Giovedì, 03 Settembre 2009 12:52

Numero chiuso: e' il momento di chiedere all'Europa la risposta che non abbiamo avuto dall'Italia

Pubblicato in News

RICORSO COLLETTIVO ALLA CORTE DEI DIRITTI DELL'UOMO CONTRO TUTTI I NUMERI CHIUSI



Il Coordinatore Nazionale dell'Unione degli Universitari spiega la lotteria dei test d'ingresso nel programma di approfondimento del Tg3 Lineanotte.

A che punto siamo?

E’ vero, il 18 giugno 2008 eravamo riusciti a trasformare i vostri mandati in una vera e propria battaglia di natura giudiziaria: il Tribunale Amministrativo del Lazio affermava, che l’Udu e gli studenti avevano ragione, la prova dell’A/A 2007-2008 era stata falsata.

Il TAR, infatti, annullava il decreto ministeriale emesso ex post ed illegittimamente al solo scopo di “convalidare” una procedura concorsuale abnorme, dichiarava errati ben 7 ulteriori quesiti della prova, affermava che “l’assenza di verbalizzazione della attività elaborate dalla Commissione, in vista e per la predisposizione dei quesiti, conduce a dichiarare l’inesistenza di quell’attività, vizio strutturale che involge ovviamente i risultati di quell’attività, e cioè gli ottanta quesiti oggetto della presente impugnativa” ed approvò il nostro “auspicio (lodevole) di dotare il sistema italiano di un modello funzionalmente più equo ed efficace, capace di privilegiare il merito e l’attitudine di coloro che aspirino svolgere la professione di medico” “caratterizzato dall’assenza di quiz preselettivi e da un sistema di accesso iniziale aperto a tutti, almeno fino al primo anno di corso che è comune a molte discipline del settore scientifico”.

Questa sentenza giuridicamente innovativ,a tuttavia, è stata oggetto d’impugnazione da parte del MIUR dinnanzi al Consiglio di Stato. Così, dopo un travagliato iter, il 7 aprile 2009, la VI sezione del Consiglio di Stato emanava una sentenza che ci ha lasciato basiti: ad un anno e mezzo di distanza dalla presentazione del Vostro ricorso, ed in spregio all'articolata e pregevole sentenza del TAR Lazio, il Consiglio di Stato ha dichiarato con due righe la propria impossibilità di esprimersi sul merito della vicenda a causa della “diversità dei ricorrenti e dei loro motivi di ricorso”.

Una pronuncia, questa, che, preferendo il metodo al merito, ci ferisce sia come uomini che come professionisti, e che ci rende consci dell’impossibilità di ricevere, dal nostro ordinamento, una risposta chiara e scevra da logiche di “opportunità”.


Possiamo rivolgerci ad un Tribunale diverso?

Sentiamo il dovere, oltre che il diritto, di rivolgerci alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo (CEDU) per la tutela delle nostre ragioni e siamo profondamente convinti della necessarietà di proseguire nell’azione giudiziaria per cercare di cambiare un sistema profondamente ingiusto che in realtà premia la casualità a discapito del merito.

Questa Corte, infatti, può essere adita dai singoli cittadini dell’Unione Europea, tutte le volte in cui gli stessi ritengono sia stato leso un diritto attribuito dalla Convenzione Europea per la salvaguardia dei Diritti dell'uomo e delle Libertà fondamentali e dai protocolli ad essa allegati.

Personalmente riteniamo che la condotta intrattenuta dal MIUR contravvenga a numerosi principi contenuti nella preziosa Convenzione violando il dovere di ogni Stato di non rifiutare il diritto all'istruzione a nessuno, di rispettare, nell’esercizio delle funzioni che assume nel campo dell’educazione e dell’insegnamento, il diritto dei genitori di assicurare tale educazione e tale insegnamento (art. 2 del Primo Protocollo addizionale alla Convenzione), contravvenendo al diritto a che ogni persona, sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un termine ragionevole da un Tribunale indipendente e imparziale, costituito per legge, il quale deciderà sia delle controversie sui suoi diritti e doveri di carattere civile ...(art.6 Convenzione).

Avremmo, inoltre e finalmente, la possibilità di sentir dichiarare che l'intero sistema dell'accesso programmato con tutto il meccanismo legato ai corsi di preparazione, ai “pellegrinaggi” annuali alla ricerca della città dove si entrerà col punteggio più basso, si pone in netto contrasto con il principio contenuto nell'articolo 14 della stessa Convenzione, laddove si specifica che il godimento dei diritti e delle libertà riconosciuti dalla Convenzione debbono essere garantiti "senza nessuna discriminazione", in particolare quella fondata sull'appartenenza a una minoranza nazionale di ricchezza, di nascita o di altra condizione.

Una pronuncia positiva da parte di quest’Illustrissima Corte comporterà:

1.      il risarcimento per i soggetti colpiti dalla sentenza del Consiglio di Stato.

2.      la possibilità di richiedere il risarcimento per tutti i ricorrenti colpiti da provvedimenti analoghi a quello del Consiglio di Stato

3.      una fondamentale dichiarazione di non conformità dell’intero  sistema dell’accesso programmato ai principi contenuti nella Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo con la possibilità che il Legislatore intervenga in una radicale riforma del sistema dell’accesso.


Chi può aderire?

Possono e devono aderire all’azione non soltanto i soggetti destinatari di sentenza negative nel nostro Paese ma tutti quei cittadini (studenti, genitori, simpatizzanti) che hanno a cuore la qualità della formazione dei medici, dentisti e dei professionisti sanitari e del domani che un giorno si occuperanno della loro salute (ma devono sottoscrivere ed inviare la procura soltanto i ricorrenti che hanno partecipato anche all’appello, tutti gli altri possono aderire compilando la scheda in allegato).

Più saremo ad aderire al ricorso, più forte sarà il segnale che, prima ancora della sentenza della CEDU, arriverà al nostro legislatore!

E’ il momento, quindi, di tornare a far sentire la nostra voce (scrivete al MIUR, ai giornali, organizzate incontri ecc..) e di fare un ultimo sforzo per sostenere i legali che andranno ad instaurare, presso la Corte di Strasburgo, questo costoso giudizio.

Come si aderisce?

L’adesione al ricorso va formalizzata -entro e non oltre il 20 settembre 2009- inviando doc scheda ed i pdf documenti ad essa allegati tempestivamente via fax al numero 06.64564197 e successivamente all’indirizzo:

Studio Legale Michele Bonetti Avvocato & Partners

Via Dardanelli 46  Roma 00195

Il contributo - minimo e volontario- per sostenere la causa varia a seconda della posizione degli interessati:

a)     Ricorrenti in I e II grado del Maxi Ricorso UDU: contributo minimo euro 50,00.

b)     Ricorrenti che hanno presentato ricorso avverso l’esclusione per l’A/A 2007-2008 per il tramite di altre associazioni e/o avvocati: contributo minimo euro 25,00

c)     Tutti i cittadini interessati a sostenere la nostra legittima battaglia: contributo minimo euro 10,00

Scarica i documenti
doc Scheda di adesione         
pdf Procura

N.B. Precisiamo, sin da ora, che, in caso di esito negativo dell'azione giudiziaria, tutte le spese legali saranno a nostro carico senza nulla a pretendere da parte dei ricorrenti.

Il bonifico bancario deve essere inoltrato a: Banca Popolare di Bergamo Conto Corrente: N° 000000098671 intestato a: Avv. Michele Bonetti Abi: 05428 Cab: 03200 Cin: Y IBAN IT92 Y0542 803 2 000 0000 0098671 Causale: Spese giudiziarie.

Per qualsiasi informazione potete contattarci ai nostri recapiti o contattare direttamente lo studio legale Bonetti ai numeri:

349.4216026 – 340.3662850- 06.37890806 e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. -www.avvocatomichelebonetti.it-

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