Claudia Palladino

Claudia Palladino

La pronuncia in commento mette in luce gli errori commessi durante i test per l’ammissione al Corso di Laurea in Medicina Veterinaria, relativi all’a.a. 2018/2019; in quell’anno la domanda incriminata era la numero 33.

“La prova di ammissione consiste nella soluzione di sessanta quesiti che presentano cinque opzioni di risposta, tra cui il candidato ne deve individuare una soltanto, scartando le conclusioni errate, arbitrarie o meno probabili.”

Il fatto che su cinque risposte una sola debba essere esatta e quattro sbagliate è la regola che governa tutti i test di ammissione per i Corsi di Laurea ad accesso programmato, e come tale garanzia di egual trattamento per ciascun candidato.

Ne consegue che qualsiasi violazione di tale regola, anche solo rispetto ad un singolo quesito, comporti inevitabilmente conseguenze sulla prova di tutti i candidati essendo spesso impossibile rendicontare, ex post, quanto ha inciso l’esistenza di tali quesiti errati su una prova in cui spesso l’ammissione o l’esclusione si gioca in un fazzoletto di punti.

Il Ministero che ha il solo dovere, anche morale, di somministrare una prova priva di errori, invece, continua a dimostrare, di anno in anno, di non riuscire a garantire una prova scevra di errori.

Il TAR del Lazio ha accolto il ricorso degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia e confermato che anche nella prova dello scorso anno vi erano errori. Come, vi anticipiamo, ci sono quest’anno. Per l’ennesima volta, come avviene con immancabile precisione dal 1999, l’ennesimo errore, da parte della Commissione nominata dal Ministero per elaborazione dei predetti test.

La condanna che arriva oggi ad opera del T.A.R, grava ancora una volta sul M.I.U.R, e risulta quanto mai attuale, a pochi giorni dalla celebrazione del nuovo test.

L’Avv. Michele Bonetti ha commentato la vicenda accaduta dichiarando “lascia sconcerti che, in una selezione tanto delicata ed importante, sia stato possibile commettere errori tanto banali. Su due delle domande somministrate per il test d’accesso al Corso di Laurea in Medicina Veterinaria, per l’a.a 2018/2019, l’istruttoria che ha portato alla pronuncia di accoglimento de quo, ha messo in luce delle irregolarità. Si tratta di due domande che possono decidere le sorti del candidato”. A pagarne le spese sono tutti i candidati che hanno optato per l’unica vera soluzione corretta, ovvero non rispondere, riscontrato così documentalmente che non vi era un’unica risposta corretta.

In diversi anni, peraltro, lo stesso Ministero non è insolito – che a fronte di errori analoghi – si regoli in maniera differente.

Qualche esempio?

Nelle procedure concorsuali del 2007, 2008, e 2016, solo per citare i casi più noti, ha sempre optato per l’annullamento dei quesiti con duplice risposta e solo una volta (nel 2013), per l’approccio di cui in commento, e anche in quel caso, ricorda l’Avv. Michele Bonetti, “il nostro studio ottenne dal Consiglio di Stato l’accoglimento della tesi a favore dell’annullamento dei quesiti, rispetto ai quali era impossibile individuare una sola risposta, scartando le conclusioni errate, arbitrarie o meno probabili, e la graduatoria venne conseguentemente riformata”.

Ad una settimana dai test per i corsi ad accesso programmato per l’a.a 2020/21, diverse sono le segnalazioni giunte al nostro studio, in relazione a numerose anomalie balzate all’occhio attento di numerosi candidati, che hanno a disposizione novanta minuti, in cui giocano il tutto per tutto!

Quanto a Veterinaria, quasi come un video che si riavvolge, davanti agli occhi increduli di studenti, spettatori inconsapevoli, ci troviamo di fronte ad un errore clamoroso.

Le anomalie segnalate sono ben due: una evidente, riguarderebbe, proprio come nella vicenda in narrativa, un quesito rispetto al quale le risposte esatte – tra le cinque opzioni fornite – sarebbero ben tre, quindi la regola della necessità che soltanto una sia la soluzione corretta, astrattamente valida, sarebbe stata concretamente disattesa (ancora una volta!); per un’altra domanda, invece, c’era la risposta giusta, che non è quella indicata dal M.I.U.R.

Sul tema si espresse nel 2004, dopo 5 anni dal conio del test di ammissione, il TAR, scrivendo: “lascia sconcerti che per l’ennesima volta si rintraccino errori nel test”. “Errori che, dopo oltre un decennio, continuano ad esserci”, aggiunge l’Avv. Bonetti, il quale sottolinea: “non appena il quadro sarà più chiaro, a graduatorie pubblicate, ove dovessero essere confermate le anomalie suesposte, il nostro studio, come accade ormai da anni, sì dice pronto ad accogliere le istanze di tutti gli studenti che non hanno nessuna voglia di essere per l’ennesima volta penalizzati da errori che potevano e dovevano essere evitati dal M.I.U.R e dalla Commissione incaricata di elaborare i quesiti”.

Quale sarà questa volta la posizione del M.I.U.R, quante alle numerose anomalie segnalate?

Qualunque sia quella che ci verrà riservata vi saranno sempre dei soggetti penalizzati giacchè gli errori sono comunque forieri di danni più o meno ampi per una più o meno ampia platea di concorrenti che potremo tutelare grazie ad azioni giudiziali mirate.

Lo Studio Legale è impegnato ormai da diversi anni nella tutela degli studenti e aspiranti studenti nelle procedure riguardanti i test di ammissione alle facoltà di Medicina ed Odontoiatria, Professioni Sanitarie, Veterinaria, Architettura, ecc. (le nostre più grandi vittorie sul numero chiuso partono già dagli anni 2013/2014: http://www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/1403-crolla-il-numero-chiuso-il-tar-conferma-l-iscrizione-di-9mila-studenti-di-medicina-vittoria-storica-ora-il-governo-superi-il-numero-chiuso - http://www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/1575-storica-vittoria-al-consiglio-di-stato-miur-riassegni-i-posti-vacanti-extracomunitari)

Pertanto, stiamo raccogliendo le Vostre segnalazioni e abbiamo predisposto un form di preadesione ai ricorsi per le facoltà di Medicina e Chirurgia ed Odontoiatria e Protesi Dentaria, Veterinaria, Professioni Sanitarie, Architettura ecc., di quest’anno che può essere compilato dagli interessati accedendo al seguente link: https://forms.gle/sH8L8bpMjuAxv3Q68.

La suddetta preadesione non ha carattere vincolante, ma consentirà all’interessato di poter avere una prima valutazione della propria posizione e la partecipazione alle nostre riunioni telematiche ed appuntamenti informativi anche con più persone, in vista dell’eventuale proposizione del ricorso che consigliamo in via individuale, considerando la giurisprudenza dei Tribunali degli ultimi anni sull’inammissibilità delle azioni cumulative, a chi si è collocato a 3/4 punti distanza dall’ultimo ammesso nazionale all’esito degli scorrimenti delle graduatorie (previsti e prevedibili). Lo studio non consiglia di norma l’impugnazione degli atti di concorso a chi non avesse raggiunto la soglia minima di 20 punti prevista dal bando per l’idoneità, salvo eccezioni da valutare singolarmente caso per caso come, ad esempio, per le problematiche legate alla condizione di disabilità, DSA o, ancora, alla mancata correzione degli elaborati.

Chi volesse, a prescindere dalla facoltà di partecipare alle riunioni collettive, potrà fissare una consulenza individuale a mezzo di appuntamento da concordare con lo studio ove potrà analizzare con i legali gli aspetti legati al concorso, nonché sulla possibilità di attivare i corsi ex art. 6, richiesta di passaggio ad anni successivi al primo anche da corsi affini (per cui di seguito abbiamo rimesso le prime risposte alle domande frequenti) le eventuali predisposizioni di istanza di accesso agli atti, gli atti stragiudiziali e eventuali diffide che si renderanno necessarie in vista dell’azione giudiziale.

In ogni caso, una volta pubblicati i risultati dei test, è consigliato il confronto con i professionisti dello studio anche mediante fissazione di appuntamento per le azioni da proporre.

In relazione ai test di accesso per le facoltà diverse da Medicina e Odontoiatria (ad esempio, Professioni Sanitarie, Medicina Inglese, ecc.) è possibile compilare la medesima preadesione sopra riportata, ma si anticipa che successivamente alla pubblicazione delle graduatorie sarà necessario un confronto preliminare di persona per la valutazione dello specifico caso.

Infine, Vi rimettiamo di seguito le istruzioni sul significato dell'art.6 R.D. 1269/1938 e dei corsi liberi che consentono di svolgere gli esami a Medicina, nonché alcune utili informazioni per le future azioni che potranno essere esperite.

In allegato si riporta anche un prototipo utile di accesso agli atti per chi volesse inoltrare richiesta al Ministero ed alle Università per visionare ed estrarre copia della documentazione personale della prova, valido per tutti i corsi ad accesso programmato.

Quali sono le domande più frequenti.

1) Cosa vuol dire frequentare ex art. 6?

L’art. 6 del Regio decreto del 4 giugno 1938 n. 1269 intitolato “Approvazione del regolamento sugli studenti, i titoli accademici, gli esami di stato e l'assistenza scolastica nelle università e negli istituti superiori” dà la possibilità di frequentare e sostenere due esami da parte di coloro che non hanno passato il test di ammissione a numero chiuso. Ci si immatricola così ad un altro corso di laurea complementare, affine e similare, frequentando però la facoltà ove non si è riusciti ad entrare. In tal modo si può iniziare a frequentare l'Università ove non si è riusciti ad entrare sostenendone i primi esami, salvo poi l'anno successivo riprovare il test di ammissione e una volta superato chiederne la convalida. Gli esami che si possono sostenere sono solo due, ma è frequente il caso di alcune Università che consentono di sostenere ulteriori esami informalmente con successiva registrazione e formalizzazione.

2) Cosa devo fare per frequentare ex art. 6?

Il predetto articolo quando viene ripreso dalla normativa universitaria assume spesso un'altra posizione (non sempre il numero 6 del regolamento universitario anche se molte Segreterie Studenti per comodità continuano ad identificarlo sempre e comunque come articolo 6) e viene recepito con particolari modalità pratiche attuative che si differenziano da Università ad Università , da Facoltà a Facoltà , e rispetto alle quali avrà cura di richiedere la relativa modulistica nelle segreteria di competenza.

Per questo si consiglia vivamente di andare presso la Segreteria Studenti, richiedere i relativi moduli e vagliarli attentamente prima di sottoscriverli.

3) E' possibile che alcuni Atenei non attivino i corsi liberi o che non mi ammettano agli stessi corsi liberi?

Sì, è possibile giacché ogni Ateneo è autonomo e può scegliere come crede.

Ove tali corsi vengano attivati ogni Ateneo decide chi ammettere sulla base di requisiti che, normalmente, dovrebbero essere predeterminati.

I requisiti che, normalmente, rilevano sono:

- voto al test;

- voto di diploma;

- età;

- altre lauree.

Si riportano, altresì, link di vittorie ottenute dal nostro studio su richieste di passaggi ad anni successivi al primo (news del 09.09.2019, news del 14.06.2019, news del 17.07.2018).

4) È possibile trasferirsi al secondo anno a Medicina, Odontoiatria, Veterinaria ecc., da corsi di laurea affini?

Sì, è possibile richiedere il passaggio al II anno di Medicina o di Odontoiatria (ma lo stesso vale per altre facoltà a numero chiuso, ovvero Fiosioterapia, ecc.) qualora si sia in possesso di crediti (C.F.U.) utili per il passaggio al secondo anno. Lo studente dovrà confrontare il piano di studi della facoltà affine, nonché quello della facoltà ove vuole trasferirsi.

Anche nel caso di studenti già in possesso di una laurea in facoltà affine lo studio potrà consigliare le azioni più idonee per ottenere il riconoscimento della pregressa carriera universitaria.

Il tutto si può svolgere ove vi sono posti disponibili ed è sicuramente più facile per facoltà come Veterinaria o in sedi di Medicina o Odontoiatria meno ambite, o per anni successivi al secondo ove notoriamente vi sono più posti liberi.

Ovviamente ciò vale anche per i trasferimenti dall'estero oggi più facili grazie alla nostra Plenaria vittoriosa.

5) Nel caso avessi riscontrato problematiche o errori nel test che mi è stato sottoposto posso agire con ricorso?

Lo Studio si occupa da anni di assistere gli studenti che hanno sostenuto i test a numero chiuso e che hanno ottenuto valutazioni errate delle proprie prove a causa di problematiche formali, ad esempio, sull'annerimento delle caselle e/o detrazioni di punteggio che hanno leso il candidato.

Per le facoltà delle Professioni Sanitarie (quali Fisioterapia, Infermieristica, ecc.) vi è poi la problematica legata alla scelta delle sedi ed agli scorrimenti che possono portare, in alcune sedi, all'illegittima conseguenza della postergazione di candidati con punteggi più alti, rispetto ad altri che ne hanno ottenuti di più bassi. Nel caso riscontriate tale circostanza potete contattare lo studio.

6) Ho riscontrato una o più domande errate nel test. Posso agire per contestarle?

Mediante il ricorso possono essere contestate una o più domande che siano errate, mal formulate o con più risposte ritenute corrette. Il candidato potrà così reclamare i punti illegittimamente sottratti o non riconosciuti al fine di dimostrare il superamento della soglia di ammissione e richiedere l’immatricolazione anche in sovrannumero. Sul punto lo Studio si avvale da tempo della collaborazione di Professionisti e Periti nelle materie d’esame al fine di valutare l’illegittimità dei quesiti sottoposti.

Coloro i quali vogliano segnalare dubbi o perplessità su alcuni quesiti possono farlo inoltrando una mail ed il form di preadesione succitato.

7) Sono uno studente affetto da DSA, discalculia o disabilità. Ho possibilità di veder tutelati i miei diritti di partecipare al test in condizioni di parità come prevede la legge?

Rammentiamo a noi stessi come gli studenti disabili, discalculi e DSA, debbano avere una serie di garanzie, tempi ed ausili aggiuntivi. Qualora e se non vi fossero stati forniti Vi preghiamo di segnalarcelo.

Per una rassegna delle vittorie sul tema si vedano i seguenti link http://www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/1956-test-per-l-ammissione-a-medicina-il-tar-del-lazio-dispone-la-ripetizione-della-prova-per-uno-studente-dsa-a-seguito-di-un-nostro-ricorso e http://www.avvocatomichelebonetti.it/component/k2/731-campagna-per-i-disabili-ammissione-sovrannumeraria-degli-studenti-disabili.

8) Dove posso trovare i riferimenti e le norme del concorso anche per valutare eventuali illegittimità riscontrabili durante la prova?

Ricordiamo a tutti di leggere con attenzione il Bando e di eseguire sempre la conferma di interesse alla permanenza in graduatoria come previsto dalla procedura.

Venerdì, 04 Settembre 2020 10:19

GPS: ECCO IL RECLAMO DA INOLTRARE

Il caos nella recente pubblicazione delle GPS è stato riscontrato da tutti gli insegnanti e riportato da tutti gli organi di informazione e testate giornalistiche nazionali e della scuola.

A mero fine esemplificativo si segnalano l’articolo pubblicato su “La Repubblica” https://www.repubblica.it/scuola/2020/09/02/news/scuola_le_graduatorie_pazze_per_portare_gl_insegnanti_in_cattedra-266032564/ e l’articolo pubblicato da “Il Fatto Quotidiano” https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/09/02/graduatorie-supplenze-i-sindacati-inviano-una-diffida-alla-azzolina-errori-macroscopici-ministero-ingiusto-parlare-di-caos/5918337/, che riportano un quadro completo della vicenda che sta interessando le Graduatorie Provinciali Supplenza pubblicate nei giorni scorsi.

Il nostro Studio Legale ha già provveduto sottoscrivere una diffida redatta ed inoltrata congiuntamente con la FLC CGIL, la Gilda Unams, la Cisl Scuola, la Uil Scuola Rua e lo Snals Confsal, visionabile al link https://www.orizzontescuola.it/wp-content/uploads/2020/09/INTIMAZIONE-E-DIFFIDA.pdf, manifestando malfunzionamenti, difformità tra i dati inseriti dagli insegnanti e quanto riportato nelle graduatorie e l’esigenza che il Ministero dell’Istruzione permetta, in un tempo congruo, la correzione di tutti gli errori presenti prima della pubblicazione delle graduatorie definitive.

Per tale ragione abbiamo predisposto gratuitamente un FAC-SIMILE di reclamo, che si rimette in allegato, da compilare ed inoltrare immediatamente (ove possibile entro 5 giorni dalla pubblicazione della graduatoria) all'Ufficio Scolastico Provinciale e al Ministero (a mezzo raccomandara a.r., tramite pec oppure tramite consegna a mano).

Per quanto concerne gli indirizzi degli USP ogni singolo docente dovrà reperire quello di riferimento per procedere con pec e/o raccomandata a.r.

Per quanto concerne, invece, il reclamo da inoltrare al M.I. potranno essere utilizzati gli indirizzi pec di seguito indicati Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e l’indirizzo ove spedire la raccomandata a.r. è M.I., Viale Trastevere n. 76/a, 00153 – Roma.

Gli insegnanti assunti a partire dall’a.s. 2020/2021 saranno vincolati a rimanere nella scuola di titolarità per almeno cinque anni di servizio effettivo senza poter accedere ad alcuno strumento per lavorare in altra sede.

La norma, introdotta con D.L. n. 126/2019 che ha modificato l’art. 399 del Testo Unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, prevede espressamente che “A decorrere dalle immissioni in ruolo disposte per l'anno scolastico 2020/2021, i docenti a qualunque titolo destinatari di nomina a tempo indeterminato possono chiedere il trasferimento, l'assegnazione provvisoria o l'utilizzazione in altra istituzione scolastica ovvero ricoprire incarichi di insegnamento a tempo determinato in altro ruolo o classe di concorso soltanto dopo cinque anni scolastici di effettivo servizio nell'istituzione scolastica di titolarità, fatte salve le situazioni sopravvenute di esubero o soprannumero”.

La disposizione in parola palesa una grave illegittimità nei confronti dei docenti che rimangono bloccati nella scuola in cui prendono servizio nel corrente anno scolastico senza alcuna possibilità di partecipare ai movimenti, neppure temporanei.

Ciò causa enormi difficoltà per quei docenti che hanno ottenuto l’incarico a chilometri e chilometri di distanza dalla propria dimora e che nel prossimo anno scolastico, anche qualora ci fossero posti disponibili nell’ambito o nel comune di preferenza, rimarranno bloccati presso la sede odierna.

Peraltro, prima di poter effettuare la domanda di mobilità, di assegnazione provvisoria o di utilizzazione, gli insegnanti devono svolgere cinque anni di servizio effettivo e, affinché questo maturi, non sono utili periodi di aspettativa non retribuita o altre tipologie di assenze (fatti salvi i periodi di congedo di maternità e i periodi di congedo parentale).

Per molti docenti, dunque, ottenere dopo anni e anni di precariato l’agognato ruolo ha determinato l’allontanamento dalla propria quotidianità, dalle proprie famiglie e dai propri figli.

La questione, come noto, riguarda i docenti assunti a qualunque titolo (quindi anche con riserva) e da qualunque graduatoria (GAE, GM, GPME).

Assume, tuttavia, tratti ancor più abnormi se si pensa ai docenti che hanno partecipato al concorso straordinario 2018 nel cui bando, all'art 10 comma 10, era riportato chiaramente che il vincolo fosse di tre anni con possibilità di chiedere assegnazione provvisoria, mobilità o utilizzazioni in altra provincia dopo tale periodo di effettivo servizio nella provincia di titolarità.

I docenti hanno partecipato al concorso a determinate condizioni che, nella sostanza, sono state cambiate in corsa, in quanto il vincolo è stato portato da tre a cinque anni senza nessuna possibilità di scelta.

In proposito è possibile anche non proporre azioni nell’immediato avverso tali illegittimità per due ordini di ragioni: da un lato per il fatto che il vincolo è stato introdotto con legge e non può essere proposta impugnazione dinanzi ad un giudice se non sollevando questione di legittimità costituzionale; dall’altro lato potrebbe non sussistere l’attualità dell’interesse ad agire considerando che le procedure di mobilità, assegnazione provvisoria e utilizzazione saranno avviate nel 2021.

Ci rendiamo conto che il tutto è stato blindato con una norma di legge e dunque l’unica strada  perseguibile è quella di richiedere un’interpretazione costituzionalmente orientata e in subordine sollevare questione di legittimità costituzionale.

A nostro avviso vi è la giurisdizione del Giudice del Lavoro e sarà fondamentale sollevare la questione di legittimità costituzionale per violazione degli articoli 2, 3, 4, 33, 35, 36, 37 ecc., stiamo tuttavia valutando anche ulteriori azioni da avanzare dinanzi al G.A.

Le azioni giudiziarie riguarderanno poi alcune particolari categorie di insegnanti quali ad esempio i soggetti divenuti successivamente titolari di legge 104/1992; considerando che la disposizione legislativa prevede nell’ottenimento postumo della certificazione una fonte di eccezione al detto vincolo quinquennale e che quindi si verranno a creare molteplici criticità per coloro che già sono titolari della certificazione di disabilità e che magari avranno un aggravamento o che comunque sono stati impossibilitati nella precedente scelta, nonchè profonde disparità di trattamento.

L’illegittimità perpetrata nei confronti dei docenti neoassunti è gravissima” commenta l’Avvocato Michele Bonetti, founder dello Studio Legale Bonetti & Delia “proporremo ogni azione per la rimozione del vincolo di cinque anni, apposto in violazione di ogni principio costituzionale. Organizzeremo nelle prossime settimane riunioni da remoto, sulla piattaforma TEAMS, per tutti i docenti interessati dalla vicenda”.

Lo Studio Legale Avv.ti Michele Bonetti & Santi Delia, dunque, avvierà ogni azione possibile volta alla rimozione del vincolo quinquennale. Per ricevere informazioni in merito e per ricevere l’invito per la partecipazione alle riunioni online Vi chiediamo di compilare il seguente form https://forms.gle/PxMZz9DnGptJqkPk8 (non vincolante) al fine di preaderire alle azioni. Per la preadesione è previsto il versamento di euro 30,00 alle coordinate allegate, che saranno scorporati dal costo dell’eventuale ricorso, collettivo o individuale, inoltrato nell’interesse del docente, e che garantiranno ai preaderenti tutta un'attività stragiudiziale da parte dello studio consistente nell'inoltro di diffide, istanze, accessi agli atti ecc.

 

Mercoledì, 02 Settembre 2020 13:02

CONCORSO FUNZIONARI GIUDIZIARI: LE NOSTRE AZIONI

Tra il 12 novembre e il 18 novembre 2019, si erano svolte le prove preselettive del “Concorso pubblico per titoli ed esami, per il reclutamento di complessive n. 2329 unità di personale non dirigenziale a tempo indeterminato per il profilo di Funzionario nei ruoli del personale del Ministero della Giustizia”.

Come è noto, da tempo è stata pubblicata la graduatoria dei soggetti ammessi che, da mesi si stanno preparando per l’espletamento della prova scritta.

Quelle prove avevano già generato notevole contenzioso su cui il nostro studio, per primo ed unico in Italia, ha ottenuto plurimi accoglimenti. 

Tuttavia, con provvedimento dell’8 giugno, il Ministero ha comunicato di aver provveduto a ad aggiornare la graduatoria in ragione di asseriti errori che sono stati riscontrati nella griglia delle risposte.
Tale intervento ha cagionato un innalzamento della soglia minima di ammissione (da 31,39 a 31,7) con la conseguente esclusione di numerosi candidati che erano stati inizialmente ammessi a sostenere le successive prove.

In particolare, il Formez, l’ente che si occupa della gestione dell’intera procedura concorsuale nulla ha chiarito in ordine a tali errori che, perciò, inizialmente erano rimasti “sconosciuti” insieme con tutte la procedura attivata silenziosamente dal Ministero.
All’esito dell’accesso effettuato abbiamo appurato l’esistenza di plurime ragioni per instaurare l’azione giudiziale che, tuttavia, è ormai in scadenza.

Entro giorno 3 settembre 2020 è ancora possibile agire con
A) Un ricorso di natura collettiva, al costo di 1.000 euro.
B) Un ricorso di tipo individuale al costo di 2500 euro oltre IVA e CPA, in cui verrà maggiormente approfondita la Vostra posizione e ogni singola peculiarità sarà analizzata in maniera precisa e scrupolosa.
Per poter aderire, è necessario compilare il seguente FORM e scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Il T.A.R. Lazio, dopo le prime vittorire del 4 agosto, con provvedimento del 19 agosto 2020, ha accolto i ricorsi proposti dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia e consentito di inserire anche i titoli in possesso ai fini del computo.

Dopo la prima vittoria riguardante i frequentanti il II e III anno dei corsi di Medicina generale che, a differenza di quelli che si accingono ad entrare al primo anno il cui corso inizierà solo il 26 settembre 2020, pacificamente non avrebbero potuto partecipare al concorso, il T.A.R. ha consentito di presentare i titoli in possesso anche ai soggetti ricorrenti che erano esclusi dalla Legge.

La nuova disciplina sulla valutazione dei titoli, difatti, è a nostro modo di vedere totalmente illegittima in quanto esclude dalla valutazione taluni titoli sol perchè in possesso di un candidato (già dipendenti del SSN, specializzandi e delle strutture accreditate) rispetto ad un altro. In tal senso la previsione è di Legge (16 luglio 2020, n. 76) ragion per cui dovrà sollevarsi questione di costituzionalità.

La previsione sui titoli va innanzi tutto impugnata nei termini con ricorso collettivo e successivamente potranno proporsi singoli ricorsi individuali valutando l’incidenza della decurazione dei punti sull’effettiva collocazione in graduatoria.

Proprio in ragione del fatto che la disciplina normativa è recentissima ed ha, letteralmente, spiazzato i progetti di molti, anche per rispondere alle centinaia di domande che ci state ponendo via mail e attraverso colloqui individuali, abbiamo organizzato una riuonione telematica per consentire a tutti gli interessati di poter fare tutte le domande a loro utili e ricevere le relative risposte.

I tempi del processo, in particolare, non sono di facile ed immediata previsione e, in disparte gli esiti ancora cautelari di cui vi abbiamo dato notizia, non può affatto sostenersi, come spesso si legge sul web, che in un paio di settimane l’intera complessa vicenda (che potrebbe giungere innanzi alla Corte Costituzionale) si esaurirà. Anche in ragione di ciò ci pare opportuno diffondere un’informazione quanto mai scrupolosa e professionale che possa orientare le vostre scelte.

Per partecipare gratuitamente alla RIUNIONE TELEMATICA DEL 28 AGOSTO ALLE ORE 15 SU TEAMS è sufficiente compilare, senza alcun ulteriore impegno, questo FORM

Dopo la compilazione ricevere l’invito a partecipare al WEBINAIR del 28 agosto.

Per aderire direttamente alle azioni, invece, puoi cliccare qui

Per ulteriori informazioni scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Il T.A.R. Lazio, dopo le prime vittorie del 4 agosto, con provvedimento del 19 agosto 2020, ha accolto i ricorsi proposti dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia e consentito di inserire anche i titoli in possesso ai fini del computo.

Dopo la prima vittoria riguardante i frequentanti il II e III anno dei corsi di Medicina generale che, a differenza di quelli che si accingono ad entrare al primo anno il cui corso inizierà solo il 26 settembre 2020, pacificamente non avrebbero potuto partecipare al concorso, il T.A.R. ha consentito di presentare i titoli in possesso anche ai soggetti ricorrenti che erano esclusi dalla Legge.

La nuova disciplina sulla valutazione dei titoli, difatti, è a nostro modo di vedere totalmente illegittima in quanto esclude dalla valutazione taluni titoli sol perché in possesso di un candidato (già dipendenti del SSN, specializzandi e delle strutture accreditate) rispetto ad un altro. In tal senso la previsione è di Legge (16 luglio 2020, n. 76) ragion per cui dovrà sollevarsi questione di costituzionalità.

“Si tratta“, commentano l’Avvocato Michele Bonetti e Santi Delia, founders dello Studio Bonetti & Delia che per primi hanno ottenuto il provvedimento a livello nazionale, “di un provvedimento assai importante che, pur se ancora emesso in fase cautelare, apre alla possibilità di un intervento normativo o di revisione regolamentare in corsa che eviti l’applicazione di una previsione barbara che mortifica il merito dei candidati e le legittime aspirazioni professionali e di sviluppo di carriera“.

E’ ancora possibile agire avverso tale previsione del bando entro 60 giorni dalla pubblicazione del bando.

La questione dei titoli, difatti, va innanzi tutto impugnata nei termini con ricorso collettivo e successivamente potranno proporsi singoli ricorsi individuali valutando l’incidenza della decurtazione dei punti sull’effettiva collocazione in graduatoria.

Per aderire ai ricorsi collettivi ed individuali scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Si riportano le Vostre domande più frequenti e le risposte in modo semplificato al fine di meglio comprendere la situazione in merito alle imminenti convocazioni e all’eventualità di decadenza dalle graduatorie in caso di immissione in ruolo dalle GAE.

Il problema si pone principalmente nel momento in cui oggi giunge la possibilità di prendere un ruolo che scaturisce dall’inserimento in GAE con riserva e si è nella graduatoria del concorso straordinario, ma non si è prossimi alla chiamata. In tal caso la scelta è personale, ma è bene che Voi sappiate che l’operatività della decadenza si applicherà dal momento del superamento dell’anno di prova, quindi non immediatamente e che, nelle more, essendo Avvocati, l’unica possibilità che Vi possiamo offrire è quella di ricorrere contro queste statuizioni, a nostro avviso illegittime. Riteniamo altresì che, nelle more dell’anno di prova, si possa giungere al pronunciamento quanto meno cautelare del TAR o del Consiglio di Stato.

Le presenti FAQ sono predisposte in particolar modo per i ricorrenti inseriti in GAE con riserva processuale e, per tutte le questioni tecniche connesse, di natura non prettamente giuridica, Vi segnaliamo che il M.I. ha pubblicato le “istruzioni operative finalizzate alle nomine in ruolo per l’anno scolastico 2020/2021” visionabili al link https://miur.gov.it/documents/20182/1861613/Allegato+A+Istruzioni+Operative+nomine+2020_2021.pdf/0a5b1af5-fd3f-9711-2977-dba2891bfedb?t=15970655964716 che Vi invitiamo a leggere attentamente.

 

Sono in GAE con riserva processuale, l’eventuale accettazione del ruolo da GAE comporterà la mia immediata decadenza dalle altre graduatorie? Sono a un bivio e devo scegliere tra il ruolo da GAE preso con il ricorso e le prossime assunzioni da concorso straordinario.

Secondo quanto disposto dall’art. 399 del T.U. l'immissione in ruolo comporta, all'esito positivo del periodo di formazione e di prova, la decadenza da ogni graduatoria finalizzata alla stipulazione di contratti di lavoro a tempo determinato o indeterminato per il personale del comparto scuola, ad eccezione di graduatorie di concorsi ordinari, per titoli ed esami e di procedure concorsuali diverse da quella di immissione in ruolo.

La decadenza, pertanto, non è immediata, ma successiva al superamento dell’anno di prova.

Tale disposizione, a nostro avviso, non può ritenersi estensibile anche a chi prenderà il ruolo con riserva, in quanto la situazione di costoro non è stabile e definita ma legata, appunto, alla definizione del giudizio pendente.

Riteniamo che trattasi di un scelta molto personale a cui il legale non può e non vuole sostituirsi. Quel che possiamo asserire è l’illegittimità della norma anche da un punto di vista costituzionale che impone un diverso comportamento a livello amministrativo e, dunque, l’impugnabilità, nelle more dell’anno di prova, della nota del M.I. datata 11 agosto 2020, delle note applicative e di tutta la normativa connessa e consequenziale. Riteniamo altresì che il giudizio, quanto meno a livello cautelare, si possa definire proprio durante l’anno di prova, ma è chiaro che vi è un buon margine di aleatorietà considerando le sentenze di rigetto che stanno giungendo a seguito delle due sentenze dell’Adunanza Plenaria.

 

Qual è il punto di vista dello Studio Legale sul punto?

A differenza di quanto ritenuto dal Ministero, a nostro modo di vedere l’eventuale ottenimento del ruolo da GAE, in quanto con riserva, non fa venir meno l’ammissione nelle altre graduatorie se non, anche in tal caso, con riserva. Del resto, sempre a differenza di quanto sostiene il M.I., ci pare che non si possa prescindere nell’interpretazione della normativa dalla circostanza per cui tutti i ricorrenti entrati di ruolo con riserva, superando il periodo di prova, abbiano partecipato e siano inseriti nelle graduatorie del concorso straordinario senza problemi; dunque a maggior ragione al fine di evitare una violazione dell’articolo 3 della Costituzione, anche sub specie di disparità di trattamento, si impone una lettura costituzionalmente orientata della normativa che consenta la permanenza in graduatoria per coloro che accettino il ruolo da GAE.

Sul punto lo studio legale ha redatto apposite osservazioni al link http://www.avvocatomichelebonetti.it/component/k2/2187-osservazioni-dello-studio-legale-sugli-eventuali-depennamenti-in-caso-di-accettazione-del-ruolo-con-riserva e avviato un’apposita azione rinvenibile al link http://www.avvocatomichelebonetti.it/component/k2/2188-diploma-magistrale-e-attribuzione-dei-ruoli-ricorso-avverso-la-decadenza-dalla-graduatoria-del-concorso-straordinario per cui Vi invitiamo a compilare il form senza alcun vincolo.

 

In caso di accettazione del ruolo con riserva, il Ministero prevede la decadenza anche dalle graduatorie del concorso ordinario?

No, la decadenza (comunque non immediata) non è prevista per graduatorie di merito dei concorsi ordinari, ma solo per G.I., G.P.S. e GMRE.

 

La norma sulla decadenza ha effetto retroattivo?

No, la disposizione decorre dalle immissioni in ruolo per l’anno scolastico 2020/2021, quindi non tocca tutte le posizioni degli insegnanti che hanno ottenuto il ruolo negli anni passati. Questa, a nostro avviso è un ulteriore profilo di illegittimità; ne deriva che coloro che hanno da poco superato l’anno di prova o sono in procinto di superarlo, non saranno interessati dalla decadenza dalle altre graduatorie valide per l’immissione in ruolo.

 

Ho ottenuto il ruolo nell’a.s. 2019/2020 ma non ho svolto e/o superato l’anno di prova, in quanto lo svolgerò/concluderò nel corso dell’a.s. 2020/2021. Nel mio caso, la norma sulla decadenza da ogni graduatoria finalizzata alla stipulazione di contratti di lavoro, troverà applicazione?

A nostro avviso no, in quanto l’immissione in ruolo decorre dall’a.s. 2019/2020, come precisato anche nelle istruzioni operative pubblicate dal M.I. e visionabili al link https://miur.gov.it/documents/20182/1861613/Allegato+A+Istruzioni+Operative+nomine+2020_2021.pdf/0a5b1af5-fd3f-9711-2977-dba2891bfedb?t=15970655964716

 

Se rinuncio al ruolo da GAE decado da tutte le graduatorie e classi di concorso?

No, la rinuncia al ruolo comporta la decadenza immediata solo dalla relativa e specifica graduatoria e per il solo posto/classe di concorso a cui si è rinunciato. Ciò vuol dire che, ad esempio, se si è inseriti in graduatoria per “primaria comune” e “primaria sostegno” e si rinuncia al ruolo per “primaria sostegno” si permarrà in graduatoria per “primaria comune”; se si è inseriti sia in GAE che in GPS per “primaria comune” e si rinuncia all’incarico da GAE, si decadrà dalle GAE per la sola classe “primaria comune” ma si permarrà, per la medesima classe, nelle GPS, e così via.

 

Sono in posizione utile per l’immissione in ruolo da GAE con riserva nonché dalla graduatoria del concorso straordinario. Quale convocazione devo preferire?

In questo caso è più conveniente stipulare il contratto a tempo indeterminato da concorso straordinario considerando che si tratterebbe di un incarico senza alcuna riserva.

 

Se ho accettato il contratto a tempo indeterminato con riserva negli anni passati, potrò ottenere il ruolo “a pieno titolo” con convocazioni dalle graduatorie del concorso straordinario o ordinario?

Si, non vi è alcuna preclusione, anche qualora la nomina dovesse intervenire per la medesima classe di concorso e in tal caso consigliamo di accettare il ruolo senza riserva dal concorso straordinario o ordinario.

Il problema si pone nel momento in cui oggi giunge la possibilità di prendere un ruolo che scaturisce da una vicenda processuale e si è nella graduatoria del concorso straordinario, ma non si è prossimi alla chiamata. In tal caso la scelta è personale ma è bene che Voi sappiate che l’operatività della decadenza si applicherà dal momento del superamento dell’anno di prova, quindi non immediatamente e che, nelle more, essendo avvocati, l’unica possibilità che Vi possiamo riportare è quella di ricorrere contro queste statuizioni, a nostro avviso illegittime. Riteniamo altresì che, nelle more dell’anno di prova, si possa giungere al pronunciamento quanto meno cautelare del TAR o del Consiglio di Stato.

 

Ho un contratto di lavoro a tempo indeterminato stipulato dalle GAE con riserva in attesa della definizione del giudizio. Se dovesse intervenire la sentenza di rigetto cosa accadrà al mio contratto?

Il contratto, per effetto della cancellazione dalle GAE, sarà convertito da tempo indeterminato a tempo determinato qualora il provvedimento di depennamento interverrà dopo almeno venti giorni dall’inizio dell’anno scolastico. Pertanto, se ad esempio il decreto di depennamento dalle GAE da parte dell’USP dovesse intervenire in data 10 ottobre 2020, il rapporto non potrà essere risolto definitivamente ma dovrà essere trasformato con l’apposizione della scadenza al 30 giugno, la stessa cosa avverrà con i contratti a tempo determinato con scadenza al 31 agosto.

 

Ho un contratto di lavoro a tempo indeterminato stipulato dalle GAE con riserva in attesa della definizione del giudizio. Se dovesse intervenire la sentenza di rigetto sarò depennato da tutte le graduatorie?

No, il provvedimento riguarderà solo le GAE e la I fascia delle G.I., la posizione rimarrà inalterata per le altre graduatorie.

 

Con Decreto Monocratico del 13 agosto u.s. il Consiglio di Stato ha accolto l’appello dei diplomati magistrale (gruppo Alesci) patrocinato dallo studio legale “Bonetti & Delia”, sospendendo provvisoriamente la sentenza del T.A.R. del Lazio con tutti gli effetti conseguenti in ordine al mantenimento dei rapporti di lavoro dei nostri ricorrenti, nelle more depennati dalle GAE e “licenziati”.

Trattasi di un accoglimento provvisorio sino alla data del 10 settembre 2020 in cui il Consiglio di Stato in sede collegiale, si pronuncerà confermando, modificando o revocando il decreto di accoglimento.

Il provvedimento in commento ha accolto le tesi dello studio legale anche in punto di periculum in mora,  così come intervenuto nei due ricorsi individuali recentemente da noi patrocinati  e in cui si ottennero due accoglimenti  in sede collegiale e con collegi giudicanti composti diversamente (http://www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/2182-un-ulteriore-accoglimento-sui-depennamenti-dalle-gae -  http://www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/2154-primo-accoglimento-al-consiglio-di-stato-su-un-depennamento-da-gae).

Secondo il Consiglio di Stato, in punto di periculum in mora: “(…) nel bilanciamento degli opposti interessi, occorre dare continuità alla esperienza di vita e di lavoro degli appellanti, anche in considerazione della necessità di mantenere l’assetto cautelare pregresso, in attesa della delibazione del merito”.

Nelle scorse ore, in base a una nota del Ministero dell’Istruzione, è emerso il dato secondo cui anche se in ruolo con riserva, dopo il superamento dell’anno di prova, vi è il depennamento da qualsiasi altra graduatoria, ivi comprese quelle del concorso straordinario.
Riteniamo che tale nota, a firma del Direttore Generale del Ministro, nonchè le istruzioni operative del Ministero dell’Istruzione finalizzate alle immissioni in ruolo del 2020/2021, siano illegittime e pertanto procederemo ad impugnarle unitamente agli atti prodromici, connessi e consequenziali dinanzi al Tar del Lazio proseguendo nella nostra battaglia. Senza se e senza ma.


Pertanto per suddividervi in diverse categorie (poiché vi sono posizioni molto diverse) Vi chiediamo di aderire, solo dopo la lettura delle nostre considerazioni e senza che ciò costituisca alcun impegno, alla nostra preadesione compilando il form che troverete di seguito.
Cercheremo di notificare il ricorso quanto prima confidando nel fatto che il M.I., già diffidato, faccia un passo indietro su una posizione che non andava in alcun modo posta in essere e che doveva e deve essere fermata immediatamente.


La nostra interpretazione della legge risulta completamente opposta a quella del Ministero e, per le motivazioni che riportiamo, consideriamo la scelta adottata abnorme e la stessa legge richiamata incostituzionale.
In questo quadro di incertezza consigliamo a tutti coloro che siano interessati di compilare il nostro form anche se non hanno preso ancora il ruolo da concorso straordinario, e se sono già di ruolo se non hanno, per una serie di motivi, superato il periodo di prova.


Richiamandoci a quanto sotto riportato e deducendo che trattasi di una vicenda su cui ognuno di voi dovrà assumere una decisione personale, non possiamo non riportarvi che l’applicabilità della norma dovrebbe intervenire dopo il superamento dell’anno di prova ed eventualmente potreste rinunciare anche successivamente. Auspichiamo, tra l’altro, che il pronunciamento del TAR possa avvenire il prima possibile.
A differenza di quanto ritenuto dal Ministero con una mera nota priva di qualunque valore cogente per i Giudici che dovranno decidere sulla corretta interpretazione delle norme, a nostro modo di vedere l’eventuale ottenimento del ruolo da GAE, in quanto con riserva, non fa venir meno l’ammissione nelle altre graduatorie se non, anche in tal caso, con riserva legata allo scioglimento della precedente riserva
Proprio per questo, come sopra rappresentato, riteniamo di agire al fianco dei insegnati che la norma ha penalizzato.

Del resto, sempre a differenza di quanto sostiene il Ministero, ci pare che non si possa prescindere nell’interpretazione della normativa dalla circostanza per cui tutti i ricorrenti entrati di ruolo con riserva, superando il periodo di prova, abbiano partecipato e siano inseriti nelle graduatorie del concorso straordinario senza problemi; dunque a maggior ragione al fine di evitare una violazione dell’articolo 3 della Costituzione, anche sub specie di disparità di trattamento, si impone una lettura costituzionalmente orientata della normativa.
Su questo, non a caso, la nota del Ministero tace del tutto.
Il fatto che il Ministero ritenga che, nel silenzio della Legge, anche l’accettazione del ruolo con riserva dia vita alla cancellazione dalla graduatoria, a nostro modo di vedere, prova l’opposto.
Al contrario di quanto erroneamente ritenuto dal Ministero, il codice civile e quello di procedura prevedono espressamente talune ipotesi per le quali non è ammissibile una rinuncia condizionata (ad esempio in materia testamentaria e, ancora, in caso di rinuncia all’azione giudiziale proposta), senza evidentemente contemplare quella che ci occupa.
Conformemente al principio, ubi lex voluit dixit ubi noluit tacuit, dunque, non v’è alcun ostacolo per ammettere la rinuncia con riserva dei ricorrenti alla permanenza nella graduatoria del concorso straordinario in ipotesi di superamento del c.d. periodo di prova. Riserva che verrebbe sciolta in positivo o negativo all’esito della fase giudiziale sull’ammissione in Gae.

Peraltro, diversamente da quanto ritenuto dal Ministero, se esiste un’ammissione con riserva del candidato ordinata dal G.A. cui dover dare ottemperanza, non si riesce a comprendere perché dovrebbe negarsi l’esistenza e la possibilità di riottenere l’inserimento in graduatoria a seguito dello scioglimento negativo della riserva, anche in quanto il ruolo è stato ottenuto con riserva a seguito di un provvedimento cautelare, ovvero un provvedimento non definitivo. Quindi non può non rilevarsi come, al limite, una diversa interpretazione della normativa, favorevole al depennamento dalle graduatorie – quali quelle del concorso straordinario – potrebbe al massimo avere senso solo qualora entrambi gli inserimenti (nelle GAE e nelle graduatorie del concorso straordinario) fossero definitivi, situazione diversa da quella a noi segnalata. Viceversa, se il merito dei giudizi fosse poi negativo si dovrebbe ottenere il reinserimento nella graduatoria del concorso straordinario.


Diversamente opinando vi sarebbe una palese disparità di trattamento con chi ha già accettato il ruolo da GAE (ed ha superato l’anno di prova) ed è inserito nelle Graduatorie del concorso straordinario prima della nuova Legge, non riuscendo a rintracciarsi la ragione per cui si dovrebbe offrire una maggiore tutela ai soggetti che hanno accettato il ruolo con riserva prima (rispetto a quelli dopo) della norma sopravvenuta.
Il fatto stesso che il concorso straordinario fosse aperto anche ai soggetti di ruolo con riserva induce a ritenere che quella sopra proposta sia l’unica interpretazione costituzionalmente orientata.
Anche il dettato letterale tra l’altro, si presta ad includere anche il concorso straordinario; il problema, quindi, a detta di chi scrive, non è tanto giuridico ma concerne l’attuazione e l’interpretazione che vi ha dato il Ministero dell’Istruzione strumentalizzando la vicenda come più volte ha fatto in passato (ad esempio, addirittura depennando prima del merito i diplomati magistrale).


Non resta dunque se il Ministero insiste su questa via nonostante i superiori rilievi, che impugnare tale nota innanzi all’Ag competente in ipotesi di cancellazione dalla graduatoria del concorso straordinario. o dell’anno di prova e per la possibilità di revoca giudiziale.
Oltretutto, e ci venga concessa una considerazione extragiuridica, il singolo ricorrente può a quanto pare anche accettare il ruolo e poi decidere successivamente prima del superamento dell’anno di prova.
In poche parole sono talmente tanti i profili di illegittimità che non si non può pensare che da questa situazione non scaturiscano ulteriori ricorsi e non può escludersi che il Ministero non fornisca, pertanto, chiarimenti nel senso sopra prospettato.


Per effettuare la preadesione all’azione volta all’impugnazione della nota e poter evitare, dunque, il depennamento vi chiediamo di compilare il seguente form.

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