Martedì, 31 Agosto 2010 02:00

RICORSO COLLETTIVO E RICORSI INDIVIDUALI PER I RESTAURATORI

Pubblicato in News

Il nostro studio propone un ricorso collettivo avverso la disciplina delle modalità per lo svolgimento della prova di idoneità utile all’acquisizione della qualifica di restauratore di beni culturali, nonché della qualifica di collaboratore restauratore di beni culturali in attuazione dell’articolo 182, comma 1 – quinquies del Codice dei Beni Culturali.


Attualmente difatti il decreto 53/2009 sulle modalità di svolgimento della prova e le conseguenti Linee Guida assumono i requisiti normativamente previsti dall’art. 182 richiamato, come quello del conseguimento del diploma presso una scuola di restauro statale o regionale di durata non inferiore ai due anni e quello dello svolgimento di attività di restauro con responsabilità diretta nella gestione tecnica dell’intervento, in modo particolarmente restrittivo e in modo da escludere una grandissima parte di professionisti che operano da anni con successo nel settore del restauro.


Il sistema apprestato dal Legislatore oltre ad essere affetto da una palese iniquità appare viziato da elementi di incostituzionalità ponendosi in contrasto con quanto statuito non solo all’articolo 3 comma 2 della nostra Carta Costituzionale, che sancisce il principio di uguaglianza sostanziale, ma addirittura con le disposizioni di cui agli art. 4, 33 e 41, senza voler poi far cenno all’articolo 9 e 117.


Non vi sono del resto dubbi sul fatto che l’esercizio di un’attività professionale costituisca esplicazione di un diritto costituzionalmente riconosciuto e tutelato quale il diritto al lavoro, che si estrinseca nella libertà di scegliere un’attività lavorativa, con il conseguente divieto al legislatore di imporre limiti discriminatori a tale libertà o che direttamente o indirettamente la rinneghino, o che la affievoliscano gravemente o che addirittura la sopprimano.


Riteniamo che nel caso di cui trattasi l’applicazione legislativa si ponga in palese contrasto con i principi cardini del nostro diritto costituzionale oltre a costituire un motivo di discriminazione per professionisti che agiscono in un ambito particolare e fondamentale per la cultura del nostro Paese quale quello dei beni culturali, che reputiamo vadano tutelati con determinazione.

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