Visualizza articoli per tag: risarcimento http://w.avvocatomichelebonetti.it Sat, 07 Dec 2019 00:15:57 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it Borse di studio e medicina generale: una discriminazione lunga più di 10 anni. Ecco come ottenere il giusto risarcimento. http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/altre-campagne/1707-borse-di-studio-e-medicina-generale-una-discriminazione-lunga-piu-di-10-anni-ecco-come-ottenere-il-giusto-risarcimento http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/altre-campagne/1707-borse-di-studio-e-medicina-generale-una-discriminazione-lunga-piu-di-10-anni-ecco-come-ottenere-il-giusto-risarcimento Borse di studio e medicina generale: una discriminazione lunga più di 10 anni. Ecco come ottenere il giusto risarcimento.

Carissimi,

ci sono laureati in Medicina e Chirurgia che a conclusione del loro percorso universitario, per completare la formazione, scelgono di sottoporsi ad un concorso pubblico preselettivo, frequentano diverse ore di formazione in reparto e di lezioni frontali, sostengono esami, visitano pazienti e percepiscono una borsa di studio da quasi 1600 € al mese, esentasse e con copertura assicurativa pagata.

Ci sono, poi, quegli altri laureati in Medicina e Chirurgia che, sempre per completare la loro formazione, scelgono di sottoporsi ad un concorso pubblico preselettivo, frequentano diverse ore di formazione in reparto e di lezioni frontali, sostengono esami, visitano pazienti ma, stavolta, ricevono una borsa di studio di soli 800 € al mese, su cui devono pagare I.R.P.E.F. ed I.R.A.P..

La differenza?

Soltanto una: i primi stanno frequentando un corso di specializzazione medica; gli altri un corso di “formazione specifica” in medicina generale.

Perché?

Perché esistono due differenti parametri per valutare e ripagare il lavoro di giovani medici quando l’unica differenza riguarda il nome del corso e la specializzazione finale che otterranno?

Che cosa rende gli uni degni di ottenere una paga superiore rispetto agli altri che scelgono di diventare “medici di famiglia”?

Forse, sono meno bravi e svolgono meno compiti degli specializzandi? No.

Forse, a differenza dei colleghi, sono liberi di svolgere qualsiasi altra attività lavorativa e il loro corso richiede meno ore di frequenza? Neppure.

Sarà che “ce lo chiede l’Europa”? Neanche.

Allora, magari, è la Legge a stabilire che chi frequenta le scuole di specializzazione debba essere retribuito più di chi sceglie il corso di medicina generale?Questo si!

Da una parte, infatti, in applicazione dell’art. 39 della Legge n. 368/1999 e dei relativi DD.MM. applicativi è chiarito che la parte fissa della borsa di studio è pari a “euro 22.700,00 annui lordi[1]”;dall’altra, in maniera assai più laconica, il D.M. 7 marzo 2006 che ha dettato i “principi fondamentali per la disciplina unitaria in materia di formazione specifica in medicina generale” si limita a stabilire che “al medico in formazione è conferita una borsa di studio annuale di Euro 11.603,00”. Dunque, se è la Legge a prevedere queste differenze, sarà anche in grado di chiarirci il perché uno specializzando ottiene una borsa di studio che vale il doppio di quella del collega che ha scelto (sciaguratamente, rebus sic stantibus) di frequentare il corso di medicina generale? Stavolta, neppure il buon Legislatore è in grado di fornirci una adeguata spiegazione. Invero, non vi sarebbe stato il bisogno di ricercare una simile risposta tra le norme del nostro ordinamento perché, sino al febbraio del 2006, non esistevano differenze retributive tra i diversi corsisti, ma solo contenutistiche in ragione delle discipline affrontate durante la formazione post lauream. Se poi si considera che l’Unione Europea ha da sempre affermato che la formazione dei medici specialisti (compresa quella relativa la medicina generale) debba essere “adeguatamente remunerata” (Direttiva 82/76/CEE), le speranze di trovare una logica spiegazione si riducono drasticamente. Cosa accadde, allora, in quel marzo di 11 anni fa?

Se le ore di applicazione richiesta, le pratiche sanitarie sono per lo più identiche, se i corsisti prestano ugualmente assistenza e sono soggetti a turni ospedalieri, perché devono avere due paghe differenti? Non è forse questa la Repubblica del “il lavoro nobilita l’uomo” e del “il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa” (art. 36 Cost.)?

In realtà, a volerci capire qualcosa, si perde il ben dell’intelletto: non esiste una sola ragione, neppure una, del perché in Italia i corsisti di medicina generale debbano subire una vera e propria “discriminazione” per il sol fatto di aver avuto l’ambizione di poter diventare un medico di famiglia. Può davvero una mera distinzione “terminologica” avere un simile peso al punto di sminuire e quasi umiliare dei giovani dottori? E’ tollerabile in uno Stato di diritto come il nostro che per lo stesso lavoro, gli stessi compliti, le stesse mansioni si venga così pesantemente discriminati?

La speranza  rimane sempre una: come diceva Brecht (guarda caso proprio nella famosa “Opera da tre soldi”) bisogna che succeda qualche cosa di nuovo…” .  

Accogliendo le istanze di un comitato di oltre 1.000 medici gli Avvocati Michele Bonetti, Santi Delia e Cristiano Pellegrini Quarantotti hanno avviato l’azione per il riconoscimento della giusta retribuzione degli anni di corso di specializzazione svolti e da svolgere.

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andrea.mineo@avvocatomichelebonetti.it (Andrea Mineo) News Mon, 06 Nov 2017 08:22:13 +0000
VITTORIA AL GIUDICE DEL LAVORO: I PRECARI DEI COMUNI POSSONO OTTENERE UN RISARCIMENTO DI CIRCA € 100.000,00. http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1563-vittoria-al-giudice-del-lavoro-i-precari-dei-comuni-possono-ottenere-un-risarcimento-di-circa-100-000-00 http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1563-vittoria-al-giudice-del-lavoro-i-precari-dei-comuni-possono-ottenere-un-risarcimento-di-circa-100-000-00 VITTORIA AL GIUDICE DEL LAVORO: I PRECARI DEI COMUNI POSSONO OTTENERE UN RISARCIMENTO DI CIRCA € 100.000,00.

I precari dei Comuni possono ottenere un risarcimento di circa € 100.000,00.

E’di queste ore la pubblicazione di una sentenza del Tribunale di Nocera Inferiore, ove un Comune è stato condannato a risarcire con circa € 100.000,00 un precario che aveva lavorato dall’inizio del 2006 fino al 2012.

Il giovane precario, assunto con contratto a progetto, svolgeva per il Comune mansioni di tecnico informatico” – a parlare è il difensore del ricorrente, l’Avv. Michele Bonetti - “ed il Giudice del Lavoro ha accolto il nostro ricorso condannando la Pubblica Amministrazione al pagamento di € 44.000,00 oltre a 7 mensilità e quasi € 10.000,00 di spese legali; dunque, per un totale di oltre € 100.000,00, considerando gli interessi e la rivalutazione che si sommano alla condanna del Comune alla regolarizzazione della posizione contributiva di questi anni di lavoro”.

Il Giudice del Lavoro del Tribunale di Nocera Inferiore, la Dottoressa Raffaella Caporale, ha rilevato: “La natura subordinata del rapporto – sin dall’origine – è in particolare desumibile dalla riferita costante presenza in ufficio del ricorrente, dallo svolgimento da parte del ricorrente di mansioni riconducibili a necessità ordinarie dell’ente, dal coordinamento dell’attività lavorativa del Laudato all’assetto organizzativo dato dal datore di lavoro, dell’assenza in capo al ricorrente di una sia pur minima struttura imprenditoriale – considerando che lo stesso garantiva una presenza quotidiana in ufficio avendo una postazione fissa ed un computer messi a disposizione dal Comune -; dal fatto che le mansioni svolte dal ricorrente non sono mutate nel passaggio dai contratti a progetto alla successiva formalizzazione del rapporto in rapporto subordinato”.

Trattasi di un’importante Sentenza che avalla un’interpretazione garantista con una corretta interpretazione del favor prestatoris, che censura i Comuni che si avvalgono di personale precario a basso costo per coprire l’attività ordinaria della Pubblica Amministrazione. Difatti, consiglieranno la presenza dei suddetti indici di subordinazione” – prosegue l’Avv. Bonetti – il Giudice supera la circostanza che i testi non fossero in grado di riferire gli orari di lavoro del ricorrente nel periodo 2005/2008, e per il periodo da luglio 2008 a novembre 2009 si osserva la continuità del rapporto, considerando che i testi avevano riferito una presenza lavorativa costante del ricorrente al Comune senza significative interruzioni”.

Esprimono soddisfazione per l’importante pronuncia e la condanna esemplare, le Associazioni ADIDA, MIDA e SEMPRE DIRITTI, che da sempre si battono per la difesa del lavoro e contro il precariato in tutte le sue forme. “Una sentenza esemplare” – esprimono in una nota congiunta le tre Associazioni – “e pur prendendo atto dell’impossibilità della reintegra del pubblico impiego, infligge una sonora condanna ai Comuni che non stabilizzano i lavoratori assumendoli, come riferisce la sentenza, per necessità ordinaria dell’ente”.

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andrea.mineo@avvocatomichelebonetti.it (Andrea Mineo) Precari della scuola Wed, 05 Apr 2017 11:45:15 +0000
Mondo docente: dal concorsone apertura all'ammissione dei dottorati (CDS), ottenuti risarcimenti per i precari storici (Tribunali di Pordenone e Terni) ed importanti ammissioni in GAE per i diplomati magistrale (TAR). http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1460-mondo-docente-dal-concorsone-apertura-all-ammissione-dei-dottorati-cds-ottenuti-risarcimenti-per-i-precari-storici-tribunali-di-pordenone-e-terni-ed-importanti-ammissioni-in-gae-per-i-diplomati-magistrale-tar http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1460-mondo-docente-dal-concorsone-apertura-all-ammissione-dei-dottorati-cds-ottenuti-risarcimenti-per-i-precari-storici-tribunali-di-pordenone-e-terni-ed-importanti-ammissioni-in-gae-per-i-diplomati-magistrale-tar Mondo docente: dal concorsone apertura all'ammissione dei dottorati (CDS), ottenuti risarcimenti per i precari storici (Tribunali di Pordenone e Terni) ed importanti ammissioni in GAE per i diplomati magistrale (TAR).

E' stata davvero una settimana importante per il mondo della scuola ed i docenti. In tre diverse macroaree, infatti, lo Studio Legale degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia è riuscito ad ottenere importanti risultati per centinaia di docenti che agli stessi si erano rivolti.

Il concorsone. L'ultima e probabilmente più importante novità riguarda il c.d. "Concorsone". Dopo gli accoglimenti ottenuti al T.A.R. per i docenti di ruolo e al C.D.S. per coloro che sono in possesso di diploma magistrale linguistico, ieri è stato tratto per la prima volta il caso dei dottorati di ricerca.

Il T.A.R. aveva dapprima accolto e poi, in sede collegiale, rigettato la richiesta di ammissione affermando che il percorso dei dottori di ricerca non può ritenersi equipollente all'abilitazione all'insegnamento che ha caratteristiche asseritamente differenti.

Su questo, invero, non ci siamo mai trovati daccordo.

Ecco perchè, sin dall'inizio del nostro percorso sulle ammissioni al concorsone 2016, abbiamo individuato delle categorie che, a nostro modo di vedere, erano in possesso di titoli che possono dirsi equipollenti rispetto all'abilitazione.

Il primo caso su cui si è vinto, difatti, è stato quello di un docente in possesso dell'abilitazione scientifica nazionale (ASN) per poter essere chiamato quale Professore associato all'Università ma che, secondo il MIUR, non poteva neanche partecipare al concorsone.

Su questa scia, ed argomentanto grazie ad un'articolata teoria sul confronto tra i percorsi abilitativi (1 anno) ed il dottorato (3 anni), siamo riusciti a sostenere che tale titolo dottorato (il più alto del sistema di formazione italiano ed europeo) non può essere ritenuto non sufficiente almeno per la mera partecipazione al concorso.

Il Consiglio di Stato, in sede d'urgenza, ha dunque ribaltato l'esito negativo del T.A.R. ed autorizzato una ventina di docenti a continuare nel loro percorso di esami.

Le ammissioni in GAE. Solo due giorni prima, questa volta il T.A.R. Lazio, pronunciava 3 decreti monocraticidecreti monocratici ed ordinava l'ammissione in GAE di alcuni ricorrenti con diploma magistrale, confermando l'orientamento assunto,per la prima volta in sede collegiale, alla camera di consiglio del 9 giugno. In questo come in quel caso i ricorsi erano stati patrociniati dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti che, dal giudice del lavoro, stanno provando a spostare la battaglia innanzi al T.A.R.

Si tratta degli stessi obiettivi che lo studio si propone di raggiungere con la nuova impugnativa del D.M. 495/16. Grazie a questo nuovo ricorso tutti i docenti in possesso di abilitazione con diploma magistrale, magistrale linguistica, depennati, congelati,TFA, PAS e SFP potranno aderire a specifiche azioni per ottenere l'ammissione in GAE. Seguendo la pagina dedicata potrete aderire all'azione. E' importante inviare la domanda di ammissione in GAE al MIUR entro l'8/7 con raccomandata a.r.

I termini per aderire al ricorso sono prorogati al 20/7 ed anche chi non è riuscito a presentare la domanda può parteciparvi.

Il risarcimento ai precari storici. Sempre in questa settimana, infine, sono giunte due importanti senteze sul precariato scolastico dai Tribunale di Teramo e Pordenone. Il MIUR è condannato al risarcimento danni nei confronti di un docente precario, sfruttato dal “sistema scuola” per oltre un decennio. Le sentenze non solo riconoscono il diritto alla ricostruzione della carriera e all’anzianità maturata del docente, ma stabiliscono un cospicuo risarcimento danni pari a 12 (Pordenone) o 6 (Teramo) mensilità. Le decisioni sono assai importanti perchè sottolineano come non esiste alcuna "pretesa diversità ontologica tra lavoratori a termine e lavoratori a tempo indeterminato". Secondo il Tribunale, infatti, "IN CONCRETO PERÒ QUESTA DIVERSITÀ NON ESISTE, né per quanto riguarda le funzioni, dato che tutti concorrono allo stesso modo all'espletamento del medesimo servizio, né per quanto riguarda le modalità di accesso al lavoro poiché i lavoratori di ruolo sono, in buona parte, degli ex precari assunti a tempo indeterminato per effetto dello scorrimento delle graduatorie in cui sono tuttora inseriti i loro colleghi a termine; né infine per quanto riguarda il contenuto del rapporto, essendo diritti e doveri uguali sia per i lavoratori di ruolo che per i supplenti".

Il MIUR dovrà risarcire oltre € 30.000 a docente, oltre a sostenere le spese legali in un range che va da € 2.500,00 a € 5.000,00.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Precari della scuola Fri, 08 Jul 2016 17:40:53 +0000
RICORSO SUL RISARCIMENTO DANNI PER I DIPLOMATI MAGISTRALI http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/939-ricorso-sul-risarcimento-danni-per-i-diplomati-magistrali http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/939-ricorso-sul-risarcimento-danni-per-i-diplomati-magistrali RICORSO SUL RISARCIMENTO DANNI PER I DIPLOMATI MAGISTRALI

Lo studio legale Michele Bonetti Avvocato & Partners, a seguito di numerose richieste di consulenza, ha accolto la richiesta di organizzare un ricorso per il riconoscimento del danno subito dai Diplomati magistrali in conseguenza dell'inclusione nella III fascia delle graduatorie d'istituto dal conseguimento del diploma ad oggi. In base alle preadesioni abbiamo potuto valutare l'effettivo interesse al ricorso e il relativo costo. Grazie al discreto numero di partecipanti, l'Avv. Bonetti ha potuto stabilire un importo contenuto di euro 250,00 a ricorrente.

A chi è rivolto il ricorso?

Il ricorso per il riconoscimento del danno subito negli anni per l'essere stati "relegati" nella III fascia delle graduatorie d'istituto è riservato ai diplomati magistrali che hanno conseguito il titolo entro l'anno 2001/02. I possessori di questo titolo, infatti, pur essendo agli effetti di legge "abilitati" all'insegnamento, hanno visto il disconoscimento del loro titolo, a causa di una errata applicazione della normativa a loro danno. Soltanto dopo un ricorso Adida, ricordiamo, il MIUR ha dovuto ammettere l'evidenza e migliorare la posizione dei docenti diplomati magistrali ai fini dell'assunzione attraverso le GI. Tuttavia, negli anni passati, l'iscrizione in III fascia, potrebbe aver causato ripercussioni sulla carriera e sulle condizioni di lavoro di questi docenti, con conseguenze negative in termini di retribuzione e di miglioramento del punteggio, cosa questa che può essere motivo di risarcimento da parte dell'amministrazione.

Obiettivo del ricorso.

I diplomati magistrali con titolo acquisito entro l’a.s. 2001/2002 possono presentare un ricorso al Tar per il Lazio, al fine di richiedere il risarcimento danni per il mancato inserimento nella fascia loro riconosciuta e per il mancato inserimento in GAE.

I diplomati magistrali, considerati abilitati sin dall’anno di conseguimento del titolo, avrebbero avuto diritto sin da allora ad essere inseriti nella graduatorie previste.

 

ISTRUZIONI PER L'ADESIONE.

Documentazione richiesta per l’adesione.

1) Procura: apri l'allegato "procura" e stampa il file 2 volte. Compila e firma le due copie.

2) Copia del versamento: apri l’allegato “coordinate bancarie”. Effettuare il versamento di euro 250,00 e allegare una copia del pagamento alla documentazione richiesta.

3) Scheda di adesione: apri l’allegato “scheda di adesione” .

4) Copia del diploma magistrale e autocertificazione sul possesso del diploma magistrale (apri allegato autocertificazione). N. B. Gentile ricorrente, la invitiamo ad inoltrarci l’autocertificazione sul possesso del diploma magistrale e la invitiamo altresì ad inoltrarci una copia del diploma magistrale. Tale documentazione è a nostro avviso necessaria, visto un recente orientamento giurisprudenziale, secondo il quale l’autocertificazione ai fini probatori non è sempre sufficiente a provare la certezza del conseguimento del diploma.

5) Ciascuno di Voi può, nel caso in cui lo ritenga opportuno, inoltrare un breve memo sottoscritto ed eventualmente allegarlo alla documentazione di cui ai punti 1), 2), 3) e 4) comprovante il danno subito. Qualora vi fossero delle difficoltà nell’individuazione dei fatti che comprovano il danno, rappresentiamo che il danno sarà rilevato in via equitativa.

Si prega di compilare gli allegati, 1) procura e 3) scheda in stampatello o a macchina, e quindi in modo leggibile, avvertendoVi che, trattandosi di ricorso collettivo, la documentazione deve pervenire completa, senza possibilità di aggiornarla e avvertendoVi che i dati rilasciati sulla procura e sulla scheda non potranno subire alcuna modifica successiva all’invio.

MODALITA’ DI INVIO.

La documentazione di cui ai punti 1), 2) 3), 4) e 5) va inviata entro e non oltre il 15 ottobre 2014 con le seguenti modalità:

- anche via mail all’indirizzo di posta elettronica info@avvocatomichelebonetti.it. Si prega di indicare come oggetto della mail la seguente dicitura: “Ricorso Adida Risarcimento del danno”;

- anche via fax al numero 06.64564197;

- necessariamente via raccomandata 1 al seguente indirizzo: Studio legale Michele Bonetti Avvocato & Partners, Via San Tommaso d’Aquino n. 47, 00136 Roma. Si prega di scrivere sulla busta“Ricorso Adida Risarcimento del danno”.

Il tutto deve essere inoltrato entro e non oltre il 15 ottobre. Fa fede la data di spedizione del timbro e quindi l’ultimo giorno per spedire la raccomandata 1 è il 15 ottobre 2014 (sempre previo inoltro del fax e della mail).

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info@avvocatomichelebonetti.it (Avvocato Michele Bonetti) Precari della scuola Thu, 02 Oct 2014 17:26:24 +0000