Roberta Nardi

Roberta Nardi

La Corte d'appello di Genova e il Tribunale di Alessandria hanno accolto il ricorso degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia in difesa dei docenti di ADIDA e LA VOCE DEI GIUSTI riconoscendo l'anzianità di servizio maturata da alcuni docenti precari della scuola.

La Corte d'appello, in particolare, ha usato parole assai forti per stigmatizzare la scelta del MIUR di continuare a sfruttare "alla bisogna" i supplenti, salvo poi addebitare ad essi persino la circostanza che il loro lavoro sarebbe "qualitativamente" inferiore perchè solo i docenti di ruolo garantirebbero "apporti organizzativi e programmatici che derivano dalla continuità del rapporto".

Come è noto, la contrattazione collettiva ha stabilito un trattamento economico differenziato per posizioni stipendiali acquisite in ragione dell'anzianità maturata nel tempo.

"Ciononostante il personale precario continua ad essere retribuito sulla base della fascia iniziale indipendemente dalla durata del servizio continuativo prestato. Questa disparità di trattamento viene giustificata dal MIUR sulla base del fatto che il personale precario non appartiene al ruolo del personale scolastico, ma è inserito in un diverso sistema di reclutamento in cui viene valorizzata l'anzianità di servizio acquisita ai fini dell'assunzione definitiva o dell'attribuzione d'incarichi di supplenza annuale e temporanea".

Secondo il Tribunale, "la prospettazione della parte resistente non è conforme alla normativa comunitaria e, sotto questo profilo, la citata disposizione viola la clausola 4 punto 1 dell'accordo quadro recepito dalla Direttiva 1999/70/CE che prevede il divieto di discriminazione dei lavoratori a termine rispetto ai dipendenti a tempo indeterminato comparabili".

"Deve perciò essere riconosciuto il diritto alla progressione professionale retributiva con conseguente condanna del datore di lavoro alla corresponsizione delle differenze retributive da calcolarsi sulla base dell'anzianità di servizio maturata in virtù dei contratti di lavoro stipulati in successione tra loro".

Il Tribunale ha inoltre sospeso il Giudizio in attesa della sentenza della C.G.E. con riguardo alle altre domande da noi formulate.

Interessanti spunti vengono offerti anche dalla sentenza della Corte d'Appello di Genova. Secondo il giudice di II grado "la prima ragione in proposito addotta dal Ministero riguarda il fatto che, trattandosi di pubblici dipendenti, la selezione deve avvenire mediante concorso, laddove il personale a termine sarebbe assunto con modalità diverse", è errata.

"Si tratta di motivo infondato in quanto non si vede quale nesso possa intercorrere tra le modalità di scelta del lavoratore ed il regime del suo trattamento economico. Il primo aspetto attiene alle modalità selettive ed il secondo alle modalità di lavoro che, essendo identica nell'una e nell'altro caso non giustifica trattamenti differenziati.

Aggiungiamo noi, inoltre, che è falso che nel mondo della scuola si venga assunti solo tramite concorso.

Ed infatti grazie al sistema del c.d. "doppio canale" l'ammissione in ruolo da parte dei docenti avviene, ogni anno, per il 50% dalle graduatorie del concorso pubblico (prima di quello del 2012 si attingeva dalla vecchia graduatoria del 1999) e per l'altro 50% proprio dalle GAE ove si ammessi esclusivamente sulla base dei propri titoli e senza concorso alcuno.

Anche i ricorrenti, d'altra parte, provengono proprio dalle G.A.E.

"Il fondamento degli scatti di anzianità va, infatti, precipuamente ravvisato nel miglior apporto lavorativo che deriva dall'esperienza del lavoratore, profilo cui è del tutto estranea ogni questione sulle modalità di selezione".

La seconda ragione addotta dal "Ministero consiste nel fatto che la prestazione dei lavoratori a tempo indeterminato sarebbe qualitativamente superiore a quella dei lavoratori a tempo determinato perchè soltanto i primi potrebbero fornire gli apporti organizzativi e programmatici che derivano dalla continuità del rapporto".

"La scelta di ricorrere al lavoratore a termine, quali che siano le motivazioni, non costituisce ragione oggettiva di discriminazione per il lavoratore, per l'elementare ragione che, se l'ordinamento ritiene di poter rinunciare ai contributi positivi derivanti dalla continuità ciò significa che essi non sono valutati come determinanti e dunque non possono neppure poi essere utilizzati, alla bisogna, per discriminare il prestatore d'opera a tempo determinato".

Corte d'Appello Genova, 13 dicembre 2013, n. 663

Tribunale di Alessandria, G.D.L. Dott.ssa Lippi, 16 ottobre 2013, n. 297

L’Udu Unione Degli Universitari incontra gli studenti della Campania per i ricorsi contro i test di ingresso per le facoltà a numero chiuso. L’assemblea è aperta a tutti gli interessati.

Saranno presenti il coordinatore nazionale Gianluca Scuccimarra e l’avvocato Michele Bonetti, il legale che si occupa dei ricorsi.

L’appuntamento è per le 14:30 del 30 maggio nell’Aula Grande dell’università Parthenope, nella sede di via Acton.

Vi aspettiamo in numerosi.

Con una importantissima ordinanza il T.A.R. Lazio ha accolto il ricorso presentato da una giovane studentessa rappresentata e difesa dagli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia, rimasta esclusa dall’Ateneo di Messina, Facoltà di Medicina e Chirurgia, a seguito della c.d. “Chiusura anticipata della graduatoria” relativa all’a.a. 2013/2014.

Il 21 Febbraio scorso il M.I.U.R. aveva infatti provveduto ad arrestare gli scorrimenti della graduatoria di Medicina e Odontoiatria per l’a.a. 2013/2014, così disattendendo l’originaria programmazione, secondo cui (DD.MM. Miur n. 449/2013 e 986/2013) gli scorrimenti della graduatoria sarebbero stati interrotti soltanto quando i posti messi a bando fossero stati TUTTI occupati. Così invece non è stato. Molti posti, in diversi Atenei italiani, sono rimasti liberi ed inutilizzati e centinaia di ragazzi hanno visto ingiustamente sfumare il sogno di studiare medicina od Odontoiatria, proprio giunti ad un passo dall’immatricolazione. Così anche la giovane studentessa rivoltasi allo Studio Bonetti, Avvocato & Partners, la quale con un punteggio di 38,10 per una “scellerata” scelta ministeriale veniva ingiustamente privata del diritto ad immatricolarsi.

Grazie al lavoro e alla tenacia dell’Udu la grave ingiustizia è stata, tuttavia, denunciata e colpita.  A seguito di accessi agli atti, l’Avv. Bonetti ha difatti potuto appurare che, dopo lo scorrimento del 10 marzo, come da comunicazione ufficiale dello stesso  MIUR e di moltissimi altri Atenei “sono oltre 1.600 i posti rimasti vuoti dopo l’ultimo test”. 

L’ordinanza del T.A.R. Lazio ha quindi tuonato, disponendo l’accoglimento dell’istanza cautelare e per l’effetto l’immatricolazione della ricorrente al Corso di Laurea.

Un altro grande passo verso l’abbattimento del numero chiuso per la tutela del diritto allo studio.

Dopo la recente vittoria al Consiglio di Stato su Salerno per la violazione del principio dell’anonimato, la storia si ripete: test d'ingresso dubbi questa volta presso l'Università Tor Vergata di Roma dove sono iniziate, d'altra parte, tutte le nostre indagini sull'anonimato, questione che ha ottenuto la definitiva consacrazione innanzi all'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato nel novembre 2013 e di cui ancora oggi parlano giornali e telegiornali.

Si tratta di una violazione gravissima di un diritto, quello allo studio, sancito dalla nostra Costituzione e all’insegna del quale lo Studio Legale Avvocato Michele Bonetti & Partners da anni conduce la sua battaglia contro la violazione della segretezza e dell'anonimato nei concorsi pubblici italiani.

Il principio dell’anonimato rappresenta infatti una garanzia ineludibile di serietà della selezione e dello stesso funzionamento del meccanismo meritocratico, insito nella scelta del concorso quale modalità ordinaria d’accesso agli impieghi nelle amministrazioni.

Per tale ragione, dinanzi all’ennesima violazione di principi generali quali la segretezza e l'anonimato del compito nonché a seguito di specifiche e circostanziate segnalazioni che abbiamo ricevuto, abbiamo deciso di organizzare un ricorso collettivo per tutti i ricorrenti che hanno sostenuto la prova a Tor Vergata.

Riteniamo infatti che ci siano tutti i presupposti per agire ed ottenere l'ammissione ristabilendo la legalità.

Per maggiori informazioni sulle adesioni per dei ricorsi collettivi sulla sede di Tor Vergata scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il Consiglio di Stato ha finalmente apposto il sigillo sulla questione del consolidamento degli effetti dell’ammissione in via cautelare ed ha soddisfatto in tal modo le tante legittime aspettative degli studenti ancora in attesa della parola “fine” nella loro battaglia per il diritto allo studio.

Un’altra vittoria dell’avvocato Michele Bonetti grazie alla quale l’intuizione di qualche anno addietro del Tar de L’Aquila può essere oggi ritenuta jus receptum essendo stato dimostrato de facto, il raggiungimento dell’idoneità alla frequenza del corso cui l’originario ricorrente non era stato ammesso.

Per maggiori info: http://www.lavocedeldiritto.it/index.php/istruzione/item/681-numero-chiuso-e-consolidamento-degli-effetti-dell-ammissione-in-via-cautelare-il-consiglio-di-stato-appone-il-sigillo-sulle-immatricolazioni-degli-studenti-che-abbiano-superato-il-primo-anno-di-corso

Vedi il provvedimento in allegato.

Ancora una volta, dopo anni di indagini, ricerche e accessi agli atti, il muro del numero chiuso è stato abbattuto. Abbiamo capito come e perchè quella selezione era mal gestita e come ripristinare la legalità.

A Salerno, così ci ha scritto l'Ateneo, era prassi utilizzare l'etichettatura della documentazione di concorso, anche se proveniente dal Ministero come nel caso dell'ammissione a Medicina, a mezzo di codici a barre adesivi.

Grazie a tale sistema, tuttavia, seppur la graduatoria era poi compilata in tempi più brevi grazie alla meccanizzazione della lettura ottica, la Commissione sapeva prima della correzione quale era il codice segreto dei candidati sgretolando definitivamente tutte le garanzie d'anonimato che la legge impone in tali tipi di concorsi.

Solo attraverso numerosi ed incrociati approfondimenti anche avendo a mente l'intero contenzioso nazionale che gestiamo, quindi, siamo riusciti a portare alla luce tutti questi nuovi elementi che, come fu per il "caso Messina del 2010" deciso dalla Plenaria, erano sotto gli occhi di tutti da sempre ma nessuno, mai, si era accorto di quanto fossero illegittimi.

Riteniamo pertanto di organizzare un ricorso collettivo per tutti i ricorrenti che hanno sostenuto la prova a Salerno.

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Il Mattino

Gazzetta del Sud

La Città di Salerno

Uninews24

Giovedì, 01 Maggio 2014 16:37

Trasferimenti dall’estero

Il sigillo del 2014 è l’accoglimento dei nostri ricorsi contro l’Università Cattolica “Nostra Signora del Buon Consiglio”.

Il TAR ha accolto la campagna patrocinata dal nostro studio sin dal momento dell’istituzione dell’Ateneo italo-albanese.

Finalmente è stato accolto il principio della libera circolazione degli studenti e dell’italianità dell’Ateneo di Tirana, consentendo il trasferimento degli studenti italiani che, a causa del numero chiuso, sono costretti a fuggire in Albania subendo un’iniqua tassazione che non soggiace ai limiti del 20% del F.F.O. previsti in Italia e superiore rispetto a tutti gli altri studenti.

Per maggiori informazioni contatta il nostro studio all’e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. nonché leggi il nostro editoriale.

Domenica, 13 Aprile 2014 13:17

Trasferimenti dall’estero

Il sigillo del 2014 è l’accoglimento dei nostri ricorsi contro l’Università Cattolica “Nostra Signora del Buon Consiglio”.

Il TAR ha accolto la campagna patrocinata dal nostro studio sin dal momento dell’istituzione dell’Ateneo italo-albanese.

Finalmente è stato accolto il principio della libera circolazione degli studenti e dell’italianità dell’Ateneo di Tirana, consentendo il trasferimento degli studenti italiani che, a causa del numero chiuso, sono costretti a fuggire in Albania subendo un’iniqua tassazione che non soggiace ai limiti del 20% del F.F.O. previsti in Italia e superiore rispetto a tutti gli altri studenti.

Per maggiori informazioni contatta il nostro studio all’e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. nonché leggi il nostro editoriale.

In data 8 maggio 2008 si terrà la prossima udienza relativa al Maxiricorso dell’U.d.u. dinanzi la Sezione III Bis del Tar del Lazio.

L’udienza dell’8 maggio è la terza all’interno del percorso seguito dal nostro ricorso. In occasione della prima udienza, fissata per il 29 novembre 2007, è stato disposto un rinvio per consentire l’impugnazione del penalizzante decreto “blocca ricorsi Udu” emanato dal Ministro Mussi a soli pochi giorni dall’udienza e ancora oggi scandalosamente non reso pubblico in spregio a tutte le regole di trasparenza e buona condotta a cui ogni Amministrazione dovrebbe uniformarsi.


Nella successiva udienza del 20 dicembre 2007 la causa è stata rinviata al merito ove auspichiamo venga compiutamente analizzata la perizia presentata dall’UDU; redatta da autorevoli esperti del mondo accademico e scientifico, allo scopo di dimostrare che ben venti quesiti, oltre ai due eliminati d’ufficio dal Miur, sono errati e mal formulati. Sarà così portata alla definitiva analisi del Collegio sia la nota di un Direttore Generale del Ministero, comprovante la distruzione degli atti relativi alle riunioni della commissione ministeriale incaricata redigere il test, sia l’eccezione, sollevata dall’UDU, per rimettere tutta la questione della legittimità dell’accesso programmato in Italia dinanzi la Corte di Giustizia Europea. 

Il Consiglio di Stato si è espresso ammettendo una nostra ricorrente illegittimamente esclusa per motivi formali dal concorso. Un mero errore nel pagamento delle spese concorsuali o la partecipazione per errore presso una sede al posto di un’altra non possono limitare o comprimere un diritto costituzionale come quello allo Studio.

Un altro cospicuo gruppo di ricorrenti potrà coronare il proprio sogno e studiare in virtù di principi questa volta resi dal Consiglio di Stato.

Per maggiori info vai al seguente link http://www.lavocedeldiritto.it/index.php/istruzione/item/675-consiglio-di-stato-il-diritto-allo-studio-non-puo-essere-compresso-per-irregolarita-formale

 

 

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