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Il TAR Napoli, analizzando i ricorsi proposti dallo studio legale Avvocato Michele Bonetti & Partners avverso la mancata ammissione di alcuni studenti ai corsi di laurea in medicina e chirurgia per l’a.a. 2009/2010, ha così deciso “il ricorso (…) presenta profili di fondatezza, e che al danno prospettato da parte ricorrente è possibile ovviare invitando l’Amministrazione a riesaminare l’impugnata graduatoria alla luce dei motivi di ricorso”. Il TAR adito ha poi ammesso tutti i nostri ricorrenti e invitato l’Amministrazione a rivedere l’intera graduatoria degli studenti partecipanti al test di ammissione, in virtù della fondatezza delle censure da noi mosse concernenti anche la procedura di individuazione del numero dei posti e l’erroneità dei quesiti.


Tutti i nostri ricorrenti sono stati iscritti in soprannumero e nessuno dei ragazzi è stato escluso.


Più volte interpellato sulla delicata questione dell’accesso alle facoltà a numero programmato il TAR Napoli invitava ripetutamente l’Amministrazione a rivedere la propria posizione alla luce delle numerose illiceità denunciate e che oggi per tutti gli atenei sono diventate oggetto di forti scontri alimentati dall’effetto che le ultime riforme ministeriali hanno avuto sul mondo accademico.
Anche i docenti della Sun metteranno in atto una protesta non partecipando alle commissioni dei test del 2010.


doc Vedi il provvedimento del Tar di Napoli nei confronti della FEDERICO II


doc Vedi il provvedimento del Tar di Napoli nei confronti della SUN

 

E’ così che titolava il Messaggero a seguito della vittoria ottenuta dallo studio Avvocato Michele Bonetti & Partners con la presentazione di ricorsi avverso l’accesso programmato alle facoltà di medicina ed odontoiatria.

Il TAR accogliendo i ricorsi proposti ha ordinato l’ammissione ai corsi di laurea di tanti studenti inizialmente esclusi dalle Università prescelte a causa dei test selettivi. Per esattezza, proprio a causa di quei test selettivi che a seguito delle perizie effettuate dai nostri consulenti sono risultati affetti da gravissime irregolarità ed imprecisioni: molti dei quesiti analizzati presentavano errori grossolani nella formulazione, mentre altri non presentavano tra le soluzioni proposte alcuna che potesse ritenersi effettivamente corretta.

Come se non bastasse, a seguito di un continuo monitoraggio dell’iter legislativo ed amministrativo, siamo riusciti a denunciare alle competenti autorità numerose irregolarità anche di carattere penale che ogni anno si ripetono inficiando le prove selettive al punto da costituire un insormontabile ostacolo per centinaia di studenti che investono le proprie risorse economiche ed emotive nell’accesso al corso di laurea.

Il TAR Sicilia, Campania e Calabria, così come altri Tribunali distribuiti su tutto il territorio nazionale, a seguito delle doglianze avanzate non hanno potuto far altro che riconoscere la fondatezza delle stesse ed ammettere ai corsi di laurea centinaia di studenti che altrimenti avrebbero visto la loro vita universitaria e professionale pregiudicata in maniera irrimediabile. La campagna è stata gestita con il nostro amico Avv. S. Delia.

Convinti che il diritto allo studio – costituzionalmente garantito – non possa venire compromesso da una pratica di illegalità, ogni anno il nostro studio non manca l’appuntamento con la campagna per l’abolizione per il numero chiuso, presentando azioni giudiziarie e avanzando proposte legislative ed interrogazioni parlamentari che tengono sempre alta l’attenzione su un problema che oramai necessita di una definitiva e solutoria risposta.

pdf Vedi l’articolo del Messaggero.

doc Scarica il provvedimento del Tar Sicilia

doc Scarica il provvedimento del Tar Calabria

E’ così che titolava il Messaggero a seguito della vittoria ottenuta dallo studio Avvocato Michele Bonetti & Partners con la presentazione di ricorsi avverso l’accesso programmato alle facoltà di medicina ed odontoiatria.

Il TAR accogliendo i ricorsi proposti ha ordinato l’ammissione ai corsi di laurea di tanti studenti inizialmente esclusi dalle Università prescelte a causa dei test selettivi. Per esattezza, proprio a causa di quei test selettivi che a seguito delle perizie effettuate dai nostri consulenti sono risultati affetti da gravissime irregolarità ed imprecisioni: molti dei quesiti analizzati presentavano errori grossolani nella formulazione, mentre altri non presentavano tra le soluzioni proposte alcuna che potesse ritenersi effettivamente corretta.

Come se non bastasse, a seguito di un continuo monitoraggio dell’iter legislativo ed amministrativo, siamo riusciti a denunciare alle competenti autorità numerose irregolarità anche di carattere penale che ogni anno si ripetono inficiando le prove selettive al punto da costituire un insormontabile ostacolo per centinaia di studenti che investono le proprie risorse economiche ed emotive nell’accesso al corso di laurea.

Il TAR Sicilia, Campania e Calabria, così come altri Tribunali distribuiti su tutto il territorio nazionale, a seguito delle doglianze avanzate non hanno potuto far altro che riconoscere la fondatezza delle stesse ed ammettere ai corsi di laurea centinaia di studenti che altrimenti avrebbero visto la loro vita universitaria e professionale pregiudicata in maniera irrimediabile. La campagna è stata gestita con il nostro amico Avv. S. Delia.

Convinti che il diritto allo studio – costituzionalmente garantito – non possa venire compromesso da una pratica di illegalità, ogni anno il nostro studio non manca l’appuntamento con la campagna per l’abolizione per il numero chiuso, presentando azioni giudiziarie e avanzando proposte legislative ed interrogazioni parlamentari che tengono sempre alta l’attenzione su un problema che oramai necessita di una definitiva e solutoria risposta.

pdf Vedi l’articolo del Messaggero.

doc Scarica il provvedimento del Tar Sicilia

doc Scarica il provvedimento del Tar Calabria

Mercoledì, 01 Settembre 2010 17:26

SPORTELLO DI CONSULENZA LEGALE PER L'IMMIGRAZIONE

Nascono i primi sportelli di consulenza ed assistenza legale per gli immigrati per espressa determinazione dei nostri professionisti che mettono le proprie conoscenze e capacità professionali a diretta disposizione delle fasce deboli di cittadini che si trovano sempre più spesso a scontrarsi con una legislazione sfavorevole e farraginosa.
I cittadini, di qualsiasi nazionalità, potranno rivolgersi ai nostri sportelli certi di trovare l’assistenza e la comprensione dello studio Avvocato Michele Bonetti & Partners necessaria per dar voce ai propri diritti ovvero per essere semplicemente coadiuvati nell’espletamento di pratiche ed attività anche di carattere meramente burocratico.
Il progetto nasce in collaborazione con associazioni radicate sul territorio romano schierate in prima linea contro le discriminazioni di ogni genere al fine di creare un vincolo solidaristico con il territorio ed i suoi cittadini.

I nostri sportelli sull’immigrazione sono a Roma:

- Via Galilei n. 57 (ogni giovedì dalle 17.30 alle 19.30)

- Via della Farnesina n. 37 (previo appuntamento telefonico al 349.4216026)

pdf Scarica l'opuscolo TEST SICURO

pdf Scarica la LOCANDINA

In questi giorni il dibattito intorno all'inadeguatezza della selezione dei test d'ingresso per alcuni corsi di laurea che la legge (L. 264/99) impone essere ad accesso limitato sta facendo prevalere il valore di una selezione fatta a priori rispetto allo studio universitario al valore del diritto allo studio universitario stesso.



Innanzitutto la ragione della L. 264/99 è una direttiva europea che impone agli stati europei standard qualitativi nel rapporto tra le strutture universitarie e la domanda di istruzione. Questa direttiva è stata tradotta in Italia non con la necessità di adeguare le strutture alla domanda d'istruzione ma, al contrario, di adeguare l'accesso all'istruzione alle strutture presenti. Se pensiamo che il nostro Paese primeggia in Europa per la scarsità dei finanziamenti che dedica all'istruzione già appare chiaro che la L. 264/99 è stato uno strumento per i nostri Governi per non aumentare la spesa pubblica in istruzione universitaria.


Ma se conosciamo il nostro Paese possiamo anche immaginare come le lobbies degli ordini professionali, che troppo spesso agiscono al solo scopo di tutelare i propri interessi prima di quelli della società, abbiano felicemente accolto una legge che restringe il numero di professionisti che uscirà dagli atenei (più avanti abbiamo riservato una spiegazione più approfondita di come gli ordini professionali sono presenti nella definizione dei posti per i corsi a numero chiuso).


Il problema non è quale preparazione liceale è migliore per il test a medicina, né cosa affiancare al test per selezionare meglio.
Il problema centrale è la follia per cui uno studente viene valutato se è bravo o meno in quegli studi ancora prima di iniziarli.

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In questi giorni il dibattito intorno all'inadeguatezza della selezione dei test d'ingresso per alcuni corsi di laurea che la legge (L. 264/99) impone essere ad accesso limitato sta facendo prevalere il valore di una selezione fatta a priori rispetto allo studio universitario al valore del diritto allo studio universitario stesso.



Innanzitutto la ragione della L. 264/99 è una direttiva europea che impone agli stati europei standard qualitativi nel rapporto tra le strutture universitarie e la domanda di istruzione. Questa direttiva è stata tradotta in Italia non con la necessità di adeguare le strutture alla domanda d'istruzione ma, al contrario, di adeguare l'accesso all'istruzione alle strutture presenti. Se pensiamo che il nostro Paese primeggia in Europa per la scarsità dei finanziamenti che dedica all'istruzione già appare chiaro che la L. 264/99 è stato uno strumento per i nostri Governi per non aumentare la spesa pubblica in istruzione universitaria.


Ma se conosciamo il nostro Paese possiamo anche immaginare come le lobbies degli ordini professionali, che troppo spesso agiscono al solo scopo di tutelare i propri interessi prima di quelli della società, abbiano felicemente accolto una legge che restringe il numero di professionisti che uscirà dagli atenei (più avanti abbiamo riservato una spiegazione più approfondita di come gli ordini professionali sono presenti nella definizione dei posti per i corsi a numero chiuso).


Il problema non è quale preparazione liceale è migliore per il test a medicina, né cosa affiancare al test per selezionare meglio.
Il problema centrale è la follia per cui uno studente viene valutato se è bravo o meno in quegli studi ancora prima di iniziarli.

Il nostro studio propone un ricorso collettivo avverso la disciplina delle modalità per lo svolgimento della prova di idoneità utile all’acquisizione della qualifica di restauratore di beni culturali, nonché della qualifica di collaboratore restauratore di beni culturali in attuazione dell’articolo 182, comma 1 – quinquies del Codice dei Beni Culturali.


Attualmente difatti il decreto 53/2009 sulle modalità di svolgimento della prova e le conseguenti Linee Guida assumono i requisiti normativamente previsti dall’art. 182 richiamato, come quello del conseguimento del diploma presso una scuola di restauro statale o regionale di durata non inferiore ai due anni e quello dello svolgimento di attività di restauro con responsabilità diretta nella gestione tecnica dell’intervento, in modo particolarmente restrittivo e in modo da escludere una grandissima parte di professionisti che operano da anni con successo nel settore del restauro.


Il sistema apprestato dal Legislatore oltre ad essere affetto da una palese iniquità appare viziato da elementi di incostituzionalità ponendosi in contrasto con quanto statuito non solo all’articolo 3 comma 2 della nostra Carta Costituzionale, che sancisce il principio di uguaglianza sostanziale, ma addirittura con le disposizioni di cui agli art. 4, 33 e 41, senza voler poi far cenno all’articolo 9 e 117.


Non vi sono del resto dubbi sul fatto che l’esercizio di un’attività professionale costituisca esplicazione di un diritto costituzionalmente riconosciuto e tutelato quale il diritto al lavoro, che si estrinseca nella libertà di scegliere un’attività lavorativa, con il conseguente divieto al legislatore di imporre limiti discriminatori a tale libertà o che direttamente o indirettamente la rinneghino, o che la affievoliscano gravemente o che addirittura la sopprimano.


Riteniamo che nel caso di cui trattasi l’applicazione legislativa si ponga in palese contrasto con i principi cardini del nostro diritto costituzionale oltre a costituire un motivo di discriminazione per professionisti che agiscono in un ambito particolare e fondamentale per la cultura del nostro Paese quale quello dei beni culturali, che reputiamo vadano tutelati con determinazione.

Per info contatta Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
                            349.4216026
                            340.3662850

Mercoledì, 01 Settembre 2010 17:26

SPORTELLO DI CONSULENZA LEGALE PER L'IMMIGRAZIONE

Nascono i primi sportelli di consulenza ed assistenza legale per gli immigrati per espressa determinazione dei nostri professionisti che mettono le proprie conoscenze e capacità professionali a diretta disposizione delle fasce deboli di cittadini che si trovano sempre più spesso a scontrarsi con una legislazione sfavorevole e farraginosa.
I cittadini, di qualsiasi nazionalità, potranno rivolgersi ai nostri sportelli certi di trovare l’assistenza e la comprensione dello studio Avvocato Michele Bonetti & Partners necessaria per dar voce ai propri diritti ovvero per essere semplicemente coadiuvati nell’espletamento di pratiche ed attività anche di carattere meramente burocratico.
Il progetto nasce in collaborazione con associazioni radicate sul territorio romano schierate in prima linea contro le discriminazioni di ogni genere al fine di creare un vincolo solidaristico con il territorio ed i suoi cittadini.

I nostri sportelli sull’immigrazione sono a Roma:

- Via Galilei n. 57 (ogni giovedì dalle 17.30 alle 19.30)

- Via della Farnesina n. 37 (previo appuntamento telefonico al 349.4216026)

E' quanto previsto dal Decreto Legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri nella riunione del 17 dicembre 2009 che da attuazione alla riforma Brunetta (Legge 4 marzo 2009, n. 15) in materia di efficienza della pubblica amministrazione.

Il provvedimento si pone l'obiettivo coinvolgere gli utenti dei servizi pubblici nella valutazione dei prodotti resi dalle pubbliche amministrazioni consentendo loro di agire in giudizio nei confronti di queste ultime, nonché dei concessionari di servizi pubblici, se dalla violazione di standard qualitativi ed economici o degli obblighi contenuti nelle Carte dei servizi, dall'omesso esercizio di poteri di vigilanza, di controllo o sanzionatori, dalla violazione dei termini o dalla mancata emanazione di atti amministrativi generali, derivi la lesione di interessi giuridicamente rilevanti per una pluralità degli stessi o consumatori.

In pratica, per garantire una elevata performance delle pubbliche amministrazioni nei confronti della collettività, si consente nei confronti delle stesse un controllo esterno di tipo giudiziale sulla qualità, tempestività ed economicità dei servizi resi.

Si prevede che le azioni vertenziali, proponibili da soggetti titolari di interessi giuridicamente rilevanti, siano pubblicizzate sul sito istituzionale del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, nonché sul sito istituzionale dell'amministrazione o del concessionario intimati.

Mentre la Corte Europea procede nell’esame del Maxi ricorso Udu, molti ricorsi individuali presentati dall’Unione degli Universitari e patrocinati dall’Avvocato Michele Bonetti contro le esclusioni ai corsi di laurea vengono accolti dal Tribunale Amministrativo Regionale che sospende le graduatorie e ammette in sovrannumero gli studenti negli atenei di Roma, Parma, Palermo, Messina, Genova.

La decisione di un Tar locale è rivoluzionaria e mette in discussione il metodo con cui viene stabilito l’accesso programmato nelle università italiane e calcolato il numero dei posti a disposizione nelle facoltà di Medicina e Odontoiatria e di tutta l’area sanitaria.

I ricorsi sono fondati non solo sul ripetersi anche per questo anno di ormai tristemente noti scandali, brogli e domande errate o da annullare sottoposte agli studenti durante la prova di accesso, fatti certamente inammissibili vista l’importanza della prova sul futuro di tanti giovani, ma su istruttorie illegittime per determinare i posti disponibili a cui partecipano gli stessi ordini professionali senza alcuna garanzia per gli studenti.

Si rimette in allegato la pdf prima risposta della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

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