Mercoledì, 02 Settembre 2009 17:01

Anche quest'anno la lotteria ha fatto "cilecca"

Pubblicato in News
L’Unione degli Universitari aveva ragione nel definire una “lotteria” i test d’ingresso che si sono svolti in questi giorni negli Atenei italiani.
Tutti gli annunci tesi a rassicurare la regolarità delle prove fatte dai rettori e dal ministro Gelmini, sono risultati solo degli annunci per legittimare uno strumento che non funziona.
Abbiamo riscontrato irregolarità sia durante lo svolgimento delle prove sia nella correttezza delle domande e delle risposte.
Non sono bastati gli annunci del Rettore Frati di blindare le aule della Sapienza nelle quali si sarebbero dovuti svolgere i test di medicina.
Nelle aule I e II de La Sapienza durante lo svolgimento dei test di Medicina e Chirurgia sono state verificate irregolarità tra le quali candidati sorpresi che utilizzavano cellulari (episodio fatto presente alla commissione che non ha preso provvedimenti), casi di candidati che confrontavano le risposte durante lo svolgimento del compito, genitori che entravano e uscivano durante lo svolgimento delle prove.
Su questi fatti si possono visionare i seguenti video presenti su internet:
Video dell’aula I - Video dell’aula II
Oltre alle irregolarità durante lo svolgimento sono emerse risposte errate o dubbie ai quesiti presenti nei test. Riportiamo in allegato le risposte errate e dubbie.
Di fronte a questi episodi non possiamo che ribadire come questi test siano e vera propria lotteria, dove tutto è possibile!
Da troppi anni accadono irregolarità ai test per essere declassati ad episodi.
L’Unione degli Universitari ha presentato un esposto al Ministero per chiedere chiarezza su quello che è avvenuto.
Crediamo che come studenti abbiamo il diritto di provare a laurearci e di essere valutati seriamente e non con dei quiz che come abbiamo detto ricordano più il “superenalotto” che il più alto luogo del sapere.
Chiediamo al Parlamento di adoperarsi per abrogare la legge 264 e di approvare una nuova legge che risolva definitivamente le incongruenze tra diritto allo studio e le barriere poste dai test d’ingresso

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