articoli 33 e 34 della Costituzione”. È questo il principio proclamato dal TAR per il Lazio in tre pronunce cautelari attinenti la facoltà di Scienze della Formazione primaria degli Atenei di Palermo, Cagliari e L’Aquila.

Nella specie, sia il bando di ammissione predisposto dalle citate Università sia il corrispondente Decreto Ministeriale 395/2019 prevedevano, ai fini dell’immatricolazione, il conseguimento di un punteggio minimo di 55/80 punti all’esito delle relative prove di accesso. Si proibiva così qualsiasi scorrimento o integrazione della graduatoria, anche qualora la soglia di sbarramento fosse stata raggiunta da un numero di candidati inferiore al numero dei posti disponibili.

Ne derivava che, in tutti e tre gli Atenei di riferimento, risultava ammesso un numero di candidati di molto inferiore al contingente bandito per l’a.a. 2019/2020, con conseguente vacanza di un numero significativo di posti rimasti vuoti e disponibili.

In tal senso i ricorrenti, difesi dall’Avv. Michele Bonetti, founder dello studio legale Michele Bonetti e Santi Delia, deducevano l’illegittimità della previsione in quanto contrastante con la ratio del c.d. numero chiuso che “risponde alla mera necessità di contenere le immatricolazioni, in presenza di un numero di aspiranti superiore alle capacità formative degli Atenei, senza che le prove selettive previste costituiscano titolo ulteriore, rispetto al diploma di scuola secondaria superiore, quale titolo di studio necessario e sufficiente per l’accesso all’Università”.

Di conseguenza, ed alla stregua di quanto già chiarito anche in sede di merito (TAR Lazio, sentenza 10 ottobre 2019, n. 11712), il limite numerico imposto per le immatricolazioni può considerarsi “ragionevole solo ove finalizzato a non superare le predette capacità formative, tenuto conto del diritto allo studio, tutelato dall’art. 34 della Costituzione.

Al contrario, la soglia di sbarramento dei 55/80 punti impediva lo scorrimento della graduatoria fino alla copertura integrale dei posti disponibili e, dunque, risultava irragionevole e lesiva del diritto allo studio.

Il TAR Lazio dispone così, in accoglimento dell’istanza cautelare, lo scorrimento della graduatoria sino alla totale occupazione dei posti rimasti vuoti e la conseguente ammissione dei ricorrenti al corso di laurea in Scienze della Formazione primaria.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Numero chiuso Fri, 03 Jan 2020 16:44:34 +0000
Il concorso ASN per Professore Universitario di nuovo al vaglio del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/universita/abilitazioni-scientifiche-nazionali/2032-il-concorso-asn-per-professore-universitario-di-nuovo-al-vaglio-del-tribunale-amministrativo-regionale-del-lazio http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/universita/abilitazioni-scientifiche-nazionali/2032-il-concorso-asn-per-professore-universitario-di-nuovo-al-vaglio-del-tribunale-amministrativo-regionale-del-lazio Il concorso ASN per Professore Universitario di nuovo al vaglio del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio

Trattiamo, in questa sede, di una procedura concorsuale che è stata al centro di una profonda innovazione negli ultimi anni ma, non per questo, risulta essere esente da critiche e vizi di forma.

Ad essere analizzata è un’ultima sentenza pubblicata dal T.A.R. del Lazio, ove l’intervento dei Giudici veniva invocato a seguito di un giudizio negativo sulla domanda di abilitazione a professore ordinario di un noto e stimato docente e ricercatore nel panorama italiano.

Il contenzioso, instaurato con il patrocinio dello Studio Legale Bonetti & Delia con ricorso giurisdizionale dinanzi al predetto Tribunale romano, vedeva contestati i giudizi resi da una Commissione di cinque membri designati dal Ministero dell’Istruzione, incaricati della valutazione delle domande sottoposte da diversi candidati.

Una delle novità introdotte dalla normativa concorsuale riformatrice è la previsione dell’obbligo in capo alla Commissione designata di richiedere un parere, da rendersi “pro veritate”, ad un soggetto esterno ed imparziale, qualora nessuno dei membri della commissione appartenga al settore scientifico disciplinare del candidato.

I singoli settori concorsuali per la procedura c.d. A.S.N. (di Abilitazione Scientifica Nazionale) comprendono al loro interno anche molteplici settori disciplinari delle ricerca scientifica.

Nel caso analizzato dai Giudici di Via Flaminia, il ricorrente lamentava proprio l’errore di valutazione del proprio curriulum scientifico. La Commissione all’uopo designata, formata da Professori afferenti a settori scientifici-disciplinari diversi da quello del candidato, aveva richiesto un parere pro veritate ad un Commissario esterno ai sensi dell’art. 8 del D.P.R. 95/2016.

Nonostante l’esperto avesse dato l’assenso all’abilitazione, la Commissione decideva autonomamente e senza fornire adeguata motivazione di rigettare la domanda del candidato, impedendogli dunque di conseguire l’abilitazione.

L’attento vaglio del TAR del Lazio ha portato all’emanazione della sentenza di accoglimento per il ricorrente leso, nel proprio prestigio e nella carriera professionale, dalla valutazione superficiale operata dall’Amministrazione.

Non sfugge, infatti, al Collegio investito della decisione come la valutazione fosse stata resa in assenza delle cautele previste dalla normativa presupposta, “senza cioè motivare in alcun modo in ordine alle ragioni che l’hanno indotta a ritenere non condivisibile il parere in questione”. La Terza Sezione del Tribunale Amministrativo del Lazio, condividendo infine le deduzioni dei difensori della parte ricorrente “definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie nei sensi e con le modalità di cui in motivazione e, per l’effetto: - annulla il provvedimento che ha giudicato inidoneo il ricorrente; - ordina all’amministrazione di rivalutare l’interessato entro 90 (novanta) giorni dalla notificazione o comunicazione in via amministrativa della presente sentenza, secondo le modalità indicate in parte motiva. Condanna le Amministrazioni resistenti al pagamento delle spese processuali che si liquidano in euro 3.000,00 (tremila/00), oltre accessori di legge”.

“Si tratta nella sostanza di un concorso di carattere idoneativo/abilitativo tra i più elevati a livello univeristario nazionale”, come riportato dall’Avv. Michele Bonetti, founder dello Studio Legale Bonetti&Delia, patrocinatore di numerosi contenziosi sulla materia universitaria nei diversi livelli in cui è articolata. Continua lo stesso rilevando “nonostante la delicatezza e la rilevanza degli interessi sottesi non mancano ad oggi violazioni ed illegittimità riscontrate negli atti concorsuali”.

Sono numerosi i giudizi instaurati dinanzi la Magistratura Amministrativa nei confronti degli esiti ricevuti dagli aspiranti professori, ma continuano a permanere le criticità sulla procedura nel suo complesso.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Abilitazioni Scientifiche Nazionali Wed, 04 Dec 2019 16:28:19 +0000
IL CONSIGLIO DI STATO CONFERMA L’IMMATRICOLAZIONE AL CORSO DI LAUREA IN MEDICINA E CHIRURGIA DI UNO STUDENTE DSA A SEGUITO DI UN NOSTRO RICORSO. http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/2026-il-consiglio-di-stato-conferma-l-immatricolazione-al-corso-di-laurea-in-medicina-e-chirurgia-di-uno-studente-dsa-a-seguito-di-un-nostro-ricorso http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/2026-il-consiglio-di-stato-conferma-l-immatricolazione-al-corso-di-laurea-in-medicina-e-chirurgia-di-uno-studente-dsa-a-seguito-di-un-nostro-ricorso IL CONSIGLIO DI STATO CONFERMA L’IMMATRICOLAZIONE AL CORSO DI LAUREA IN MEDICINA E CHIRURGIA DI UNO STUDENTE DSA A SEGUITO DI UN NOSTRO RICORSO.

Il Consiglio di Stato si è pronunciato in merito ad un ricorso, patrocinato dal nostro studio legale, disponendo l’immatricolazione senza riserva al corso di laurea in Medicina e Chirurgia per un soggetto con disturbi specifici dell’apprendimento.

Il ricorrente era già stato ammesso dal TAR del Lazio a ripetere la prova per l’ingresso al corso di laurea, in quanto questa non era stata svolta con l’ausilio di tutti gli strumenti compensativi richiesti al momento della presentazione della domanda.

Con provvedimento monocratico, il Consiglio di Stato ha esteso la tutela concessa al ricorrente, dichiarando fondate le ragioni di urgente necessità dello studente di intraprendere il corso di laurea, ed ordinando, dunque, all’Università coinvolta di procedere all’immatricolazione senza riserva del ricorrente.

All’esito della camera di consiglio del 19 settembre 2019, il Consiglio di Stato, in sede collegiale, preso atto dell’intervenuta immatricolazione del ricorrente, ha confermato il decreto monocratico precedentemente reso, convalidando l’immatricolazione del ricorrente.

Si tratta dell’ennesima importante vittoria del nostro studio a tutela dei diritti dei soggetti che si trovano in una situazione di svantaggio, quale quella della DSA, affinchè sia garantito a tutti il diritto allo studio.

Anche alla luce di tale pronuncia, per il test di ingresso per l’a.a. 2019/2020, lo studio invita a segnalare eventuali mancanze degli Atenei nella concessione delle misure compensative spettanti agli studenti con DSA

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Numero chiuso Thu, 31 Oct 2019 17:48:36 +0000
ENNESIMA VITTORIA: Il TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DELLA CAMPANIA SI PRONUNCIA SULLA QUESTIONE DELLA DECADENZA UNIVERSITARIA http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/2024-ennesima-vittoria-il-tribunale-amministrativo-regionale-della-campania-si-pronuncia-sulla-questione-della-decadenza-universitaria http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/2024-ennesima-vittoria-il-tribunale-amministrativo-regionale-della-campania-si-pronuncia-sulla-questione-della-decadenza-universitaria ENNESIMA VITTORIA: Il TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DELLA CAMPANIA SI PRONUNCIA SULLA QUESTIONE DELLA DECADENZA UNIVERSITARIA

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania si è pronunciato, accogliendo l’azione patrocinata dal nostro studio, sulla questione della decadenza dalla carriera universitaria di uno studente consentendogli la prosecuzione del proprio percorso accademico.

Nello specifico l’Ateneo in questione, in maniera del tutto errata, prevedeva che il ricorrente fosse incorso nella decadenza dalla qualità di studente ai sensi dell’art. 149 del T.U. 1933/1592 per non aver sostenuto esami per cinque anni consecutivi.

Tuttavia, il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, definitivamente pronunciando sul ricorso, ha riconosciuto il diritto dello studente alla prosecuzione della propria carriera universitaria.

In particolare il Tar Campania ha statuito che non sia intercorsa alcuna decadenza dalla carriera universitaria, posto che l’art. 149 R.D. n.1592/1933 prevede un termine di otto anni per la decadenza e non già cinque anni come dispone illegittimamente la previsione dell’art. 25 dello Statuto dell’Università Federico II.

Trattasi di una importante pronuncia volta a consentire agli studenti la possibilità di non interrompere il proprio percorso accademico.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Thu, 24 Oct 2019 13:24:26 +0000